<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386</id><updated>2012-02-16T14:12:32.064+01:00</updated><title type='text'>Vite a Progetto...</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>513</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8903119410172018193</id><published>2011-03-04T22:41:00.001+01:00</published><updated>2011-03-04T22:43:35.969+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Con riferimento al testo pubblicato dalla sottoscritta sul web alla pagina http://www.atipicaprecaria.blogspot.com/2007/11/presidente-della-confraternita-della.html, nel quale si esprimevano in forma colorita giudizi e considerazioni sulla persona del sig. Giovanni Leporati, anche nella sua carica di Presidente dell’Emerita Confraternita della Patata di Bologna, desidero scusarmi con l’interessato per le espressioni da me utilizzate in qualsiasi modo esse possano essere risultate offensive. Ci tengo a chiarire che non era assolutamente mia intenzione recare alcuna forma di offesa al sig. Leporati, che non ho il piacere di conoscere personalmente. Mi dichiaro perciò dispiaciuta se, dalle mie parole, si è potuto evincere qualcosa di diverso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8903119410172018193?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8903119410172018193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8903119410172018193&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8903119410172018193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8903119410172018193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2011/03/con-riferimento-al-testo-pubblicato.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6151956959443543363</id><published>2008-07-30T18:22:00.000+02:00</published><updated>2008-07-30T18:34:01.362+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il contratto di un mese, dopo un mese, è scaduto. E non è stato rinnovato. Benvenuta disoccupazione.&lt;br /&gt;Dopo una settimana di disoccupazione (ferie? volete chiamarle ferie? e chiamiamole ferie, perchè quando uno sta senza far niente a luglio è di sicuro in ferie. Se capita a dicembre è disoccupato: come al solito, è la sottile linea rossa del caso a far sia il monaco che l'abito), squilla il telefono. Sono quelli del contratto di un mese.&lt;br /&gt;"Benedetta cara, ti disturbo?" gracchia la voce della responsabile del personale.&lt;br /&gt;(Ve l'immaginate la scena? "Sì, mi disturbi brutta racchia, non sai che mi sto godendo la disoccupazione?) &lt;br /&gt;"No, ci mancherebbe"&lt;br /&gt;"Ti chiederei se sei disponibile per un lavoro"&lt;br /&gt;Sorrido da un orecchio all'altro, ma un sorriso enorme, a tre file di denti come gli squali.&lt;br /&gt;"Certo, dimmi pure"&lt;br /&gt;"Ah guarda si tratta dei libri dio cucina mondadori, ma c'è un solo problema"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Io posso darti il lavoro solo a giornate"&lt;br /&gt;"In che senso scusi?"&lt;br /&gt;"Che ti dirò di giorno in giorno se il giorno dopo lavori"&lt;br /&gt;Lavoro a giornate, come gli operai alla fine degli anni Trenta. Un pugno in piena faccia e le mie tre file di denti si trasformano nella maschera dell'urlo di Munk.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, ovviamente, siccome son precaria di lungo corso e attualmente disoccupata, molto dignitosamente ho accettato, ho lavorato due giorni e da un'ora fa son di nuovo disoccupata. In ferie,avevamo detto in ferie. Sì, sono di nuovo in ferie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6151956959443543363?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6151956959443543363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6151956959443543363&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6151956959443543363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6151956959443543363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/07/il-contratto-di-un-mese-dopo-un-mese.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1434984627341453168</id><published>2008-07-08T09:00:00.000+02:00</published><updated>2008-07-08T09:49:07.175+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Domani mi rilasciano. Forse. Perchè non è che uno tenta il suicidio e poi lo rimettono a piede libero come se niente fosse. Pare che la pratica clinica insegni che i suicidi hanno il brutto vizio di riprovarci. E siccome in ogni cosa si fa tesoro dell'esperienza, di solito ci riprovano alzando il tiro, cioè riducendo drasticamente le possibilità di essere salvati. E anche se in questo blog nessuno è medico, ci arriviamo tutti a capire che, quanto a drastricità, aprire la finestra e lanciarsi dall'ottavo piano è tutta un'altra cosa rispetto a ingoiare una boccetta di veleno e telefonare dopo un quarto d'ora chiedendo aiuto. &lt;br /&gt;Quindi appena riapri gli occhi, la prima cosa che si preoccupano di appurare è come vivi la faccenda di essere stato salvato: nel senso che la proposizione "é andato tutto bene" acquista senso rispetto a una certa volontà. E in questo caso quando qualcosa è andato bene per i dottori che vogliono salvarti, significa che è andato male per te che volevi trapassare, non so se mi spiego. E ci sono certi che quando capiscono di essere ancora in questa valle di lacrime, s'incazzano come delle pantere. Io ho cominciato a baciarmi i gomiti nel momento in cui ho capito che mio padre era mio padre e non il suo fantasma, quindi almeno sul significato di "é andato tutto bene" ci siamo trovati subito d'accordo. Il secondo passo è convincerli che dici sul serio e che non stai solo facendo il buono per essere rimesso a piede libero il più presto possibile e impiccarti col lenzuolo al lampadario alla prima occasione. E quelli hanno un sacco di modi per capire se dici la verità o no. Io per esempio ho cercato di convincerli che "non voglio svegliarmi domani" non coincideva esattamente con la volontà di morire per sempre. Volevo morire per un po', a tempo determinato pure quello. In pratica prendermi una vacanza dalla vita e poi tornarci quando mi fossi riposata un po'. Ho insistito con questa tesi con lo psichiatra mentre quello mi frugava il cervello con lo sguardo tagliente, convinta che questa voglia di morire solo un po' fosse prova della mia indiscutibile salute mentale. Per fortuna quello ha avuto pietà di me e non mi ha fatto legare al letto. Io, se avessi avuto davanti una che cerca di infinocchiarmi con la morte a tempo determinato, probabilmente non sarei stata altrettanto umana e l'avrei accontentata buttandola dal quinto piano.&lt;br /&gt;E poi dopo l'ospedale viene la clinica psichiatrica, che è un mondo a parte. Appena rilasciata sono stata in un posto con le finestre chiuse a chiave, senza specchi in bagno, in cui non ti lasciavano tenere neppure il caricabatterie del telefono per paura che cercassi di usarlo per strozzarti. Però è stato lì che ho scoperto che dentro le cliniche psichiatriche si parla liberamente e senza vergogna di cose che fuori non racconti a nessuno. Così partecipi a discorsi deliranti del tipo:&lt;br /&gt;"Tu perchè sei qua?"&lt;br /&gt;"Ho cercato di ammazzarmi"&lt;br /&gt;"Ah si, e come?"&lt;br /&gt;"Coll'antidepressivo. E tu perchè sei qua?"&lt;br /&gt;"Beh, io ho ingurgitato tutta la scatola di Xanax, ma mica volevo davvero morire. Ero solo agitata ed era arrivato il momento di prendere il tranquillante"&lt;br /&gt;Che a pensarci bene non è affatto un discorso delirante, ma solo perchè il luogo fa la differenzai: qua dentro è uno dei discorsi più comuni e normali cui si possa prendere parte, ma ve l'immaginate due soggetti passeggiare per piazza maggiore e scambiarsi amabilmente racconti di questo tipo?&lt;br /&gt;Un'altra cosa che colpisce è che qua dentro i rumori del mondo ti arrivano attutiti, lontani, in sottofondo. Tu pensi a te, tutti pensano a te, a farti stare bene, tutti si preoccupano delle tue preoccupazioni. In effetti nessuno ti considera proprio proprio a posto, quando sei qua dentro, quindi tutti fanno di tutto per farti stare calma, serena e non ti si chiede di fare altro che di collaborare coi dottori. E ti ci abitui. E alla fine la distanza fra te e il mondo dei sani aumenta. Fino a quando non capita che ti diano un permesso per andare a prendere un caffè fuori e ti accorgi che sei in ansia. Perchè sei tra quelli che secondo te sono diversi e quantomeno i problemi li affrontano, invece di far cazzate. In dieci giorni ho risalito la scala della salute mentale passando dal luogo in cui le finestre non si aprono a quello in cui si parono ma ci sono le inferriate e puoi passeggiare in giardino con i tuoi genitori, per poi approdare alla camera senza sbarre alle finestre e con un bellissimo specchio in bagno e al permesso di prendere il caffè fuori anche da sola. Le fettine di libertà aumentavano in modo direttamente proporzionale alle quantità di stabilizzatore dell'umore che mi venivano somministrate. E domani (o dopodomani, per questioni burocratiche) mi metteranno di nuovo in mano le mie pilloline e mi rilasceranno con la frase che di solito ti dicono i dottori in questo caso "speriamo di non rivederci mai più".E la prima cosa che farò sarà bere un succo di frutta (niente birretta, non si puote per ora, al mio fegato il sorsetto di antidepressivo non è tanto piaciuto) in Piazza Santo Stefano. Eccheccazzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1434984627341453168?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1434984627341453168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1434984627341453168&amp;isPopup=true' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1434984627341453168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1434984627341453168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/07/domani-mi-rilasciano.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5956157564755713147</id><published>2008-06-30T17:00:00.000+02:00</published><updated>2008-06-30T17:46:32.924+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Tutti ci pensano. Qualche volta. Ah, se domani mattina non mi svegliassi, se magari non mi svegliassi mai più. Magari non tutti, ma insomma, i periodi difficili capitano e qualche volta i pensieri sfuggono anche a chi in realtà non lo farebbe mai.&lt;br /&gt;Poi ci sono quelli a cui sfuggono le azioni. &lt;br /&gt;Ah, se domani mattina non mi svegliassi. &lt;br /&gt;Fa caldo, le finestre sono spalancate, la boccetta di antidepressivo quasi piena a portata di mano. No, domani mattina non mi voglio svegliare, sono stanca e non ce la faccio. In camera c'è una luce accesa, di solito sembra calda, accogliente, poi all'improvviso angosciante. E sembra di non riuscire a respirare perchè una mano ti strozza la gola. &lt;br /&gt;E la boccetta è lì. Togli il tappo. La guardi. Togliere il tappo non vuol dire bere. &lt;br /&gt;La guardi. &lt;br /&gt;La luce è accecante e angosciante, la mano ti stringe sempre più forte la gola. Sono stanca. Se domani mattina non mi svegliassi, se non mi svegliassi mai più. E all'improvviso, bevi. Tutto. E' un bel sorso e brucia come la vodka. Sembra un superalcolico. Ti siedi per terra con la schiena appoggiata al letto. Ti s'impasta la bocca, comincia a girare la testa. Comincia quasi subito, quella sensazione di nausea violenta. La mano stringe e stringe, ma adesso la senti di meno, gli occhi si chiudono.&lt;br /&gt;Provi a tenerli aperti ma loro si chiudono lo stesso e ogni volta restano un po' più chiusi.&lt;br /&gt;Ti spaventi.&lt;br /&gt;Telefoni. &lt;br /&gt;Squilla, nessuno risponde. &lt;br /&gt;Telefoni ancora a un'altra persona. &lt;br /&gt;"Dammi un cazzo di numero che posso chiamare, qualcuno a Bologna che ti porta in ospedale!". &lt;br /&gt;Ma tu non riesci, non ricordi niente a memoria, provi a dire qualcosa, ma la lingua s'incolla e gli occhi vogliono restare chiusi. Poi ricevi una telefonata. &lt;br /&gt;"Che cazzo dici? stai li, adesso arrivo". &lt;br /&gt;Non senti suonare il campanello. &lt;br /&gt;Per fortuna ha ancora le chiavi. &lt;br /&gt;Le scale di casa le scendi da sola, sali su una macchina. &lt;br /&gt;Poi il buio. &lt;br /&gt;La voce di qualcuno "Non dormire!Guardami! Guardami!Guardami!Non dormire"&lt;br /&gt;Qualcosa ti stragola.&lt;br /&gt;Qualcosa nello stomaco, brucia.&lt;br /&gt;Poi buio.&lt;br /&gt;Una carezza sulla testa.&lt;br /&gt;Una maglia a strisce arancioni e gialle.&lt;br /&gt;Poi dormi.&lt;br /&gt;Una donna bionda che piange e ti accarezza.&lt;br /&gt;Poi dormi.&lt;br /&gt;Tuo padre con gli occhi rossi.&lt;br /&gt;Poi dormi.&lt;br /&gt;La tua migliore amica che piange.&lt;br /&gt;Poi dormi.&lt;br /&gt;Tante facce, una per volta. Le conosci, sono i tuoi ex colleghi.&lt;br /&gt;"Che ore sono?Quanto ho dormito?".&lt;br /&gt;Poi dormi.&lt;br /&gt;Tua madre.&lt;br /&gt;Poi dormi.&lt;br /&gt;Il giorno dopo la stessa voce che non ti lasciava dormire: "Hai corso un brutto rischio. Hai bevuto un veleno mortale, ti abbiamo salvato dal coma per pura fortuna. Ora stai bene, ma non farlo mai più"&lt;br /&gt;Apri gli occhi, un infermiere, avrà la tua età, ti guarda con gli occhi dolci e preoccupati.&lt;br /&gt;"L'ultimo sforzo e ti libero di tutti questi tubi"&lt;br /&gt;Ti guardi intorno e capisci che sei attaccata alle macchine, quelle che ti hanno fatto respirare quando non ci riuscivi da sola.&lt;br /&gt;E piangi.&lt;br /&gt;Poi dormi.&lt;br /&gt;E adesso scrivi, e sei viva per miracolo e sei dovuta passare da lì e dal ricovero e sotto le mani di sei psichiatri per capire cos'hai e cosa hai fatto. E che la vita in fondo ti piace. &lt;br /&gt;Dopo il reparto di medicina d'urgenza di reparti ne hai visti altri. Dove la gente soffre davvero, e tanto. Dove le malattie, anche se psichiatriche, ti riducono una larva umana. &lt;br /&gt;Tu non hai niente, la depressione si cura. La strada è lunga e ci vuole impegno. Ma si cura.&lt;br /&gt;E così adesso scrivi e racconti di quando ti girava la testa e s'impastava la lingua. &lt;br /&gt;E tutti ripetono che a quest'ora potevi essere terra per fagioli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Eccheppalle!voglio uscire di qua!"&lt;br /&gt;"Ok, sta bene, è tornata rompipalle come prima!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5956157564755713147?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5956157564755713147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5956157564755713147&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5956157564755713147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5956157564755713147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/06/tutti-ci-pensano.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1204674638887421306</id><published>2008-06-20T14:19:00.000+02:00</published><updated>2008-06-20T14:47:14.791+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ok, non sto aggiornando. Eh lo so, ma provate voi ad aprire la maschera di blogger su un Mac grosso quanto lo schermo di un cinema piazzato nel bel mezzo di un open space con la faccia al muro. Nel senso che voi siete con la faccia al muro e il Megaschermo che vi tocca in sorte è rivolto proprio verso l'open space. Che più che un open space pare via Indipendenza il sabato pomeriggio. C'è passeggio. E ce n'è talmente tanto che non sono ancora riuscita a identificare le facce dei capi. Davvero. E il più delle volte è un passeggio isterico e qualcuno grida che qualcosa va corretto, rivisto, redazionato, stracciato, ingoiato, ridotto in mille pezzi, disintegrato.&lt;br /&gt;Però.&lt;br /&gt;Però la mia capa è gentile. Impenetrabile eh. Di quelle che quando ti guardano non capisci mai se sta pensando che sei un cretino o un genio. Però quando ho un dubbio e le faccio una domanda non rischio di ritrovarmi con un fermacarte su per il culo. E nessuno, in una settimana, mi ha ancora dato della cerebrolesa. Ed è un buon risultato se considerate che SS ci riuscì dopo solo due giorni e prima di fare una domanda alla Bara bisognava contare fino a dieci e incrociare le dita sperando che fosse di buon umore. E anche se lo era trovava comunque un modo per non rispondere. Perciò se mi andava male collezionavo insulti e non ottenevo risposta; e se mi andava bene alzava gli occhi al cielo e non ottenevo risposta.&lt;br /&gt;E poi i colleghi. Beh son troppi per identificarli tutti in una cinque giorni. Ma ho conosciuto due ragazze e non mangio da sola e con loro vado in pausa sigaretta e ci facciamo pure un sacco di risate. E forse, ma ripeto forse che finchè non vedo non credo, non mi ritroverò in mezzo a una strada il 17 luglio. Forse, ha detto una tizia che io credo essere la responsabile del personale e che sembra appena uscita da un campo di addestramento per militanti di Al Qaeda, ma tutto sommato mi è simpatica, c'è qualcosa anche dopo. Forse. E se non incrociate le dite adesso ve appena vi acchiappo ve le sbrano.&lt;br /&gt;Ho dimenticato qualcosa? Beh, si, la mia scrivania non mi sembra più così inospitale. Forse proprio mia mia non è ancora, ma almeno mi ospita e non cerca di strangolarmi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1204674638887421306?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1204674638887421306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1204674638887421306&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1204674638887421306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1204674638887421306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/06/ok-non-sto-aggiornando.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6146913175072933875</id><published>2008-06-16T20:09:00.000+02:00</published><updated>2008-06-16T21:25:02.466+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Oggi doveva essere il primo giorno del resto della mia vita. E invece.&lt;br /&gt;Giovedì scorso trovo questo lavoro, un contrattino di un mese, ma in un service editoriale abbastanza importante qua. Contrattualmente e umanamente è arcinoto per essere quanto di più simile ad Auschwitz, ma meglio farsi mangiare vivi per De Agostini che per il giornaletto per i benzinai, non credete? E poi non è che non ci siamo abituati a un po' di sano sfruttamento. Diciamo che c'ho guadagnato 17 giorni: invece di restare senza lavoro il 30 giugno, ci resto il 17 luglio.&lt;br /&gt;Così giovedì arrivo in ufficio e do la lieta novella e scopro che quelli sono contenti per me, che gli dispiaceva sapermi disoccupata. E venerdì per salutarmi mi comprano un mazzolino di fiori e non smettono di ripetere in bocca al lupo. E io penso, in fondo lascio buoni ricordi nella gente, forse non sono così male.&lt;br /&gt;E poi la sera io e l'uomo con cui sto da 8 anni e mezzo, quello con cui siamo cresciuti insieme, quello che c'era quando mi bocciavano agli esami e festeggiava con me quando prendevo 30, quello che c'era il giorno della mia laurea, quello che c'ero io il giorno della sua, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che a furia di condividere siam diventati fratelli. E che ci teniamo davvero che quest'amicizia sopravviva, perchè altro non c'è. E anche se questo è vero anche per me, anche se il dolore non è straziante, ma silente e costante, beh, ti passano davanti agli occhi fotografie e risate e momenti e anni, gli anni che ti separano da quand'eri ragazzina. E poi quegli occhi si riempiono di lacrime che scendono silenziose, amare. E così pensi che lunedì non potrai nemmeno rannicchiarti sulla scrivania - scomoda per carità, ma tua - in cui ti sei rannicchiata per tre anni. E per qualche oscura associazione mentale, pensi che in fondo è al CSM devi questo blog, e di conseguenza tutti voi. I vostri incoraggiamenti, i vostri rimproveri, i volstri applausi e le vostre critiche. Qualcuno di voi è diventato reale, una faccia in carne e ossa, qualcuno con cui discuto, pianifico, rido su skype per ore e una voce a cui telefono quando, come oggi, mi sembra che la voglia di ingurgitare la tutta la boccetta di goccine sia troppo forte per combatterla da sola. Rendiamo grazie al web 2.0.&lt;br /&gt;Poi il week end...&lt;br /&gt;E quando stamattina ho varcato piena di speranze la soglia dell'ufficio che mi ospiterà un mese (che, insomma, qua mica ci facciamo illusioni), all'improvviso le speranze si sono sciolte come neve al sole e mi sono sentita stanca. Ho sbocconcellato un panino praticamente sola, ho spremuto come al solito le mie goccine nel bicchiere ("signorina, con queste medicine non si scherza: mi raccomando, i dosaggi sono quelli che dico io, non una di più, non una di meno") e di colpo ho provato quella sensazione di freddo e vuoto che si ha di solito dopo un trasloco, quando passi la prima notte nella casa nuova, quella casa che è tua epperò non ti appartiene. Davanti a me non ho visto più una pagina bianca tutta da scrivere, che ok, a uno può venire il blocco dello scrittore, ma comunque pagina bianca vuol dire possibilità. Puoi scriverci "scemo chi legge", ma se ti va bene partorisci "Opinioni di un clown". No, io ho visto macerie. Proprio quelle macerie di cui parlava il mattologo:&lt;br /&gt;"Lei costruisce e poi a un certo punto comincia a scagliare bombe su ciò che ha costruito. Poi, quando comincia a vedere le macerie, si spaventa ed ecco che arriva l'ansia. Lei simula suicidi continuamente, Benedetta".&lt;br /&gt;E mi sono sentita infinitamente sola. Con le mie macerie, e la mia inguaribile tendenza ad abbattere, invece che costruire. E mi sono pure un po' incazzata, che abbattere è facile, mentre per costruire ci vuole tenacia, costanza, coraggio. E quindi, dopo essermi incazzata, mi sono sentita fallita e ho avuto una gran voglia di piangere. Di nuovo. E così, mentre inserivo lemmi in un indice analitico, scendevano le lacrime e chissà che macello ho fatto. E se il buongiorno si vede dal mattino...&lt;br /&gt;Ora io non parlo mai di vita privata, o almeno non di questo tipo di vita privata, ma oggi faccio un'eccezione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piero sono stati otto anni e mezzo preziosi, prezioso il modo in cui ci siamo presi cura l'uno dell'altra, in cui ci siamo aiutati a crescere con i nostri piccoli e grandi difetti, prezioso persino il modo in cui ci siamo lasciati. Senza rabbia e senza rancore perchè come hai detto tu "certe coppie scoppiano, certe si consumano". Noi ci siamo consumati. E io ti auguro, con una punta di malinconia forse, ma con tanta tanta sincerità di essere felice, qui o altrove, con chiunque avrà la fortuna di incontrarti dopo di me. Purtroppo non so scrive lettere d'amore, d'addio e nemmeno di presentazione, perchè in tutti e tre i casi è previsto che ci si prenda sul serio, e chiunque qui, soprattutto tu, sa bene che prendersi sul serio non una delle mie maggiori qualità. Nemmeno la mia depressione prendo sul serio, anche se ho la sgradevole sensazione che lei prenda molto sul serio me. Quindi poniamo fine allo strazio: in bocca al lupo, grazie di avermi portato fin qui e ricordati che mi casa es tu casa, che piova, nevichi o faccia bello, che tu abbia voglia di piangere, ridere o stare in silenzio in un luogo sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi c'è questa che forse è per qualcuno e forse no. O forse è solo per la vita che dicono che sia bella, e io pure mi ricordo qualcosa in proposito, tipo quando nonna mi portava al mercato a comprare i sandaletti per l'estate, o quando quella mattina mi sono guardata allo specchio e sono riuscita a vedermi bella e forte, ma adesso somiglia solo a un grosso tritacarne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Love of my life you've hurt me&lt;br /&gt;You've broken my heart and now you leave me&lt;br /&gt;Love of my life can't you see&lt;br /&gt;Bring it back bring it back&lt;br /&gt;Don't take it away from me&lt;br /&gt;Because you don't know&lt;br /&gt;What it means to me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Love of my life don't leave me&lt;br /&gt;You've taken my love you now desert me&lt;br /&gt;Love of my life can't you see&lt;br /&gt;Bring it back bring it back&lt;br /&gt;Don't take it away from me&lt;br /&gt;Because you don't know&lt;br /&gt;What it means to me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You will remember&lt;br /&gt;When this is blown over&lt;br /&gt;And everything's all by the way&lt;br /&gt;When I grow older&lt;br /&gt;I will be there at your side to remind you&lt;br /&gt;How I still love you I still love you&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Back hurry back&lt;br /&gt;Please bring it back home to me&lt;br /&gt;Because you don't know&lt;br /&gt;What it means to me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Love of my life&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Love of my life&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6146913175072933875?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6146913175072933875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6146913175072933875&amp;isPopup=true' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6146913175072933875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6146913175072933875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/06/oggi-doveva-essere-il-primo-giorno-del.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-9167062753441550282</id><published>2008-06-11T17:53:00.000+02:00</published><updated>2008-06-11T18:53:34.043+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Atipica dal mattologo per prima cosa inciampa in una sedia. Segue figura di merda anche peggiore: lui si siede e io resto in piedi impalata come un'idiota, letteralmente aggrappata alla tracolla della mia borsa con gli occhi fuori dalle orbite. Lui mi guarda come per dire "oddio, ecco un'altra matta!" e poi mi fa cenno di sedermi. Mi siedo, ma solo un po'. Cioè no, sedermi mi siedo, ma resto sulla punta della sedia rigida come una che ha una scopa nel culo, se mi passate la garbata metafora. E siccome non posso più torturare il manico della borsa stringo ferocemente l'mp3. Domande di rito: quanti anni ha, che lavoro fa, cose così. Poi quella che tanto temevo:&lt;br /&gt;"Perchè è qui?"&lt;br /&gt;"Perchè sta esplodendo tutto"&lt;br /&gt;Chiunque, a una risposta così scema, mi avrebbe congedato con una pacca sulla spalla dicendomi "lei non ha niente, è solo completamente, irreversibilmente, tragicamente idiota". Invece no, quello ha continuato. La mamma, il papà, il denaro, il lavoro, la vita, il futuro. Un turbinio di argomenti su cui pensi di avere teorie infallibili, conoscenze approfondite, consapevolezze frutto di anni di riflessioni, e invece poi scopri che alla domanda "mi parli di sua madre" sai dire solo che non sai niente di lei, che quand'eri bambina era dolcissima e poi è sfumata sullo sfondo e adesso ci parli solo di stronzate e anche per quelle, a volte, finisci a litigarci. Così, nella maggior parte dei casi, non ci parli affatto.&lt;br /&gt;Una fatica immane, un'ora a cercare di sfuggire lo sguardo di sto tizio che invece mi puntava in faccia 'sti due occhietti distaccati, freddi. No, freddi forse no, professionali, immagino. Sono i miei problemi, non i suoi. E lui non è un amico che mi deve comprensione. Lui ascolta, annota, analizza, incasella. E se quella che incasella è la mia vita, beh, strano si, ma lo sto pagando proprio per quello.&lt;br /&gt;Poi un mezzo responso: Atipica Ansiosa, Atipica Depressa, Atipica Autodistruttiva.&lt;br /&gt;Lei è una guastatrice, mi ha detto.&lt;br /&gt;Nessuna sentenza definitiva. Quel che ho appurato per ora è che di depressione trattasi. Accompagnata da manifestazioni ansiose e un non meglio specificato disturbo del controllo degli impulsi. Però adesso bisogna associare il sostantivo Depressione all'aggettivo giusto. Bipolare, monopolare o salcazzo che altro. E pare che dall'aggettivo dipendano un sacco di cose. E per metterci quest'aggettivo dovrò tornare chissà quante altre volte a raccontare i fatti miei all'uomo che ascolta, analizza, incasella e conclude.&lt;br /&gt;E intanto? Intanto fermiamo l'ansia con alcune goccine magiche e proviamo rimettere in bolla la serotonina con altre goccine magiche. E così stamattina - tlic, tlic, tlic - ho spremuto le famose goccine nel bicchiere e...pof, la morsa alla gola è scomparsa. Ho aperto la finestra di blogger e scritto e fatto altre cose in ufficio e mi aspettavo la morsa alla gola da un momento all'altro, ma niente.&lt;br /&gt;Bello, penso, riuscire a respirare normalmente e stare seduti più di dieci minuti e non avere un bisogno esagerato di rimbalzare da una parte all'altra. Bello. E mi domando: quindi è così che sta la gente "normale", che poi l'ho sempre detto che normalità è un'invenzione, al massimo un parametro, un'unità di misura teorica a cui si può più che altro tendere. Però insomma, capito cosa voglio dire? Mi meraviglia, ecco, che non mi ricordavo più com'era rilassante essere così.&lt;br /&gt;E adesso aspettiamo l'aggettivo...&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I'm going slightly mad&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;               I'm going slightly mad&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;               It finally happened, happened&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;               It finally happened ooh oh&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;               It finally happened, I'm slightly mad&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;               Oh dear!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Queen&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-9167062753441550282?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/9167062753441550282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=9167062753441550282&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/9167062753441550282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/9167062753441550282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/06/atipica-dal-mattologo-per-prima-cosa.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7758336455713772753</id><published>2008-06-09T14:07:00.000+02:00</published><updated>2008-06-09T15:17:31.210+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La domanda di oggi è: come finisce un blog? E poi, a salire: finisce un blog? E' come un romanzo o un film che a un certo punto deve finire per forza sennò ti vengono le piaghe da decubito sulla poltrona come al cinema all'ultimo pezzo del Signore degli Anelli? E soprattutto: se deve finire, il mio come finisce?&lt;br /&gt;1- Che trovo un altro lavoro, magari a tempo indeterminato, abbandono questa prospettiva distorta e scrausa, questo sguardo obliquo sulla mia vita, mi metto a guardarla di piatto come un tv color al plasma con un mezzo metro di pollici, mi faccio una pettinatura degna di questo nome e divento come La Bara. E magari mi passa pure il vizietto dell'autoironia, di farmi dei piercing e di litigare con mia madre sull'opportunità/necessità di mettere la testa a posto. (Che poi quale testa? E in quale posto? Così la prossima volta che mia madre mi romperà le balle con la storia dell'orologio biologico, e mi dirà che sembro un'adolescente fuori tempo massimo e che se proprio non voglio adottare il motto "concretizzare, concretizzare, concretizzare" come si conviene a un trentenne all'altezza della sua età, almeno le facessi il piacere di levarmi le Converse All Star che puzzano, le risponderò che io voglio concretizzare, sono gli adulti cattivi che non me lo lasciano fare).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2 - Prendo la chitarra, me l'appendo dietro la schiena e mi metto a girare per le piazze come Remì con l'arpa. Senza il nonno e senza il cane, ma vabbè, due bocche in meno da sfamare. Faccio del nomadismo uno stile di vita e vedo dove mi porta: così il precariato diventa assoluto e la facciamo finita con le scissioni e le lacerazioni. Che poi son quelle a dar fastidio, mica altro. Non vogliamo essere precari e lo siamo; siam figli di borghesi e viviam da proletari, vogliamo il posto fisso e siam liberi professionisti. L'unica differenza fra precarietà e flessibilità che sia riuscita a individuare è questa: che il flessibile ci sta bene in questa situazione di merdina e il precario no. Che poi per starci bene nella flessibilità ci devono essere certi parametri, ok, ma la sostanza è quella. In questi 3 anni ho scoperto a mie spese che non esser nè carne nè pesce non significa che nessuno ti vuol mangiare, ma che ti vogliono arrostire sia quelli a cui piace la carne che quelli a cui piace il pesce. Tragicamente questo raddoppia il numero di quelli che ti vogliono far la festa e dimezza le possibilità che hai di star tranquillo. Fate un po' voi.&lt;br /&gt;3 - Fine alla Tarantino: entro, faccio una strage e poi me ne vo a fare colazione con kalashnikov a tracolla e pezzo di interiora di collega sulla faccia. Arrivano le sirene, mi arrestano, io sorrido ai giornalisti e passo alla storia come Il Boia di Bologna.&lt;br /&gt;4 - Fine alla Che Guevara: mi metto il baschetto con la stella e guido la rivolta dei giovani precari. Poi quando ho finito qua me ne vado in Darfur e lì muoio poco dopo crivellata di colpi di machete. Oppure mi faccio ammazzare proprio all'alba di una nuova era, come Lady Oscar. Passo alla storia come il Robespierre dei Precari, ma di fatto resto una che ha levato le castagne dal fuoco a un sacco di gente e non ha avuto manco l'accortezza di campare abbastanza per mangiarsene una.&lt;br /&gt;5 -  Mi fingo pazza, me ne vado in giro in babydoll rosa e orecchie da coniglio, distribuisco perle di follia a chiunque e poi un bel giorno me ne esco con la frase: " Conviene a tutti far credere pazzi certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perchè? Perchè non si resiste a sentirli parlare". E il fatto che ora mi senta un po' Enrico IV e un po' Pirandello suggerisce che non devo fare poi tutta 'sta fatica a fare il saltello definitivo in direzione della follia.&lt;br /&gt;6 - Mi sposo possibilmente un titolare di American Express e risolvo la questione precaria mia personale con i metodi suggeriti dal Pastore Tedesco e da Silviuccio nostro. Poi tra dieci anni, agghindata di brillanti come un albero di Natale e con la coscienza pitturata di bianco da un decennio di beneficenza, vado in analisi a raccontare quanto mi annoio e quanto sono insoddisfatta a un tizio profumatamente pagato per annuire, prendere appunti ed elevare al rango di problema esistenziale la mia noia di donna ricca e viziata.&lt;br /&gt;7 - Resto precaria. Incazzata e povera, o anche no, ma comunque fedele a me stessa, anche se in questo momento non ho ben capito a quale delle mie una, nessuna e centomila personalità vorrei restare fedele. Accetto suggerimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, decidete voi fra le proposte o inventatene altre. Siete lettori di un blog, mica di un libro. E se questo è il web 2.0 e voi avete la possibilità di mandarmi affanculo nei commenti, potete anche scegliere la fine di questo blog. Io intanto sconto l'ansia di dover scrivere la parola fine e domani, alle 18, vado per la prima volta dal mattologo. Che, son sicura, mi proporrà per una lobotomia frontale e addio Atipica. E il punto è che ora come ora non mi sento nemmeno sicura che sia una proposta così sgradevole.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7758336455713772753?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7758336455713772753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7758336455713772753&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7758336455713772753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7758336455713772753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/06/la-domanda-di-oggi-come-finisce-un-blog.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1757213542205083230</id><published>2008-06-06T15:01:00.001+02:00</published><updated>2008-06-06T15:14:17.335+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p style="font-family: georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Allora, fino a cinque minuti fa avevo il blocco dello scrittore, tipo che quando apri la finestra di blogger una mano ti acchiappa il collo e un'altra l'esofago e insieme stringono stringono stringono e tu sei troppo impegnato nel cercare di sopravvivere per dedicarti a un'attività cognitiva complessa come scrivere. Il cervello è vuoto. Non mi succede solo con blog, mi succede persino coi commenti, le email, gli sms. Lasciamo stare il lavoro, devo scrivere un articolo sulle modifiche al codice della strada e me lo sto trascinando dietro da settimane, manco fosse una tesi di dottorato sull'ateo virtuoso di Baille. Capita pure con la lista della spesa: prendo la penna, il foglietto e penso "patate, mozzarella, zucchine, fragole...". Poi alla p di patate il cervello va in loop e la mano si blocca. E non sarebbe neanche un dramma che in vita mia ho compilato liste della spesa solo e soltanto per dimenticarle sul tavolo e ritrovarmi a comprare tutto quello che non avrei dovuto comprare. Però insomma, per il blog mi scocciava. Solo che cinque minuti fa il Deus Ex Machina è entrato nella mia vita con le sembianze e la voce del Signor Vito da Salerno per ricomporre, se non proprio il milione di piccoli pezzi esplosi da quando è iniziato giugno, almeno questa microtragedia artisticoespressiva.&lt;br /&gt;"Buongiorno Signorinella"&lt;br /&gt;E già uno che mi chiama signorinella mi fa sentire una vispa teresa, invece del macigno che sono di recente.&lt;br /&gt;"Buongiorno, mi dica"&lt;br /&gt;"Allora, a me mo il 15 giugno mi arriva la Renò Espace (leggere come è scritto, please, il signor Vito da Salerno non sa l'inglese né il francese e manco li vuole sapere, secondo me)”.&lt;br /&gt;Pausa.&lt;br /&gt;“Bene e come posso aiutarla?”&lt;br /&gt;“Eh, voglio fare gli incentivi”&lt;br /&gt;“Vuole fare gli incentivi in che senso?”&lt;br /&gt;“Che voglio fare l’impianto con gli incentivi”&lt;br /&gt;“Ah, ok!Beh però gli incentivi sono esauriti, mi dispiace”&lt;br /&gt;“Come sarebbe?”&lt;br /&gt;“Sarebbe che sono finiti i 52 milioni di euro destinati alla trasformazione delle auto a gas. Sono finiti”&lt;br /&gt;No money, no party, entiende?&lt;br /&gt;“E quando li rimettono?”&lt;br /&gt;“Non glielo so dire, dipende dal governo”&lt;br /&gt;“Ah! E voi non glielo potete chiedere?”&lt;br /&gt;“A chi?”&lt;br /&gt;“A Silvio”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“Signorinella bella, se non glielo chiedete, quello non ve li da…”&lt;br /&gt;“Ah, invece se glieli chiediamo…”&lt;br /&gt;“Se glieli chiedete, Silvio ve li da sicuro. Ha detto che vuole aiutare la povera gente”&lt;br /&gt;“S-s-icuramente lo farà, ma quand’anche non potrebbe decidere da solo…”&lt;br /&gt;Comincio a sudare freddo, temo di non riuscire a liberarmi dell’apostolo di San Silvio da Arcore.&lt;br /&gt;“E come no, signorì!Certo che può, quello Silvio è il capo di tutto e lo sa che la benzina costa cara e si preoccupa per la povera gente, è un santo Silvio, signorì, e se voi ci chiedete gli incentivi per il primo luglio quello ve li dà”&lt;br /&gt;“Proveremo…intanto lei provi a proporlo per la beatificazione ante-mortem”&lt;br /&gt;Non coglie.&lt;br /&gt;“Se lei ce li chiede, quello ve li dà, si fidi, sennò sono costretto a scrivergli io, ma non va bene, signorì, che io mi metto a fare il mestiere vostro”&lt;br /&gt;“Decisamente no, non va bene”&lt;br /&gt;“Allora, mi promette che lo fa per me?”&lt;br /&gt;“S-s-ì pro-pro-prometto…”&lt;br /&gt;“Oh, brava così si fa!” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style=";font-family:georgia;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Posto che non era uno scherzo e che, almeno a giudicar dalla voce, il signor Vito da Salerno ha diritto alle attenuanti generiche per rincoglionimento senile avanzato, la domanda del giorno è: tutti quelli che si fan la macchina a gas sono scemi? Ecco, ho appena capito cosa mi mancherà di questo lavoro...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1757213542205083230?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1757213542205083230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1757213542205083230&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1757213542205083230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1757213542205083230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/06/allora-fino-cinque-minuti-fa-avevo-il.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1728278444633133407</id><published>2008-05-28T16:34:00.000+02:00</published><updated>2008-05-28T17:37:10.960+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Petizione Salva La Benedetta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;A Sua Sommità Sadica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi sottoscritti impiegati e collaboratori del CSM ti preghiamo di rinnovare ancora una volta il contratto de La Benedetta. La ragazza ha un caratterino un po' pepato ed è molto orgogliosa, ma è una brava persona, sveglia,  in gamba e intelligente, e noi siamo tutti molto affezionati a lei. Intercediamo dunque in suo favore presso la Tua maestà e ti preghiamo di accondiscendere la nostra umile richiesta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so sembra che me lo sia scritto da sola. E invece no, l'hanno scritto loro. Probabilmente lei, A.C., l'unica in grado di usare degnamente la punteggiatura e di maneggiare con destrezza quel complesso strumento che si chiama "ironia".&lt;br /&gt;Stamane mentre andavo in ufficio mi son resa conto all'improvviso che oggi è il 28 maggio e, sapete com'è, m'è presa un filo, ma giusto un filo, di ansia per le mie peripezie professionali. Presente quando vi sembra di aver un uomo di 80 kg seduto sullo sterno? Ecco, uguale. Già mi vedo a consegnare pizze per le case felsinee rannicchiata su un motorino smarmittato, intabarrata, semicongelata e col cappello da preservativo calato sugli occhi; oppure a correre avanti e indietro fino all'esaurimento da H&amp;amp;M o, peggio, a sorridere davanti allo specchio in un call centre perché pare che al telefono si senta quando a uno gli girano i maroni e non aiuta a vendere. E poi entro in ufficio e trovo questa roba in A3 appesa alla bacheca con le firme di tutti, proprio sotto il piano ferie, quello su cui in corrispondenza del mio nome c'è un buco.&lt;br /&gt;Non funzionerà: lui odia la solidarietà. E odia che qualcuno abbia il coraggio di schierarsi, seppure ironicamente, contro di lui. Lo odia perché pensa che per lui nessuno lo farebbe e forse è vero, visto che semina tempesta. Non che io sia Gandhi, ma insomma, meno rompicoglioni di lui di sicuro.&lt;br /&gt;Però un sorriso per oggi me l'hanno strappato. Domani si vedrà.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1728278444633133407?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1728278444633133407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1728278444633133407&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1728278444633133407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1728278444633133407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/05/petizione-salva-la-benedetta-sua-sommit.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-759325194625186323</id><published>2008-05-20T11:50:00.000+02:00</published><updated>2008-05-20T12:43:49.283+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La PsycoCentralinista 'nnammurata.&lt;br /&gt;(Ebbene sì, anche nei lager ci s'innamora).&lt;br /&gt;Dell'elettricista. O meglio, dell'uomo tuttofare di SS spedito al CSM in qualità di elettricista.&lt;br /&gt;Galeotto fu il neon e chi lo fulminò. Cioè, per amor di precisione, io che in una mattina di pioggia (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un giorno di pioggia andrea e giuliano incontrano licia per caso...&lt;/span&gt;) sono entrata in ufficio, ho premuto l'interruttore e constatato con un certo dispitto che luce non fu. Praticamente lavorai un dì intero in una catacomba, ma il giorno successivo, con sollecitudine insolita, SS ci spedì questo simpatico vecchietto incaricato di strapparci alle tenebre. Per inciso, una volta di queste cose si occupava Ursus, ma ora ha delegato qualunque mansione conservando per se solo la più importante e produttiva: sputtanarsi su E-bay quattrini guadagnati stando coi piedi incrociati sulla scrivania. Comunque, l'elettricista avrà una settantina d'anni: un po' curvo, ha occhietti vispi e gentili, l'andatura saltellante ma energica e il brutto vizio di bofonchiare - sputacchiando un po', ma solo un po' - incomprensibili frasi in dialetto bulugnais. Appena costui ha varcato la soglia dell'ufficio la PsycoCentralinista è castamente arrossita e ha cominciato a seguirlo ovunque, dondolando in modo leggermente più accentuato del solito. Ora, per cambiare il neon, costui si è arrampicato su una scala pericolosamente traballente e da lì, con agile mossa da pantera, è balzato sulla mia scrivania. Non so se cotanto sfoggio di agilità avesse il preciso intento di sedurre la Psyco, quel che è certo è che per poco non mi atterrava in braccio. Per fortuna si è accontentato di rovesciare tutto ciò che c'era sulla mia scrivania, acqua e caffè compresi. Insomma, per farla breve dopo cinque minuti la scena è questa: La Psyco, colpita e affondata dall'agilità del balzo, guarda il giovinotto con occhi liquidi e, appoggiata allo stipite della porta con aria maliziosa e sdilinquita, si lascia sfuggire elogi piuttosto arditi alla di lui agilità. Lui, ringalluzzito dai complimenti, si produce in una serie di acrobazie tra la scrivania e la scala che neanche Moira Orfei e per ben due volte mi tocca fare un balzo per acchiappare al volo la scala pericolosamente ballerina. Nel frattempo La Bara inveisce al telefono contro salcazzo chi, la Kapò inveisce in corridoio contro La Bara, SS inveisce contro la Kapò, il telefono squilla, il campanello pure e tre cellulari cominciano a gracchiare all'unisono. In questa specie di girone infernale io, ferma con un uomo che mi sballonzola di qua e di là sulla scrivania come se l'avesse morso una tarantola, bestemmio, in silenzio ma non troppo, perché passi che in questa valle di lacrime e precariato una storia d'amore ci voleva come un disinfettante sulla ferita e passi che il ruolo del Cupido del Neon mi lusinga assai, ma trovarmi ogni cinque minuti con la scarpa di uno a tanto così dalla faccia e un neon che mi pende sul capo non è fra le cinque cose che mi rendono indimenticabile una giornata.&lt;br /&gt;Cambiato il neon, l'Attempato scende dalla scala, ritira tutti gli attrezzi e saluta. I due si guardano negli occhi. Mentre le urla di SS stanno per far crollare le pareti dell'ufficio, percepisco che quei due sono in una bolla di silenzio e beatitudine a cui il sadismo di SS e le nostre micragne quotidiane non possono arrivare. "Carini, chissà se si rivedono!" penso, perché avrò anche il cuore di pelo, ma sono pur sempre una fanciulla e queste scenette mi fan tenerezza.&lt;br /&gt;Ebbene: da tre settimane l'Attempato viene ogni mattina, ogni santissima mattina che dio manda in terra, a controllare lo stato del neon che manco il medico coi pazienti moribondi. Entra, saluta, s'arrampica, controlla il neon, domanda se abbiamo notato qualcosa, scende, saluta tutti e poi, finalmente, saluta lei. Oggi la Psyco, che a sua volta da tre settimane viene a lavorare coi tacchi con conseguenze notevoli sul dondolamento che la caratterizza, ha avuto il coraggio di offrirgli un caffè al cianuro della macchinetta.&lt;br /&gt;Eh beh, l'amore ai tempi del precariato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-759325194625186323?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/759325194625186323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=759325194625186323&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/759325194625186323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/759325194625186323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/05/la-psycocentralinista-nnammurata.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6590583845475504389</id><published>2008-05-15T16:57:00.000+02:00</published><updated>2008-05-15T17:24:52.253+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Suor Teresona:&lt;/span&gt; "Ma tu cos'è che fai esattamente? la grafica?"&lt;br /&gt;(visto mai uno che fa la grafica seria da un pc eh? dimmi, cazzo, l'hai visto mai?)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "No, l'addetto stampa, sarei l'addetto stampa...ehm, per ora"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST:&lt;/span&gt;"Boh, che strano, mi hanno detto che tu sei la grafica...Comunque, pure io sono l'addetto stampa"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Eh beh..."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST:&lt;/span&gt; "Ma allora, ce ne sono tanti di addetti stampa qua! Pensavo di essere solo io con la M. (Bara)"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Naaaa, qua dentro pullula di addetti stampa..."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST:&lt;/span&gt;" Comunque siete tutti molto simpatici, sai?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Beh, sì, una specie di colorito carrozzone felliniano..Siamo un po' una grande famiglia allegra, ci vogliamo tutti molto bene"&lt;br /&gt;(Io stronza? naaaa)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST: &lt;/span&gt;"Dico davvero: M (La Bara) è una donna dolcissima, molto colta ed elegante"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io: &lt;/span&gt;"Colta soprattutto. L'eleganza, beh, quella ce l'ha innata"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST:&lt;/span&gt; "La M (la Kapò) mi è sembrata un tipo molto diretto: sincera, schietta, leale, una che ti dice le cose in faccia"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io: &lt;/span&gt;"Molto, si..." ( a parte il fatto che ha appena accettato l'onorevole incarico di spiare il grafico e riferire a Suo Sadismo tutto quello che il poveretto fa e non fa durante la giornata e raccontare tutti i dettagli della storia fra Ursus e La Spia a chiunque pesti il suolo di quest'ufficio, direi che è estremamente sincera e diretta, sì. La lealtà è il suo punto di forza)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST:&lt;/span&gt; "E poi I. (la Psycocentralinista) mi fa morire: è di una simpatia straordinaria, vive in un mondo tutto suo...Senti, ma secondo te mi prendono?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "S-s-s-secondo me?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST:&lt;/span&gt; "Sì, secondo te, insomma ho fatto 15 giorni di prova e mi hanno pure chiesto di andare a Milano con loro la prossima settimana, dici che è buon segno?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Purtroppo per te, sì"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST:&lt;/span&gt; "..."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Allora facciamo così: qua dentro sono uno più matto dell'altro e lavorarci è molto molto molto difficile, anche se adesso ti sembrano una bella compagnia di amiconi. Quindi, se vuoi un consiglio sincero: accetta questo lavoro se non hai altro al momento, ma vattene appena puoi..."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ST: &lt;/span&gt;"Che strano, non dovresti dire così, loro parlano così bene di te..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6590583845475504389?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6590583845475504389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6590583845475504389&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6590583845475504389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6590583845475504389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/05/suor-teresona-ma-tu-cos-che-fai.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6875063315947173675</id><published>2008-05-08T17:40:00.000+02:00</published><updated>2008-05-08T18:31:41.618+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' stata scelta Suor Teresa 4. Un donnone alto, pettoruto e boccoluto, un bel viso forte con lineamenti alla Anna Magnani (boni, state boni: non ho detto che somiglia ad Anna Magnani, solo che ha un viso forte genere Anna Magnani). Con un pugno in testa potrebbe spedirmi al centro della terra e farmi uscire dall'altra parte come un proiettile. L'investitura è avvenuta oggi, quando SS l'ha omaggiata con la prima di una lunga serie di sodomie.&lt;br /&gt;Sodomizzo dunque apprezzo.&lt;br /&gt;Vilipendo dunque amo.&lt;br /&gt;Insulto dunque assumo.&lt;br /&gt;Disprezzo dunque compro.&lt;br /&gt;L'ha chiamata urlando nel suo ufficio e, per prima cosa, le ha dato della cerebrolesa. Poi, come da copione, le ha chiesto per quale ragione, secondo lei, le stava dando della cerebrolesa. Quella è rimasta comprensibilmente a bocca aperta come uno stoccafisso. Anch'io rimasi basita a fissarmi la punta delle scarpe. Poi l'ha accusata di non saper usare la punteggiatura. Come me tre anni fa, Suor Teresona ha bofonchiato qualcosa, invocato la svista e il refuso, cercando di giustificarsi, chiedendo in quale punto, sì insomma, dove ha sbagliato, ecco. Non sa, come non lo sapevo io, che SS usa punto e virgola e due punti come se avessero la stessa funzione. Non sa, la sventurata, che il Mengele della bassa padana è solito piazzare una bella virgola proprio lì dove è più inopportuna, nel punto che procura una sincope istantanea a qualunque professore d'italiano degno di questo nome: fra il soggetto e il verbo. Ma non in frasi complesse, articolate e piene di parentetiche come un cane di pulci, no. Per quanto possa sembrarvi impossibile l'ho visto coi miei occhi vergare la proposizione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il GPL, è pulito&lt;/span&gt;. Perciò il solo fatto che SS l'abbia accusata di non saper usare la punteggiatura fa di lei il D'Annunzio delle virgole.&lt;br /&gt;Lei non lo sa. E non sa neppure che lei, qui dentro, è davvero colei che non sa usare le virgole. Dove tutti camminano sulle mani, che ci piaccia o no lo stronzo è quello che cammina sulle gambe.&lt;br /&gt;Ma io ho appena deciso che glielo dirò.  Perché passata la prima reazione idrofoba provo per il mio povero successore una sconfinata tenerezza. No, non tenerezza, proprio pena. Con ogni probabilità non mi crederà e penserà che la voglio convincere a non accettare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6875063315947173675?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6875063315947173675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6875063315947173675&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6875063315947173675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6875063315947173675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/05/e-stata-scelta-suor-teresa-4.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8747501298306040092</id><published>2008-05-08T10:17:00.000+02:00</published><updated>2008-05-08T11:44:42.244+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Avanti, tutti in riunione di redazione!"&lt;br /&gt;"Anch'io?" domando, visto che non scrivo più nulla, per ordine di sua Padronalità.&lt;br /&gt;"Ma certo Benedetta!Proprio non capisco il senso di certe tue domande..."&lt;br /&gt;"Beh, non mi fate scrivere una riga, mi pare una sciocca formalità star seduta lì a far si con la testa..."&lt;br /&gt;"La solita polemica!Ti informo che non abbiamo ricevuto indicazioni esplicite in tal senso, quindi continui a partecipare!"&lt;br /&gt;"Io farò pure della polemica, ma mi pare implicito... quando non lavorerò più qui, nessuno ti dirà esplicitamente che non devo più partecipare alle riunioni di redazione: consegue, capisci?"&lt;br /&gt;"Non so che cosa dire, tu devi partecipare"&lt;br /&gt;Così mi sono seduta intorno al tavolo con i miei futuri ex-colleghi e ho ascoltato mentre si spartivano gli articoli e decidevano cosa scriverà la nuova Suor Teresa - per amor di verità tocca ammettere che quest'ultima non ha assolutamente nulla della suora, anzi ha tutta l'aria di essere una gnocchina sveglia - sul nuovo numero della rivista. Nessuno mi guardava, tutti sentivano la mia ingombrante presenza: facevo il convitato di pietra. Non è male, come ruolo: dai fastidio agli altri semplicemente stando lì. Però bisogna essere di pietra, e purtroppo nel mio caso la mutazione non è completa e quella, seppur sporadica, attività neuronale che ancora s'agita sotto la calotta cranica mi rende decisamente vulnerabile a queste situazioni kafkiane. Non è che sia la fine del mondo, no. Non una cosa che vai in bagno a strapparti i capelli uno a uno. Però dopo cominci a pensare alla crudeltà delle formalità senza senso, a come un'azione priva di qualunque connotazione morale possa trasformarsi in un efficace strumento di tortura, di come sia facile diventare complici inconsapevoli e di quante volte lo sono stata io, di come assistere all'assegnazione del tuo lavoro, anche quello più infame, a qualcun altro ti faccia sentire uno a cui è stato sottratto qualcosa che gli apparteneva. Ti resta la bocca amara, ecco.&lt;br /&gt;Finita la riunione torno in ufficio. Mentre scrivo questo post, squilla il cellulare della Bara: è SS.&lt;br /&gt;"Vuoi sapere quale delle ragazze mi piace di più? Beh, la seconda è sicuramente molto valida, è propositiva, ha una forte motivazione, insomma, io sceglierei lei. Sì, anche l'ultima non è male. Forse la prima era la più imbranata..."&lt;br /&gt;E io cosa vado a pensare, invece di alzarmi e andarmene? Invece di parlare sotto il mio naso avrebbe potuto alzarsi. Forse lui avrebbe potuto chiamare in un altro momento, magari nel tardo pomeriggio, tanto lei gli risponde anche a mezzanotte. Forse l'ha fatto apposta, voleva che io ascoltassi la conversazione. Sicuramente l'ha fatto apposta. E lei non s'è alzata, s'è prestata, come al solito, al gioco. Perché, mi domando: il contratto scade e può non essere rinnovato, non c'è nessun bisogno di spingermi alle dimissioni. Quindi a chi piace o a chi giova codesto supplemento di golgota? Sì, il tono di questo post è lamentoso. Potrei alzarmi e andarmene invece di lamentarmi, ma non ho un altro lavoro ancora. E poi è quello che vogliono, che mi alzi e me ne vada e smetta di essere una presenza imbarazzante per tutti, ma io questa soddisfazione non gliela do. Non fino a quando non avrò trovato un altro lavoro.&lt;br /&gt;Ora, a me andrebbe un sacco di progettare un sogno, come spesso mi viene consigliato. E avrei pure molta voglia di accorgermi che è arrivata la primavera e fa caldo. E di vestirmi bene, andare al mare, guardarmi nello specchio e vedere una faccia colorita e sorridente. Però è difficile, perché il vero problema del mobbing è che dura più della rabbia di chi lo subisce. E quando se ne va la rabbia, resta la stanchezza. Una stanchezza più grande delle buone intenzioni. A questo punto la mia saggia nonna quasi centenaria che ha visto una guerra ed è stata malmenata dalle SS, e che quindi comprensibilmente se ne sbatterebbe le balle delle angherie di quest'armata brancaleone, direbbe: "E che vuoi che sia? solo alla morte non c'è rimedio".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8747501298306040092?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8747501298306040092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8747501298306040092&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8747501298306040092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8747501298306040092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/05/avanti-tutti-in-riunione-di-redazione.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5243968475659945285</id><published>2008-05-07T17:03:00.000+02:00</published><updated>2008-05-07T18:38:33.184+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il blog langue, me ne rendo conto. E' che sto languendo io, quindi langue tutto ciò che dipende da me. Languono le piantine sul davanzale della finestra, langue il gatto, langue il blog. Langue il mese di maggio.&lt;br /&gt;La mia giornata tipo: mi sveglio tutta pimpante, mi preparo ascoltando la musica, esco di casa canticchiando. Poi varco la soglia dell'ufficio e - blop - la musica tace. Mi siedo al mio posto,  accendo il pc, mi preparo un caffè e fumo una sigaretta in bagno. Poi comincia il dramma: non ho un cazzo da fare perché la matematica non è un'opinione e quindi, se ciò che di solito faccio io lo fa la suor teresa di turno (siamo a 4, una alla settimana), a me non resta che darmi al giardinaggio. Siccome il CSM è al quinto piano di un edificio piazzato in mezzo ad altri edifici e non c'è un ciuffo d'erba manco a cercarlo col lume, va da sé che ho un accidenti da fare. Sono un disoccupato pagato. Condizione che immagino appaia desiderabile a molti ma, se ci pensate bene, dopo i primi due giorni tutta la faccenda smette di essere divertente. Funziona così: tutti sanno che non ho niente da fare e, di conseguenza, che non faccio niente. Ma mi si chiede almeno di fingere di lavorare. Perché, se tanto tutti lo sanno? Beh, per la sopravvivenza della commedia stessa. Se io di punto in bianco mi faccio un pisolino sulla scrivania, mi stravacco nella poltrona padronale a leggere un libro sui bambini soldato, comincio a chiamare gli amici per organizzare schiamazzi e ubriacature serali, nessuno può più far finta che tutto vada bene. Mi rendo conto che è contorto, molto contorto, ma capite cosa intendo?&lt;br /&gt;Così io mi ritrovo nella sgradevolissima condizione di passare otto ore fissando un monitor. Internet è una miniera d'oro, direte voi. Sì, il fatto è che, a parte inviare curriculum a pioggia a qualunque azienda abbia un sito, nelle ultime tre settimane ho già:&lt;br /&gt;- letto una vagonata di blog;&lt;br /&gt;- approfondito la questione della guerra  in Afghanistan, Iraq, Vietnam, Darfur e contestualmente firmato una dozzina di  petizioni contro altrettante guerre, genocidi, stermini, pulizie etniche e altre simili gradevoli azioni di cui può far vanto il genere umano;&lt;br /&gt;- letto un mezzo quintale di dossier sull'11 settembre, rivisto tutti - e dico tutti - i filmati disponibili su You Tube degli aeroplani che si spatasciano contro le torri. Tra l'altro ho appurato che dopo che il primo aereo ha colpito la prima torre qualcuno ha pensato bene di rispedire a lavorare quelli dell'altra torre che non sia mai ci perdiamo una giornata di produttività.&lt;br /&gt;- letto recensioni di film in uscita, già usciti e persino di quelli già visti;&lt;br /&gt;- letto recensioni di libri in uscita, da leggere e persino di quelli già letti;&lt;br /&gt;- letto pettegolezzi di ogni risma sui miei attori preferiti e su tutti i protagonisti della serie la Squadra che m'intriga assai (tutti abbiamo un lato oscuro, nel mio c'è La Squadra) ;&lt;br /&gt;- scaricato circa una cinquantina di foto di attrici, cantanti e in generale donne che hanno tagli di capelli che mi piacciono e che conto di farmi nei prossimi quindici anni;&lt;br /&gt;- scaricato una quantità inenarrabile di canzoni;&lt;br /&gt;- masterizzato decine di cd a decine di amici che me li hanno chiesti;&lt;br /&gt;- masterizzato decine di cd a decine di amici che non me li hanno chiesti;&lt;br /&gt;- molestato virtualmente tutti i miei contatti messenger e skype al punto che non mi meraviglierei se qualcuno mi bloccasse il contatto;&lt;br /&gt;- girato a tutta la rubrica della mia posta decine di messaggi edificanti e meno edificanti - ebbene sì, persino squallide catene di sant'antonio -  che mi varranno gli insulti di tutti i destinatari;&lt;br /&gt;- dispensato consigli di cuore, sempre via messenger/skype, a chi ne ha fatto richiesta.&lt;br /&gt;L'elenco non è esaustivo, potrei passare ore descrivendovi la quantità di stronzate immonde che ho avuto il coraggio di fare in internet, ma ho una dignità da difendere e voi di certo cose migliori da fare.&lt;br /&gt;Il problema ora è: ho ancora due mesi di purgatorio. Che faccio, a parte mordermi le unghie? Si accettano suggerimenti, ma non ditemi "scrivi un romanzo" perchè c'ho già provato e l'unico risultato degno di una qualche considerazione che sia riuscita a ottenere è un furibondo attacco di colite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5243968475659945285?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5243968475659945285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5243968475659945285&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5243968475659945285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5243968475659945285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/05/il-blog-langue-me-ne-rendo-conto.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-4951851237313502523</id><published>2008-04-30T17:36:00.001+02:00</published><updated>2008-04-30T18:15:18.066+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Serpente Velenoso: "Ci sei venerdì?"&lt;br /&gt;La Bara, sospirando: "Ah no, questa volta sono riuscita a prendermelo, il ponte"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detta così sembra che parli uno schiavo coi ceppi ai piedi che sgobba pure il giorno di Natale, no? Ebbene, sappiate che La Bara fa tutti, e dico tutti, i ponti che dio padre manda in terra, e a Pasqua ha voluto scialare e s'è pappata pure due giorni prima delle feste comandate e il martedì dopo Pasquetta. Ora a me fa pure piacere che sto così bene quando non c'è, ma il fatto è che per volere di SS l'ufficio non deve rimanere mai scoperto, manco fossimo la BBC. Nè, tantomeno, può restare chiuso perchè se poi succede un cataclisma il giorno di ferragosto viene meno la nostra importantissima copertura mediatica. Il problema è che nell'ufficio stampa in senso stretto siamo in due: io e lei, lei e io. Ora, da quello che so, in questi casi ci si divide democraticamente ponti e giorni di ferie ma, siccome c'ho il cuore d'oro, se si mostrasse un minimo disposta ad applicare la regola "un po' per ciascuno" sarei pure disposta a cederle qualche ponte. Invece lei fa la furbetta del quartierino e, quatta quatta, tutte le volte chiede le ferie senza dirmi un accidenti. Poi, quando sua maestà padronale gliele concede, mi dice con una penna da indiano che le sventola sulla monumentale accanciatura: "A proposito, io il 2 maggio non ci sono!". E figurati&lt;br /&gt;Oggi, verso le dieci, ecco spuntare il grugno della Kapò:&lt;br /&gt;"Sozzia, Benny, io lunedì mica zi sono sai?!"&lt;br /&gt;E due.&lt;br /&gt;E prima di uscire, La Spia: "Ciao a tutti, a lunedì!"&lt;br /&gt;E tre.&lt;br /&gt;Poco fa ho sentito il grafico al telefono con un suo amico: "Allora poi venerdì grigliata in montagna?"&lt;br /&gt;E quattro.&lt;br /&gt;Il Direttùr dal 24 aprile è scomparso: o lo ha rapito una tribù di antropofagi assicurandosi derrate alimentari per il prossimo lustro o, più realisticamente, è sdraiato a Milano Marittima a rosolarsi al sole da venerdì.&lt;br /&gt;E cinque.&lt;br /&gt;Ursus, Il Manzo e Il Serpente Velenoso condividono la sorte del Direttùr (non quella degli antropofagi, ahimè).&lt;br /&gt;E sei, sette e otto.&lt;br /&gt;Morale: venerdì in ufficio ci siamo io e la Psyco. Perché l'ufficio non deve stare chiuso. Perché ci vuole la copertura mediatica. Qualcosa mi dice che giocheremo a carte.&lt;br /&gt;Vabbè va, buon primo maggio. Che siamo atipici, ma pur sempre lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-4951851237313502523?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/4951851237313502523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=4951851237313502523&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4951851237313502523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4951851237313502523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/il-serpente-velenoso-ci-sei-venerd-la.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-2072051111121095595</id><published>2008-04-29T16:25:00.000+02:00</published><updated>2008-04-29T17:26:50.457+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.flessibilieprecari.org/"&gt;Qui&lt;/a&gt; c'è una specie di Divina Commedia dei Precari completa persino delle maiuscole ideologiche che piacciono tanto ai Prime. Abbiamo il Paradiso dei Flessibili, il Purgatorio di quelli Così Così, e l'Inferno dei Precari. Io sto all'Inferno e son molto soddisfatta: ho sempre odiato i santarellini appicciati ai muri, soffro il freddo e mi piace far bisboccia. Fra l'altro, sono in ottima compagnia: Madison Fallen, Franco Zaio, Malafemmina, Pulsatilla, Casalinga Precaria, per citarne solo alcuni. Precari sì, ma penne di tutto rispetto. Anche Dante ebbe lo stesso problema: a voleri riunire cattivi tutti insieme, gli venne un Inferno che valeva davvero la pena commettere un peccatuccio per farcisi spedire.&lt;br /&gt;Un unico appunto: la trita distinzione flessibili/precari e la definizione dei criteri di distinzione delle due categorie non vanno oltre il basso profilo propagandistico. Sinceramente da un esercito di menti flessibili come quelle che si nascondono dietro i Prime m'aspettavo qualcosa di meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-2072051111121095595?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/2072051111121095595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=2072051111121095595&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2072051111121095595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2072051111121095595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/qui-c-una-specie-di-divina-commedia-dei.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-568623941515184439</id><published>2008-04-28T17:35:00.000+02:00</published><updated>2008-04-28T18:22:36.135+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Entro in ufficio e sento la voce di SS gracchiare in vivavoce al telefono. Ce l'ha con la PsycoCentralinista colpevole di non aver visto entrare in ufficio il Grafico e di aver risposto al telefono che lui non c'era quando in realtà c'era. Lui gracchia e sibila, lei bofonchia e dondola. Diventa rossa, ma non si arrende. E alla fine, stravince. Per qualche ragione uno si aspetta che un dialogo fra due folli sia folle a sua volta. In effetti sembra plausibile, ma la follia evidentemente non si cumula, probabilmente per la stessa ragione per cui in matematica meno per meno fa più.&lt;br /&gt;"Perchè mi hai detto che il grafico non c'è?"&lt;br /&gt;"N-n-n-non l'avevo v-v-v-visto, N-n-n-non l'avevo v-v-v-visto, N-n-n-non l'avevo v-v-v-visto, N-n-n-non l'avevo v-v-v-visto" risponde dondolando&lt;br /&gt;"Perchè?"&lt;br /&gt;"Ero in bagno, sì, in bagno. In bagno, ecco"&lt;br /&gt;"E dunque?"&lt;br /&gt;"Non l'ho visto, se sono in bagno, non posso vedere chi entra. Non posso, no, non vedo attraverso la porta, no"&lt;br /&gt;"Non mi sono spiegato: voglio sapere perché lei non sapeva che il Grafico è arrivato"&lt;br /&gt;"Mi dispiace, ma l'ho detto: ero in bagno. Sì, proprio in bagno"&lt;br /&gt;"Le sembra un buon motivo?"&lt;br /&gt;"Sì, avevo la porta chiusa, perchè ero in bagno. Ero in bagno"&lt;br /&gt;(il tono della PsycoCentralinista ha qualcosa di simile a quello di Dustin Hoffman quando, in Rain Man, ripeteva "...mai fatto male a Charlie Babitt...")&lt;br /&gt;"Ma se io cerco qualcuno, lei si deve informare prima di dirmi che non c'è"&lt;br /&gt;"Mi dispiace, ma ero in bagno. In bagno con la porta chiusa. Non l'ho visto entrare perchè ero in bagno con la porta chiusa. Non vedo se c'è la porta chiusa"&lt;br /&gt;"Forse non ci siamo capiti: se io cerco qualcuno voglio che lei non mi dica che non c'è se invece c'è. Io lo stavo cercando, capisce? Lei mi ha detto che non c'era. Ci sta con la testa o è ubriaca?"&lt;br /&gt;"Non sono ubriaca e ci sto con la testa, ma ero in bagno"&lt;br /&gt;"Mi prende per i fondelli?"&lt;br /&gt;"No, ero in bagno"&lt;br /&gt;"Pretende di avere ragione? Se non ammette di aver sbagliato se ne può anche andare"&lt;br /&gt;"Non sto dicendo che non ho sbagliato,no, non lo sto dicendo. Sto dicendo che ho sbagliato però ero in bagno, quindi non sono ubriaca"&lt;br /&gt;SS esita, è stanco, ha sottovalutato l'avversario.&lt;br /&gt;"Allora è cerebrolesa per caso? Quali sono i suoi compiti?"&lt;br /&gt;"Stare al centralino ed aprire la porta"&lt;br /&gt;"Quindi?"&lt;br /&gt;"Quindi sto al centralino e apro la porta"&lt;br /&gt;"E allora le sembra possibile che non sappia se una persona è o non è in ufficio?"&lt;br /&gt;"Sì, se quando arriva sono in bagno. In bagno, con la porta chiusa"&lt;br /&gt;SS sospira, poi si fa passare la Spia e se la prende con lei. La PsycoCentralinista si volta verso di me e, dondolando, domanda: "Scusa, cosa pretende, che non vada in bagno o che veda attraverso la porta?"&lt;br /&gt;Autismo vs schizofrenia: 1 a zero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Giovedì ho inviato 75 curricula. Se nessuno mi risponde giuro che stavolta parto per l'Africa. Perché ormai non mi diverto più nemmeno a raccontarle, le storie del CSM.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-568623941515184439?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/568623941515184439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=568623941515184439&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/568623941515184439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/568623941515184439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/entro-in-ufficio-e-sento-la-voce-di-ss.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6096662989865834614</id><published>2008-04-22T10:44:00.000+02:00</published><updated>2008-04-22T12:21:13.531+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;...Eravamo partiti per andare lontano e ci siamo fermati a Bergamo Alta. Volevamo abolire l'ingiustizia, l'ignoranza e la povertà; aboliremo l'Ici, il bollo auto, l'avviso di fattura. Una volta si scendeva in piazza con le bandiere per il terzo mondo, oggi abbiamo tolto la stoffa e ci sono rimasti solo i bastoni...&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'operaio vota Lega Nord, l'immigrato vuole il blocco delle frontiere. Questa è l'Italia...&lt;/span&gt;"&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E no, non è farina del mio sacco. Se lo fosse, non lavorerei al CSM. Sono parole di Crozza ed erano su Repubblica di sabato. Siccome mi hanno fatto sorridere, le ho piazzate qui.&lt;br /&gt;Ma non è delle tristi sorti politiche del Belpaese che voglio parlare oggi. Infatti, mentre io mi diletto con la satira di Crozza, al CSM viene introdotta Suor Teresa 2, ovvero la seconda candidata a succedermi nel ruolo di galoppino di qualità. Nonostante la monumentale croce di legno che pende dalla sua borsa, costei ha un'apparenza decisamente meno parrocchiale. Il problema è vederla. Vi basti sapere che, dall'alto del mio appena dignitoso metro e cinquantotto, accanto a lei sembro una specie di Pamela Prati de noantri. Ora, se consideriamo che a scegliere il mio successore è La Bara che per quasi tre anni ha dovuto dividere un ufficio di dieci metriquadrati con me, ovvero quanto di più simile all'anticristo lei riesca a immaginare, il criterio filocattolico è presto spiegato. Invece questa propensione a prediligere criceti, me compresa visto che fui scelta da lei, mi incuriosisce. Sospetto che la tendenza a scegliere collaboratori che sovrasta fisicamente nasca nel bisogno della Bara di compensare con la superiorità fisica il pantagruelico senso di inferiorità intellettuale che la tormenta. Non si tratta di una chiara consapevolezza dei suoi limiti che sarebbe, in effetti, la negazione stessa della sua stupidità, ma di una specie di pruriginoso sospetto di non essere poi così appropriata per il ruolo di Mme de Stael postmoderna che tanto desidera ricoprire.&lt;br /&gt;La Kapò invece va gridando ai quattro venti di aver detto a SS il fatto suo per la faccenda della scrivania rovesciata. Lo avrebbe aggredito nella stanza del trono, in presenza della di lui Concubina, gridandogli in faccia che non deve mai più permettersi di comportarsi in quel modo. "Altrimenti sappia che me ne vado. E lei sa cosa perde, se io me ne vado" ha concluso, tronfia.&lt;br /&gt;Scroscio di applausi, standing ovation.&lt;br /&gt;Ringalluzzita dal silenzio di lui, la Kapò, neoChe Guevara in chiave bulugnais, gli avrebbe comunicato che tutti al CSM lo considerano pazzo. "Anche per la faccenda della Benny" avrebbe aggiunto mentre quello la guardava con la faccia incredula. E sapete cos'ha risposto Suo Sadismo? Che vengo sacrificata per insegnare alla Bara a vigilare sui suoi sottoposti che,in caso contrario, saranno colpiti dalle sue ire sovrane e duramente puniti. Ecco qua la ragione di tanto accanimento: le mie disavventure servono per mettere la tiepida coscienza cattolica della Bara di fronte alle conseguenze delle sue responsabilità di capufficio stampa. Se lei sbaglia, qualcuno paga al posto suo. Ora, a parte l'evidente impronta nazista, il ragionamento di SS ha ben tre falle:&lt;br /&gt;1) La Bara è una di quelle cattoliche sempre pronte a scagliare la prima pietra, una che, ottenuta l'assoluzione, dimentica persino di aver commesso il peccato, quindi  il fatto che qualcuno paghi un suo errore la turba al massimo dieci minuti e comunque non le impedisce di tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo;&lt;br /&gt;2) La Bara non ha un cervello in grado di produrre, sebbene tra stridii e sbatter di lamiere, una forma seppure embrionale di pensiero sensato;&lt;br /&gt;3) L'errore di fatto non è un errore, dacché la causa scatenante di questo pandemonio sono due piccoli, insignificanti refusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca del lavoro continua...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6096662989865834614?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6096662989865834614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6096662989865834614&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6096662989865834614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6096662989865834614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/blog-post.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8622573734757377284</id><published>2008-04-18T10:38:00.001+02:00</published><updated>2008-04-18T11:18:32.781+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando persino nelle canzoni dei Gogol Bordello riuscite a percepire una nota di malinconia, quando la mattina vi svegliate e già vi frulla in testa il ritornello di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Impossible&lt;/span&gt; degli Shout Out Louds, quando vi sembra che persino &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Here comes your man&lt;/span&gt; dei Pixies in fondo non è che metta tutta questa allegria, le ipotesi sono due: o state attraversando un cupo periodo di depressione, oppure è stato eletto Berlusconi. E la sinistra è uscita dal parlamento con la coda fra le gambe. E quella che è rimasta è così tiepida che immaginarla all'opposizione è come convincersi che Vodafone faccia davvero concorrenza a TIM, invece di spartirsi le fette di mercato da bravi compari.&lt;br /&gt;Ecco, allora per dare il benvenuto al nostro nuovo premier ho deciso di usare proprio due versi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Impossible&lt;/span&gt; degli Shout Out Louds. Che di sicuro in questo momento si stanno rotolando sul pavimento in preda a una colica biliare, ma in fondo sono gli inconvenienti della fama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;pre style="font-family: georgia; font-style: italic;" id="lyrics"&gt;I don't want to feel like I don't have a future.&lt;br /&gt;I don't want to feel like it's an end of a summer.&lt;br /&gt;Let's not fall back to sleep like we used to.&lt;br /&gt;I don't want to wake up knowing I don't have a future.&lt;br /&gt;&lt;/pre&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I don't want to see the same pictures all over.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;And I've been standing on the same spot now since it's been over.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;'Cause someone promised me a new chance, yes you promised.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I don't want to wake up knowing I don't have a future.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;Ora, lo so pur'io che a ispirare questa canzone sarà stata una delicata biondina svedese che ha tirato un monumentale due di picche al cantante, un tizio a metà strada fra il secchione antipatico e il vicino fesso della porta accanto che di sicuro se ne sbatte allegramente dello Psiconano (beato lui!), ma purtroppo io parole migliori per descrivere come mi sento dopo le elezioni non le trovo. Perché non sono arrabbiata e nemmeno delusa, che un po' si sapeva, ho proprio lo stato d'animo di uno che si è perso e per trovare la strada si guarda intorno girando su se stesso con aria scema, la bocca aperta, le braccia ciondoloni e la schiena curva.  Magari ripetendosi "impossibile, è proprio impossibile". Poi, insomma, è sempre così con l'arte: l'artista ha in mente una cosa e si fa un paiolo così per comunicarla, e chi ascolta/guarda/legge ci vede quel che gli pare e apprezza perchè pensa che l'artista abbia dato voce a ciò che lui stesso avrebbe voluto esprimere. Che invece, magari, non c'entra proprio una cippa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Adesso scusate, vado a guardare l'atlante per decidere dove andare a vivere.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8622573734757377284?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8622573734757377284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8622573734757377284&amp;isPopup=true' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8622573734757377284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8622573734757377284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/quando-persino-nelle-canzoni-dei-gogol.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6545343343358759977</id><published>2008-04-11T17:17:00.001+02:00</published><updated>2008-04-11T18:21:46.555+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Spia&lt;/span&gt;, occhi bassi e voce tremante, mentre si torce le mani:"Posso versare gli stipendi?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SS&lt;/span&gt;, sguardo fessurato, ghigno malefico pieno di odio: "No"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Spia&lt;/span&gt;: "No?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SS&lt;/span&gt;:"No!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Spia&lt;/span&gt;: "E quando pensi  di sbloccarli?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SS&lt;/span&gt;: "Non lo so, tu prova a richiedermelo la prossima settimana, magari li sblocco..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, a 32 anni - suonati da poco, ma pur sempre suonati - stasera dovrò alzare il telefono e dire a mio padre che ho bisogno di soldi. Vien da dire meno male che c'è, il padre, l'ammortizzatore sociale per eccellenza per almeno la metà di noi precari. E il mio è anche un tipo generoso. Quello che non sopporto, di queste telefonate amare, è il suo tono di voce. Un misto di delusione e sofferenza. Manca la nota incazzata. L'unica che vorrei sentire. Mio padre è un ex mestro di scuola elementare con trascorsi da sessantottino. Dopo il '68 ha messo la sua vita in standby e ha deciso che il mondo preferiva leggerlo nei libri, ha lavorato 40 anni nello stesso posto, seduto sulla stessa sedia, mentre le facce davanti a lui cambiavano e gli diventavano grigi i capelli. Quand'ero piccola ogni 27 del mese mi faceva un regalino o mi comprava un pacchetto di figurine in più. Per il periodo che ha vissuto, per il lavoro che ha fatto, "papà, il capo non mi paga lo stipendio" dovrebbe suonare come una bestemmia. Adesso ha 63 anni, barba e capelli grigi, lo sguardo disorientato e un po' polveroso. Ha una figlia precaria, a cui pagano lo stipendio un mese si e l'altro forse, una che dopo aver lavorato almeno nove ore il giorno deve "chiedere la prossima settimana". E lui, quando stendo la mano, dice "va bene" con voce stanca e delusa. Ma non s'incazza.&lt;br /&gt;E io mi sento tradita, perché lui non s'incazza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6545343343358759977?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6545343343358759977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6545343343358759977&amp;isPopup=true' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6545343343358759977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6545343343358759977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/la-spia-occhi-bassi-e-voce-tremante.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-440768115884805479</id><published>2008-04-09T15:21:00.001+02:00</published><updated>2008-04-09T18:23:23.834+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avete presente i film americani che hanno come protagonista un tipico impiegato un po' scemotto con una vita assolutamente anonima, due tipici figli americani coi capelli lisci tagliati a scodella e una tipica moglie americana, troppo bionda e bona per essere vera, che all'improvviso si ritrova perseguitato dai servizi segreti di mezzo mondo? Di solito il film inizia quando il tipico impiegato americano esce di casa (dopo aver dato un bacio a sua moglie, ovvio) per vivere l'ennesima tipica giornata senza sorprese e invece si ritrova in un mare di guai perché - magari proprio davanti al solito, tipico bar in cui prende il caffè prima di andare in ufficio - trova qualcosa di molto atipico, come ad esempio un detonatore per bombe atomiche, e lo raccoglie, trasformandosi in meno di due secondi nel più atipico degli sfigati. Ovviamente il Tipico Impiegato riuscirà a strappare la sua vita tipica dalle grinfie del male che avanza, rivelando tra l'altro spirito d'iniziativa e intraprendenza non comuni fra gli impiegati tipici, ma non è questo il punto. Pensate al fotogramma in cui gli scagnozzi dei servizi segreti di mezzo mondo penetrano nella tipica casa del tipico impiegato per ripigliarsi l'oggetto atipico e, non trovandolo, scaraventano tutto all'aria. Ecco, ora mettete a fuoco il casino in cui versa la casa tipica dopo la visita atipica e saprete come appariva il CSM stamattina alle nove e mezzo.&lt;br /&gt;"Oddio che è successo?" domando con l'espressione da pesce lesso stampata in volto&lt;br /&gt;"Lo ha già fatto altre volte" si affretta a rispondermi La Bara&lt;br /&gt;"Chi? Cosa ha già fatto?"&lt;br /&gt;Dopo questo esilarante quanto insensato scambio di battute, mi armo di pazienza e riesco, fra mille difficoltà dato che il modo di esprimersi del Catafalco è assai contorto,ad appurare l'accaduto. Questa, in sintesi, la vicenda: SS ha chiamato a mezzanotte la Kapò chiedendole due cartelline della nautica di tipo A entro le nove di questa mattina. Fattosi giorno, la Kapò si è precipitata in ufficio ha prontamente preparato le cartelline richieste. Dopodiché, tranquilla, le ha appoggiate sulla sua scrivania in attesa che SS passasse a prenderle. Verso le nove ha chiamato la Concubina del Sadico chiedendo alla Kapò di portargliele giù e colei ha eseguito come un bravo soldatino. Quando è arrivata giù, ha trovato la Concubina sola. SS non c'era.&lt;br /&gt;"E' al bar a bere un cappuccino" ha mentito la Concubina.&lt;br /&gt;Mentito, sì, avete letto bene. Perché invece il Sadico si stava intrufolando in ufficio non visto. Appena entrato,  ha urlato:&lt;br /&gt;"Dove sono le mie cartelline?"&lt;br /&gt;"Te le ha portate giù la Kapò, perché ha chiamato..." stavano rispondendo La Bara e il Grafico, ma quello si è masso a urlare.&lt;br /&gt;"Dovevano essere sul mio tavolo!" ha tuonato&lt;br /&gt;"Ma ha telefonato..."&lt;br /&gt;"Non m'importa nulla di chi ha telefonato..." ha gridato.&lt;br /&gt;E gridando ha ribaltato la scrivania della Kapò, rovesciato i cassetti, calpestato i documenti, rovesciato una bottiglia d'acqua sulle carte cadute a terra. Infine ha raccolto la borsa della Kapò e l'ha lanciata con violenza contro una parete.&lt;br /&gt;Poi, prima di uscire, si è voltato verso La Bara e ha sibilato: "Questa sera scriverò i vostri nomi su un bigliettino, li metterò in un cappello e poi ne estrarrò uno: quello sarà licenziato"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo voi quanto tempo passerà prima che SS si rasi i capelli, si infili un camice bianco e ci costringa tutti a correre nudi in corridoio per decidere chi licenziare?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-440768115884805479?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/440768115884805479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=440768115884805479&amp;isPopup=true' title='39 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/440768115884805479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/440768115884805479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/avete-presente-i-film-americani-che.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>39</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-9114822227614164272</id><published>2008-04-04T15:58:00.000+02:00</published><updated>2008-04-04T17:00:50.462+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continuo instancabile a inviare curricula. Appena La Bara si distrae un attimo, con rapido colpo di click, ne spedisco uno in qualche parte d'Italia. La mia mail sembra quella di un ufficio di collocamento planetario.&lt;br /&gt;Nella maggior parte dei casi non ottengo risposta alcuna. Ci sono aziende, però, che hanno a cuore l'educazione e ritengono inaccettabile lo sfanculamento silenzioso. Per questo, dopo neanche mezzo secondo dall'invio, spediscono una risposta automatica che suona più o meno così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Gentile Candidato,&lt;br /&gt;la ringraziamo di averci inviato il curriculum che è stato archiviato nei nostri database. Sarà ricontattato al più presto.&lt;br /&gt;Cordiali saluti&lt;br /&gt;l'Ufficio Personale"&lt;br /&gt;Quando leggo cose del genere, mi  sento un omino di latta con un numero di serie al posto del nome al cospetto di altri luccicanti omini di latta con un numero di serie al posto del nome che, tra il cling clang della latta e il gnek gnek dei bulloni, vanno avanti e indietro tra un database e l'altro come formiche produttive in un formicaio. Roba che neanche George Orwell.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Talvolta l'Ufficio Risorse  si sustanzia in un essere che gode del privilegio di possedere nome e cognome e che risponde:&lt;br /&gt;"Gentile candidato,&lt;br /&gt;nel ringraziarla per aver pensato a noi, la informiamo che al momento non siamo alla ricerca di figure con le sue qualifiche. Qualora si aprisse una posizione in linea con le sue caratteristiche, provvederemo a contattarla.&lt;br /&gt;Cordiali saluti,&lt;br /&gt;Pinco Pallino&lt;br /&gt;Ufficio Risorse Umane"&lt;br /&gt;In un primo momento questo tripudio di mielosità aziendale e la mancanza di riferimento al database  - supremo simbolo di incasellamento aziendale e perdita di umanità - confortano, ma il risultato è comunque uno sfanculamento. Per di più, se proprio vogliamo far caso alle sottigliezze, il candidato ha perso il diritto alla maiuscola. E' solo una formica operaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci sono quelli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;politically correct&lt;/span&gt; che ti sfanculano chiamandoti per nome:&lt;br /&gt;"Gentile Benedetta XXX,&lt;br /&gt;la ringraziamo per averci inviato il curriculum, ma purtroppo in questo momento non stiamo cercando personale.&lt;br /&gt;Cordiali Saluti&lt;br /&gt;Pinco Pallino&lt;br /&gt;Ufficio Risorse Umane"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta sola ho ricevuto uno sfanculamento davvero garbato dalla responsabile dell'ufficio personale di un'agenzia di comunicazione milanese. Diceva:&lt;br /&gt;"Gentile Benedetta,&lt;br /&gt;la sua è una candidatura interessante e abbiamo conservato il suo CV, al momento però in XXX la posizione di Ufficio stampa è coperta e non abbiamo intenzione di allargare l'organico. Terremo quindi in considerazione&lt;br /&gt;la sua candidatura qualora si verificassero nuove opportunità.&lt;br /&gt;Cordiali saluti e in bocca al lupo per la sua ricerca,&lt;br /&gt;Pinco Pallino&lt;br /&gt;Responsabile Ufficio Risorse Umane"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, poiché la media dell'educazione universale dev'essere sempre zero, oggi, da un'agenzia di comunicazione che "fa del linguaggio creativo a tutti i livelli il suo maggiore punto di forza", ho ricevuto invece quest'altra risposta:&lt;br /&gt;"Non stiamo cercando nessuno".&lt;br /&gt;Non so la creatività, ma la capacità di sintesi e la chiarezza non mancano di sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-9114822227614164272?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/9114822227614164272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=9114822227614164272&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/9114822227614164272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/9114822227614164272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/continuo-instancabile-inviare-curricula.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5100616075903088150</id><published>2008-04-03T16:33:00.000+02:00</published><updated>2008-04-03T17:41:09.006+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa mattina, quando sono entrata, Suor Teresa era già dietro la scrivania. Dalle 9 e 30 non si è mai alzata, mai. Nemmeno per andare in bagno o bere un bicchier d'acqua. Scommetto che sotto il culo ha i pirulicchi per fare gli incastri, come gli omini dei Lego.&lt;br /&gt;Quando c'è Suor Teresa nei paraggi La Bara si sente in colpa, tanto, ma così tanto che mi pare di toccarlo, il suo monumentale senso di colpa. Si vergogna persino di guardarmi in faccia. Siccome appartiene a quella categoria di cattolici a cui basta ricevere l'assoluzione per dimenticare di aver commesso un peccato, non fa che ripetere che non è colpa sua, anche quando non c'entra una fava e magari stiamo parlando, che ne so, di cavolfiori. Inutile dire che, da rompiscatole di talento quale era, è diventata di una gentilezza nauseabonda: potrei farle la cacca sul tavolo che si limiterebbe a scrollare le spalle e sospirare compassionevole. Avete presente quelli che assumono l'espressione della madonna addolorata e si torcono le mani ogni volta che parlano con un malato di cancro che magari non avevano mai visto prima, ricordandogli, secondo dopo secondo, che lui ha diritto alla gentilezza speciale che spetta a chi sta per crepare? Ecco, quando La Bara mi guarda con le sopracciglia inarcate all'insù e l'occhio liquido, io mi vedo già seduta sui gradini di Piazza Maggiore intenta a suonare il piffero con un cartello vicino ai piedi che dice "ho fame!". Ora, a voler proprio spaccare il capello in quattro, è vero che in tutto questo casino La Bara è solo lo strumento di cui SS si serve per liberarsi di me divertendosi un po'. E, se si tiene conto della sua  monumentale stupidità, non è difficile credere che nemmeno se ne renda troppo conto. Però proprio non ce la faccio a darle la pacca sulla spalla che le restituirebbe una coscienza cristallina. Anzi, siccome ho deciso che, se soffro io, il minimo è che soffra anche lei, mi diverto a metterci il carico.&lt;br /&gt;Oggi, ad esempio, con gli occhi bassi e la mano tremante, mi ha mostrato un annuncio di lavoro:&lt;br /&gt;"G-G-Guarda, potrebbe andare bene per te, non trovi?" ha domandato facendo scivolare il ritaglio sulla mia scrivania. Poi, siccome l'azienda è a Firenze, ha aggiunto: "O forse tu preferisci stare a Bologna e non vuoi andarci, fin là?"&lt;br /&gt;Scommetto che se avessi avuto uno specchio di fronte, avrei visto un guizzo di cattiveria attraversarmi gli occhi e il canino lampeggiare come nei cartoni animati.&lt;br /&gt;"E secondo te posso permettermi di fare la schizzinosa, nella situazione in cui mi avete infilato?"&lt;br /&gt;Dopo trenta secondi a bocca aperta, scappa via con un guaito.&lt;br /&gt;Sì, sono una iena, una iena assetata di sangue. E molto, molto incazzata. E comunque a far la buona, finora, non c'ho guadagnato granché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per inciso: oggi pomeriggio La Bara mi ha informato che domani scriverà a Ferrara per esprimergli solidarietà e dispiacere per l'accoglienza che "la Bologna di quelli come te" gli ha riservato. E questo, se possibile, mi ha incarognito ancora di più.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5100616075903088150?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5100616075903088150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5100616075903088150&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5100616075903088150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5100616075903088150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/questa-mattina-quando-sono-entrata-suor.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7338746405546179564</id><published>2008-04-02T16:36:00.000+02:00</published><updated>2008-04-02T18:21:24.933+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Posto che una barca, almeno nell'immaginario collettivo, è un affare che serve ad andar per mare, posso affermare senza timore di smentita che i cantieri del mio capo non hanno mai prodotto una barca. Hanno prodotto embrioni - o aborti, se preferite - di barche, ma nessuno di questi "prototipi" ha visto l'acqua neppure per un quarto d'ora. Con la sola eccezione di quella che è stata esposta al salone nautico lo scorso autunno e che, comunque, durante il viaggio di ritorno è stata ridotta a un colabrodo dai marinai incaricati di riportarla a casa che neanche un faccia a faccia con Sandokan e i pendagli da forca che si portava appresso.&lt;br /&gt;Come dire che io una mattina mi sveglio e dico che faccio il contadino senza aver mai piantato neanche una carota. Vabbè, cose della solita Italietta.&lt;br /&gt;Nonostante la loro assoluta improduttività, i cantieri del mio capo vantano una cartella stampa e una brochure pubblicitaria delle dimensioni del Castiglioni-Mariotti. Tali monografie, per volete di Sua Carognaggine, devono essere sempre disponibili in ufficio in grande copia al punto che tutti gli armadietti sono pieni di cartelle stampa della nautica. Come gli armadi di Pina Fantozzi quando se la intendeva col panettiere. Ogni tanto, per verificare la nostra efficienza, Suo Sadismo piomba in ufficio, ci chiede su due piedi cinquanta cartelle e se le porta via. Nessuno di noi ha mai capito che fine facciano. Le fagocita.&lt;br /&gt;Per complicarci la vita, le cartelline sono di diversi tipi:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cartellina A:&lt;/span&gt; contiene fuffa pubblicitaria, la rassegna stampa, comunicati vecchi di secoli, aggiornamenti dei comunicati vecchi di secoli, specifiche tecniche di barche mai costruite e aggiornamenti delle specifiche tecniche di barche mai costruite.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cartellina B:&lt;/span&gt; contiene fuffa pubblicitaria, rassegna stampa, specifiche tecniche di barche mai costruite e aggiornamenti delle specifiche tecniche di barche mai costruite.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cartellina C:&lt;/span&gt; contiene fuffa pubblicitaria, rassegna stampa, specifiche tecniche di barche mai costruite.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cartellina D:&lt;/span&gt; contiene fuffa pubblicitaria e rassegna stampa&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cartellina E:&lt;/span&gt; contiene semplice fuffa pubblicitaria&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cartelina F:&lt;/span&gt; è vuota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Prima che me lo chiediate voi: il fatto che gli aggiornamenti siano aggiunti e non sostituiti ai documenti obsoleti è diretta conseguenza del grave Complesso dell'Archivista di cui è vittima La Bara).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cartelline della nautica, manco a dirlo, sono uno degli strumenti di tortura preferiti dal Sadico. L'altro giorno, per dire, sebbene io (tecnicamente un addetto stampa) fossi in ufficio, ha chiamato La Spia, che invece si occupa di amministrazione e perciò potrebbe sbattersene delle cartelle stampa, e le ha chiesto "4 nautica complete e 4 tecniche". Quella, dopo aver sbattuto i tacchi e urlato "signorsì signore!", si è precipitata da me cercando di non farsi vedere e, balbettando, mi ha ripetuto la richiesta. Mi alzo, apro uno dei tanti armadi, prelevo 4 cartelle complete (tipo A) e quattro senza i comunicati ma con le specifiche tecniche delle barche mai costruite (Tipo B) per un peso complessivo di 2 tonnellate e le consegno alla Spia che si precipita da SS. Costui, che nel frattempo ha notato il passaggio di mano, la accoglie con lo sguardo fessurato:&lt;br /&gt;"Perchè hai chiesto a lei? Tu non sai quali sono?" le domanda&lt;br /&gt;"N-n-n-o, c-c-i-i-o-è io lo so, ma sai, per sicurezza, non volevo sbagliare"&lt;br /&gt;"E perchè dovresti sbagliare se sai perfettamente a cosa mi riferisco?"&lt;br /&gt;"Perchè dovrei sbagliare?" la voce s'incrina "p-p-p-erchè d-d-d-i solito -n-n-on le faccio io" e lo guarda da sotto in su con occhio implorante&lt;br /&gt;"E quindi?"&lt;br /&gt;"Q-q-uindi non occupandomene io..."&lt;br /&gt;"Cosa ti ho detto quando sei venuta a lavorare qui?&lt;br /&gt;"Cosa mi hai detto?"&lt;br /&gt;"Non ripetere quello che dico, cosa ti ho detto?"&lt;br /&gt;"Non ripetere quello che dic...Eh non so, son passati 10 anni..."&lt;br /&gt;"Non mi ascolti forse?"&lt;br /&gt;"Sì, ti ascolto...ma sono passati...10 anni"&lt;br /&gt;"Quindi?"&lt;br /&gt;"Quindi..."&lt;br /&gt;"Ti ho detto che qui tutti si occupano di tutto, chiaro?"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Rispondi"&lt;br /&gt;"S-s-si"&lt;br /&gt;"E che se io le chiedo a te è perchè le voglio da te, le cartelle. Non da lei, sennò le avrei chieste a lei"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capite quanto è pazzo? Beh, disoccupazione o no, quando uscirò di qui -  il 30 giugno 2008 o prima - tirerò un sospiro di sollievo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7338746405546179564?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7338746405546179564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7338746405546179564&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7338746405546179564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7338746405546179564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/04/posto-che-una-barca-almeno.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1677973579153234272</id><published>2008-03-31T17:24:00.000+02:00</published><updated>2008-03-31T17:34:12.828+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Blogstar precarie alla riscossa. Sì, proprio come le galline.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastefani.it/settimanale/article.php?directory=080331&amp;amp;block=2&amp;amp;id=2"&gt;Qui &lt;/a&gt;si parla di me. E c'è pure il mio occhio.&lt;br /&gt;Considerato che sto per rimanere senza uno straccio di lavoro, un po' di gloria mi rischiara la giornata.&lt;br /&gt;Il mio ego rinfrancato e momentaneamente ipertrofico ringrazia Monica Scillia della Scuola di Giornalismo di Bologna per avermi stanato nel web, essersi smazzata la lettura delle mie disavventure e aver pure pensato di scriverci un pezzo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1677973579153234272?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1677973579153234272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1677973579153234272&amp;isPopup=true' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1677973579153234272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1677973579153234272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/blogstar-precarie-alla-riscossa.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-270234306889193026</id><published>2008-03-28T15:53:00.001+01:00</published><updated>2008-03-28T18:06:54.145+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ufficio è deserto, la Spia picchietta zelante la tastiera senza alzare lo sguardo dal monitor mentre la Psycocentralinista si prende cura delle sue piantine che hanno avuto una dura settimana.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inizio digressione sulle piantine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Qualche tempo fa SS ha abbandonato in un angolo della stanza padronale un presente di un suo socio in affari o aspirante tale: una scatola contenente almeno venti chili di mozzarella di bufala immerse in opportuna acquetta lattigginosa. Ovviamente non ci ha detto "guardate che ci sono venti chili di mozzarella lasciati ad ammuffire nel mio ufficio: buttateli", perciò la scatola è rimasta abbandonata senza che nessuno se ne curasse. Martedì scorso, di ritorno dalle vacanze di Pasqua, l'ufficio era immerso in una nauseabonda puzza di cadavere. Atterriti all'idea che SS piombasse in ufficio da un momento all'altro e che le sue padronali narici fossero offese da cotanto afrore, i miei colleghi si sono subito lanciati alla ricerca della "causa della puzza". E la Kapò non si è fatta sfuggire l'occasione per vessare un po' la PsycoCentralinista:&lt;br /&gt;"Sono le tue piante di merda che fan sta pussa" grida La Kapò&lt;br /&gt;"Non sono le mie piante, non sono le mie piante, non sono le mie piante" risponde la centralinista con il solito dondolio&lt;br /&gt;"Sci, inveze, son le tue piante di merda e le loro radizi di merda"&lt;br /&gt;"Non puzzano le piante, non puzzano le piante, non puzzano le piante"&lt;br /&gt;"Sai cosa fazzio adessco? Le butto, ecco cosa fazzio, le butto tutte!"&lt;br /&gt;"No, le piante no, ti prego le piante non buttarle, non sei sicura che siano loro" grida la Psyco, con vero dolore negli occhi&lt;br /&gt;"E inveze si, le butto e te smettila di rompermi i coglioni"&lt;br /&gt;La Kapò agguanta le piante per le foglie e dirige con passo pesante verso il secchio, ma il Grafico corre verso di lei con una scatola in mano:&lt;br /&gt;"E' questa che puzza, senti!"&lt;br /&gt;La Kapò avvicina il poderoso naso alla scatola e si ritrae con una smorfia di schifo.&lt;br /&gt;"Che casso è?"&lt;br /&gt;Il pacchetto viene aperto e - credetemi - nel Vaso di Pandora non c'era nulla in confronto. Però da quello alla fine saltava fuori la speranza, da questo solo vermi di ogni forma e dimensione. La Kapò lascia cadere le piante che trascinava per le foglie, agguanta la scatola degli orrori e la sbatte in braccio alla Psycocentralinista:&lt;br /&gt;"Vai a buttarla!"&lt;br /&gt;"Perchè io?"&lt;br /&gt;"Cosa pensi, che ci vado io forse?"&lt;br /&gt;"Va bene, ci vado io, ma ridammi le piante"&lt;br /&gt;La Kapò rivolge uno sguardo d'odio misto a ribrezzo alla PsycoCentralinista, le indica le piante con un gesto del capo e, scuotendo la testa si allontana, pesante, lungo il corridoio facendo vibrare i mobili al suo passaggio. Le piante sono salve. Da martedì la PsycoCentralinista le annaffia e le accudisce con amore e sollecitudine ancora maggiori.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fine della digressione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Dicevo che quindi in ufficio stamattina non c'era nessuno, a parte La Spia e La PsycoCentralinista Giardiniera, così ho pensato "ora o mai più". Mi avvicino con circospezione alla Spia e, dopo qualche preambolo, domando:&lt;br /&gt;"Senti, ma tu sapevi dell'arrivo di Suor Teresa?"&lt;br /&gt;Quando dico Suor Teresa tutti capiscono di chi sto parlando. La ragazzina in prova "per prendere il mio posto", infatti, ha uno sbiadito aspetto parrocchiale, lunghi capelli lisci e piatti con riga in mezzo molto embedded, grossi occhialoni fuori moda, collo incassato nelle spalle e una stretta di mano che ricorda una biscia che sguilla. Per stringergliela, quando me l'hanno presentata, ho dovuto quasi inseguirla.&lt;br /&gt;La Spia si muove sulla sedia, a disagio: "No" sibila, guardandosi le unghie.&lt;br /&gt;"Sicura?"&lt;br /&gt;"No, ehm cioè, si"&lt;br /&gt;"Senti, te lo chiedo solo perchè detesto le sosprese: SS ha intenzione di far scadere il contratto o pensa di interromperlo prima di giugno?"&lt;br /&gt;"Non lo so" cambia posizione, muove gli occhi, sempre tenendoli bassi, infine torna a fissarsi la punta delle dita.&lt;br /&gt;"Non lo sai?"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;"Non sei l'Amministrazione?"&lt;br /&gt;"Sì!" si innervosisce, diventa rossa, non mi guarda mai in faccia.&lt;br /&gt;"E non sai nulla di contratti?"&lt;br /&gt;"Non lo so"&lt;br /&gt;"Non lo sai"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;"Perché non c'eri; se c'eri, dormivi. E sennò ti stavi allacciando le scarpe, vero?"&lt;br /&gt;"Perché te la prendi con me?" ha le lacrime agli occhi, poveretta "Io eseguo gli ordini"&lt;br /&gt;"Non ti sto chiedendo di disubbidirli, gli ordini, solo di aiutarmi a limitare l'effetto sorpresa"&lt;br /&gt;"Non lo so, io eseguo gli ordini"&lt;br /&gt;"Sì, era la tesi di Eichmann durante il processo in Israele. Ma sai una cosa? Lo impiccarono lo stesso!"&lt;br /&gt;"Chi è Eichmann?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-270234306889193026?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/270234306889193026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=270234306889193026&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/270234306889193026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/270234306889193026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/lufficio-deserto-la-spia-picchietta.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8514709080040213228</id><published>2008-03-26T11:11:00.000+01:00</published><updated>2008-03-26T12:47:35.336+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri ho compiuto 32 anni. A 17 anni la mia massima aspirazione era diventare una scrittrice e suicidarmi intorno ai 27. Un pelo balzano come progetto di vita, ma avevo 18 anni quando morì Kurt Cobain, sono un tipo facilmente impressionabile e comunque a quell'età un ventisettenne mi pareva quasi un fossile, quindi tutto sommato non c'è da meravigliarsi. Nei nove anni che seguirono scoprii che scrivere un libro, trovare qualche anima pia che te lo pubblichi e diventare scrittori di successo avrebbe richiesto quanto meno la capacità di prendersi sul serio che, resti fra noi, non è fra le mie maggiori qualità. Così il giorno prima del mio venticinquesimo compleanno rimandai il suicidio a 33 anni, l'età che aveva Andrea Pazienza quando dipartì, e mi misi tranquilla. Devo averlo già scritto in qualche post, ma giusto Paganini aveva la pretesa di non ripetersi e comunque l'autoclonazione pare essere pratica assai diffusa fra gli artisti contemporanei.&lt;br /&gt;Allora, dicevo, ieri ne ho compiuti 32 e ho pensato fosse giunto il momento di fare il punto:&lt;br /&gt;1) non ho scritto il libro;&lt;br /&gt;2) nessuno ha pubblicato il libro che non ho scritto;&lt;br /&gt;3) nessuno ha letto il libro che non ho scritto e che nessuna casa editrice ha pubblicato;&lt;br /&gt;4) Non consumo droghe, non faccio colazione coi cicchetti di grappa, la mia tendenza all'autodistruzione si esprime in forme socialmente accettabili quali l'onicofagia e il tabagismo, la mattina esco di casa con la pagnotta da mangiare al lavoro e una mela: in poche parole sono lontana dall'icona Genio&amp;amp;Sregolatezza come mia nonna dagli appetiti sessuali di Cleopatra. Perciò è assai probabile che debba archiviare il suicidio e ristrutturare il mio contorto progetto di vita adolescenziale secondo uno schema narrativo più tradizionale.&lt;br /&gt;Questo pensavo ieri, in preda a una rara botta d'ottimismo.&lt;br /&gt;Stamattina entro in ufficio ancora obnubilata dai bagordi di ieri sera e, dietro le lenti di un imponente quanto strategico paio di occhiali da sole, al mio passaggio registro occhi bassi e arie imbarazzate.  Vabbè, avrò interrotto un pettegolezzo, penso. E mi infilo nel mio ufficio, dove mi aspetta La Bara con la solita espressione compunta.&lt;br /&gt;Senza guardarmi negli occhi, senza dire ciao, senza dire buongiorno, con il suo solito stile privo di qualunque orpello imposto dalla buona educazione, il Feretro comincia a parlare:&lt;br /&gt;"Benedetta, ti prego di non fare polemica"&lt;br /&gt;"Mi sto solo togliendo il giubbino, lo trovi un gesto sovversivo?"&lt;br /&gt;"E ti prego di non fare ironia..."&lt;br /&gt;"Proverò..."&lt;br /&gt;"Di là troverai una persona che oggi inizia la prova per prendere il tuo posto. D'altronde tu ti ostini a non voler chiedere scusa a SS..."&lt;br /&gt;Mi si sbriciola il sorriso, ma quella continua, senza smettere di guardare il monitor: "Ora che la macchina è stata messa in moto devo chiederti di collaborare aiutandomi a insegnare a questa ragazza le tue principali mansioni. Io ho troppo lavoro e non ce la faccio"&lt;br /&gt;"Certamente" sibilo "una domanda però: quando avrò finito di scavare la fossa mi concederete un'ultima sigaretta o mi sparerete alla nuca quando non me lo aspetto?"&lt;br /&gt;"Ecco, non capisco la ragione che ti spinge ad essere così polemica..."&lt;br /&gt;"Mi meraviglierebbe il contrario..."&lt;br /&gt;A questo punto il dilemma è: era più strampalato il progetto di vita originario (libro+fama+suicidio) o questo lasciarsi vivere senza né capo né coda?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Anyway, fine della botta di ottimismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8514709080040213228?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8514709080040213228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8514709080040213228&amp;isPopup=true' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8514709080040213228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8514709080040213228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/ieri-ho-compiuto-32-anni.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8220302878412145359</id><published>2008-03-20T17:39:00.000+01:00</published><updated>2008-03-20T18:34:12.939+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Insomma, lunedì scorso ero a Genova e, dopo il colloquio, me ne andavo bel bella a spasso per le strade aspettando che arrivasse l'ora di prendere il treno. C'era caldo e tanto sole. E io avrei dovuto essere al settimo cielo che, si sa, son fotovoltaica. E invece. Invece avevo addosso una gran malinconia. Non tristezza, malinconia. Perchè il colloquio si era concluso con il solito sibillino "le faremo sapere" e invece avrei voluto uscire da lì con una buona notizia. Ma, soprattutto, perchè se fossi uscita da lì con una buona notizia sarei stata ancor più triste. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel 1995 quando sbarcai qui dall'Abruzzo in una nebbiosa domenica di novembre, le strade di Bologna erano bellissime, come oggi, ma erano vuote. Non c'era un angolo che mi ricordasse qualcosa. Al contrario, ogni angolo mi ricordava non c'era un angolo a cui potessi legare dei ricordi. Non capivo il dialetto, nè i modi di dire. E i bolognesi non capivano i miei. Una volta un tizio che mi piaceva, durante la lezione di filosofia del diritto, mi bisbigliò in un orecchio che gli era scesa una gran catena. Io lo guardai a bocca aperta, mi vergognai di chiedere lumi e feci la figura dello stoccafisso. Per anni Bologna e i bolognesi sono stati un mistero, sono arrivata a chiedermi se esistessero davvero. Per quanto mi sforzassi sembrava che riuscissi a conoscere solo altri fuoriusciti come me. Il primo bolognese l'ho conosciuto a quattro anni dal mio arrivo qui, ma dentro Bologna ci sono entrata davvero solo quando ho cominciato a lavorare. Nel frattempo gli angoli si sono riempiti di ricordi e, se anche questa continua a non essere casa mia, almeno ho smesso di sentirmi ospite. Tutto ciò per dire che non è necessario andare dall'altra parte del mondo per essere uno straniero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ora che, dopo quasi tredici anni, gli angoli di Bologna sono pieni di ricordi, probabilmente tocca andarmene di nuovo. Sarà Genova, o Milano, o chissà. Comunque saranno altre strade belle e vuote, altri angoli senza ricordi, altra realtà da scoprire e addomesticare. Altri modi di dire che a me non diranno nulla. E in fondo io sono un tipo un po' nomade e non c'è niente che consideri più asfissiante che nascere e morire, magari ottant'anni dopo, nello stesso posto. Ci sono molti che questa attitudine al nomadismo non ce l'hanno, eppure si spostano per inseguire il sogno di un lavoro dignitoso. Ora, il punto è che se uno che gironzola per il globo perchè ha il pepe nel popò si chiama persona inquieta, uno che si sposta perchè dove sta non c'è lavoro - o non c'è un lavoro decente - è un emigrante. Poco importa se parte con lo zaino da interrail invece che con la valigia di cartone e la busta coi panini. Ecco, la sensazione è che anche questa precarietà qui, geografica, logistica - chiamatela un po' come vi pare - oltre che contrattuale, possa far soffrire contribuendo a quel senso di generico disagio, alla sensazione di essere eternamente in bilico su un filo appeso su un baratro che un sacco di trentenni si portano appresso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Però le dita, voi, incrociatele lo stesso, che il tempo stringe e io vado anche sulla luna, se devo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8220302878412145359?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8220302878412145359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8220302878412145359&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8220302878412145359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8220302878412145359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/insomma-luned-scorso-ero-genova-e-dopo.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-3264346890343839661</id><published>2008-03-14T14:55:00.000+01:00</published><updated>2008-03-14T18:30:19.244+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La protagonista di questa storia, che comincia il 12 dicembre dello scorso anno, è una stampante. Una comune stampante laser che, all'improvviso, ha smesso di stampare fronte/retro. Senza inviare messaggi di errore, senza emettere gemiti e vagiti, senza bloccarsi: la stampante che dà il via a questa storia semplicemente ignora il comando e stampa solo fronte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Bara, monumento all'efficienza aziendale, prontamente avverte il tecnico dei computer che sentenzia:"vengo nel pomeriggio e la aggiusto". Ma, quel pomeriggio, al CSM, nessuno l'ha visto.&lt;br /&gt;Nelle settimane che seguono La Bara si incolla al telefono come un mastino addestrato a mordere ai testicoli e richiama il tecnico in media quattro volte in sei ore. Lo blandisce, lo minaccia, cerca di impietosirlo, lo riblandisce, lo riminaccia, scoppia in lacrime, gli dà esplicitamente del coglione incapace. Costui non si scompone e risponde, ogni volta, con la monotonia di un risponditore automatico:"passo nel pomeriggio". Ma non si fa mai vivo.&lt;br /&gt;Questo teatro continua per giorni, settimane, mesi. Un bel giorno SS chiede alla Bara di stampare un documento fronte/retro, costei gli dice che non può e, certa di aver fatto il suo dovere, gli spiega con dovizia di particolari per quale ragione la stampante non è ancora stata riparata. SS la guarda con il solito occhio fessurato e la congeda con un regale gesto della mano. Dopo la pausa pranzo troviamo l'ufficio tappezzato di fogli nei quali SS rimprovera la Bara di essere cronicamente incapace di gestire un ufficio e farsi rispettare da collaboratori e tecnici, attribuendo - velatamente ma non troppo - codesta incapacità al medesimo cromosoma che la rende portatrice di gnocca e tette anziché titolare di strumento maschile. Suo Sadismo conclude che, d'ora in avanti, a causa dell'incapacità della Bara, la Spia dovrà "monitorare" qualunque richiesta di intervento inoltrata al tecnico dei computer. La Spia s'incazza con La Bara per questo surplus di lavoro, la Bara di rimando s'incazza con la Spia perché s'è incazzata e per mezzo pomeriggio l'ufficio si trasforma in un'arena per galline da combattimento.&lt;br /&gt;Notate che in tutto ciò il tecnico dei computer, ovvero colui che, sollecitato più volte, non ha fatto ciò per cui viene profumatamente pagato, non viene minimamente sfiorato dalle ire del Sadico.&lt;br /&gt;Secondo le indicazioni di SS, il giorno successivo la Bara scrive una mail alla Spia pregandola di informare il tecnico dei computer che la sua stampante non stampa fronte/retro e che, nonostante reiterate richieste di intervento, lui non s'è mai degnato di venire ad aggiustarla. La Spia, tentennante e tremebonda, procede.&lt;br /&gt;Il tecnico, ancora una volta, fa lo gnorri.&lt;br /&gt;Passano i giorni e SS chiede di nuovo una stampa fronte/retro. Nuovamente La Bara è costretta a dire "Non posso", ma stavolta produce un carteggio interno ed esterno degno di Jacopo Ortis per dimostrare che sì, noi abbiamo segnalato il guasto formalmente e sì, lo abbiamo fatto rispettando il protocollo burocratico stabilito ma no, il tecnico non è venuto.&lt;br /&gt;SS, con un cenno della mano, zittisce la Bara e indice una riunione. Quando siamo tutti presenti al suo cospetto - noi in piedi e con il capo chino, lui stravaccato e apparentemente intento nel disegnare un enorme fallo su un foglio bianco - Suo Sadismo ci informa che siamo degli incapaci. Anzi, delle incapaci, insistendo sulla questione cromosomica. E per mezz'ora partorisce una serie di simpatiche dimostrazioni scientifiche dell'incapacità della Bara e della Spia.&lt;br /&gt;"E" prosegue "cosa si fa quando un impiegato è incapace?"&lt;br /&gt;Silenzio. Occhi bassi. Panico palpabile.&lt;br /&gt;"Per questa volta passi, ma imparate a farvi rispettare o vi caccio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo: la stampante non funziona, il tecnico non viene ad aggiustarla nonostante le nostre richieste scritte e orali e SS, informato della situazione che fa? Cambia tecnico? No, minaccia di licenziare noi.&lt;br /&gt;Ma chi è, Stalin?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-3264346890343839661?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/3264346890343839661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=3264346890343839661&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3264346890343839661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3264346890343839661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/la-protagonista-di-questa-storia-che.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-4053899736629039252</id><published>2008-03-13T14:09:00.002+01:00</published><updated>2008-03-13T17:07:33.731+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oh, finalmente lo Psiconano ha avuto una buona idea! Non mi spiego come mai non mi sia venuta in mente prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"PER USCIRE DEFINITIVAMENTE DA PRECARIATO precaria quasi 32enne carina, simpatica, amante viaggi, disinibita quanto basta e con ambizioni da blogstar cerca milionario, preferibilmente figlio di Berlusconi, non vecchio, non stupido, non bavoso, per rapporto amicizia intima. Fondamentale possesso American Express Gold"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ne dite, può andare bene così? Magari dove ha fallito la laurea, funziona la prostituzione.&lt;br /&gt;Se non sapete di cosa parlo, leggete &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-10/berlusconi-precari/berlusconi-precari.html"&gt;qui.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. E comunque sappia, il Berlusca, che pur di non averlo come suocero ai suoi rampolli preferirei i capelluti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;enfants&lt;/span&gt; del chiacchierato Sarkozy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-4053899736629039252?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/4053899736629039252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=4053899736629039252&amp;isPopup=true' title='33 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4053899736629039252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4053899736629039252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/oh-finalmente-lo-psiconano-ha-avuto-una.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6477074546602482096</id><published>2008-03-13T10:01:00.000+01:00</published><updated>2008-03-13T11:25:52.681+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per caso ieri sera ho acceso la tivvù. In tempi di home theather, io ho una specie di residuato bellico da dodici pollici con l'antenna da comprare a parte: traffichi mezz'ora con rotelle e rotelline e, quando finalmente hai centrato il canale, non devi più muovere neanche un muscolo che sennò addio canale. Ma va bene così, soprattutto considerato che accendo la tivvù si e no due volte l'anno, quando ho intenzionalmente deciso di rincretinirmi. E così, mentre sbocconcello una pizza, il TG2 mi racconta di un operaio che s'è suicidato perché l'azienda in cui lavorava non gli avrebbe rinnovato il contratto. "Ho perso il lavoro e con esso la dignità" diceva il bigliettino che ha lasciato alla moglie. Per completezza d'informazione, il TG2 ci racconta anche che costui aveva alle spalle una piccola storia di droga e qualche piccolo precedente con la giustizia ma, si affretta a precisare l'efficiente redazione, da qualche anno faceva il bravo e lavorava, saltando da un contratto a termine all'altro. Nelle domeniche di sole si ristrutturava la casa da solo. Ecco, si sa che sono una a cui piace fare la punta ai chiodi, ma nella solerzia con cui il TG2 ci ha informato dei piccoli precedenti penali e della storia di droga di uno che s'è ammazzato perché per l'ennesima volta s'è visto non rinnovare il contratto quando magari ci sperava, c'ho visto il tentativo di indurci a pensare che no, questo signore proprio proprio normale non era. Perché uno normale non si suicida, non si lascia stritolare, non getta la spugna. Uno normale sorride alle telecamere, si rimbocca le maniche e ricomincia. E chissenefrega se è la cinquantesima volta che ricomincia ed è stanco, se magari non ha più vent'anni e ha figli a cui dar da mangiare. Chissenefrega se proprio non riesce a mandarla giù l'idea di ricominciare con l'ennesima via crucis per le agenzie di lavoro interinale dove una signorina con gli occhiali e la faccia scocciata gli farà riempire un modulo e lo rimanderà a casa, ad aspettare davanti al telefono. Per ogni porta che si chiude ce ne sono due che si aprono, questo pensa uno normale, che sa stare al passo coi tempi, uno che fa della flessibilità (non del precariato, il precariato non esiste) un'arte. Questo qui s'è ammazzato non perché non gli hanno rinnovato il contratto, o almeno non solo: era spostato di sicuro, lo dicono la storia di droga e i "piccoli" (lo hanno sottolineato più volte al tiggì, perché magari un po' si vergognavano di insistere su questa faccenda) precedenti penali.&lt;br /&gt;Ora vi e mi domando: vi piace un mondo fatto così, in cui si calpesta in questo modo la disperazione di uomo che non ce la fa davvero più?&lt;br /&gt;A me no, e infatti la pizza l'ho lasciata a metà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6477074546602482096?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6477074546602482096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6477074546602482096&amp;isPopup=true' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6477074546602482096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6477074546602482096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/per-caso-ieri-sera-ho-acceso-la-tivv.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1145049665362914665</id><published>2008-03-12T11:04:00.002+01:00</published><updated>2008-03-12T17:12:47.804+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ho sempre pensato che, se mai avessi avuto la fortuna di lavorare in una città di mare, da aprile a ottobre, in pausa pranzo, sarei andata a mangiare un panino in spiaggia. E beh, non tutte le città di mare sono abbastanza piccole da consentire questa cosa e poi alla fine sono più le volte che non è possibile, ma dico, perché poi autoinfliggersi sempre più realismo di quanto sia necessario? Lasciare Bologna sarà difficile anche se cerco di guardare solo gli aspetti positivi del cambio, quindi ecco, stavolta vorrei provare a metterci un po' di ottimismo.&lt;br /&gt;Così adesso non vi anticipo nulla, ma voi incrociate le dita e ditemi in bocca al lupo. Perché la verità è che qua dentro sono arrivata ben oltre la frutta e non ce la faccio più. E penso che vorrei solo un'occasione, una e magari anche piccola, di sfuggire a quest'universo di meschinità e piccole follie.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ve l'ho detto, incrociate le dita.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1145049665362914665?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1145049665362914665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1145049665362914665&amp;isPopup=true' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1145049665362914665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1145049665362914665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/ho-sempre-pensato-che-se-mai-avessi.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5655876464997852024</id><published>2008-03-06T14:47:00.002+01:00</published><updated>2008-03-06T16:18:12.127+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La rivista è in chiusura, è tempo di editoriale. Così il Direttùr si mette all'opera e, dopo una giornata di lavoro matto e disperatissimo, partorisce un capolavoro di rara beltade. Prima di andare a pranzo si affaccia nel nostro ufficio e sentenzia:&lt;br /&gt;"Barbare, l'editoriale è pronto. Leggetelo e imparate a scrivere!"&lt;br /&gt;Leggiamo.&lt;br /&gt;Seguono attimi di smarrimento.&lt;br /&gt;Sguardi di puro panico.&lt;br /&gt;La prima a parlare è la Bara che sentenzia che forse  - ripeto, forse - andrebbe ritoccato, anzi "alleggerito", per usare un termine a lei caro. Io avrei optato per un più deciso "riscritto", ma si sa che la diplomazia non è fra le mie maggiori qualità. Sbuffando, ma in fondo orgogliosa come un pavone per la responsabilità del compito, La Bara si è mette al lavoro commentando: "Ah, gli alleggerisco lo stile, ma la grammatica non posso toccarla: si offenderebbe". Ora, a voler essere sensibili e limitare gli interventi io avrei fatto il contrario: esprimersi come Guido da Verona è poco elegante, ma pubblicare un editoriale pieno di errori di grammatica equivale a un'enorme, irreparabile figura di merda. Ma per fortuna, penso tirando un sospiro di sollievo, stavolta non è affar mio. Sbagliato! Dopo mezz'ora La Bara si scoccia - o si arrende, mi pare più probabile - e mi passa la patata bollente:&lt;br /&gt;"Benedetta, avrei bisogno di una consulenza grammaticale"&lt;br /&gt;"Dimmi"&lt;br /&gt;"Ecco, l'editoriale... Ho corretto gli errori proprio evidenti, ma alle inezie potresti pensare tu?"&lt;br /&gt;"Sì" &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(lo sapevo che trovavi il modo per rifilarmelo, megera!)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"No, sai, è che per questo lavoro da ragioniere (!) non sono adatta: io scrivo così bene perché sento la musica nelle parole, mi viene spontaneo come per Mozart la musica"&lt;br /&gt;"Oppalà, pane e modestia stamane!"&lt;br /&gt;"Beh, è vero: io so scrivere benissimo, ma la grammatica non la so, l'italiano mi viene naturale"&lt;br /&gt;Finita la parentesi di autoesaltazione, La Bara va a incipriarsi il naso in bagno e io apro - malvolentieri, molto malvolentieri - il documento. Ed ecco, miei cari, le prime righe del capolavoro che mi si schiude davanti agli occhi:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="font-style: italic; text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In tempi recenti si diffuse &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;la&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;credenza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che nel Medioevo, attorno all'anno mille, dilagasse la convinzione che la fine del mondo fosse prossima. Pare anche che alcuni monaci giravano per le contrade annunciando ermeticamente “1000 non più 1000”. Circola un aneddoto che sosterrebbe come, alla &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;vigilia&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;di Capodanno dell'anno 1000&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, una folla enorme si radunerebbe a Roma in preghiera in attesa della fine del mondo. Mezzanotte arrivò, ma le Trombe del Giudizio restarono mute. &lt;strong&gt;Papa Silvestro II&lt;/strong&gt;, dopo aver benedetto la folla, la rimandò a casa. Alcuni storici hanno ipotizzato che fu&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la corte imperiale di &lt;b style=""&gt;Ottone III&lt;/b&gt; che, essendosi trasferita a Roma alla fine del 900, avesse voluto intendere con quella frase che solo 1000 anni sarebbero stati quelli senza una imperatore autorevole e da quel momento le cose sarebbero cambiate. Fu come fu, ma sta di fatto che la fine del mondo non si verificò con il 1000 e l’imperatore Ottone III stette nella città Eterna solo pochi anni prima di esserne cacciato trasferendo le sue Aquile Imperiali più a nord. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;  &lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Così identico terrore scorreva, non molti anni fa, nelle vene di taluni economisti e comuni cittadini al pensiero di un prezzo del petrolio superiore a 100 dollari al barile. Un disastro, si ipotizzava. Auto abbandonate per strada senza benzina e giardini pubblici disalberati per fare legna da ardere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Superato il trauma, le dico:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Ok, aggiusto la consecutio"&lt;br /&gt;"Cosa?"&lt;br /&gt;"La consecutio temporum"&lt;br /&gt;"Cos'è?"&lt;br /&gt;"Concordanze dei verbi"&lt;br /&gt;"Ma, Benedetta, i verbi sono perfetti così!"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io dico che l'orecchio di Mozart funzionava meglio, però insomma, si sa che son maligna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:Souvenir;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5655876464997852024?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5655876464997852024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5655876464997852024&amp;isPopup=true' title='35 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5655876464997852024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5655876464997852024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/la-rivista-in-chiusura-tempo-di.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>35</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-3213990209730353150</id><published>2008-03-04T16:45:00.000+01:00</published><updated>2008-03-04T17:29:25.034+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;FdD.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;br /&gt;Fumatore della Domenica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ovvero quel tale individuo, irritante, molto irritante, che non si sa bene come riesce a limitare il consumo di nicotina a 2, massimo 3, sigarette il giorno raggiungendo il compromesso ideale fra piacere di fumare e probabilità di morire di cancro. Costui è in genere uno scroccatore monogamo e fedele come un piccione: sceglie nel suo entourage un fumatore incallito a cui scrocca, con puntualità svizzera, quelle 3, massimo 3, sigarette il giorno. Tanto cosa vuoi che siano. Il fumatore recita il ruolo del generoso, ma in realtà è animato da un odio tenace e una feroce invidia nei confronti del FdD e spera di trascinarlo nel baratro. Non lo ammetterà mai e sembra che faccia di tutto per scoraggiare l'amico FdD, ma dentro di lui il livore ribolle senza tregua. Perchè FdD non ha le dita ingiallite dalla nicotina, non è avvolto in quella seducente &lt;i&gt;eau de cenerier&lt;/i&gt; che rende così difficile il rimorchio, è uno sportivo provetto senza sibilo nei polmoni e alla domanda "Fumi?", può rispondere sorridendo "Ogni tanto, quando mi va, per rilassarmi". L’FdD ha sconfitto il vizio addomesticandolo, un atto eroico per cui serve molta più forza di volontà che per smettere del tutto. Ed è ovvio che tra due cose difficili, in cui una però è più difficile dell’altra, io scelgo quella più difficile, così tanto per complicarmi la vita. Così ho deciso di diventare un FdD. Ora, al mio cervello non piace sentirsi spiattellare in faccia la verità, che in questo caso sarebbe “Bello mio preparati, si smette di fumare” e io, che non sono una fanatica della sincerità a tutti i costi, lo inganno. Gli dico “stai buono che tra dieci minuti ne fumiamo una, su stai buono” e, anche se so che non è vero, un po’ funziona. Quando proprio lui fa i capricci e sento la morsa allo stomaco, prendo una sigaretta dal pacchetto che conservo nella borsa e me la metto in bocca. La odoro anche. Perché ciò che tutto il mondo considera un puzzo immondo per un fumatore in astinenza è meglio di chanel numero 5. Finora l’ho sempre rinfilata nel pacchetto e la sola idea di essere capace di un gesto simile ha accresciuto la mia autostima a livelli inimmaginabili. E così mi ringalluzzisco e la volta dopo quando, con la sigaretta già in bocca, sono tentata di metter mano all’accendino, mi inebrio di autostima e ripongo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E, vi dirò, sono tranquilla. Sospetto di avere una luce assassina nello sguardo, però, perché stamattina, mentre La Bara si accingeva a rompermi le palle come al solito, l’ho guardata negli occhi e ha taciuto all’improvviso. Le parole le sono morte in bocca. E poi mi ha lasciato perdere per tutto il giorno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tranquilla, sì. Molto tranquilla.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Finora. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Perché in questo preciso istante ho la sensazione che qualcuno stia facendo l’altalena col mio fegato mentre nello stomaco è in corso un incontro di boxe. Gli occhi mi fanno le farfalline e mi prudono le punte delle dita. E no, prima che me lo chiediate, le mie sigarette erano solo sigarette.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ho una sigaretta in bocca e l'accendino in tasca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nervosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Molto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Anche questo post. Lo sto scrivendo. Solo. Perché. Vorrei. Che. Mi. Aiutaste. A. Risolvere. Questa. Faccenda. Vi. Prego. Fermatemi. Qualcuno. Mi. Rubi. L'accendino. Cazzo.&lt;/span&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-3213990209730353150?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/3213990209730353150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=3213990209730353150&amp;isPopup=true' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3213990209730353150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3213990209730353150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/03/fdd.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-3000456530139415142</id><published>2008-02-26T12:37:00.003+01:00</published><updated>2008-02-26T18:37:02.924+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così ieri vado a Milano per la seconda volta in quindici giorni. Buffo: passi la vita a girare al largo da Milano e a dichiarare "tutto, tranne Milano!", poi un bel giorno ti rompi le palle e decidi che la tua avversione (peraltro condivisa dal 99% degli italiani, fra cui molti milanesi) per Berluscopoli è un granello se confrontata all'odio per il CSM. Così mandi qualche centinaio di curriculum e, all'improvviso, sembra che nel tuo orizzonte non esista altro che quel budello metropolitano nebbioso. Vabbè, dicono che la vita sia bella per questo.&lt;br /&gt;Comunque, parto con l'Eurostar delle 8.16 che dovrebbe arrivare a Milano alle 10. Dovrebbe, perché invece arriva alle dieci e venti, nonostante questa bufala dell'alta velocità te la facciano pagare 30 euro solo andata. E comunque, ritardi a parte, l'eurostar Bologna-Milano delle otto del mattino è un'esperienza che vale ben più di 30 euro. Lì dentro c'è una selva umana di uomini in gessato grigio e cravatta, abbronzatura posticcia, blutooth nell'orecchio e una decina di cellulari ultracostosi a cranio opportunamente schierati sul tavolino. Le poche donne presenti son la versione femminile dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;homo economicus&lt;/span&gt; succitato: gessato con gonna, camicetta con scollatura ammiccante, tacchi di quindici centimetri minimo che solo a guardarle ti chiedi come dev'essere la vita di una che si autoinfligge tacchi di quel calibro durante una trasferta. Probabilmente sarebbe capace di condannarsi a bustino e autoreggenti durante un safari nel deserto del Sahara. Neppure il controllore è un vero controllore, ma una velina con méches e trucco da tigre del ribaltabile che, in una casta tenuta da controllore, dispensa sorrisi compiacenti ai manager di turno che al suo passaggio trascurano l'andamento titoli per sbirciarle la scollatura con la discrezione di un camionista.&lt;br /&gt;Appena giunta a Milano, per analogia con la popolazione locale, si comincia a correre furiosamente. Si scende in metropolitana correndo, si acquista il biglietto correndo, ci si precipita sul treno correndo dove si resta in piedi per poter correre fuori appena arrivati alla propria stazione. Lì si consulta la cartina correndo e infine ci si ritrova a destinazione con mezz'ora di anticipo, trafelati come un maratoneta e puzzolenti come un intero gregge di pecore. Ora, siccome in mezzo a tre milioni e mezzo di individui che corrono, uno che sta impalato davanti a un portone viene guardato come uno che piscia in pieno giorno nella piazza del paese, mi viene l'idea geniale di infilarmi in un bar per prendere un caffè. Ed è così che scopro con orrore che in uno stradone pieno di negozi e uffici c'è un unico bar nel raggio di cinquecento metri che detiene il monopolio della ristorazione ed è gestito da un tale con la faccia soddisfatta di chi ha conti segreti in tutti i paradisi fiscali del pianeta. E infatti il caffè lo pago un euro e dieci, alla faccia del libero mercato.&lt;br /&gt;Arriva l'ora del colloquio, approfitto dello specchio dell'ascensore per ricompormi e suono. Mi ritrovo in una sala tutta, e quando dico tutta intendo tutta, soffitto compreso, arancione. Quelli del primo colloquio avevano le pareti che parevano un arcobaleno psichedelico. Qua è tutto arancione e le sedie sono verde mela. Perché? Dico davvero, qualcuno può spiegarmi per quale motivo le agenzie di comunicazione e pubblicità hanno uffici che sembrano asili d'infanzia per bambini ipercinetici?&lt;br /&gt;Il colloquio me lo fa uno dei due titolari dell'azienda. Un tizio di una quarantina d'anni che indossa un semplice golfino grigio, non ha un blutooth nell'orecchio, non digrigna i denti, non mi fa domande cretine. Dopo le solite domande seguite dalle solite risposte, il tizio spara:&lt;br /&gt;"Che tipo di contratto ha al CSM?"&lt;br /&gt;"A progetto"&lt;br /&gt;"Mi scusi, ma sul suo curriculum c'è scritto che lavora lì da settembre 2005"&lt;br /&gt;"Eh si, è così"&lt;br /&gt;"Con contratto a progetto?" e così dicendo inarca il sopracciglio&lt;br /&gt;"S-S-Sì" decido di essere prudente in proposito, ma temo che un lampo di rabbia mi attraversi gli occhi.&lt;br /&gt;"Beh, un po' scorretti: noi non lo facciamo. Su dodici persone solo due sono con contratto a progetto. Lo usiamo all'inizio, per qualche mese, poi se una persona ci piace e decidiamo di tenerla non abbiamo interesse a farla morire di fame e di angoscia"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Un collaboratore usurato dall'ansia per la scadenza del contratto e che lavora magari nove dieci ore il giorno senza poter condurre un'esistenza almeno tranquilla finirà col non lavorare bene, non dare il meglio e l'azienda ne risentirà. Non pretendiamo un dipendente felice, ma renderlo infelice non ci conviene e non è nel nostro interesse"&lt;br /&gt;Partono cori di angeli e campanelle natalizie. La stanza si riempie di una luce accecante e io fisso l'uomo che ho davanti, improvvisamente avvolto da un'aura luminosa, con l'espressione delle pastorelle di Fatima davanti alla madonna. Non sono sicura, ma mi pare di aver intravisto due timide alucce spuntare dietro la schiena. Nonostante l'emozione, il mio talento per le quisquiglie non manca di notare che, tra l'altro, neppure una volta l'angelo imprenditoriale che ho di fronte ricorre al termine "risorsa umana". Persone, dipendenti, collaboratori, nessuna asettica, aspecifica, impersonale risorsa umana.&lt;br /&gt;Finito il colloquio me ne torno in stazione, ma non corro. All'una e cinquanta balzo sull'espresso Milano-Agrigento che, per dieci euro, dovrebbe sbarcarmi a Bologna alle 16.08. Nello scompartimento solo io e un tizio sulla cinquantina che, dopo essersi sparato un chilo e mezzo di pane e sopressata, si addormenta russando. Il treno arriva a Bologna alle quattro meno dieci. Due ore, come l'eurostar, ma con 20 euro in meno e senza trilli di Blackbarry.&lt;br /&gt;Dopo una sessione usurante di nuoto, stramazzo sul letto serena come un bambino.&lt;br /&gt;L'ottimismo non una delle mie maggiori qualità e tendo a credere anche stavolta, nell'eldorado milanese della comunicazione dove sono stata oggi, non sceglieranno me. Però sapete una cosa? La scoperta che i datori di lavoro umani esistono e che ne ho avuto uno davanti per quasi un'ora, così reale che allungando una mano avrei potuto toccarlo, per oggi è una soddisfazione sufficiente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-3000456530139415142?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/3000456530139415142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=3000456530139415142&amp;isPopup=true' title='57 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3000456530139415142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3000456530139415142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/e-cos-ieri-vado-milano-per-la-seconda.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>57</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-104966586236600655</id><published>2008-02-21T17:15:00.001+01:00</published><updated>2008-02-21T17:43:48.312+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;La Bara stamane si sente più in carriera del solito. E' inguainata in un tubino rosso, ha fatto la tintura da poco e il viso è quanto di più simile a un calco di gesso io abbia mai visto. Se di solito è una bara, oggi è decisamente un catafalco.&lt;br /&gt;Appena varco la soglia dell'ufficio dichiara, senza alzare gli occhi dal Sole24Ore, né accennare un sorriso di buongiorno:&lt;br /&gt;"Oggi finalmente farai un vero lavoro da giornalista d'inchiesta!"&lt;br /&gt;Ora, se lavorassi in un ufficio normale in cui, dai vertici alla base, le persone conoscono il significato delle parole che usano, la prospettiva di rispolverare i neuroni mi riempirebbe di entusiasmo. Ma, aihmé, lavoro al CSM, perciò la locuzione “giornalismo d’inchiesta” mi provoca un principio di crisi di panico arricchito da un irritante attacco di colite preventivo. L’ultima volta che mi hanno rifilato un lavoro chiamandolo “inchiesta” mi sono ritrovata a telefonare a tutte le redazioni rai per rintracciare un famoso chirurgo delle emorroidi intervistato non si sa in quale programma, né su quale rete (“di sicuro è la Rai” mi dissero), né in quale giorno, mese, anno o era geologica, e di cui SS non ricordava il nome e neppure il cognome. Ovvio che questo non mi aiutò a sentirmi l’Ilaria Alpi della bassa padana, ma piuttosto un Fantozzi in gonnella costretto a scrivere in cielo “io sono una merdaccia”, ennesima conferma della centralità che la questione intestinale ha nella mia vita.&lt;br /&gt;Stavolta però è diverso, si affretta a spiegarmi La Bara, nessun pellegrinaggio telefonico da una redazione all’altra, no. Oggi bisogna intervistare titolari di concessionarie e officine (si, quelle in cui si aggiustano le auto, proprio quelle) per sondare il loro grado di soddisfazione/insoddisfazione per gli incentivi alla rottamazione.&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Detto così può sembrare un lavorino giusto un po’ noioso, ma bisogna tener conto che:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;ol  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I meccanici di solito non brillano per vivacità intellettuale, né raffinatezza nell’eloquio. Di solito hanno due espressioni, e una delle due include un vaffanculo;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;¾ degli italiani, meccanici e non, ne ha piene le palle delle telefonate in cui rampanti operatori di telemarketing, con la scusa dell’indagine di mercato, tentano di venderti 15 kg di mozzarelle liofilizzate o l’ennesima irrinunciabile offerta di telefonia. Di conseguenza basta lasciarsi sfuggire la parola “indagine” per ricevere in cambio un vaffanculo diretto e senza appello, in alcuni casi preceduto/seguito da sfogo rabbioso neanche fossi il garante per la privacy;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;¾ dei meccanici e dei concessionari odia gli incentivi alla rottamazione che li costringono a fare sconti al cliente per poi recuperare i soldi col credito d’imposta, se tutto va bene, fra un anno. Di conseguenza basta pronunciare la parola “incentivi” per ricevere in cambio un vaffanculo diretto e senza appello, in alcuni casi preceduto/seguito da inarrestabile sfogo rabbioso, neanche fossi il portavoce del ministro dello sviluppo economico;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La Bara non ha fiducia nelle mie capacità espressive e mi ha preparato uno script da leggere al telefono a cui devo attenermi rigidamente. Usare un sinonimo equivale a essere mandati affanculo seduta stante dopo essere stata rimproverata per eccesso di spirito d’iniziativa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;  &lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;          &lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per quanta buona volontà ci metta, codesto "lavoro da giornalista d’inchiesta" consiste perlopiù nel raccattare vaffanculi di ogni tipo da parte di mezza Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A questo punto del pomeriggio ho totalizzato una ventina di vaffanculi, ma meritano una menzione particolare un novello Nerone veneto che vuole appiccare il fuoco a tutta Roma, un sardo che mi pare abbia deciso di dare in pasto ai maiali l’ex ministro dello sviluppo economico e “tutta la sua cricca” e un siciliano che mi ha seccamente risposto che lui non sa chi sono io, non sa niente di incentivi e comunque non dice niente ai giornalisti. Poi dici  gli stereotipi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;La Bara ne frattempo sta calcolando quante calorie ha già ingurgitato e quante ne può ancora introdurre senza che il tubino rosso esploda all'altezza del girovita. Inoltre sembra particolarmente preoccupata dalla considerazione che sui giornali persino i modelli, non più solo le modelle, somigliano a mucchietti d'ossa coi capelli. Ed è la terza volta che mi dice che a lei il maschio piace maschio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ricordatemi nelle vostre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;preghiere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-104966586236600655?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/104966586236600655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=104966586236600655&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/104966586236600655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/104966586236600655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/la-bara-stamane-si-sente-pi-in-carriera.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6707155013543258096</id><published>2008-02-19T11:05:00.000+01:00</published><updated>2008-02-19T12:39:44.266+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho visto Ferrara affacciarsi al nuovo balcone e predicare la sacralità della vita. Lo ha fatto in modo così intenso che quasi mi ha commosso. Davvero. Mi commuove sempre vedere qualcuno che pensa di essere depositario della parola di Dio. Avrei voluto battergli una mano sulla spalla e dirgli "Bravo, adesso dici un atto di dolore e vai a casa per favore, che qua dobbiamo discutere di cose serie".&lt;br /&gt;Ferrara a parte, la questione è questa: anni fa, quando vinse il no al referendum sulle staminali, la Chiesa fece una campagna elettorale vergognosa con il silenzioso assenso della classe politica e dell'opinione pubblica. Un sacco di italiani, troppi italiani, andarono allegramente al mare. Quello di cui pochi si accorsero è che le motivazioni usate dalla Chiesa a sostegno del no erano le stesse che da anni vengono usate contro l'aborto. Pensai: stanno spianando la strada, quando i tempi saranno maturi rimetteranno le mani sulla legge sull'aborto. E, purtroppo, ho avuto ragione.&lt;br /&gt;Ora, io sono atea. Penso che l'anima pesi 21 grammi e si dissolva nell'aria quando si esala l'ultimo respiro. Penso che l'uomo nasce, vive e muore e la faccenda finisce lì. Penso che dedurre l'esistenza di un dio buonissimo e perfettissimo dall'esistenza dell'uomo equivale a convincersi che la cioccolata è buona mentre si odora la cacca. E' una mia convinzione, è estrema, e probabilmente molti di voi non la condividono. Anzi, al contrario è probabile che qualcuno di voi preghi la mattina, vada in chiesa la domenica e creda nella vita eterna. Ed è giusto che ci creda, se così gli suggerisce la sua coscienza. E' questo il bello del mondo: per fortuna non la pensiamo tutti nello stesso modo.&lt;br /&gt;Il punto però, quando parliamo della 194, non è in cosa credo io o in cosa credete voi. Il punto non è Dio. E nemmeno la sacralità della vita.&lt;br /&gt;Il punto è lo Stato e le libertà che lo Stato deve garantire ai suoi cittadini. Se preferite la sfera di non ingerenza nelle decisioni del singolo che lo Stato deve riconoscere e tutelare.&lt;br /&gt;La 194 non obbliga nessuno ad abortire.&lt;br /&gt;La 194 dà a chi ritiene giusto farlo, per ragioni che non deve spiegare a nessuno, il diritto di non diventare madre. Una donna cattolica renderà conto alla sua coscienza cattolica di ciò che sta facendo. Una donna non cattolica renderà conto alla propria coscienza non cattolica di ciò che decide.&lt;br /&gt;Non lasciamoci trascinare nel dibattito "è un bambino, non è un bambino" o in una discussione sulla sacralità della vita. Si tratta di argomentazioni tendenziose costruite ad arte per condurci sulla strada sbagliata. Il punto è che l'Italia è uno stato laico; e uno stato laico DEVE garantire alle sue cittadine il diritto a una maternità consapevole e scelta. Le cittadine cattoliche che ritengono l'aborto un omicidio non abortiranno. Se, al contrario, le cittadine riterranno giusto abortire, lo faranno.&lt;br /&gt;La campagna contro la 194 che Ferrara sta portando avanti mina non solo la libertà delle donne di scegliere una maternità consapevole, cosa già gravissima, ma intacca anche il concetto stesso di stato laico che ispira la costituzione italiana. Utilizzando argomentazioni poderose e complesse come la sacralità della vita umana, a cui è difficile rispondere senza passare per Gengis Khan, si punta a ridurre al silenzio i laici e a far sì che la maggioranza cattolica imponga, attraverso le leggi, modelli di comportamento ispirati dalla religione anche a chi religioso non è. Ora siccome i cattolici in Italia sono anche la maggioranza, si apre la strada a un pericoloso atteggiamento di mancata tutela dei diritti delle minoranze. E questo, in un paese davvero democratico, non può accadere.&lt;br /&gt;Ora io magari esagero, ma voi fate un favore: rifletteteci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sostenere la 194 e dare il vostro contributo, leggete &lt;a href="http://alicesu.splinder.com/post/15957602/La+campagna+per+la+194+%C3%A8+iniz"&gt;qua&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6707155013543258096?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6707155013543258096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6707155013543258096&amp;isPopup=true' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6707155013543258096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6707155013543258096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/ho-visto-ferrara-affacciarsi-al-nuovo.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5493327553393499245</id><published>2008-02-18T14:10:00.002+01:00</published><updated>2008-02-18T14:36:41.906+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Oh, la settimana comincia proprio bene: fa un freddo orbo e stamattina ho scoperto che per Veltroni i diritti che noi precari non abbiamo più valgono mille euro il mese.&lt;br /&gt;Ora io dico, se proprio vuole comprare i voti dei precari potrebbe avere almeno il buon gusto di offrire una cifra decente. Siam bamboccioni di qualità, mica puttanelle da due soldi.&lt;br /&gt;Avanti, c'è qualcuno che offre di più?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5493327553393499245?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5493327553393499245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5493327553393499245&amp;isPopup=true' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5493327553393499245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5493327553393499245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/oh-la-settimana-comincia-proprio-bene.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7883121327774561966</id><published>2008-02-15T16:13:00.000+01:00</published><updated>2008-02-15T16:39:32.469+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In pausa caffè, al CSM, si confilosofa amabilmente di bellezza e fascino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Grafico: &lt;/span&gt;"La bellessa è un conto, il gusto personale è un altro: te puoi dire che Brad Pitt non ti piaze, non che è un brutto maschio"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Kapò: &lt;/span&gt;"Io dico poi quel che mi pare. A me mi fa schifo, quello là, con tutti quei capelli biondi"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Spia&lt;/span&gt;, sospirando: "L'importante è il fascino, non la bellezza"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Grafico:&lt;/span&gt; "Ho capito che non ti piaze, Brad Pitt, ma la sua bellessa è oggettiva. Te puoi dire che non ti piaze, non che è brutto. Alvaro Vitali è brutto; Brad Pitt è bello. Poi magari a te ti piaze Alvaro Vitali e ti fa schifo Brad Pitt. Son due cose diverse"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Kapò: &lt;/span&gt;"Sozzia!e come la fai lunga!Cazzo vuol dire oggettivamente bello, se non mi piaze, ti dico che per me è brutto!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Spia&lt;/span&gt;, sempre sospirando: "In fondo, ciò che conta è il fascino"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Grafico:&lt;/span&gt; "Mo si, mo è un altro discorso, io parlo di bellessa. Cosa z'entra il fascino? Pure uno brutto può essere affasinante!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Spia&lt;/span&gt;, piccata: "La bellezza non è tutto!A me lo dicono sempre che non sono bella, ma z'ho fascino. E a me mi fa pure più piazere che se mi dicessero che sono bella, perchè non ci vuole mica tanto a essere belli, tutti possono essere belli"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Kapò:&lt;/span&gt; "Seeee vabbè!'Sti cazzi che tutti possono essere belli!Poi che te z'hai fascino mi sta bene, ma non dir cassate, però!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Grafico&lt;/span&gt;: "Vabbè certo, bello se o zi nasci, o non zi diventi mica!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Spia&lt;/span&gt;, col furore negli occhi: "Io z'ho più piazere quando mi dicono che z'ho un bel modo di fare, che son sicura di me  e cose così, di quando mi dicono che son bella!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Direttùr&lt;/span&gt;, passando di lì: "Vabbè, tanto non te lo dice nessuno, tranquilla!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non è un ufficio, è una fossa dei leoni, una gabbia di lupi idrofobi, una colonia di coccodrilli assetati di sangue.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7883121327774561966?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7883121327774561966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7883121327774561966&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7883121327774561966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7883121327774561966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/in-pausa-caff-al-csm-si-confilosofa.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-979374985368887248</id><published>2008-02-14T17:56:00.000+01:00</published><updated>2008-02-14T18:07:28.960+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:100%;"&gt;Stamattina ho ritirato le analisi prescritte dal caccologo per capire se sono affetta da Morbo di Crohn, celiachia o qualche altra iella simile. Ebbene, signori, la sentenza è questa:  non ho una beata minchia. Sono in forma come un ragazzo di diciannove anni, sto così bene che da far invidia a un neonato. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Ora, le ipotesi del caccologo sulla possibile origine della mia colite erano: morbo di Crohn, celiachia, intolleranza al lattosio e follia. E' per questa ragione che sento di potervi annunciare con una certa ufficialità che sono una folle conclamata. La buona notizia, dunque, a parte il fatto che posso continuare a ingozzarmi di carboidrati come e quando mi pare, è che la follia non ha mai ucciso nessuno. Non direttamente, almeno. Però mi domando, la mia follia non poteva scegliere un modo meno volgare di esprimersi? Prendiamo per esempio Van Gogh, senza dubbio un matto celebre. Ok, si tagliava le orecchie, le spediva a quel poveraccio del fidanzato e dipingeva ossessivamente autoritratti, con e senza orecchie. Però persino il taglio dell'orecchio ha contorni meno ridicoli delle multiple sessioni defecatorie che mi sono toccate in sorte. E quell'altro squilibrato di Dostoevskij? Sarebbe stato lo stesso Dostoevskij se, invece di darsi al gioco d'azzardo e ad altri simpatici vizietti, avesse passato le giornate piegato in due dai crampi alla ricerca del cesso più vicino?&lt;br /&gt;Morale: sono un Fantozzi della follia. Precaria e ridicola anche nelle manifestazioni del disagio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-979374985368887248?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/979374985368887248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=979374985368887248&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/979374985368887248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/979374985368887248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/stamattina-ho-ritirato-le-analisi.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-9115963506418982360</id><published>2008-02-14T14:45:00.001+01:00</published><updated>2008-02-14T15:06:59.295+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Siamo solo alle due del pomeriggio e sentir parlare di San Valentino mi ha già sfranticato i cocones. E mentre fiorai e cioccolatai dello stivale si fregano le mani pregustando la chiusura della cassa, sapete cosa m'è venuta in mente?&lt;br /&gt;Questa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;Amore che vieni, amore che vai&lt;/h3&gt;Quei giorni perduti a rincorrere il vento&lt;br /&gt;a chiederci un bacio e volerne altri cento&lt;br /&gt;un giorno qualunque li ricorderai&lt;br /&gt;amore che fuggi da me tornerai&lt;br /&gt;un giorno qualunque ti ricorderai&lt;br /&gt;amore che fuggi da me tornerai&lt;br /&gt;&lt;p&gt; e tu che con gli occhi di un altro colore&lt;br /&gt;mi dici le stesse parole d'amore&lt;br /&gt;fra un mese fra un anno scordate le avrai&lt;br /&gt;amore che vieni da me fuggirai&lt;br /&gt;fra un mese fra un anno scordate le avrai&lt;br /&gt;amore che vieni da me fuggirai&lt;/p&gt;&lt;p&gt; venuto dal sole o da spiagge gelate&lt;br /&gt;perduto in novembre o col vento d'estate&lt;br /&gt;io t' ho amato sempre, non t' ho amato mai&lt;br /&gt;amore che vieni, amore che vai&lt;br /&gt;io t' ho amato sempre, non t' ho amato mai&lt;br /&gt;amore che vieni, amore che vai&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fabrizio de André&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;La Bara dice semrpe che De Andrè è aggressivo e volgare. Ma, d'altronde, lo dice anche di Eduardo De Filippo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-9115963506418982360?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/9115963506418982360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=9115963506418982360&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/9115963506418982360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/9115963506418982360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/siamo-solo-alle-due-del-pomeriggio-e.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8059876230008403131</id><published>2008-02-13T15:03:00.000+01:00</published><updated>2008-02-13T18:30:31.165+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' una settimana che c'è il sole. Un freddo polare, ma con sole. L'umore segue la parabola metereologica e risale. Se domani piove, va da sè, mi suicido. Poi ditemi se questa non è precarietà a tutto tondo. Comunque ora sono in fase di delirio euforico e ho deciso di cambiare la mia vita. Tanto per cominciare ho ribattezzato il gatto: non si chiama più Achab, ma Tolomeo. Prima di tutto perchè Achab allude alla sua sciagura di zoppetto e sarebbe come avere un amico cieco e dirgli tutti i giorni "Ti ricordi che sei cieco, si?". Cose da SS. Secondo, perché Tolomeo è grosso e grasso e, se fosse intero, sarebbe uno di quei gattoni enormi che stai attento ad avvicinarti per paura che ti stacchi una mano.&lt;br /&gt;Ho anche deciso di adottare un canarino. Quando ero piccola mio padre ne riportò uno a casa senza dirmi niente; è praticamente l'unico animale che mia madre abbia mai tollerato in casa a parte me. Stavamo ancora decidendo il nome, quando il gatto gli fece un agguato che gli costò una zampetta. Si spaventò tanto la povera bestia - soprattutto perché il gatto continuava a fargli la posta sotto la gabbia con aria famelica - che perse le piume sulla testolina e gli venne la chierica come ai frati. E così lo chiamai Fra' Cazzitto. Il perché del Cazzitto non me lo chiedete e soprattutto evitate di malignare, per favore.&lt;br /&gt;Dopodiché, rinnovate la flora e la fauna di casa, ho deciso di tagliarmi i capelli. Solo che non so se tagliarmeli corti o tentare prima la strada dello scalato. E capisco che questo ai lettori maschi possa sembrare un problema da poco (oltre tutto qua siamo tutti trentenni, alzi la mano il maschio che ha ancora più di dieci capelli in testa) ma, credetemi, la questione sta assorbendo quasi tutte le mie energie da una settimana a questa parte. Praticamente l'indecisione mi sta consumando. Ci sarebbe anche la vaga idea di tingerli, ma preferisco non pensarci, altrimenti non ne esco più.&lt;br /&gt;Son cazzate? La felicità, dicunt, sta nelle piccole cose.&lt;br /&gt;Il lavoro? E beh, stamattina mi è stato affidato il prestigioso incarico di rimuovere le riviste di nautica dalla scrivania de La Bara e spostarle nell'armadietto. Ho eseguito fischiettando.&lt;br /&gt;Poi la Kapò mi ha ordinato di liberare l'armadietto e rimettere le riviste di nautica dove le avevo prese; così, sempre fischiettando, ho spostato le riviste dall'armadietto alla scrivania.&lt;br /&gt;A questo punto La Bara, indispettita, ha sentenziato che io devo fare quello che dice lei e gli altri vadano a farsi fottere, e le riviste sono state nuovamente traslocate nell'armadietto. Fischiettando, ovvio.&lt;br /&gt;Infine la Kapò mi ha domandato livida perché le riviste fossero nuovamente nell'armadietto e io ho risposto, sorridendo: "La Bara mi ha detto di metterle lì: dice che io devo fare quello che dice lei e non quello che dici tu".&lt;br /&gt;La Kapò si è precipitata nell'ufficio della Bara urlando e hanno cominciato a litigare. Sono andate avanti a insulti tutta la mattina, come due streghe furiose e, infine, La Kapò ha messo fine a questo tranquillo scambio di opinioni con un "vai a farti inculare da un negro con un cazzo di due metri".&lt;br /&gt;Così ho capito: se eseguo sempre tutti gli ordini che mi danno con precisione millimetrica, probabilmente passerò la vita a trasbordare riviste di nautica da una scrivania a un armadietto e da un armadietto a una scrivania ma, presto o tardi, loro si faranno fuori a vicenda fra atroci sofferenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8059876230008403131?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8059876230008403131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8059876230008403131&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8059876230008403131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8059876230008403131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/e-una-settimana-che-c-il-sole.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-609297194693178163</id><published>2008-02-12T10:53:00.000+01:00</published><updated>2008-02-12T15:21:07.295+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa mattina si affrontano questioni serie. Serissime. Semiotiche. Linguistiche. Insomma, cose complicate, signori miei, adatte per chi ha fatto gli studi alti.&lt;br /&gt;Come vi ho detto sto cercando lavoro in un'area geografica circoscritta con precisione dalla locuzione "dagli Appennini alle Ande". Ora, in un mese di ricerca forsennata e di indefesso volantinaggio di curriculum, ho capito che la difficoltà maggiore di cercare lavoro in un'altra città consiste nel capire come cazzo si chiama il vostro lavoro in quel posto. Io, per esempio, pur avendo un sacco di dubbi esistenziali, so per certo che a Bologna Centro faccio l'addetto stampa. Ma non escludo che a Bentivoglio, un paesino di forse cinquemila anime cagato in mezzo alla bassa, io faccia qualcos'altro.&lt;br /&gt;Ora, il regno della pubblicità e della comunicazione è, ahimè, Milano. Lì nessuno costruisce cose, ma tutti sembrano dedicarsi ossessivamente alla complessa attività di comunicare alla  gente e alla stampa ciò che qualcun altro - magari in Cina - ha fatto. E anche se la prospettiva di brulicare in metropolitana in mezzo a milioni di potenziali berlusconiani non è la mia massima aspirazione, pare che, se voglio fare questo mestiere, non abbia alternative. Il problema è che a Milano l'addetto stampa non esiste. Nessuno, a Berluscopoli, fa questo mestiere. Mi c'è voluto un mese per capire che là gli sfigati come me si chiamano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;account junior&lt;/span&gt;. I più esperti, invece sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;senior&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;executive&lt;/span&gt;, o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;senior executive &lt;/span&gt;così non ci si sbaglia&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. &lt;/span&gt;Ho capito con fatica che i junior non sono per forza più giovani dei senior, semplicemente prendono uno stipendio più basso, non scomandazzano, hanno un solo cellulare, non arrivano al lavoro in SUV ma in metro. Poi ci sono quelli che genericamente si occupano di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;media e public relations&lt;/span&gt; (attenzione a non dire relazioni con i media perché usare l'italiano in Italia è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;out&lt;/span&gt;), anche se non ho ancora capito se la differenza fra costoro e gli account consista solo nel fatto che l'amministratore dell'azienda per cui lavorano ha i deliri di grandezza e media relations gli suona più figo o in qualcosa di più sensato. Quello che so per certo è che dichiarare "faccio l'addetto stampa" a Milano è come dire "giuoco nell'aiuola" con la u: se avete meno di 90 anni, il vostro interlocutore vi polverizzerà con uno sguardo di disprezzo e il curriculum verrà immediatamente cestinato. A Milano non li vogliono, quelli che non sanno stare al passo coi tempi.&lt;br /&gt;Così lunedì scorso, sotto una pioggia torrenziale e nonostante sia fermamente convinta della necessità di pensare di più e comunicare di meno, vado a Berluscopoli a fare un colloquio in questa megamultinazionale della comunicazione. Entro in una specie di capannone con le pareti azzurre, fuxia, rosa dove c'è talmente tanta gente che va avanti e indietro che per avvicinarmi alle segretarie della reception devo farmi largo a gomitate. Le segretarie - ops pardon, le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;receptionist&lt;/span&gt; - degnandomi a mala pena di uno sguardo, mi indicano col dito (lode alla capacità di sintesi) una saletta in fondo a un corridoio verde mela marcia e io prontamente mi c'infilo. La saletta ha una parete gialla, una bluette, una viola e una fuxia, roba da far venire un gran mal di testa, ma la cosa più inquietante sono i nani. E' piena di nani che mi guardano da ogni angolo. Riproduzioni di David Gnomo incrucciati, sorridenti, arrabbiati, ballerini che - compreso il cappello - mi arrivano alla cintola.&lt;br /&gt;Sto per sedermi in mezzo alla comitiva di gnomi, quando la porta si apre ed entra una donna. Giovane, 35/40 anni. Anche bella. Ma piena di tic. Nel bel mezzo di una parola la bocca si torce in una smorfia di schifo, gli occhi sbattono come quelli di Jeannie la Strega. Inoltre, mentre parla, si spulcia le doppie punte e digrigna i denti producendo uno stridio imbarazzante.&lt;br /&gt;"Quindi lei è un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;media relator&lt;/span&gt;?" crick crock, gneeeeeeec, stridio di incisivi.&lt;br /&gt;"Yes, I do, cioè volevo dire si, direi di si"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Junior&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;senior&lt;/span&gt;?" striiiiiiiiiiiiiiid, spunt-spunt.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;"Beh, sono un addetto stampa da più di due anni..." confido nella sua capacità di giudicare da sola se due anni corrispondano a junioritudine o senioritudine.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;"Ok, ma lei, dentro, si sente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;junior&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;senior&lt;/span&gt;? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Junior&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;junior junior&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;junior&lt;/span&gt; con una punta di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;executive&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;senior&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;senior executive&lt;/span&gt; a tutti gli effetti..."&lt;br /&gt;Per me senza maionese, grazie.&lt;br /&gt;Anyway, decido di sparare basso, non si sa mai che mi ritrovo sul soglio pontificio e poi non so da dove cominciare.&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Junior&lt;/span&gt;, direi"&lt;br /&gt;"Quindi lei non ha un'anima &lt;span style="font-style: italic;"&gt;executive&lt;/span&gt;, per intenderci"&lt;br /&gt;A parte che sto ancora cercando di capire se ho un'anima e agli aggettivi non ci sono ancora arrivata, a naso direi che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;executive&lt;/span&gt; ha qualcosa a che vedere con quindici ore di lavoro il giorno, stare sdraiati al mare col pc collegato a internet, il blackberry, due telefonini, il marketing di se stessi. No, forse non ho un'anima &lt;span style="font-style: italic;"&gt;executive&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;"Beh, spesso ho coordinato il lavoro di altre persone" cerco di glissare mentre il pensiero vola alla PsicoCentralinista e a Ursus e trattengo a stento una risata "ma direi che per il momento mi sento ancora &lt;span style="font-style: italic;"&gt;junior&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;"Bene, le faremo sapere" gneeeeeeeeeeeeeek, striiiiiiiiiiiiiid, spunt-spunt.&lt;br /&gt;Deduco dall'esplosione di tic che sta mentendo e non mi richiameranno.&lt;br /&gt;Prima che mi ritrovi a fare un altro colloquio a Berluscopoli, bisogna che m'inventi almeno un'anima executive e un vocabolario adeguato. Qualcuno di voi sa darmi consigli? Se funziona, per i primi 3 mesi vi do il dieci per cento dello stipendio, giuro.&lt;br /&gt;Comunque ho deciso, se SS mi sbatte fuori, mi do all'economia domestica: sarò una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;home administrator.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-609297194693178163?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/609297194693178163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=609297194693178163&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/609297194693178163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/609297194693178163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/questa-mattina-si-affrontano-questioni.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-3289084238253772939</id><published>2008-02-11T15:50:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T18:45:49.608+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stavo pensando alla questione vittimismo. Ci stavo pensando bene, cioè cercando di essere onesta. E non credo che il punto siano il vittimismo o il masochismo. Mi sento come uno che sta sul bordo della piscina, in attesa di cominciare l'allenamento. E' fermo, guarda l'acqua, ma si sente troppo stanco per tuffarsi e mettersi a nuotare. Conosce la fatica che ha davanti, sa anche che l'acqua è fredda e conosce la sensazione del corpo caldo che, sia pure per una frazione di secondo, viene trafitto dal freddo. Se si butta, dopo starà molto meglio. Però resta immobile. Non ha paura di affogare, perchè non si affoga nelle piscine e comunque sa nuotare bene. E' solo stanco e crede di non riuscire sopportare la fatica. Continua a concedersi cinque minuti sul bordo. Poi altri cinque e altri cinque. E intanto si sente sempre peggio, incapace, fallito, tutti cominciano a guardarlo storto e a pensare "dai su, cazzo, cosa ti costa?".&lt;br /&gt;L'uomo sul bordo della piscina potrebbe andarsene a casa e sdraiarsi sul divano e farla finita col freddo e la fatica. Ma gli resterebbe la voglia di saltare in acqua e il rimpianto di non averci manco provato.&lt;br /&gt;Ecco, io mi sento proprio come questo idiota che da più di due anni sta fermo a fissare l'acqua e a ripetersi "ora mi butto". E non c'è nessun compiacimento in questo immobilismo. Solo la percezione dolorosa di quanto, anche se nessuno mi trattiene, in questo momento sia davvero impossibile fare quel salto. O andarsene a casa, sul divano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sì che, in fondo, basterebbe una spintarella...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-3289084238253772939?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/3289084238253772939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=3289084238253772939&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3289084238253772939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3289084238253772939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/stavo-pensando-alla-questione.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-496614841969493599</id><published>2008-02-11T12:35:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T13:00:37.388+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diffondere la rivista in edicola, al contrario di quanto si potrebbe pensare, ha costi precisi e molto elevati. Perché la diffusione di un magazine in edicola abbia senso e l'editore riesca a recuperare i costi sostenuti e ad avere un margine di guadagno, bisogna poter contare su un certo numero di lettori. Altrimenti, dopo un po', si chiude bottega. La ragione per cui molte riviste non si trovano in edicola, ma possono essere comperate solo abbonandosi, è che non possono permettersi i costi di distribuzione e il pericolo di ritrovarsi il magazzino stipato di resi.&lt;br /&gt;E' una spiegazione molto semplicistica ma grosso modo funziona così. E, infatti, se ci fate caso, le riviste che trovate in edicola, per quanto settoriali siano, hanno sempre dietro gruppi editoriali assai solidi.&lt;br /&gt;I semplici lettori di solito non sono così informati, ma chiunque lavori in una casa editrice, anche solo come portiere, sa queste cose.Altrimenti è scemo, senza se e senza ma. Detto ciò, oggi squilla il telefono:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;"CSM buonasera sono Benedetta"&lt;br /&gt;"Siorina!siorina mi senteeee????" urla un signore con forte accento veneto&lt;br /&gt;"Forte e chiaro, mi dica pure"&lt;br /&gt;"Io son il sior Giovanni e c'ho l'officina a Conegliano, ha presente?"&lt;br /&gt;"No, ma va bene, mi dica"&lt;br /&gt;"Ecco, mi ha detto la siora moglie che poco fa avete chiamato per vendermi delle riviste, è vero?"&lt;br /&gt;"Sì, le passo la collega..."&lt;br /&gt;"No, no, non mi passi nessuno che tanto non le compro che non c'ho soldi da buttare, io. Chiamavo per darvi un consiglio"&lt;br /&gt;"Bene, mi dica"&lt;br /&gt;"Ecco, g'hè inutile che le riviste me le volete vendere a me!Le riviste le dovete vendere alla gente. E dove le compra le riviste, la gente? Mica da me che son meccanico. Da me ci porta la macchina per la revisione, per le gomme, quando qualcosa non ci funziona, mi spiego?"&lt;br /&gt;"Perfettamente"&lt;br /&gt;"Ecco, se la gente vuole una rivista se la va a comprare in edicola. G'hè lì che le dovete vendere, non a me!Mica faccio l'avvocato io, che c'ho i soldi da buttar?!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trattengo a stento una risata, saluto e chiudo.&lt;br /&gt;La Bara mi vede ridacchiare, anzi, decisamente sghignazzare. E domanda:&lt;br /&gt;"Perché ridi?"&lt;br /&gt;"Questo simpatico signore ci ha appena detto che vendere la rivista in edicola sarebbe la soluzione!"&lt;br /&gt;"Beh, non vedo cosa ci sia da ridere"&lt;br /&gt;"!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-496614841969493599?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/496614841969493599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=496614841969493599&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/496614841969493599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/496614841969493599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/diffondere-la-rivista-in-edicola-al.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-2093288628550185725</id><published>2008-02-08T17:56:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T18:49:19.675+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;AC deve fare una serie di telefonate per cercare di vendere ai titolari di officine (sì, officine, quelle che vi fanno la revisione alla macchina depauperandovi la tredicesima), alla modica cifra di 1 euro l'una, 400 copie della nostra prestigiosa rivistuzza affinchè quelli cerchino a loro volta di spacciarla ai clienti al prezzo che decidono loro. Che se poi io, per caso, fossi fra i clienti che si lasciano indurre allo sconsiderato acquisto di cotanto fiore all'occhiello del giornalismo, dopo averlo letto tornerei a farmi restituire l'euro. Così tanto per rompere i coglioni.&lt;br /&gt;Insomma dicevamo: AC deve telefonare alle officine e ha bisogno, ovviamente, di una lista di numeri di telefono. L'incarico prestigioso e delicatissimo di redigere tale lista è stato affidato ieri mattina, da SS in persona, alla Kapò.&lt;br /&gt;La quale ha rivenduto il lavoro alla Spia.&lt;br /&gt;La quale ha considerato che, in qualità di impiegata dell'amministrazione, non è tenuta a redigere liste di officine.&lt;br /&gt;Così oggi pomeriggio AC, al suo arrivo, non ha trovato nessuna lista.&lt;br /&gt;La Bara, informata della Questione Lista e appurato che la redazione del prezioso documento era stata affidata alla Spia, ha chiamato costei che, solo per oggi, era distaccata in un'altra azienda di SS. Anzi no: prima le ha mandato 4 sms identici ("lista officine da chiamare?"), poi le ha fatto 4 squilli per evitare di disturbarla (!), e infine, esasperata dal silenzio della collega, ha chiamato. Scocciata (chissà perché quando c'è di mezzo La Bara si scocciano tutti?), La Spia ha frettolosamente inviato ad AC un elenco di office ma, udite udite, senza numeri di telefono. Per reperirli, visto che il piccione viaggiatore è a tutt'oggi considerato uno strumento di comunicazione assai obsoleto, AC ha dovuto confrontare i nomi sulla lista con quelli presenti in un'altra lista prontamente fornitale da La Bara. Ora, siccome AC è precaria come e peggio di me, ma non è scema, si è accorta che l'elenco della Spia non corrispondeva assolutamente a quello de La Bara e, con una breve ricerca, ha scoperto che trattasi di due categorie diverse. La Spia, nella fretta, non ha mandato un elenco di officine, ma di costruttori. Impossibile dunque rinvenirli nell'elenco de La Bara, che invece conteneva nomi, numeri e indirizzi di officine. Un po' come cercare criceti nel recinto dei maiali, mi spiego?&lt;br /&gt;Da bravo soldatino, ha segnalato la cosa a La Bara, suo - e purtroppo anche mio - referente.&lt;br /&gt;Ed ecco, signori, la conversazione che ne è scaturita:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AC:&lt;/span&gt; "Questo non è un elenco di officine"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Impossibile"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AC:&lt;/span&gt; "No, davvero, ho controllato, sono costruttori"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Per cortesia, cerca di essere meno rigida nei tuoi schemi mentali"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AC:&lt;/span&gt; "Ma... sono costruttori!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara: &lt;/span&gt;"Mioddio, un po' di autonomia, ti ho detto che non è possibile"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AC:&lt;/span&gt; "Controlla tu stessa"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Benedetta, controlla quest'elenco di officine per favore, che AC oggi non ci sta con la testa"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un quarto d'ora più tardi:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Ha ragione AC, è un elenco di costruttori"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt;"Impossibile"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt;"Davvero, questo elenco è sbagliato, è un elenco di costruttori"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt;"Non so che cosa dirti, se SS mi chiederà conto di questo lavoro, dirà che non siete state in grado di farlo"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt;"Ma non posso richiamare la Spia e chiederle l'elenco giusto?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt;"Assolutamente, sta lavorando, mica la posso disturbare ogni cinque minuti a causa della vostra incapacità"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atterrita, AC ha preso il secondo elenco e ha cominciato a telefonare a casaccio, con il rischio di trovarsi a spacciare la rivista a qualcuno che magari ci fa pubblicità sopra e, quindi, sborsa già un sacco di soldi (sì perché la pubblicità su una rivista che non legge nessuno la facciamo pure pagare profumatamente, manco fossimo l'Espresso) .&lt;br /&gt;Poco fa squilla il telefono:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Spia:&lt;/span&gt; "Benny, mi sono accorta che vi mandato l'elenco sbagliato: è un elenco di costruttori. Però, accidenti, potevate anche dirmelo!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sigh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-2093288628550185725?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/2093288628550185725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=2093288628550185725&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2093288628550185725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2093288628550185725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/ac-deve-fare-una-serie-di-telefonate.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-2373594290039790244</id><published>2008-02-07T14:01:00.000+01:00</published><updated>2008-02-07T14:37:09.218+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;Ieri SS mi ha fottuto le sigarette. Non è una supposizione, nè un'illazione meschina; è un'affermazione che si assume tutte le responsabilità delle affermazioni. E' andata così: è entrato, non ha salutato nessuno, è passato davanti alla mia scrivania e ha preso pacchetto e accendino. Non ha chiesto una sigaretta servendosi prima che gli dicessi di si, non ha inguattato furtivamente il pacchetto mimando un furto e sorridendo. Lo ha preso e basta, lo ha preso con la naturalezza con cui ciascuno di noi prende una cosa che gli appartiene. E l'ha messo in tasca. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt; "Perché prendi le mie sigarette?" ho domandato sorridendo, certa che stesse scherzando.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;Non ha risposto ma, dirigendosi verso il suo ufficio, nel corridoio ha acceso una sigaretta riponendo poi diligentemente il pacchetto in tasca.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;Poco dopo sono arrivati una serie di squali suoi pari e il branco di pescecani, dopo gli opportuni convenevoli, si è raccolto in sala riunioni sprangando la porta. Sono rimasti chiusi là dentro per ore. Insieme con le mie sigarette. Per ben due volte SS mi ha chiamato (per raccogliere le ordinazioni per il bar e portare posaceneri puliti, come si conviene a un addetto stampa) e, quando sono entrata, ciascun pescecane stava allegramente sfumazzando quella che io presumevo essere una delle mie sigarette.&lt;br /&gt;Mentre finivo la mia rassegna stampa, infilata nel mio buco nel muro e con il solito, monumentale raccoglitore a pungermi il costato, mi è venuto in mente che quelle sigarette erano mie. Le avevo comprate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io, &lt;/span&gt;con i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;miei&lt;/span&gt; soldi, per fumarle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io&lt;/span&gt; e non per devolverle alla comunità della quale mi dolgo quotidianamente di far parte. E mi sono anche ricordata che, per quanto riguarda le sigarette, sono tipo parecchio generoso: in dieci anni di onorata carriera di fumatrice non ho mai negato una sigaretta a nessuno, conosciuto o sconosciuto, simpatico o antipatico. Perché considero una crudeltà negare una sigaretta a un fumatore che abbia voglia di fumare. Quindi, se SS me le avesse chieste, gliele avrei date. E se mi avesse pregato di andare dal tabaccaio a comprargliele, lo avrei fatto. Ma il gesto presuntuoso e padronale con cui se n'è indebitamente appropriato mi ha francamente fatto girare i coglioni.&lt;br /&gt;Così alle sei e mezzo, pronta per andare via con il mio bel cappottino indosso e la borsa a tracolla, ho bussato nella sala in cui era riunito l'esercito di pescecani. Quando ho sentito un "avanti" provenire dall'interno sono entrata, ho detto&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt; con un candido sorriso&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt; "Scusate se vi disturbo, ma dovrei riprendere le mie sigarette perché sto andando a casa" e, con gesto disinvolto, ho preso pacchetto di sigarette e accendino dal tavolo.&lt;br /&gt;Uno squalo educato ha risposto:&lt;br /&gt;"Scusa, le abbiamo fumate quasi tutte, ma pensavamo fossero di SS"&lt;br /&gt;"No, sono mie, le ha prese prima dalla mia scrivania, ma non c'è problema, anzi, mi avete fatto un favore: così fumo meno io" e, sempre sorridendo, sono andata a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Far fare la figura del pezzente al capo presuntuoso e sadico non ha prezzo.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:12;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-2373594290039790244?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/2373594290039790244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=2373594290039790244&amp;isPopup=true' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2373594290039790244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2373594290039790244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/ieri-ss-mi-ha-fottuto-le-sigarette.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8365903861081597504</id><published>2008-02-05T15:08:00.000+01:00</published><updated>2008-02-05T15:23:53.943+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt;"Benedetta, sono molto arrabbiata con te"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Perchè?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Per la rassegna stampa: dovresti essere più accurata, invece sei molto sommaria!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Perché dici? Mi è sfuggito qualche articolo?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara&lt;/span&gt;, severa: "No"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Ho dimenticato di inviare gli articoli a qualcuno?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "No"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Oh, allora? Devo tirare a indovinare o ti esprimi?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Tu stampi l'elenco di articoli ed effettui la rassegna spuntando i pezzi sull'elenco &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prima&lt;/span&gt; di mettere l'elenco stampato nel raccoglitore!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "E dunque?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Dunque io voglio che tu stampi, inserisca nel raccoglitore e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dopo &lt;/span&gt;rassegni e spunti!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Ma il raccoglitore è gigantesco!E' scomodo piazzarsi davanti quel monumento nazionale dell'archivistica..."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Non so che cosa dirti!Io voglio così!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Scusa, ma ho perso qualche elenco?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "No!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "E allora?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Allora il capo sono io e quindi tu ora smetti di fare polemica sterile e fai quello che ti dico, per cortesia!"&lt;br /&gt;Così ora sono qui, infilata nel mio buco di muro con un raccoglitore monumentale e pesantissimo che rischia ogni cinque minuti di cadermi su un piede, oltre a perforarmi il costato con durissimi angoli di cartone e impedirmi di vedere per intero il monitor, mentre le mie mani frugano a tentoni la tastiera in cerca delle lettere giuste per comporre un messaggio semplice e chiaro: V-A-F-F-A-N-C-U-L-O!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8365903861081597504?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8365903861081597504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8365903861081597504&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8365903861081597504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8365903861081597504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/la-barabenedetta-sono-molto-arrabbiata.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-2938154425250497247</id><published>2008-02-05T10:24:00.000+01:00</published><updated>2008-02-05T14:54:39.797+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fra starnazzi e trilli molesti, il fax vomita un articolo de La Bara flagellato dalle correzioni di SS seguito da un foglio di insulti e minacce all'indirizzo della Kapò. Suo Sadismo ricorda che non saranno concesse ferie a nessuno fino a quando non gli avremo consegnato il Prospettone. Ovvero un prospetto con le date di uscita della rivista per tutto l'anno. E fin qui, tutto ok: considerato che si tratta di un obbrobbrio semestrale, stabilire sei date di uscita non sembra un'impresa titanica nemmeno per il microcerebro della Kapò. Il problema è che Egli desidera che il prospetto sia corredato con:&lt;br /&gt;- le date della consegna del cd alla tipografia;&lt;br /&gt;- le date del controllo della ciano;&lt;br /&gt;- le date di consegna degli articoli di ciascun redattore e la previsione di chi scriverà cosa per tutto, e dico tutto, l'anno.&lt;br /&gt;Il Prospettone dovrà poi essere inviato via fax a SS e affisso all'ingresso dell'ufficio. Fossi in lui ci piazzerei sotto anche un bel teschio con la scritta "Attenzione, pericolo di morte". O un più eloquente modellino di ghigliottina comandato da un nano col sorriso mefistofelico.&lt;br /&gt;Ovviamente la questione non mi riguarda, perché gli unici giorni di ferie che intravedo all'Orizzonte sono quelli segnati in rosso sul calendario e quel microgrammo di ottimismo che ancora mi resta, dopo due anni di precariato qua dentro, mi suggerisce che il sadismo di SS non arriverà a proporre una revisione delle feste comandate con il solo scopo di a inchiodarmi alla scrivania il giorno di Pasqua.&lt;br /&gt;Invece sulle due megere, che avevano già prenotato soggiorni in villaggi vacanze, crociere e altre porcherie sul genere ragionier fantozzi in vacanza, il fax di SS ha avuto l'effetto del morso di una vipera.&lt;br /&gt;Allegato al succitato fax un altro, indirizzato solo a me, in cui SS dichiara con lettere cubitali che sono un'ignorante che non conosce la grammatica italiana, una specie di villana della penna che non ha la più pallida idea di come incrociare un soggetto con un verbo e che deve ringraziare in ginocchio che in giro esistano galantuomini come lui sennò, invece di scrivere, raccoglierei pomodori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Ricominciamo? Ma perché quest'uomo abbia bisogno di maltrattare qualcuno per avere certezza della sua esistenza"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt;"Benedetta, lo sai che è fatto così, no?E comunque ritengo che non ci sia alcun bisogno di esprimersi con tanta cattiveria nei suoi confronti".&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Poi, rivolta alla Kapò:&lt;/span&gt;"Questo porco sadico non vuole darci le ferie! Sai cosa non capisco? Che bisogno ha di essere così sadico con i suoi dipendenti?  Cos'è, si sente bene solo quando ci maltratta?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Kapò:&lt;/span&gt; "Sozzia davvero! Scpero proprio che gli venga un azzidente secco, davvero!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Scusate, ma le ferie sono un vostro diritto, non credo possa negarvele solo perché si è svegliato male stamattina"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Kapò:&lt;/span&gt; "Sozzia, Benny, sempre a far la sindacalista stai!" mi redarguisce la Kapò&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt;"Ma Benedetta!non siamo sindacalisti che parlano sempre di diritti, noi!Mica siamo comunisti come te"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Poi, rivolta alla Kapò&lt;/span&gt;: "Comunque le ferie sono un nostro diritto, mica può negarcele solo perché stamattina è sceso dal letto col piede sinistro!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Kapò:&lt;/span&gt; "Zerto!Ziusto!Z'hai razione, diziamoglielo, diziamogli che è un nostro diritto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Poco più tardi:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara: &lt;/span&gt;"Quante volte ti ho detto che i giornali vanno conservati quindici giorni e non sette?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La PsycoCentralinista:&lt;/span&gt; "Ma la settimana scorsa mi hai detto che dopo una settimana vanno buttati sennò fanno disordine"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt;"Non so cosa dirti"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La PsyCo:&lt;/span&gt; "Ho ancora la circolare che mi hai fatto firmare, adesso la cerco"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Non so cosa dirti. Adesso SS cerca un giornale del 22 gennaio e non lo abbiamo. E io gli dirò che non lo abbiamo perchè tu hai contravvenuto alle mie indicazioni buttando i giornali dopo una settimana e non quindici giorni come ti avevo ordinato"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Psyco:&lt;/span&gt; "Ma ho la circolare!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Non so cosa dirti" poi, dopo un attimo di riflessione "E poi, se cerchi bene, vedrai che ne trovi un'altra in cui dico 15 giorni"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Psyco:&lt;/span&gt; "No, io quella non l'ho mai vista...non ce l'ho!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Peggio per te, non so cosa dirti!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, niente di nuovo qui al CSM. Stessa follia, stesse meschinità di sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-2938154425250497247?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/2938154425250497247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=2938154425250497247&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2938154425250497247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2938154425250497247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/02/fra-starnazzi-e-trilli-molesti-il-fax.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7152405249362908641</id><published>2008-01-31T10:22:00.000+01:00</published><updated>2008-01-31T14:42:21.546+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 2008 è bisestile e, come tale, secondo le incrollabili convinzioni di mia nonna, ciò basta a sostenere che sarà un anno foriero di iella nera. Io non sono granché superstiziosa, ma l'osservazione empirica e il metodo scientifico a cui sono tanto affezionata, stando al mese di gennaio, danno ragione a mia nonna.&lt;br /&gt;Capodanno è stato flagellato da una caghetta furibonda; il secondo week end di gennaio è stato reso indimenticabile dalle paturnie isteriche di SS; il terzo allietato dal funerale di SS Senior e dal disgusto nel vedere i miei simili genuflettersi davanti al feretro, baciare il cadavere, piangere come agnelli portati al macello in omaggio alla potenza terrena e agli sghei del caro estinto del quale, personalmente, non importava un accidenti a nessuno. E il quarto, siore e siori, funestato dall'invasione del monolocale da parte dei cari genitori con tutto il loro corredo di gravi nevrosi e problemi coniugali dei quali ho il grande privilegio di essere l'unico capro espiatorio.&lt;br /&gt;Ora però, siccome l'ottimismo è sale della vita e la speranza è l'ultima a morire, lunedì scorso me ne vo tutta baldanzosa dal gastroenterologo, finalmente decisa ad avere ragione della colite che da anni regna sovrana nelle mie viscere. E vabbè, direte voi, di colite non è mai morto nessuno. Vero, risponderò io, ma quando, dopo qualche tempo, vi rendete conto che la prima cosa che valutate di un posto è la raggiungibilità del cesso,  vi assicuro che la cosa smette di essere divertente. Comunque, dicevamo, il gastroenterologo. Dopo le domande di rito, che vi risparmio, costui comincia a toccarmi la pancia e il sorriso gli scompare dalla faccia. "Sì, l'intestino è davvero irritato" dice scrollando la testa rassicurante&lt;br /&gt;"Già"&lt;br /&gt;"Mmmm" mugugna pensoso&lt;br /&gt;"Dunque?"&lt;br /&gt;"Mmmmm"&lt;br /&gt;"Quindi?"&lt;br /&gt;"Quindi lei che lavoro fa?"&lt;br /&gt;Rispondo, brevemente e senza lamentele, giuro.&lt;br /&gt;"Ah!"&lt;br /&gt;"Qualcosa nel suo lavoro la rende nervosa? Pensa di essere un po' stressata?"&lt;br /&gt;Rispondo.&lt;br /&gt;"Mmmmm" mugugna di nuovo, sempre senza sorridere. Infine si decide e comincia a scarabocchiare qualcosa su un foglio. Quando comincia la terza pagina di geroglifici, mi insospettisco e domando: "Dottore, cos'è?"&lt;br /&gt;"La lista di analisi che deve fare"&lt;br /&gt;"Ah! e perchè?"&lt;br /&gt;"Perché io sono convinto che il disturbo sia riconducibile a forti stress e a un disturbo di ansia, però devo escludere altre eventualità"&lt;br /&gt;"..." lo guardo e attendo che mi spieghi cosa intende con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;altre eventualità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;"Eventualità...non gravi, vero?"&lt;br /&gt;"No, non gravi"&lt;br /&gt;"Quindi?"&lt;br /&gt;"Mmmm"&lt;br /&gt;Cazzo, perchè non la smette di muggire e non mi dice quali sono le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;altre eventualità&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;"Dottore, quali eventualità vorrebbe escludere?"&lt;br /&gt;"Beh, la celiachia, tanto per cominciare. Allergie ad alcuni cibi. Il Morbo di Crohn, anche"&lt;br /&gt;"Il Morbo di...chi?"&lt;br /&gt;"Il Morbo di Crohn" ribadisce, serafico.&lt;br /&gt;Ora, io non ho la più pallida idea di cosa sia questo Morbo di Crohn, ma non suona niente bene, proprio no. In ogni caso non ho provato nemmeno a farmi spiegare cosa fosse dacchè avrei dovuto sopportare un'altra serie interminabile di muggiti perplessi che proprio non me la sono sentita di autoinfliggermi.&lt;br /&gt;Riassumendo: dopo tre settimane da dimenticare, il mese di gennaio si conclude con una diagnosi di follia da precariato che ha scelto, per manifestarsi, una poco nobile irrequietezza intestinale. Le alternative alla follia paiono essere un disturbo ignoto dal nome agghiacciante o una fastidiosa celiachia che mi costringerà a rinunciare ai cibi che contengono glutine, ovvero pane, pasta, pizza, tigelle, piadine, brioches. Praticamente le uniche cose che mangio.&lt;br /&gt;Un buon bilancio, per il primo mese dell'anno. Non oso immaginare cosa potrebbe succedere nei prossimi undici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7152405249362908641?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7152405249362908641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7152405249362908641&amp;isPopup=true' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7152405249362908641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7152405249362908641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/il-2008-bisestile-e-come-tale-secondo.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-564232915764355976</id><published>2008-01-29T15:38:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T16:55:46.622+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A pensar male si fa peccato, ma ci s'indovina, diceva qualcuno. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vox populi, vox dei&lt;/span&gt; sentenziava qualcun altro. Così, quando al funerale di SS Senior venivano spesi fiumi di parole per descrivere l'ascesa di costui nell'olimpo dei grandi imprenditori Lup Mann senza che nessuno, nemmeno il giardiniere, sprecasse una parola per rimpiangere l'uomo, non mi sono lasciata sfiggire la preziosa occasione di pensare male del caro estinto.&lt;br /&gt;E, guarda caso, c'ho preso.&lt;br /&gt;Il giorno successivo apro il discorso con La Bara a cui il lutto aziendale ha tolto un po' della consueta rigidità. Il nido di rondine che solitamente ha in testa sembra afflitto da una lieve decadenza.&lt;br /&gt;"Una cerimonia molto commovente" sibilo "sarebbe stato bello spendere qualche parola in più sull'uomo, anziché insistere così tanto sulla carriera"&lt;br /&gt;"L'uomo..."&lt;br /&gt;"Beh, si" insisto "certo  nella sua vita la carriera ha avuto un ruolo importantissimo, ma sai, è strano sentire il figlio che ne parla come imprenditore e non come padre"&lt;br /&gt;"Eh beh" sospira lei con lo sguardo basso "come uomo era, come dire, un po'...freddo"&lt;br /&gt;"Freddo?"&lt;br /&gt;"Sì. Per esempio: anni fa si suicidò una nostra collega. Era una ragazza di ventisei anni un po' strana che ha lavorato qui qualche anno e, quando ricevemmo la notizia, era appena stata licenziata. Vicino al cadavere c'era la lettera di licenziamento. Noi rimanemmo molto scossi e chiedemmo di chiudere per lutto, ma lui rifiutò, non annullò riunioni e impegni, precettò alcuni di noi e costrinse quelli che volevano andare al funerale a tutti i costi a chiedere un permesso"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Beh, forse lì fu troppo freddo" conclude La Bara senza smettere di picchiare con le dita sui tasti "Ora scusami, ma devo scrivere l'editoriale di commemorazione".&lt;br /&gt;Mi incuriosiva l'uomo? Eccolo: uno che non si scompone per il suicidio di una sua ex dipendente ventiseienne licenziata di fresco. Che non va al funerale e obbliga i dipendenti a prendere permessi per andarci.&lt;br /&gt;Ora lo capisco, quel silenzio vischioso con cui la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vox populi&lt;/span&gt; ha ricordato l'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-564232915764355976?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/564232915764355976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=564232915764355976&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/564232915764355976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/564232915764355976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/pensar-male-si-fa-peccato-ma-ci.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-984856376399735748</id><published>2008-01-22T15:37:00.000+01:00</published><updated>2008-01-22T17:06:13.503+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno si sveglia la mattina e sente profumo di primavera. Poi si stropiccia gli occhi, si siede sul letto e si ricorda che è il  22 gennaio e che quindi sentire un bel profumino di fiorellini in boccio, oltre che assai prematuro, può non essere una cosa del tutto positiva. Soprattutto se la finestra è chiusa (come d'altronde è d'uso comune il 22 gennaio) e il gatto ha appena deposto una cacchina compatta nella lettiera, per cui l'ipotesi "sento puzza di merda" sembra in tutta evidenza molto più probabile di quella "che buon profumino di fiorellini in boccio!". Tuttavia, lavandomi i denti, concludo che la mia lenta, ma irrevocabile, discesa verso la demenza deve essere caratterizzata da questo tipo di allucinazioni, beh, ben venga la demenza. In fondo se vedessi Brad Pitt che mi prepara la colazione tutte le mattine sarei pure pazza, ma sarei una pazza contenta e non avrei nessuna voglia di curarmi. Così, assolutamente convinta di non avere nulla contro la follia quando serve a rendere più bella una realtà a mala pena decente, sono uscita di casa canticchiando e saltellando.&lt;br /&gt;Peccato che appena varcata la soglia dell'ufficio la voglia di cantare sia stata prontamente sostituita dalla forte tentazione di fare una strage. La Kapò è insaccata nella sedia con il viso serio e incassato tra spalle e doppio mento tipico dei giorni in cui ha bisogno di un capro espiatorio su sui sfogare tutto il suo risentimento contro la vita, La Spia fissa il monitor cercando di entrarci dentro, La Psicocentralinista dondola bofonchiando mentre La Bara la riprende per qualcosa che non so e non voglio sapere.&lt;br /&gt;Ok, quando si comincia così, SS si è fatto sentire.&lt;br /&gt;E infatti trovo ad attendermi sulla scrivania una serie di fax di Suo Sadismo che probabilmente stanotte ha avuto un nuovo, sofferto episodio d'insonnia. Perché non prende due sonniferi? Beh, in fondo, perché ricorrere ai sonniferi, alla medicina omeopatica, al training autogeno o a dosi massicce di vodka russa, quando si ha a disposizione un intero parco dipendenti/collaboratori a cui rompere la minchia per scaricare i nervi?&lt;br /&gt;Tra insulti e sgrammaticature decodifico la sodomia quotidiana: trovare il numero di morti per incidenti stradali degli ultimi dieci anni in Italia, Francia, Germania, Olanda, Papuasia e chi più ne ha più ne metta, per un totale di una decina di paesi europei. Ora, a prescindere dallo sbattimento - in fondo relativo se lo paragoniamo a ciò che ho dovuto sopportare quando esigeva una spiegazione dettagliata di cosa sia e come funzioni un diodo laser nel vicino IR - voglio proprio sapere cosa se ne fa del numero dei morti spalmati sull'asfalto di mezza Europa. Lo dico perché ho notato che codesta ricerca si ripresenta con cadenza semestrale ma, dopo che gli ho dato i numeri, tutto tace. E sei mesi dopo siamo daccapo.  Si dà il caso, però, che stavolta voglia i dati relativi al 2007 ed è abbastanza difficile che, a gennaio 2008, esistano statistiche attendibili sul 2007. Così è da stamattina che spacco le balle alla polizia, ai carabinieri, all'ACI e alla società autostrade senza cavare il ragno dal buco. Mentre SS, che dopo sabato 12 ha deciso di non parlarmi più direttamente, chiama ossessivamente La Bara per sapere a che punto sono le mie ricerche.&lt;br /&gt;Perciò adesso sono sicura stamattina devo proprio essermi sbagliata e che quella che ho scambiato per profumo di fiorellini in boccio era proprio la vecchia cara puzza di merda che mi sommerge da due anni.&lt;br /&gt;Sarà che a furia di sentirla, non la riconosco più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-984856376399735748?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/984856376399735748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=984856376399735748&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/984856376399735748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/984856376399735748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/uno-si-sveglia-la-mattina-e-sente.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7520882068319223052</id><published>2008-01-21T15:10:00.000+01:00</published><updated>2008-01-21T18:37:37.567+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' dipartito SS Senior, il padre di SS. Pare che fosse un uomo d'affari molto stimato, al contrario del figlio. Io l'ho visto tre volte e tutte e tre le volte m'ha piantato in faccia due occhietti azzurri piccoli e freddi, con l'espressione di un biologo che studi un raro esemplare di cavalletta equatoriale prima di inchiodarla per sempre alla sua bachechina. Lo sguardo di quell'uomo mi ha sempre fatto l'effetto di uno spiffero freddo sulla collottola, ed è l'unica cosa che ricordi.&lt;br /&gt;L'Uomo Spiffero aveva 87 anni. E, sarà perché tendo a considerare la morte di una persona di quell'età più un'inevitabile conclusione che una tragedia, la notizia della sua dipartita non m'ha fatto né caldo né freddo.&lt;br /&gt;I miei colleghi, invece, con nasi rossi e strategici occhialoni neri, hanno messo in moto la potente macchina della retorica della morte. Sono stati diramati comunicati, avvertite le autorità piccole e grandi, chiamati i giornalisti. Facciamo pubbliche relazioni e marketing, in fondo, e abbiamo fatto marketing pure sulla morte di una persona. Tant'è che stamattina io ho fatto rassegna stampa degli articoli che siamo riusciti a far pubblicare. Il giorno del funerale la chiesa era gremita di individui compunti che si spintonavano per accaparrarsi il pulpito e ricordare il grande imprenditore trapassato. La Bara girava con un blocchetto di appunti e accoglieva i giornalisti, mentre la Kapò piazzava dei fogliettini con scritto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;riservato&lt;/span&gt; sui posti in prima fila destinati alle autorità. Come a teatro, insomma.&lt;br /&gt;Fiumi di parole, retorica e frasi fatte sono state spese per celebrare la potenza terrena di costui, le sue grandi capacità imprenditoriali, la sua lungimiranza negli affari, le sue originali e produttive strategie.&lt;br /&gt;Epperò io, in fondo alla chiesa, circondata da individui che snocciolavano padrenostri con voce sempre più alta per sovrastare quella dei vicini, mi sono chiesta: e l'uomo? Tutti ripetono in tutte le lingue che è stato un grande imprenditore, ma perché nessuno, nemmeno il figlio, dice due parole sull'uomo? In fondo dovremmo essere prima di tutto uomini?&lt;br /&gt;Sì, avete ragione, le chiese mi fanno male, molto male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7520882068319223052?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7520882068319223052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7520882068319223052&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7520882068319223052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7520882068319223052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/e-dipartito-ss-senior-il-padre-di-ss.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7559822555343577127</id><published>2008-01-17T16:21:00.000+01:00</published><updated>2008-01-17T17:57:51.599+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La macchinetta del caffè è, in ogni ufficio che si rispetti, l'angolo di Radio Serva. Ed è lì che la Kapò espleta il principale e più gradito dei suoi compiti di cane da guardia: parlar male degli altri. Stamattina il bersaglio dei veleni della guardiana degli inferi era l'Impiegata Mignonne. Costei, al cui confronto io, con il mio metro e cinquantotto e i mei 42 chili di ossa e capelli, faccio più o meno la figura del donnone di turno, ha 23 anni ed è stata assunta - per usare un termine desueto - per sostenerci durante le fiere. A parte essere giusto un filo razzista, l'Impiegata Mignonne è un tipetto deciso che prende molto sul serio le sue mansioni. E già questo deve costarle uno sforzo enorme, visto che per qualunque persona normale è oltremodo difficile prendere sul serio ciò che si fa qua dentro. Al Motor Show presidiava lo stand impettita come un corazziere, rispondeva "signorsì signore!" qualunque cosa le dicessero di fare, financo buttarsi sotto un SUV lanciato a 150 km/h contro il suo esile corpicino, e chiedeva il permesso per andare a fare la pipì che lei definiva garbatamente "i bisogni". Insomma, l'ideale di impiegata per qualunque capufficio che coltivi l'ambizione di somigliare il più possibile a quel buonuomo di  Rudolf Hoess.&lt;br /&gt;Al contrario la Kapò ha passato dieci giorni dieci a non fare assolutamente nulla, eccetto esibire il generoso decolletè a meccanici e benzinai presenti, sparlare di chiunque con il Serpente Velenoso, scaricare qualunque cosa somigliasse a un lavoro - persino rispondere al suo cellulare aziendale - sulla spalle mie e della povera Impiegata Mignonne.&lt;br /&gt;Ed ecco, signori, cosa ci si guadagna a far bene ai porci:&lt;br /&gt;"Zerto che lei là non scerve proprio a niente!Non ha mai lavorato, sozzia, e si vede!Al Motor Show non è servita a un casso, dovevi sempre dirle cosa fare!E poi, casso, troppo piccola per sctare là, sembrava zi fosscimo portati appressco una zinna (cinna, in bolognese, significa bambina)"&lt;br /&gt;Peccato che ad ascoltare queste considerazioni ci fosse chi decide se rinnovarle il contratto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7559822555343577127?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7559822555343577127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7559822555343577127&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7559822555343577127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7559822555343577127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/la-macchinetta-del-caff-in-ogni-ufficio.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-4096487829655965668</id><published>2008-01-17T10:07:00.000+01:00</published><updated>2008-01-17T11:12:22.166+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri sera,&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;in un commento al post precedente, Elianto scriveva:&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre più spesso mi vien da pensare che il patto tra generazioni, di tanto in tanto evocato, ma senza troppa convinzione, sia molto simile al famoso Godot della tragedia di Becket: citato, desiderato, rivestito di un ruolo quasi salvifico, ma appunto assente, negli anni passati, presenti e (temo) futuri. E quello che mi colpisce ulteriormente, non è tanto l'indifferenza, talvolta la sprezzante banalizzazione, del disagio in cui versa la sottoscritta e molti miei amici e coetanei, da parte di chi ha diritti che noi solo ci sogniamo, e li ritiene banalmente scontati; colpisce ancor di più anche questa tendenza a infierire, umiliare il prossimo. Come se tu vedessi una persona che resta a malapena a galla nell'acqua e che fai? L'aiuti? no, gli spingi la testa più sotto! Il punto è che non penso si diventi così di punto in bianco, ci devi essere indubbiamente portato di tuo; e forse il sistema è impostato proprio per premiare queste carogne qua, mica quelli che restano indietro ad aiutare gli altri. Ma come fanno questi soggetti a non pensare, per dire una banalità, che questa mancata condivisione, che a volte si trasforma in sadica connivenza, potrebbe un domani ritorcersi anche sulla pelle di qualche amico, parente, figlio? Penso si tratti di una diffusa indifferenza del "bene collettivo"; ma ormai me ne son fatta una ragione, nel pese dei guelfi e ghibellini, i cocetti di "bene comune" e "stato civile" sono sempre stati poco frequentati e relegati nella dimensione "dell'irrealizzabile ideale". Che schifo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ora, mentre lei partoriva questo capolavoro (nessuna ironia, lo penso davvero), io a casa riflettevo sul fatto che i colleghi, quelli con cui condivido nove ore il giorno da due anni, quindi nel complesso circa 6500 ore, non mi hanno nemmeno dato una pacca sulla spalla. Anzi: "ci ha ordinato di fare i colloqui per sostituirti e noi, capisci, non ci possiamo mica rifiutare" mi hanno comunicato la Kapò e La Bara ieri "d'altronde tu lo hai sfidato non venendo in ufficio entro le ore che lui ti aveva indicato". Che, sarò pure un pelo permalosa, ma alle mie orecchie suona come: beccati la giusta punizione per la superbiuccia patetica con cui hai cercato di elevarti alla dignità di un lavoratore.&lt;br /&gt;Il discorso sarebbe lungo e comunque non riuscirei a farlo meglio di Elianto: questa società non premia, anzi scoraggia, la solidarietà. Soprattutto quella del forte col debole. E' concepita in modo tale che le carogne facciano balzi in avanti diventando sempre più carogne e chi si attarda ad aiutare il prossimo in disgrazia sia considerato solo un pazzo sognatore, un comunista pericoloso, uno  che non sa badare ai suoi interessi. Mi è capitato l'altro giorno di ascoltare al tg che in un comune del nord alcuni non riescono a pagare la bolletta dell'Enel e dai oggi, dai domani, si ritrovano col contatore chiuso. Il sindaco di questo comune ha avuto allora l'idea di tassare con un euro - o qualche euro, ma comunque una cifra a cui, cazzo, se sei fra i redditi considerati alti rinunci facilmente - chi ha un reddito più alto per poi usare questi soldi per pagare la bolletta dell'Enel alle famiglie in difficoltà. Il giornalista ha intervistato alcuni cittadini di questo comune e ce n'erano un sacco che non si sono vergognati di dichiararsi piuttosto seccati di dover sborsare un eurino pulcioso in più. Ero a tavola con persone di cui ho stima e non con le solite carogne. Eppure il commento che ho sentito è stato: "Scusa ma mica è giusto che pago io che onestamente dichiaro quello che guadagno quando c'è chi fa una dichiarazione dei redditi fasulla e risulta povero". Ok, a prescindere che chi arriva a farsi staccare la luce probabilmente non risulta povero, ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è&lt;/span&gt; povero, penso che sì, hanno ragione, l'Italia è piena di evasori fiscali. Ma che in fondo si dovrebbe essere contenti di rientrare fra gli onesti che guadagnano e pagano e a cui viene data l'occasione di aiutare chi da solo non ce la fa.&lt;br /&gt;Che c'entra? C'entra. C'entra proprio perchè chi fa questi discorsi è brava gente che ha sempre lavorato e guadagnato onestamente sudandosi ogni centesimo. C'entra perchè chi parla così non ha yacht e pozzi di petrolio. E allora a me viene in mente che in una società in cui la generosità e la solidarietà  vengono relegate in secondo piano e in considerate in parte un disvalore anche fra la cosiddetta gente normale, quelli come Elianto, me e tanti altri, che pensano alla "società civile", al "bene comune", che sono convinti che indifferenza di fronte all'ingiustizia e all'umiliazione degli altri sia connivenza, hanno già perso. Siamo fuori della storia e dal tempo. Oggi trionfa il modello di fatti gli affari tuoi e fregatene del prossimo, tanto come alibi si adduce l'incrollabile convinzione che il tuo prossimo a sua volta se ne fregherà di te quando sarà il tuo turno. Noi precari siamo il prodotto di questa indifferenza, di questa svalutazione della generosità e della solidarietà: nel 2003, quando la Legge 30 fu approvata, chi già lavorava con un buon contratto e con i suoi sacrosanti diritti non si sentì coinvolto. Non pensarono domani toccherà a mio figlio o, se mi licenziano, potrebbe toccare addirittura a me. Molti si fecero prendere in giro dalla retorica del martirio, ok, ma quando se lo sono trovato davanti, il precariuccio vessato, nessuno è saltato su a dire "oh, ma cosa cazzo stiamo facendo?". Anzi, tutti zitti, pronti a tapparsi gli occhi con la storia del "caro mio devi fare la gavetta anche tu", oppure "ecco la generazione che ha avuto tutto che alla prima difficoltà piagnucola e corre da papi". Ora, a prescindere che essere considerato uno che ha avuto tutto da chi è nato alla fine dei '50 e s'è beccato il boom economico, i salari degli anni '70 e la ricchezza degli anni '80 francamente mi fa incazzare, sono sempre più convinta che la buona parte della responsabilità per la Legge 30 e le porcate commesse in suo nome vada ascritta all'indifferenza dei nostri cari concittadini, genitori, parenti, amici di qualche anno più grandi. Che, appurato che la cosa non li riguarda, si sono girati dall'altra parte.&lt;br /&gt;Andiamo avanti così e presto o tardi riusciranno a farci accettare anche l'idea che si può morire di cancro al polmone, e senza che nessuno muova un dito, perchè non si è in grado di pagare l'assicurazione sanitaria.&lt;br /&gt;Scusate, l'ottimismo non è di casa, in questo periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-4096487829655965668?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/4096487829655965668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=4096487829655965668&amp;isPopup=true' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4096487829655965668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4096487829655965668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/ieri-sera-in-un-commento-al-post.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8936668182532916568</id><published>2008-01-14T15:39:00.000+01:00</published><updated>2008-01-14T18:31:51.767+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sento un po' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dead man walking&lt;/span&gt;.  Stamane, quando sono entrata in ufficio, persino le piastrelle del bagno bisbigliavano al mio passaggio. Tutti sono in attesa di sapere quale sarà il mio destino, tanto che in ufficio s'è aperto il totolicenziamento: per il momento &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benny viene cacciata a calci nel culo&lt;/span&gt; viene dato 9 a 1 su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benny viene baciata dalla grazia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quel che è certo, per ora, è che le mie mansioni saranno ridotte a quelle di puro compilatore. La differenza fra me e una macchina da scrivere saranno solo quelle fastidiose sembianze umane che mi porto appresso. SS ha sentenziato che mai più ciò che viene eiaculato dalla mia penna dovrà essere sottoposto alla sua divina attenzione senza prima essere stato supervisionato, corretto, tagliuzzato e devastato dalle correzioni de La Bara e del Direttùr, investiti dell'autorità di fare polpette per cani dei miei articoli. Sempre che ne scriva ancora e che nel mio futuro non brilli solo la stella fulgente del data entry. Ammesso e non concesso che ci sia ancora un futuro, precario e atipico ma pur sempre futuro.&lt;br /&gt;Vi lascio con una perla di saggezza del grafico che questa mattina ci ha reso noto che, essendo SS colui che ci paga e quindi ci consente di vivere, ha il diritto di chiederci quello che ci pare quando gli pare, senza che noi possiamo opporgli alcun rifiuto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arbeit mach frei&lt;/span&gt;, diceva qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8936668182532916568?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8936668182532916568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8936668182532916568&amp;isPopup=true' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8936668182532916568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8936668182532916568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/mi-sento-un-po-dead-man-walking.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7713812098675892190</id><published>2008-01-12T15:22:00.000+01:00</published><updated>2008-01-12T16:46:52.116+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sono in ufficio. E ora vi spiego perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa notte La Bara riceve da SS un sms di questo tenore: "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Benedetta con articolo XXX ha passato il limite di ogni possibile pazienza. Mandala sabato 12 gennaio a rifarlo. Lo attendo entro e non oltre le 13. Poi dopo il controllo, dovrà rimandare la stesura definitiva entro le 15. Non ci sono deroghe. Se non la trovi correggilo tu, è la prova della sua trascuratezza e/o superficialità. Avvia la selezione dei candidati.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capirci: l'articolo in questione è una banale marchetta. L'ho redatto copincollando i pezzi di due comunicati, come mi è stato ordinato, dal momento che i comunicati sono stati visti e approvati proprio da chi riceve la marchetta. Ho cercato di amalgamare il più possibile le due parti, ma dalla fusione di due comunicati scritti da persone diverse (che, detto tra noi, non hanno manco una gran dimestichezza con la penna) e rimaneggiati da una terza  - e pure poco sennò il cliente s'incazza - cosa dovrebbe saltar fuori, secondo lui, Il Castello di Kafka? Ovvio che non lo sottoporrei a nessuno per dimostrare le mie capacità di scrittura, ed è leggittimo che si possa non considerarlo un pezzo che farà la storia del giornalismo italiano. Sempre ammesso che chi giudica abbia le competenze necessarie per riconoscere i pezzi che fanno la storia del giornalismo italiano, cosa di cui, in questo caso specifico, dubito.&lt;br /&gt;Comunque facciamo così, leggetevelo. &lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Per la prima volta il Motorshow di Bologna, la più importante kermesse dei motori in Italia, ha affrontato il tema della sostenibilità ambientale lanciando, insieme con XXX1, l’iniziativa XXX - &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;coordinata in collaborazione con il XXX e la rivista XXX&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=""&gt; - che riunisce le maggiori aziende italiane produttrici di impianti ecologici per veicoli in After Market. L’impegno del gruppo XXX all’interno del progetto XXX nasce dalla consapevolezza dell’&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;importanza ambientale delle scelte di chi opera nel settore dei trasporti che incide per il 18% sul totale mondiale delle emissioni di CO2. XXX ha inoltre contribuito all’organizzazione del convegno dedicato a &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=";color:black;" &gt;Il futuro della mobilità. Cittadini, consumatori, utenti: gli orizzonti possibili della mobilità urbana tra ecologia e bisogni, &lt;/span&gt;&lt;span style=";color:black;" &gt;un’importante occasione per stimolare un confronto costruttivo tra produttori, operatori professionali, mondo della ricerca ed istituzioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: georgia;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;XXX1 aderisce inoltre alla Campagna SEE (Sustainable Energy Europe) promossa dal&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ministero dell’Ambiente e dall’Unione Europea, impegnandosi a rinnovare sistematicamente la sua flotta e ad utilizzare energia rinnovabile, lampade a basso consumo e pannelli fotovoltaici. In quest’ambito rientra anche l’accordo con XXX per la sperimentazione del nuovo EuroCargo Ibrido e del Daily elettrico esposto al Motor Show. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style=""&gt;"&lt;span style=""&gt;Noi di XXX1” &lt;/span&gt;ha commentato Stefania Lallai, Responsabile Comunicazione &amp;amp; CSR di TNT Express Italy “&lt;span style=""&gt;abbiamo interpretato il Motor Show come una vetrina dinamica, il punto d'incontro ideale tra aziende e giovani generazioni. Il Progetto XXX è stato infatti lo sfondo ideale per il lancio del programma globale di riduzione delle emissioni di CO2 – il progetto &lt;/span&gt;"YYY” &lt;span style=""&gt;– messo a punto dal nostro Gruppo&lt;/span&gt;. &lt;span style=""&gt;La declinazione pratica di questo progetto in Italia è senza dubbio la partnership con XXX che ha inserito XXX1 nelle 10 aziende impegnate nel programma ambientale "10 x 10&lt;/span&gt;".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-style: italic;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-size:85%;" &gt;&lt;span style=""&gt;XXX1 si è quindi dichiarata “&lt;span style=""&gt;pienamente soddisfatta del riscontro che il progetto XXX ha avuto sia in termini di condivisione di progetti e di impegni concreti che di sensibilizzazione sul tema ambientale: intendiamo quindi proseguire insieme con l'organizzazione del Motor Show, sul percorso dell'impegno ambientale, che qui ha avuto uno splendido avvio&lt;/span&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  Considerate anche che l'articolo è per la nostra rivista - che non legge nessuno - e che  la succitata rivista che non legge nessuno andrà in tipografia, se tutto va bene, tra due settimane. Per queste ragioni ritengo che il pezzo potesse essere riscritto lunedì. E che anche gli insulti, le minacce e la decisione di licenziarmi potessero essere esplicitati durante le quaranta ore settimanali in cui è previsto che io lavori. Invece no, perchè sennò dove sta il gusto? Così questa mattina alle dieci vengo svegliata da una telefonata del Feretro medesimo che mi riferisce l'sms omettendo la minaccia di licenziamento. Come c'è da immaginare, vado su tutte le furie e solo per evitare che lei che, in questo caso non c'entra nulla, sia costretta a rinunciare al sabato, acconsento ad andare in ufficio. Alle cinque, preciso, perché prima non posso proprio.&lt;br /&gt;Il Feretro si offre di riferire a SS.&lt;br /&gt;Dopo mezz'ora entra in scena la Kapò che mi inoltra l'sms che stanotte SS ha mandato a La Bara, e che io vi ho riportato, dietro esplicita richiesta del Pazzo in persona. A questo punto perdo il lume della ragione e telefono al Sadico che, siccome oltre che sadico è codardo, non mi risponde, pur continuando a inviare messaggi con insulti diretti a me sul telefono de La Bara e della Kapò. La decisione di andare in ufficio alle cinque viene prontamente sostituita dalla decisione di non andarci affatto che, affanculo la precarietà, la mia dignità non è in vendita.&lt;br /&gt;Seguono quattro ore di continue telefonate da parte di tutti i colleghi. Telefonate che invitano a essere ragionevole, telefonate minacciose, telefonate scocciate per la mia presa di posizione che gli impedisce di godersi in santa pace il week end (perchè il pazzo, che a me non risponde, nel frattempo ha spaccato i coglioni a tutti minacciandoli che, se io non fossi andata in ufficio, ci sarebbero andati di mezzo loro).&lt;br /&gt;Telefonate.&lt;br /&gt;Telefonate.&lt;br /&gt;Telefonate.&lt;br /&gt;Infine mi rompo i coglioni e decido che, in fondo, ciò che conta è metter fine a questa giostra di cazzate. Esco di casa, attraverso Bologna sotto una pioggia torrenziale, e ora sono qui. Mi consolo pensando che almeno non ho ubbidito come una pecora, che l'ho irritato e gli ho rovinato la giornata come lui ha fatto con la mia perché odia, lo so per certo, che uno di quelli che lui considera i suoi servi della gleba si permetta di alzare la cresta. Ma è una consolazione da poco. La verità è che ho ceduto e, alla fine, davanti al ricatto di restare senza la seppur misera pagnotta mensile, mi sono lasciata umiliare. E ho venduto proprio quella dignità che volevo tenermi stretta.&lt;br /&gt;E' per questo, e non perché sono qui, che adesso mi sento sconfitta.&lt;br /&gt;Riprendiamoci i nostri diritti, riprendiamoceli in fretta e, una volta che ce li siamo ripresi, difendiamoli con qualunque mezzo da chiunque voglia metterci le mani sopra. Perché se ci lasciamo somministrare queste dosi di abuso diventeremo ciò che loro vogliono farci diventare: rabbiosi, frustrati, incarogniti con tutti, pronti a comportarci nello stesso modo, se non peggio.&lt;br /&gt;E, mentre ce li riprendiamo, io mi trovo un altro lavoro. Stavolta per davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7713812098675892190?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7713812098675892190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7713812098675892190&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7713812098675892190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7713812098675892190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/sono-in-ufficio.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-329191893827310379</id><published>2008-01-11T11:39:00.000+01:00</published><updated>2008-01-11T12:55:56.400+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non di solo metano vive l'uomo.&lt;br /&gt;Sì, ho scritto metano, avete capito bene. Vi sembra scontato? No, non lo è. Stamattina mi sveglio, come al solito, alle 8. Poiché come sveglia suo il cellulare, aihmé, tocca prendere in mano l'odiato oggetto.&lt;br /&gt;Noto con orrore che c'è un messaggio. Chi è l'idiota che mi scrive un sms alle otto del mattino? Non uno che mi conosce bene, perché lo sanno tutti che questo per me è il momento più difficile della giornata e ho bisogno di solitudine. Che non gradisco che la vita con i suoi rumori irrompa nella mia testa prima che io abbia deciso di farla entrare. Leggo:&lt;br /&gt;"Problemi con il milleproroghe. Domani mattina per prima cosa chiedere chiarimenti al ministero".&lt;br /&gt;La Bara.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardo a che ora ha mandato l'sms: le 2.44.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ciò significa che a quell'ora, invece di dormire, il feretro pensava al milleproroghe, agli incentivi, al metano. La immagino aggirarsi per casa col pigiama di seta firmato, la maschera antirughe in faccia, poi sedersi sul divano in pelle umana sospirando, accendere la lampada arredo luce (firmata anche quella), sospirare, inquieta, in preda a una botta d'insonnia. Intorno solo il buio silenzio esistenziale della notte, quando i rumori del mondo sono meno invadenti e puoi sentire lo scricchiolio del tuo cervello. In quei momenti, la gente riflette, rilegge la sua vita, si infila nelle pieghe nascoste del suo cervello. Ciascuno a suo modo pensa. Pure l'ultimo degli idioti, magari senza saperlo, si prende una pausa dal proprio sè finalmente libero, per un attimo da questo cazzo di mondo invadente pieno di trilli, squilli, beep beep, rumori, ronzii, clacson. Si è soli, completamente soli, con se stessi, capite che situazione impagabile? L'insonnia ti riduce a uno straccio consumato, ma non è poi così male, ogni tanto, prendersi una pausa dalla propria vita avvolti silenzio della notte.&lt;br /&gt;E lei cosa fa quando soffre d'insonnia? Pensa al mille proroghe e al metano. E, dopo averci pensato, agguanta il cellulare e mi informa di cosa farà domani mattina. Non di cosa farò io, che sarebbe oltremodo irritante, ma almeno avrebbe una parvenza di senso.  No, di quello che farà lei, perchè quando c'è di mezzo il ministero non delega mai a nessuno. Figuriamoci a me che, secondo la sua scala di valutazione, sono giusto un gradino sopra il primate.&lt;br /&gt;Quando stamattina è arrivata, per prima cosa ha domandato:&lt;br /&gt;"Hai letto il mio sms?"&lt;br /&gt;"Yes"&lt;br /&gt;"Stanotte non riuscivo a dormire, pensavo al milleproroghe"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E chiaramente non hai resistito alla compulsione di comunicarlo a qualcuno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Qualcosa non ti quadra, nel milleproroghe?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma perchè non prendi un bel sonnifero?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"No, ma bisogna tenerlo monitorato"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il milleproroghe è una legge. Bella compiuta e fatta. La si legge, la si capisce e dopo cosa cazzo c'è da monitorare? Mica cambia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'ho guardata in faccia: occhiaie, un profondo solco fra le sopracciglia, l'aria stanca. E per una volta ho provato pietà per lei. Avrei voluto darle una pacca affettuosa sulla spalla e dirle: non vale la pena farsi venire due occhiaie così per un milleproroghe. Il milleproroghe lascialo al giorno, di notte pensa. Quello non è pensare, è ruminare l'erba inghiottita di giorno. Se proprio devi guadagnarti un paio di occhiaie di buona qualità e la faccia di uno che è stato picchiato, lascia stare le auto euro 0, le emissioni di CO2 e gli incentivi. Pensa alla vita, alla morte, alla società, agli uomini (non nel senso dei maschi, a quelli ci pensate già troppo di giorno), al futuro, al passato, a tuo figlio, a tuo nonno morto, al mondo. O leggi. O ascolta l'invadente silenzio notturno. Ma lascia stare il metano, ti prego. Se devi mortificare il corpo, almeno che ci guadagni il cervello.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-329191893827310379?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/329191893827310379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=329191893827310379&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/329191893827310379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/329191893827310379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/non-di-solo-metano-vive-luomo.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6999068553248818901</id><published>2008-01-10T16:15:00.000+01:00</published><updated>2008-01-10T17:47:06.967+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora, le cose stanno così: gli ultimi 31 anni della mia vita sono composti, più o meno come succede per tutti, da 5 tipi di giornate. Le giornate bellissime, quelle che se la giocano per apparire nel remake della vita che, mi assicurano, passa davanti agli occhi prima di morire, una trovata marchettara che mi pare faccia un sacco MTV  generation, ma vabbé, non stiamo sempre a fare le pulci. Poi ci sono le giornate belle, quelle che yuhu, oggi mi è successo questo e sono al settimo cielo. Al terzo posto troviamo le giornate normali, del tipo oggi non è successo proprio una fava, ma non importa, perché questa giornata senza colore né sapore finirà nel cumulo del tempo che non dovrò prendermi la briga di cercare di ricordare o dimenticare, quindi si ringrazia comunque per la fatica risparmiata. Al quarto ecco le giornate storte, tinte di grigio da un generico senso di fastidio nei confronti dell'universo tutto e dalla noia, ma una noia che comunque la giri non c'è verso. In genere anche queste giornate non creano troppi problemi alla memoria che, appena può, gira pagina. Più che alto creano problemi a me, che se c'è una cosa che proprio mi deprime è la noia. E infine, loro, le giornate bruttissime, quelle in cui è l'universo ad avercela con te e si impegna per ridurti in poltiglia. Quelle che tu vorresti cancellare dal calendario, ma loro ti restano attaccate alla memoria come le cozze agli scogli.&lt;br /&gt;Ok, tutta questa pugnetta per dire che stamattina la prima voce che ho sentito, alle nove meno un quarto, era quella della Bara e, va da sè, dopo una simile inizio questa giornata non poteva che essere di tipo quattro. E perché il Feretro ha osato interrompere il sacro e sofferto rito dell'addomesticamento della giornata, fondamentale per la riuscita delle successive 24 ore? Per comandarmi di andare a prendere il carrello nella tana del Serpente Velenoso e sgomberare l'ufficio dalle scatole che lei aveva provveduto ad accatastare davanti alla porta. Trattasi di 20 scatole di N quintali, ciascuna piena di N cartelle obsolete che, in quanto obsolete e non utilizzabili, è assolutamente opportuno conservare in grande quantità in magazzino.&lt;br /&gt;Ora, a prescindere che non ho capito perché non possiamo farne un rogo in mezzo al corridoio, sperando che accidentalmente qualcuno dei miei colleghi finisca arrostito, quello che capisco ancora meno è perché non può dirmelo quando arrivo in ufficio. Cos'è soffre di rompimento di cocones compulsivo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La PsycoCentralinista sta conducendo un importante esperimento. Sta cercando di capire quante volte bisogna ripetere la stessa frase dondolando prima che l'interlocutore si metta urlare minacciandola di farla a pezzi a colpi di ascia.&lt;br /&gt;Tipo oggi:&lt;br /&gt;"Benedetta, non si possono fare due lavori per volta, non credi?"&lt;br /&gt;"Si, hai ragione non si possono fare"&lt;br /&gt;Non so nemmeno di cosa parlasse, ma applico la buona vecchia regola che consiglia di dar sempre ragione ai matti.&lt;br /&gt;"No, ma il fatto è che non si possono fare due cose alla volta"&lt;br /&gt;"Sì, sono d'accordo"&lt;br /&gt;"Eh, già, non si possono proprio fare, due cose alla volta"&lt;br /&gt;"Ok"&lt;br /&gt;"No, non si possono fare, due cose alla volta"&lt;br /&gt;"No, non si possono fare"&lt;br /&gt;"Perchè io dico solo che non si possono fare, due cose alla volta"&lt;br /&gt;"Ho capito..."&lt;br /&gt;"Che c'è di male, a dire che non si possono fare due cose alla volta?"&lt;br /&gt;"Niente..."&lt;br /&gt;"Ecco, allora diciamolo, non si possono fare due cose alla volta"&lt;br /&gt;"Ti prego, devo finire una cosa"&lt;br /&gt;"Giusto, devi lavorare, è che volevo solo dirti che non si possono fare due cose alla volta"&lt;br /&gt;E giù così per una buona mezz'ora.&lt;br /&gt;Infine, tornando dalla pausa pranzo, ho trovato le mie colleghe riunite in gran consesso  davanti alla macchinetta del caffè, tutte intente a domandarsi l'un l'altra come si fa a capire quando un uomo viene a letto con te perchè ti ama e non per farsi una scopata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, tutto questo per dire che persino le manifestazioni della follia, per quanto varie, originali, eclettiche, stravaganti possano essere, dopo due anni di quotidiana frequentazione, annoiano. Per me potrebbero pure impazzire del tutto, mi basterebbe che fossero un pelo più vari nelle manifestazioni del loro evidente disagio mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6999068553248818901?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6999068553248818901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6999068553248818901&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6999068553248818901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6999068553248818901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/allora-le-cose-stanno-cos-gli-ultimi-31.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-599017006578705601</id><published>2008-01-08T16:12:00.000+01:00</published><updated>2008-01-08T17:51:59.141+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questi giorni al CSM gira un libro che promette di liberare chi lo legge dal tabagismo, per sempre e senza sacrifizio alcuno, purché si arrivi all'ultima pagina. Pare l'abbia scovato la fidanzata del Grafico che, appena conclusa la lettura, ha sentenziato: sono libera, addio sigarette. E poi l'ha passato al fidanzato che se smetto io devi smettere anche tu. Costui ha dedicato tre pause pranzo alla lettura matta e disperatissima del libello miracoloso e, quando l'ha terminato, ci ha radunato in pausa caffè per annunciare trionfalmente e senza ripensamenti di essere uscito dal tunnel. Non solo, lui che per sua stessa ammissione è uno che ama vederci chiaro e ci ragiona sulle cose, altrochè se ci ragiona, ha pure imbastito in quattro e quattr'otto una spiegazione di com'è che 'sto libello riesce a liberarti per sempre dalla schiavitù delle bionde. Ed ecco, siore e siori, un vero tocco di empirismo, il trionfo del metodo scientifico: secondo il grafico del CSM, che d'ora in avanti chiameremo Nostradamus, il libro eserciterebbe una magia attraverso le parole, una sorta di ipnosi capace di convincere il lettore che in realtà lui ha già smesso. Praticamente ti fa una specie di stregoneria e alla fine tu crolli in ginocchio grato per la liberazione.&lt;br /&gt;"Altrimenti non si spiega" sostiene "come sia possibile che un'ora fa fumavo e ora ho smesso".&lt;br /&gt;"Non ti sembra un pelo prematuro dire che hai smesso?" domando.&lt;br /&gt;"Mi vedi fumare?" risponde lui, aggressivo.&lt;br /&gt;"Beh, ma se la metti così uno che fuma venti sigarette il giorno smette di fumare venti volte"&lt;br /&gt;"Vaffanculo"&lt;br /&gt;"Ommioddio come sei negativa!" La Bara alza gli occhi al cielo "La tua ironia è assolutamente fuori luogo, si tratta di un discorso di grande serietà".&lt;br /&gt;"Già! casso dizi Benny?!Casso z'entrano venti sigarette? Tutta invidia la tua!"&lt;br /&gt;Questa era la Kapò.&lt;br /&gt;Ora, posto che la mia risposta era un pelo provocatoria e capisco la stizza, la domanda è: perché viene mandato affanculo uno che usa la logica e vengono tributati onori e gloria a uno che, nel 2008, se ne va in giro a dire che i libri ti fanno le macumbe?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-599017006578705601?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/599017006578705601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=599017006578705601&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/599017006578705601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/599017006578705601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/in-questi-giorni-al-csm-gira-un-libro.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1754309193122219641</id><published>2008-01-07T10:51:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T11:24:27.591+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora, fate conto che è domenica. E aggiungeteci che è domenica 6 gennaio, quindi in teoria, l'Epifania, quella che tutte le feste porta via, quella che nessuno si caga e, diciamocelo, che tutti un po' schifano, perché da quando siamo venuti al mondo l'Epifania sancisce in modo irrevocabile la fine di vacanze e libagioni sfrenate. Ovvio che io che odio il Natale e non sopporto tanto quel vecchio buonista vestito di rosso che nel 2007 ancora se ne va in giro con le renne e i campanellini, provo una simpatica estrema per la cara vecchia befana. Primo, perchè appunto finalmente si porta via 'ste feste nevrotiche; secondo, perché è vecchia, ha il naso lungo ornato di un'orrenda piccia e se ne va in giro vestita di stracci. Nel senso: se ne frega di spianarsi le rughe di espressione a colpi di botox, ha il nasone e se lo tiene invece di correre dal chirurgo estetico, non va in palestra e non mangia cereali fitness per mantenersi in forma, non si è precipitata dal concessionario a comprarsi la Nuova Cinquecento che fa un sacco &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cool&lt;/span&gt; quando vai a pigliarti l'aperitivo. Insomma non cerca di dimostrare 30 anni quando, a stare bassi, ne ha 70. Si tiene la vecchiaia e ci costruisce sopra un personaggio imperfetto, polveroso, fuori moda come lo sono la vecchiaia e l'imperfezione in questo mondo di plastica rosa, e, quindi, un sacco simpatico.&lt;br /&gt;Comunque dicevamo: domenica 6 gennaio, ore 16. Arriva un sms, leggo:&lt;br /&gt;"Nonno mancato. Domani no ufficio, ma non preccuparti: per prima cosa chiamerò XXX per monitorare situazione incentivi e tempestivamente comunicare aggiornamenti".&lt;br /&gt;Indovinate chi è? Sì, lei, Crudelia Demon dei poveri.&lt;br /&gt;Allora io dico: il nonno de La Bara passa a miglior vita e questa mi scrive un sms per dirmi che, nonostante il triste evento e l'impossibilità di venire in ufficio il giorno dopo, gli incentivi sono sempre in cima alla lista dei suoi pensieri e la tristezza per il caro estinto non le offuscherà la mente al punto da indurla a trascurare il dovere?&lt;br /&gt;Ma il mondo, secondo voi, non sarebbe un posto migliore se, quando muoiono i nonni, la gente se ne sbattesse degli incentivi e versasse una lacrimuccia tenera pensando a quando, da piccoli, ci raccontavano le favole davanti al camino? Ma abbiamo un'agenda al posto del cuore?&lt;br /&gt;No, non sono io che non pietà per il povero Feretro, è questo cazzo di mondo che è sbilenco. E lei accetta bovinamente che sia sbilenco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1754309193122219641?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1754309193122219641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1754309193122219641&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1754309193122219641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1754309193122219641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/allora-fate-conto-che-domenica.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-427993519997143935</id><published>2008-01-02T15:38:00.000+01:00</published><updated>2008-01-02T17:05:10.787+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ed eccovi, signore e signori, l'Anno Nuovo.&lt;br /&gt;Pieno di speranze.&lt;br /&gt;Serenità.&lt;br /&gt;Soldi.&lt;br /&gt;Lavoro.&lt;br /&gt;Soluzioni.&lt;br /&gt;Anno nuovo, vita nuova.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono due giorni che ricevo e dispenso auguri sobri, melensi, scherzosi, tiepidi, affettuosi. Auguri in tutte le salse, io che a Natale  poco ci mancava che m'impiccassi a un palo della luce. E non devo essere l'unica: stamattina la gente sull'autobus aveva la faccia meno incazzata del solito. Ok, lo zucchero nei panettoni e qualche giorno di ferie, ma il merito di questo clima di speranza dai toni leggermente maniacali è soprattutto suo, miei cari, dell'Anno Nuovo, la panacea di tutti i mali. Quello che dovrebbe dispensare ogni ben di dio senza distinzioni di sesso, genere, età e ceto sociale per il solo fatto di essere il 2008 e non il 2007. Come dire che io il 24 marzo ho trentun anni e sono una sfigata precaria, poi però vado a dormire e quando mi sveglio il giorno dopo addio sfiga, addio precarietà, addio anonima sofferenza psichica, addio paturnie, addio sconfitte, addio povertà, addio tutto. Perché? Beh, perché gli anni sono diventati 32: cambiare il numero dell'unità cambia la vita, non lo sapevate?&lt;br /&gt;E il bello è che ci si crede, signori, davanti a quel "meno quattro, meno tre, meno due..." che l'anno nuovo sarà una cornucopia di trionfi e felicità, un tripudio si soluzioni di problemi decennali, la svolta tanto attesa insomma. Poi arriva il due gennaio che è identico tale e quale sputato al due gennaio dell'anno precedente che, in linea di massima, è a sua volta identico a quello dell'anno prima ancora. Allora ho capito il senso di queste feste inquietanti: fissare una data simbolica per la chiusura del bilancio, una scusa per voltare pagina o almeno raccontarsi di averla voltata. Poi il giorno dopo si ricomincia con la stessa vita di sempre, quelle giornate del cazzo che per quanto t'impegni non riesci mai a ricomporre, come il Cubo di Rubik, che al massimo fai tre facce e poi cominciano i casini. Però è la speranza che conta, sennò Paolo Fox finirebbe a raccogliere le olive, invece di smerciarla a poco prezzo in tivvù. E pure tagliata male.&lt;br /&gt;Però mi domando, perché se questo giochino funziona dalla notte dei tempi con la quasi totalità del genere umano, con me s'inceppa? Perché, invece della speranza, mi viene l'angoscia?&lt;br /&gt;Beh, dai, cin cin.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-427993519997143935?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/427993519997143935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=427993519997143935&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/427993519997143935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/427993519997143935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2008/01/ed-eccovi-signore-e-signori-lanno-nuovo.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5155474128737333510</id><published>2007-12-20T12:51:00.000+01:00</published><updated>2007-12-20T14:13:02.137+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Sozzia, Benny, non ti piazerebbe leggere nella testa della zente?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una domanda così, la poteva fare solo la Kapò. E solo lei, ma forse anche La Bara, poteva meravigliarsi del fatto che ho risposto no. Ma non ho risposto "no" perché penso che nella testa della gente ci siano solo cose brutte, i giovani sono senza valori, non esistono più le mezze stagioni e in città non si trova più il parcheggio. Il fatto é che mentre la Kapò mi faceva la domanda, in sottofondo c'era la PsycoCentralinista che parlava da sola: "Eh, ma mica si posso dire le cose sempre all'ultimo momento!Bisognerebbe dirlo, se il 27 si lavora!Cavolo, mi sono sporcate le mani di nero, e come si saranno sporcate, le mani di nero? Con due maglioni sembro ancora più grossa. Tengono proprio caldo, però. E vabbè che la pancia c'è, in effetti". Quella donna non ha il filtro fra pensiero e parola, traduce in suoni tutti i singhiozzi del suo cervello, quindi è un po' come leggerle nella testa. E, vi dico, non è che ci siano cose brutte nella testa della PsycoCentralinista, ci sono semplicemente cose. Questo è il punto: visto che non siamo tutti Amleto, se potessimo leggerci nella testa, si moltiplicherebbero le informazioni inutili, le questioni che lasciano il tempo che trovano. Dovremmo "ascoltare" la gente preoccuparsi di cosa mangia a pranzo, di come sfamarsi senza eccedere con le calorie, di quale manicure farsi per la sera di capodanno, se è meglio comprare il maglione coi rombi o quello tutto nero, cose così. Perché per la maggior parte sono queste le cose a cui pensiamo, mica il cielo delle stelle fisse. E, forse, è meglio così, che un mondo fatto di gente che discetta sui massimi sistemi non so come sarebbe.&lt;br /&gt;Ci sono quelli che dicono: non vorrei leggere nella testa della gente perché sai quanta rabbia, quanto dolore, quanta cattiveria toccherebbe sopportare? Non credo. La rabbia, il dolore, la cattiveria - come l'amore, la bontà, la gioia - sono importanti e si esplicitano sempre, in qualche modo. Quindi tocca sopportarle comunque. Se uno è cattivo/buono, te ne accorgi dopo un po', senza bisogno di leggergli nella testa.&lt;br /&gt;Così ho risposto alla Kapò: "No, non mi piacerebbe leggere il pensiero perché non ho voglia di sovraccaricarmi il sistema operativo di informazioni irrilevanti".&lt;br /&gt;Lei ha incrociato gli occhi. Poi ha domandato: "Sci, però sce sci potessce lezzere nella tescta della zente, scapresti scubito se uno viene con te per farsci una scopata o perchè ti ama!Te, Benny, a queste cose non zi pensci, ma scennò come fai a capirlo?".&lt;br /&gt;E allora m'è venuto in mente che, oltre alla questione sovraccarico, la natura deve aver tentato di ristabilire così un po' di uguaglianza. Secondo me ha pensato, seduta a gambe incrociate su una nuvoletta: "non li faccio tutti uguali sennò da qui all'eternità mi rompo le balle, però faccio in modo che sembrino tutti uguali. Almeno finché non aprono bocca".&lt;br /&gt;Che volete, con questa storia che a Natale tutti fanno i buoni, a me è venuta voglia di sputare fiele.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5155474128737333510?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5155474128737333510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5155474128737333510&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5155474128737333510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5155474128737333510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/12/sozzia-benny-non-ti-piazerebbe-leggere.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-3506971323856694127</id><published>2007-12-19T17:52:00.000+01:00</published><updated>2007-12-19T18:35:06.841+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A me &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Diavolo veste Prada &lt;/span&gt;non aveva fatto un gran effetto, no. Una roba all'americana e, sarà pregiudizio, le favolone in cui alla fine la protagonista all'apice del successo sceglie una vita povera, ma vera, mi puzzano di fregatura. Una degna conclusione del film avrebbe dovuto mostrarci la protagonista giovane che si imbottisce di coca, manda a cagare il fidanzato povero ma onesto e il monolocale che puzza di fritto e, infine, nel mezzo di un festino sesso-droga 'n rock'n roll, sgozza con un coltello da carne Meryl Streep. Un po' pulp forse, ma di sicuro effetto. Oppure, ipotesi ancora più realistica, alla centoventiquattresima telefonata notturna in una settimana, le viene un esaurimento nervoso di quelli che stendono un cavallo e, dopo opportuna degenza in clinica psichiatrica, si ritira a scrivere oroscopi sull'Eco dell'Ohio.&lt;br /&gt;La Bara, che non va al cinema perché a casa ha l'home theatre con impianto dolby surround e stracazzi, l'ha visto giusto un mese fa. E figuratevi quanto le è piaciuto. Ovviamente s'è subito sentita un po' una Meryl de noantri, giusto un pelo più giovane e di provincia, ma per il resto uguale. Si è così esaltata alla visione della borsa sbattuta con tracotanza sulla scrivania di quella poveretta che il giorno dopo è subito andata a comprarsi gli stivali di Prada, peccato che sembrino disegnati da Himmler. Da quel momento, vai a capire perchè, oltre a comandarmi a tambur battente, mi manda sms a tutte le ore del giorno e della notte. Tra l'altro lei, gli sms, li scrive come se fossero telegrammi di condoglianze: "Manda numero taxi" "prendere giornali da giornalaio" "ricordarsi invio mail giorna". Solo che io non sono americana, vivo nel monolocale che puzza di fritto con un gatto bipede e ho un pulcioso contratto a progetto quindi, quando l'sms arriva dopo le sei e mezzo, sbuffo scocciata e, invece di rispondere, lo cancello con stizza. Lei, non doma, rimanda l'sms tal quale. E io lo ricancello. E lei lo rimanda. E io lo ricancello. Il risultato è che il mio telefono emette ogni cinque minuti una concerto di vagiti che hanno il solo effetto di provocarmi un certo fastidio. Tra l'altro non mi spiego perché non telefoni, se ha tanto bisogno di comunicare ma, ovviamente, mi guardo bene dal suggerirlo.&lt;br /&gt;Il colmo l'abbiamo raggiunto oggi. E' uscita alle due e mezzo per accompagnare suo padre a una visita. Speravo che almeno in ospedale lo spegnesse, quell'attrezzo infernale. Invece no, dalle tre alle cinque non ha fatto altro che scrivermi: "Sono ospedale", "no capisco perché tanta attesa", "medico mai tanta attesa", "torno appena padre finita visita", "in ritardo ma torno", "lunga attesa", "torno", "sto tornando", "ora taxi". Alla fine non ho resistito e ho risposto: "Mi raccomando, quando tu fuori porta no suona campanello, manda me sms così io legge e apre te porta".&lt;br /&gt;Non è ancora tornata. Dite che ho esagerato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-3506971323856694127?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/3506971323856694127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=3506971323856694127&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3506971323856694127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3506971323856694127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/12/me-il-diavolo-veste-prada-non-aveva.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7244416008638715728</id><published>2007-12-18T14:34:00.000+01:00</published><updated>2007-12-18T15:52:33.388+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perfetto!Splendido!Stupendo!Fantastico!Terribile!Assolutamente disgustoso!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I miei amati colleghi non dicono mai si, no, ok, bene, benino, mi piace abbastanza, non mi soddisfa del tutto. I miei amati colleghi usano solo i superlativi: una cosa è splendida o fa schifo, non sono previste sfumature intermedie. Hanno abolito il linguaggio della mediocrità, del così così. E se provate a rispondere alle loro domande con un semplice "va bene" quelli la prendono male, si piccano per il poco entusiasmo. Lo so, sembra che stia giocando all'accademia della crusca, ma se ci riflettete l'estremismo linguistico è un bel casino. Perché se uno piglia e elimina tutte le sfumature del medio dalla lingua c'è tutta una fetta di mondo che resta inespressa. La mediocrità, per esempio. Uno magari pensa che della mediocrità, linguistica e non, si fa volentieri a meno. Il punto, però, è che le persone mediocri, oltre a essere le più numerose, sono anche le cosidette persone "normali", quelle che ci danno la misura di come - più o meno - dev'essere un essere umano decente, di come deve comportarsi, di cosa può o non può fare.&lt;br /&gt;Mi spiego, prima che mi prendiate a sassate: il fatto è che la misura del bene e del male non sono Hitler o Madre Teresa. Il metro del lecito non sono né San Francesco, né il Marchese De Sade; e per fortuna non usiamo Marilyn Monroe o Alain Delon (giovane, per carità) come paragone per definire la bellezza. Sennò, va da sè, saremmo tutti dei cessi.&lt;br /&gt;Se poi vogliamo proseguire questa sega mentale, mettiamo pure che sarebbe un casino ancora più grosso se, per definire bella una giornata, una settimana, un anno, la paragonassimo sempre alla giornata o al periodo più bello della nostra vita. Non solo non saremmo mai contenti, ma ci perderemmo un sacco di potenziali buone, anche se non splendide, giornate.&lt;br /&gt;Tra l'altro l'estremismo linguistico è la spia del brutto vizio di sputare sentenze severe e inappellabili sul comportamento altrui, sugli abitanti di intere nazioni, categorie, confessioni, etc. etc. Di solito quelli per cui una cosa è splendida o orrenda sono gli stessi che amano cominciare le frasi con "Tutti i marocchini...", "A me non succederà mai!", "Le donne....".&lt;br /&gt;Detto ciò stamattina entro in ufficio e sulla scrivania trovo ad aspettarmi, severo, il nuovo contratto. Leggo: stesso co.co.pro delle precedenti 4 volte, stesso compenso, soliti sei mesi. Viene da chiedersi com'è che allora sono stati quattro mesi ad angosciarmi con la faccenda della non rinnovabilità, ma in genere, in questi casi, la prima reazione è un sospiro di sollievo: il due gennaio avrò ancora un lavoro. Il resto è corollario.&lt;br /&gt;In quel momento spunta dalla porta il muso affilato della Spia che, con la solita voce un po' lamentosa, un po' materna, domanda: "Che ne dici, va bene?"&lt;br /&gt;Sorrido.&lt;br /&gt;"Perfetto!" rispondo.&lt;br /&gt;Lei sgambetta via soddisfatta.&lt;br /&gt;Io fingo di non aver pensato un mediocre "meglio di niente".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7244416008638715728?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7244416008638715728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7244416008638715728&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7244416008638715728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7244416008638715728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/12/perfettosplendidostupendofantasticoterr.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6302929139005724528</id><published>2007-12-17T10:08:00.000+01:00</published><updated>2007-12-17T11:50:52.904+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed eccomi qua, maciullata, infreddolita, indispettita, stanca. Ma sopravvissuta al popolo dei motori. Che poi è anche il popolo delle veline, delle letterine, delle letteronze, dei gossip e dei quiz a premi, non ho dubbi. Non che a uno non possano piacere le macchine, per carità. Ma chi non è affetto da nessuna patologia psichiatrica né da stupidità cronica, insomma, chi ha un cervello che si colloca a pieno titolo in quel range che si suole indicare con il termine normalità, va a guardarsele da un concessionario, non al Motor Show.&lt;br /&gt;Andiamo con ordine.&lt;br /&gt;Il Motor Show è una discesa nelle viscere del genere umano. E' frequentato da persone di età e provenienza diversa, alti e bassi, biondi e bruni, maschi e femmine, belli e brutti, ma con una caratteristica in comune: una pantagruelica stupidità accompagnata da un'ignoranza così assoluta da sembrare finta.&lt;br /&gt;Già alle otto di mattina i fanatici dei motori si accalcano davanti alle biglietterie e, forse per resistere al freddo, saltano, cantano in coro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Po-po-po-po-po-po&lt;/span&gt; e suonano trombette come allo stadio. Appena aprono le biglietterie, si riversano all'interno sempre continuando a gridare, alla ricerca di carne fresca e gadget di ogni tipo. Qualunque ragazza gli passi accanto, anche se vestita con una tuta da palombaro, diventa oggetto di ululati, latrati, applausi, grugniti. In ogni caso nulla che ricordi, neppure in modo vago e confuso, suoni umani. I visitatori allupati vengono enuti a bada da ragazzotti identificabili da un orrendo giubbotto su cui troneggia la scritta Motor Show 2007 seguita dalle date del martirio.&lt;br /&gt;L'abbigliamento tipico del fanatico dei motori varia secondo le età: gli adolescenti indossano pantaloni con il cavallo così basso che sembra ci sia un pannolone dentro, cappellini neri con corna e coda da diavolo comprati a un prezzo folle dai merchandising ufficiali della fiera, giubbotti che lasciano scoperti i reni nonostante le temperature polari. Gli uomini di età compresa fra i sedici e i venticinque anni sfoggiano orecchini pendenti e borse da donna. Dove andremo a finire, direbbe mio nonno. Il visitatore intorno alla trentina, invece, ha la camicia aperta fino alla pancia che scopre il petto depilato per l'occasione, pantalone attillato e strappato industrialmente in punti strategici, stivali da bovaro americano con punte di lunghezza insolita. I visitatori dai quaranta in su rivelano tutti una somiglianza inquietante con Tony Manero. Le donne, di qualunque età, si sottopongono gratuitamente alla tortura di tacchi altissimi e vestitini succinti e leggeri nell'evidente, quanto patetico, tentativo di mettere in ombra le standiste. Si guardano intorno con aria idrofoba e, se accompagnano un maschio, gli stringono la mano tanto forte da stritolargliela per ricordare a noi scemette poco vestite che quello è il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;loro&lt;/span&gt; maschio e chi lo tocca è morto.&lt;br /&gt;A costoro ho dovuto distribuire per dieci ore il giorno l'ultimo numero della nostra orrida rivistina, in copertina l'immagine di un albero di Natale  fatto con le auto che sembra la foto di un cumulo di cadaveri di lamiera abbandonati dallo sfasciacarrozze. Il problema è che il popolo dei motori non legge. Al massimo guarda le figure. Perciò, quando qualcuno si accorgeva che nella busta che gli allungavo sorridente c'era una rivista, me la restituiva schifato. Uno mi ha detto: "Grazie, ma io non leggo mai, mi fa schifo leggere, preferisco la tivvù". Poi, con un sorrisetto obliquo e l'occhio ammiccante, ha cercato di estorcermi il numero di telefono. In effetti il numero gliel'ho dato, peccato fosse quello della Kapò. No, non sono dispettosa, sono generosa: quel tizio con la camicia aperta, il catenaccio d'oro al collo, un cappellino Calvin Klein visibilmente tarocco e il petto depilato come quello di un tacchino che si appresta a finire in forno è l'uomo per lei. Sono certa che mi ringrazierà per averle reso un simile favore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E veniamo a loro, le standiste. Sono belle, sorridenti e scosciate, sembrano disponibili, anzi, disponibilissime, desiderose di elargire il loro numero di telefono a qualunque &lt;span style="font-style: italic;"&gt;minus habens&lt;/span&gt; abbia la fortuna di passare di lì. Ma: per cinquanta miseri euro il giorno se ne stanno per dieci ore conficcate sui tacchi a spillo accanto a una macchina, perseguitate da imbecilli provenienti da ogni parte d'Italia, intontite da una musica infernale, dalle luci stroboscopiche, dalle voci degli speaker di tutte le radio del pianeta confluiti a Bologna per sparare le cazzate di sempre in diretta dal Motor Show. Le standiste, al contrario di quanto sembra, muoiono di noia, di fame e di freddo/caldo (dipende se sono lontane o vicine dalla porta). Sorridono ai visitatori, ma in realtà li odiano e sono disposte a farsi rimorchiare come una tigre del bengala a fare le fusa mentre le accarezzate la pancia. In quel carnaio sudaticcio e urlante non c'è modo di essere notati e rimorchiare una di quelle. Tanto vale rassegnarsi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Poi c'è stata lei, l'ecocagata. Le nostre misere macchinine a gas schierate in Piazza Verdi fra i cadaveri dei punkabbestia nella giornata più fredda degli ultimi dieci anni. E noi lì, tra piloti e ufficio stampa un totale di dieci cretini fermi a congelarsi senza che nessuno, nemmeno i cani dei punkabbestia, si curasse di loro. Fino a quando sono arrivate le rombanti auto da rally del Memorial Bettega e la piazza si è riempita di gente.  A quel punto un vecchietto timido si è avvicinato e ci ha chiesto: "Scusate, ma cosa ci fa una zinquezento a gpl in messo alle macchine del Bettega?". Ci mancava solo che si mettesse a piovere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6302929139005724528?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6302929139005724528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6302929139005724528&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6302929139005724528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6302929139005724528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/12/ed-eccomi-qua-maciullata-infreddolita.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-716807893099268393</id><published>2007-12-09T11:24:00.000+01:00</published><updated>2007-12-09T11:35:56.432+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Adolescenti brufolosi e allupati. Adolscenti brufolosi e allupati. Adolscenti brufolosi e allupati. Scendono a valle come orde di barbari, lanzichenecchi del XXI secolo alla ricerca di gadget.&lt;br /&gt;Adulti allupati e allampadati.Adulti allupati e allampadati.Adulti allupati e allampadati. Utenti medi di SUV alla ricerca del biglietto della lotteria fortunato che permetterà loro di entrare da un concessionario Mercedes e fare la spesa come al supermercato.&lt;br /&gt;Quoziente intellettivo medio a due cifre di cui la prima non è il 9.&lt;br /&gt;Pausa.&lt;br /&gt;Il collegume da il meglio di sè. Eccovi, miei poveri amici, un dialogo, uno solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' passato uno che mi ha detto che somiglio a Naomi Campbell"&lt;br /&gt;"Accidenti" rispondo "un complimentone!"&lt;br /&gt;"Sei matta?"&lt;br /&gt;"Beh, è un bellissim donna"&lt;br /&gt;"E' negra!"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Sarà una bellissima donna" prosegue la collega di Martin Luther King non contenta dell'espressione di disgusto e maraviglia dipinta sul mio volto "ma i negri son sempre negri, devono stare fra di loro".&lt;br /&gt;Non so se ho voglia di piangere o di ucciderla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-716807893099268393?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/716807893099268393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=716807893099268393&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/716807893099268393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/716807893099268393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/12/adolescenti-brufolosi-e-allupati.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7296350107555938908</id><published>2007-12-03T15:43:00.000+01:00</published><updated>2007-12-03T16:55:57.208+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Eccovi il delirio baresco delle 15.25&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Benedetta come ci vai in fiera?"&lt;br /&gt;"In bici, perchè?"&lt;br /&gt;"Bene, ti informo che ogni giorno dovrai passare dall'ufficio e portare cinquanta cartelle stampa (n.d.r. ciascuna della grandezza di un dizionario di latino, per capirci)"&lt;br /&gt;"Ma se ti ho appena detto che sono in bici!"&lt;br /&gt;"Appunto!"&lt;br /&gt;"Appunto cosa? Lo sai quanto pesano?"&lt;br /&gt;(ma prende il caffè corretto col metanolo puro dopo pranzo?)&lt;br /&gt;"Non so che cosa dirti, bisogna che tu vada in giro con uno zaino"&lt;br /&gt;"Uno zaino?! ma per cinquanta cartelle ci vuole una valigia, altro che zaino!"&lt;br /&gt;"Non so che cosa dirti! Le metterai in un cartone"&lt;br /&gt;"Non ci siamo capiti: le puoi anche mettere in una valigia di Gucci, il problema è che io ho una b-i-c-i-c-l-e-t-t-a!!!Ti dice niente quella cosa con due ruote che girano mentre tu pedali? Ecco, dove la metto, lì sopra, una valigia di gucci con dentro l'equivalente di cinquanta vocabolari di latino?"&lt;br /&gt;"Non so che cosa dirti, bisogna che tu vada in giro con uno zaino"&lt;br /&gt;"Ancora, cristosantissimo! Scusa, ma non può portarle qualcun altro in macchina?"&lt;br /&gt;"Ah, noi in macchina non possiamo venire fino all'ufficio e poi andare in fiera!"&lt;br /&gt;"No certo, dimenticavo che la macchina la spingete a braccia. Però posso farlo io in bicicletta. Che poi mi carico un elefante morto sulla schiena e mi rimetto a pedalare...Ma hai una vaga idea di ciò che stai farneticando?"&lt;br /&gt;"Insomma, basta con le polemiche inutili!Tu passerai in ufficio ogni mattina e porterai in fiera cinquanta cartelle stampa!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora provate, per un attimo, a  concentrarvi sul quadretto. Immaginate quest'aspirante velina mignonne, in ritardo di almeno dieci anni, che esce di casa con copripassera e tacchi opportuni e balza su una bicicletta (errore n.1: le vere gnocche si infilano col naso all'insù dentro una minicooper aggiustandosi il cappottino color cammello). Dopodiché pedala fino all'ufficio dove trasborda venti quintali di cazzate stampa dal magazzino alla bici e le carica alla bell'e meglio sul mezzo (errore n. 2: le vere gnocche non svolgono mai lavori fisicamente pesanti, si rovinerebbero manicure e messinpiega). Poi riparte alla volta della fiera tirando come un somaro  e sbuffando come un toro (errori n.3  e n. 4: le vere gnocche non tirano come somari e non sbuffano come tori, perché, s'è detto, le vere gnocche non fanno mai lavori fisicamente pesanti). Giunta a destinazione lega la bici a un palo e traghetta i soliti venti quintali di cazzate dalla bici allo stand, presumibilmente inciampando e rischiando la noce del collo una ventina di volte (errore n. 5: le vere gnocche fanno un'entreè degna di un vip, ancheggiando sui tacchi, chiavi della Mini ancora in mano e cellulare Motorola D&amp;amp;G Limited Edition che squilla a ritmo dell'ultima hit di Eros, il loro cantante preferito fin dalla prima media).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non ci siamo, non sono credibile.&lt;br /&gt;Anzi, ditelo, faccio ridere, ma quel riso amaro che suscita chi pretende a tutti i costi di recitare un ruolo non suo. Un po' come se Fantozzi fosse diventato, all'improvviso, megadirettore.&lt;br /&gt;Mi coprirò di ridicolo e lo so. Una cosa da stringere il cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7296350107555938908?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7296350107555938908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7296350107555938908&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7296350107555938908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7296350107555938908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/12/eccovi-il-delirio-baresco-delle-15.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-3448848993096509474</id><published>2007-12-03T11:57:00.000+01:00</published><updated>2007-12-03T13:15:50.892+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Motor Show.&lt;br /&gt;A parte il fatto che averlo nominato qui incrementerà il numero di accessi casuali (fra i quali spero vivamente che non ci siano i miei colleghi), non vedo altro motivo per non sperare che il quartiere fieristico crolli miseramente durante la manifestazione, seppellendo fra le macerie le orde di adolescenti arrapati e brufolosi che costituiscono il 99% dei visitatori.&lt;br /&gt;Lo odio.&lt;br /&gt;Lo odio in teoria e in pratica.&lt;br /&gt;In teoria perché, primo, vedere tutta 'sta gente che a mala pena arriva a fine mese sbavare davanti a macchinone tirate lucido non è che susciti una gran opinione del genere umano, soprattutto per quanto riguarda la particolare declinazione dell'italiano medio. Secondo: perché l'idea di accostare queste patatone scosciate alla macchinona di turno mi fa venire i brividi. Premesso che io odio le false femministe che stanno sempre a ribadire che "noi donne" (e se poi le state a guardare, vi accorgete che sono le prime che si sdraiano a tappeto), lo spettacolo di queste patatone trasformate in oggettistica di lusso e piazzate a corredo della macchina di lusso - come a suggerire che se vi comprate quella macchina lì non dovrete aspettare molto prima che il destino vi recapiti la gnoccona - mi mette in grande imbarazzo. Non so, mi sento come se in fondo, in tutti questi anni di pretesa parità, fossimo solo riuscite ad ottenere che si paghi un prezzo più alto nel caso l'oggetto sia di qualità. Ma sempre di oggetto si tratta.&lt;br /&gt;In pratica, perché per dieci giorni dieci mi toccherà stare infilzata su tacchi vertiginosi a corredo di una minigonna vertiginosamente corta imposta dalla direzione che, nella persona della Bara, la scorsa settimana mi ha informato che: "Benedetta, il tuo compito sarà quello di raggio di sole: dovrai coniugare le mansioni di addetto stampa con quelle di fanciulla benvestita e sorridente". Dove benvestita significa "poco vestita", mentre "raggio di sole" mi sembra mostri una certa vicinanza concettuale con il più sputtanato ed esplicito "velina".&lt;br /&gt;Ora, dal momento che sono alta un metro e cinquantotto centimetri, e nemmeno con un gradino sotto i piedi potrei eguagliare le patatone mie dirimpettaie, deduco che la scelta di affibbiarmi questo simpatico ruolo sia stata determinata dalla laurea in filosofia. O forse è così: tirchi come sono, non ci pensano nemmeno a pagare due persone, una che faccia la standista (due metri di gambe, quattro chili di tette e tutto il necessaire) e un addetto stampa (eloquio frizzante, cultura sufficiente almeno per evitare figurazze), mi hanno eletto Accettabile-Via-Di-Mezzo: mi perdonano la mancanza di venti centimetri di gamba in virtù della mia capacità di esprimermi con suoni intellegibili ad orecchio umano. Ovviamente, il fatto che io sia conciata come la standista dei poveri non impedirà alle mie simpatiche colleghe di farmi fare, all'occorrenza, il facchino.&lt;br /&gt;Riassumendo: i prossimi dieci giorni comporteranno una serie interminabile di figure di merda, faticacce e incazzature. Fate così: domenica prossima, mentre vi riposate davanti al caminetto, immaginatemi così agghindata in quella selva umana e rivolgetemi un pensiero di solidarietà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-3448848993096509474?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/3448848993096509474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=3448848993096509474&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3448848993096509474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3448848993096509474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/12/motor-show.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6233262890205478057</id><published>2007-11-28T14:39:00.000+01:00</published><updated>2007-11-28T18:45:07.395+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' comparso un alberino di Natale qui al CSM. Uno di quegli alberini tristi prefabbricati, preaddobbati, preinnevati, plasticosi. Ai rametti di quest'alberino sono impiccate quattro palline spennellate di una polverina  bianca, che ricorda più la cocaina che la neve, e due regalini finti che si contendono il primato della tristezza con due campanelle più grosse dell'albero.&lt;br /&gt;L'alberino è opera della PsycoCentralinista. Bofonchiando "Ovmai è avvivato Natale, ci vuole l'albevo. Cevto, l'albevo è quello che ci vuole. Pvendo l'albevo, si, pvopvio l'albero" e dondolando come suo solito, l'ha riesumato dalla sua tomba di cartone e l'ha piazzato nell'ingresso senza manco spolverarlo.&lt;br /&gt;Quando l'ho visto stamattina, m'è venuto un colpo. E in testa ho sentito quella canzoncina irritante della tivvù che fa "E' Natale, è Natale si può amare di piuuuuuuuuuuuuuuuù" e, anche se non c'entra niente, ho immaginato quell'odiosa bambina riccia del mulino bianco col cappello da Babbo Natale. Poi sono passata a immaginare gli agghiaccianti pranzi di Natale a cui ci costringe ogni anno SS. In genere il 22 o il 23 dicembre ci ritroviamo tutti intorno a una tavolo, imbandito come se fosse l'ultimo pranzo prima di andare in guerra, e tutti che sorridono e si ingozzano come tacchini. Tutti che si fanno gli auguri, i più arditi tirano fuori pacchettini per i colleghi. Che odiano, beninteso. Che per tutto il resto dell'anno, quando amare ed essere gentili non è un obbligo ma una scelta, maltrattano senza pietà. E più ti vedono arrivare in ufficio strisciante e più picchiano con violenza.&lt;br /&gt;Persino i pistolotti antinatalizi come quello che ho appena fatto hanno rotto le balle. Noi cinici davanti al caminetto a rimuginare con le mani in tasca sul consumismo e il significato che non c'è e mumble mumble. Pure i pandori mi hanno scocciato, e quelle canzoncine che inneggiano all'amore e al volemose bene che siamo tutti fratelli. Poi, dopo che se semo voluti bene per due settimane e siamo affogati nei trigliceridi, riprendiamo a scannarci come belve feroci.&lt;br /&gt;Arrivo al punto: cosa c'entra l'amore? perchè scomodiamo una cosa come quella, quando di altro si tratta? che bisogno c'è di smenarcela con la storia che ci dobbiamo volere bene? Scelgo io a chi volere bene e di sicuro non sarà per quindici giorni l'anno in un tripudio di stelline e lucine colorate. Qualche volta, le persone a cui vuoi bene, le odi pure; altre volte si fa fatica, a voler bene, che non è facile e le stelline sono proprio fuori contesto.&lt;br /&gt;E poi che senso ha promettere di essere buoni, se in realtà stiamo solo ripulendo il fucile? Dico non sarebbe più semplice per tutti mettere le carte in tavola? Ci sediamo intorno a un tavolo e ci diciamo "ok, tendenzialmente la nostra natura ci porterebbe a estinguerci a revolverate e non è detto che prima o poi non ci arriveremo", ma, per ora, l'idea è salvare il salvabile, perciò cerchiamo di fare i buoni e metterci d'accordo su due o tre principi di massima. Chi sgarra, finisce in galera dopo opportuno processo. Poi della vostra coscienza fate un po' quel che vi pare, amate chi vi pare e, se non ne avete voglia, non amate proprio nessuno che non è obbligatorio e comunque non ci guadagnate niente. Basta che fate i bravi e lasciate a casa le armi.&lt;br /&gt;Poi se vogliamo mangiare un panettone non ce lo vieta mica nessuno, ma per carità, basta con questa pippa del natale e dell'amore e della famiglia che sorride intorno all'albero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri, dopo aver esposto questa mia teoria, e aver concluso "ma magari sono io che sono un po' inquieta", mi son sentita rispondere: "Tu un po' inquieta?Altro che inquietudine, direi che c'hai uno tsunami in testa". Eppure mi sembrava così lineare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6233262890205478057?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6233262890205478057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6233262890205478057&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6233262890205478057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6233262890205478057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/e-comparso-un-alberino-di-natale-qui-al.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8455952696860972005</id><published>2007-11-27T11:11:00.000+01:00</published><updated>2007-11-27T16:31:44.611+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, ieri m'è arrivata 'sta cosa via mail. Con dedica: "Alle carampane della mia generazione". E per restare sul tema della carampana, stamattina ho pure scoperto un capello bianco, fiero e ritto al centro della testa come un carabiniere sull'attenti.&lt;br /&gt;Siccome sospetto che tutti quelli che perdono tempo a leggere le mie scemate quotidiane veleggino intorno ai trenta, la dedico anche a voi. Vi avverto, è una scemata, ma un po' di malinconia la fa venire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(allora, la scena classica era che tu sceglievi baciare perché c'era uno che ti piaceva - il ripetente di terza media, il più scemo di tutti, nonché il più amato da te e le tue amiche - e puntualmente ti mandavano a baciare il più cesso che c'era, quello con l'apparecchio e i brufoli)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che i pattini avevano 4 ruote e si  allungavano quando il piede cresceva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(a me non li hanno mai allungati: perché dopo una settimana che ce li avevo, nel bel mezzo di una piroetta in salotto, sono atterrata su mia nonna che s'è rotta il braccio. Risultato: corsa al pronto soccorso e pattini requisiti e mai più restituiti)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(dopo un po' siamo andati oltre: ci lanciavamo giù da una discesa a picco con una bici appositamente privata dei freni. In fondo alla discesa c'era una strada in cui passavano le macchine e subito dopo un muro. Figo era chi portava a casa l'osso del collo)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che  il Ciao si accendeva pedalando &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(quando si accendeva)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(poi venivamo invitati a salire e la nonna dell'amico ci ingozzava come tacchini da brodo. Un mio amico, tale Massimiliano, aveva una nonna soprannominata la Gelataia. Figo era chi riusciva a sopravvivere alla caghetta provocata dai quintali di gelato che quella ti costringeva a ingurgitare)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella...&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(a tressette e biliardino  - calcio balilla, calcino, chiamatelo come vi pare, ma quello è - e, se per caso tale Federico riteneva che fosse colpa mia se perdeva la partita, la rivincita e la bella della bella della bella, prendevo tanti di quei cazzotti che ancora me li ricordo. Per istinto di sopravvivenza, puntavo a non perdere)&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Noi che giocavamo a Forza 4 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Tutti hanno un piccolo grande trauma infantile: non aver mai vinto una partita di Forza 4 ed essere chiamata ciccio pasticcio dal mio primo grande amore mi hanno segnato in modo irrimediabile)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre  Domodossola, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma a me veniva in mente sempre dopo che l'aveva scritto qualcun altro. Quando dici la prontezza&lt;/span&gt;);&lt;br /&gt;Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(in compenso avevo una fila di doppioni che cercavo di smerciare con le più bieche strategie)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(però, quando mia nonna non mi trovava, quello era il primo posto in cui andava a cacciare il naso)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qualche volta il mangianastri le digeriva anche e ce le restituiva distrutte solo dopo lunghe trattative)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che avevamo i cartoni animati  belli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(ma anche no)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore  sarebbe più forte di Holly e Mark Lenders...' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Julian Ross, quell'animo delicato, è sempre stato più figo di quell'avanzo di suburbia di Mark Lenders. Si vede che già allora soffrivo della Nevrosi della Crocerossina: il mio grande amore era Andrè di Lady Oscar, ma solo dopo che era diventato cieco. Col tempo questa mia insana passione per l'infermità si è sublimata in un'ancor più insana passione per l'infermità mentale)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria','Candy Candy' e 'Giorgie' anche se  mettevano tristezza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(soprattutto Candy Candy. A parte essere un'orfana cresciuta con le suore - che sarebbe già abbastanza per farti diventare un serial killer di bambine bionde coi codini, c'è il fatto che codeste suore non si sono manco prese la briga di darle un cognome decente. Tocca il fondo quando Terence la molla per rimettersi con l'ex fidanza a cui era franato addosso un palo della luce)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che le barzellette erano Pierino, il  fantasma formaggino o un francese,un tedesco e un italiano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(però non facevano ridere)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(dipende sempre da chi lo dava)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che si andava in cabina a telefonare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(ma il più delle volte erano rotte, ti mangiavano il gettone e ti facevano una pernacchia. A proposito, vi ricordate i gettoni?)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto;&lt;br /&gt;Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(ma tanto non c'arrivavo mai, alle nove e mezzo dormivo come un tasso)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(una volta la Signora Pasqualina ci aspettò dietro la finestra e, quando le suonammo il campanello, lesta come una faina ci rovesciò addosso una secchiata d'acqua gelata. Mai più suonato il suo campanello)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevano il mercuro cromo, e più era  rosso più eri figo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(un bel giorno il mercurocromo era finito e mia nonna mi rovesciò sul ginocchio un ettolitro di tintura di iodio marrone e puzzolente. Fu la prima volta che bestemmiai tutti santi del calendario)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(si, ma a sorridere erano quelli che facevano le corna, non quelli che le avevano. Un po' come adesso, insomma)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che quando a scuola c'era l'ora  di ginnastica partivamo da casa in tuta;&lt;br /&gt;Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(a otto anni mio padre mi venne a prendere e io, sdegnosa e pure un po' offesa da questa sua iniziativa, gli dissi "che ci fai qua? non sono mica una bambina!")&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(ma anche 3)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che se a  scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a  casa era il  terrore &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(a meno che non avessi imparato a falsificare opportunamente la firma di entrambi i genitori. Per evitare i ceffoni di cui sopra, ho imparato presto)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google ;&lt;br /&gt;Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(ma, almeno nel mio caso, non era detto che si rientrasse la sera, per le ragioni di cui al punto 3)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che se andavi in strada non era così pericoloso&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che  sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM;&lt;br /&gt;Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(immagino di essere l'unica che aveva un debole per Ralph Malph)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween;&lt;br /&gt;Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda;&lt;br /&gt;Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire;&lt;br /&gt;Noi che si suonava la pianola Bontempi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(no, io suonavo il pianoforte vero. Con risultati pressochè identici a uno che prende a sprangate una batteria di pentole, ma insomma, fa figo lo stesso)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che la Ferrari era Alboreto,la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton  Nannini;&lt;br /&gt;Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(no, io ho mangiato il buondì Motta al cioccolato ogni sentissimo giorno di tutti i santissimi anni delle santissime elementari. Avevo le papille gustative in decomposizione. Il primo giorno di prima media mi sono rifiutata di andare a scuola finché non mi veniva cambiata la merenda. E' stata la mia prima vertenza sindacale)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione;&lt;br /&gt;Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(mi piaceva Hasfidanken... Come si scrive secondo voi, Hasfidanken?)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(era pure più grosso, il Raider. Adesso fanno porzioni per conigli)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che giocavamo col Super Tele perchè il Tango costava ancora 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola...' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(e invece volava pure quello)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che le All Star  le compravi al mercato a 10.000 lire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(e dopo due giorni puzzavano come le fogne di Bombay)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che avere un genitore  divorziato era impossibile &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(ma, in taluni casi compreso il mio, anche auspicabile)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che tiravamo le manine appiccicose  delle patatine sui capelli delle femmine e sui muri &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(a me, nei capelli, m'hanno appiccicato una big bubble. Ed è partita la seconda sequela di bestemmie della mia vita)&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu, nero, argento e verde con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino.&lt;br /&gt;Noi che se eri bocciato in 3 media potevi arrivare con il Fifty ed eri un figo della  Madonna &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(sempre se mia mamma non m'ammazzava prima)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8455952696860972005?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8455952696860972005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8455952696860972005&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8455952696860972005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8455952696860972005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/ecco-ieri-m-arrivata-sta-cosa-via-mail.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-3702193850845300518</id><published>2007-11-26T17:25:00.000+01:00</published><updated>2007-11-26T18:34:58.580+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso una nota di precarietà familiare. Io, i miei genitori, non li capisco più. Li capivo di più quando avevo diciassette anni, il che può voler dire tre cose:&lt;br /&gt;1) Sto vivendo una specie di adolescenza assai peggiore della prima in quanto in netto ritardo sulla tabella di marcia condivisa dalla maggioranza;&lt;br /&gt;2) I miei genitori hanno subito un'involuzione tradizionalista che fa letteralmente a cazzotti con il loro passato;&lt;br /&gt;3) A diciassette anni ero un'imbecille.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo al dunque: mia mamma passa le giornate a disperarsi perché sua sorella vedova si sposa. Anzi, non perché si sposa, ma perché lo fa nel paesello sotto gli occhi di tutti. Ora, io più vado avanti e meno capisco, quindi può essere che mi stia progressivamente rincitrullendo, ma qualcuno sa dirmi che c'è di male se una vedova si sposa? Certo, la faccenda è godibile sotto molti aspetti, soprattutto perché la sposina settantenne, con gli occhi a cuoricino, non fa mistero di aver acquistato un set di completini intimi per l'ottuagenario neosposo; perché si mandano gli sms della buonanotte e, siccome lei è sorda, tiene la suoneria a livello trombe di Gerico cosicché tutto il condominio possa partecipare al di lei struggimento  quando arriva il bacio della buonanotte; perché lui si presenta a casa mia per chiedere la mano di mia zia all'unico maschio della famiglia e, alla notizia del nulla osta, poco ci manca che scoppi in lacrime. Insomma, una risatina maliziosa può scappare. E pure il famoso commento al vetriolo "Alla sua età, e dopo aver seppellito un marito, ancora non s'è stufata?". Ma cosa c'è da essere depressi e rimuginare tutto il santo giorno su cosa dice il paese? Quando mai mia madre s'è preoccupata di quello che dice la gente? Le importava talmente poco che che da bambina l'avrei strozzata: alle elementari mi prendevano tutti in giro perché non avevo fatto la comunione "perché tuo padre è comunista" e, quando tornavo a casa in lacrime e glielo raccontavo, quella mi rimproverava di essere una pecora che segue il gregge e mi diceva che la diversità è qualcosa di cui andare fieri. "Sai che palle se fossimo tutti uguali" sentenziava, chiudendo per sempre l'argomento. Io, che a dieci anni avrei tanto voluto essere uguale agli altri, ma così tanto da scomparire nell'immenso mare dell'umanità, odiavo con tutte le mie forze lei e i suoi atteggiamenti da suffragetta. E adesso mi ritrovo a dirle ciò che lei diceva a me: solo che, invece di rimanere impalata a bocca aperta, quella mi risponde con la determinazione che la contraddistingue di non romperle le palle con questi atteggiamenti posticci da post-suffragetta fuori tempo massimo. Ma vi pare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo a lui, mio padre, il sessantottino-fallito-depresso-incompreso-solo-e-tormentato. Quando ero piccola me la smenava continuamente con la storia dello spirito critico e dell'indipendenza. Le chiese, bisogna guardarsi dalle chiese, quelle religiose e non. Spirito critico, ecco cosa ci vuole. Pensare con la propria testa, cercare di capire le debolezze umane perché sono anche le tue, analizzare, leggere, leggere, leggere, leggere. E quando gli pareva che preferissi vivere anziché passare la vita seduta sulla riva di un fiume con un libro in mano e la testa appoggiata al gomito, giù una pugnetta memorabile. E non parliamo della televisione, quando ero piccola era il demonio fatto scatola. Ora si lamenta che non guardo mai un programma intelligente. E quando gli dico che in linea di massima proprio non guardo mai un programma, mi inchioda mezz'ora dicendomi che certi miei integralismi proprio li non capisce. O, se capita che io gli parli di un libro che ho letto o della fatica che certe volte provo a stare al mondo, taglia corto perché deve andare a guardare qualche cagata alla tivvù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so che in fondo non vi interessano queste micragne familiari, ma - capite - già non è che io mi senta integratissima, ma proprio adesso che sono diventata vagamente simile a quello che loro volevano che diventassi; proprio ora che mi sembra in qualche modo di meritare la loro stima; mo' mi si devono rincoglionire i genitori?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-3702193850845300518?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/3702193850845300518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=3702193850845300518&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3702193850845300518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3702193850845300518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/adesso-una-nota-di-precariet-familiare.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5099315910689630808</id><published>2007-11-26T13:10:00.000+01:00</published><updated>2007-11-26T14:07:11.180+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so se vi è mai capitato, di sognare a occhi aperti il futuro grandioso che vi riscatterà dalle miserie in cui pasteggiate ora.  Tipo l'altro giorno: alle quattro del mattino me ne tornavo a casa in bici dopo una festa di compleanno, arrancando in salita mentre le macchine mi rombavano accanto. Mini Cooper maraglissime, Nuove Cinquecento piccole quanto costose, rombanti macchinoni e SUV d'ogni genere che persino a dei neuroni istupiditi dall'alcol viene da pensare "ma non c'era la crisi?". Poi, con i salti logici tipici dei cervelli in stato d'ebrezza, sono passata a sognare la mia riscossa. Una mattina nebbiosa in cui non sembrano esserci alternative all'uscita dalla finestra (siamo al quinto piano), ricevo una telefonata. E' un editore, celeberrimo, granderrimo, famoserrimo, uno di quelli che quando ti pubblicano poi ti sbattono direttamente sui manuali di letteratura per il Liceo senza passare dal via. Bene, costui col tono di chi si sente una divinità, mi dice: "sai, ho letto il tuo blog: hai talento baby (diceva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;baby&lt;/span&gt; nel sogno, e allora?), che ne dici di farci un libro?". Ovvio che cado in ginocchio ringraziando il Dio a cui non credo, anzi ringraziandoli tutti gli dei a cui non credo- tanto visto che non ci credo, non vale la pena di inimicarsene qualcuno che poi magari s'incazza - e senza alcuna puzza sotto il naso da intellettuale di sinistra (soprattutto perché la sinistra non si sa più cosa sia - e se ci sia - e un intellettuale-e-punto è comunque uno a cui manca qualcosa) opero tutte le modifiche che il Dio Editore mi chiede. Poi finisco in libreria,  e tutta Italia corre a comprare il mio libro.  In breve tempo divento il caso editoriale dell'anno e tanti saluti al CSM. Me ne vado sbattendo la porta. E poi, mentre la critica sbrodola lodi al mio indirizzo, io accumulo royalties da fare schifo. Praticamente passo le giornate a contare i soldini, ma soprattutto a immaginare i miei colleghi, lividi di rabbia e d'invidia, ciucciarsi il calzino.&lt;br /&gt;Dopodichè il mio futuro di grande scrittrice è segnato. Al secondo libro stabilisco che è giunto il momento di tirarmela e quindi sparisco dai salotti in tivvù e mi ritiro in una casa in montagna coi gatti (tanti gatti e tutti quadrupedi), ormai pronta per il Nobel. A quel punto hanno reinventato la sinistra e io posso comprarmi degli occhialetti d'oro alla Gramsci e calarmi nel ruolo di intellettuale di sinistra.&lt;br /&gt;E' becero, lo so. Ma becera è la situazione in cui mi trovo e becere le persone con cui ho a che fare, quindi becera dev'essere la vendetta e becero il sogno di essa. E se non avessi rischiato di farmi schiacciare da un SUV che mi riportato coi piedi per terra a colpi di clacson, avrei condito il delirio con una serie di particolari pecorecci tipo me al Maurizio Costanzo, me che do consigli per diventare scrittori ai giovinastri di Maria de Filippi, me alla Feltrinelli che, sotto Natale, firmo copie al pubblico in deliquio mentre La Bara, che per due anni mi ha ridotto a timbrare volantini e contare fotocopie, assiste nell'ombra, verde di bile come Crudelia Demòn.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che la mia intelligenza sia ai minimi storici. Io lo dico sempre che stare qua dentro m'ha reso peggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5099315910689630808?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5099315910689630808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5099315910689630808&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5099315910689630808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5099315910689630808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/non-so-se-vi-mai-capitato-di-sognare.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-115450644028998554</id><published>2007-11-23T12:04:00.000+01:00</published><updated>2007-11-23T12:30:49.242+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non si può essere co.co.pro tutta la vita. 36 mesi, dice il governo di sinistra, bastano e avanzano. Il 31 dicembre scadrà il mio quarto contratto: 1 di nove mesi e 3 di sei mesi per un totale di 27 mesi di precariato solo al CSM. Siamo in zona rossa e la consulente del lavoro ha avvisato SS che si corre il rischio che qualcuno senta puzza di bruciato. Che poi sarebbe come accorgersi che qualcosa brucia quando ormai il fuoco s'è spento ed è rimasta solo la cenere, ma si sa che in Italia siamo lenti. Così mi hanno guardato in faccia ad agosto e mi hanno detto "non sei più rinnovabile, bisognerà trovare altro".&lt;br /&gt;L'estate è finita ed è arrivato l'autunno. E tra un po' pure quello se ne va in gloria per lasciare il posto al gelido inverno. E d'inverno, senza il sole a darti una pacca sulla spalla, certi rospi si digeriscono peggio.&lt;br /&gt;Stamattina arrivo e trovo la Trimurti (Spia - Bara - Kapò) ad attendermi con un'espressione severa e un po' seccata.&lt;br /&gt;"Dobbiamo parlare del tuo contratto" esordisce La Bara.&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;"Ditemi, sono tutt'orecchi"&lt;br /&gt;"Ecco, non sei rinnovabile"&lt;br /&gt;"Questo si sapeva"&lt;br /&gt;"Ma la consulente del lavoro dice che i contratti nuovi li controllano di più dei vecchi"&lt;br /&gt;"Si, e quindi?"&lt;br /&gt;"Quindi..."&lt;br /&gt;"Io &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;eviterei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;la partita IVA, se non vi dispiace" preciso.&lt;br /&gt;"Sozzia Benny, la solita sindacalista del cazzo!" commenta La Kapò.&lt;br /&gt;"Quindi" prosegue La Spia visibilmente irritata dalla mia precisazione "si tiene il co.co.pro."&lt;br /&gt;"Ma hai appena detto che non è possibile..."&lt;br /&gt;"Non è possibile nella stessa mansione..." l'occhio della spia diventa una fessura azzurra e tagliente, il tono della voce si fa più basso, ma duro e aggressivo "perché due anni sono sufficienti per capire se sai fare l'addetto stampa. Ma è possibile in un'altra mansione, perché quella non è detto che tu la sappia svolgere. In caso di controllo, si può sempre dire che per questo nuovo compito devi essere formata perché fino al giorno prima facevi altro"&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Ma dove studiano i consulenti del lavoro, a Birkenau?)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Taccio. Non so quale sia la mia espressione, ma sono in piedi nell'ingresso, ho ancora il cappotto addosso e sento gli occhi schizzarmi fuori dalla faccia.&lt;br /&gt;"E noi avevamo pensato..."&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;"...che qui c'è molto bisogno di personale di segreteria. M. (La Bara) è una donna molto impegnata, una giornalista, e ha bisogno di una segretaria. Oltre tutto, anche su chi ha contatti con lei farà un’ottima impressione che abbia una segretaria”&lt;br /&gt;La Bara annuisce, accenna un sorriso soddisfatto. La Kapò si guarda le unghie e controlla la manicure fatta di fresco.&lt;br /&gt;“E non scrivo più?” domando.&lt;br /&gt;“Certo che scrivi: lettere di presentazione, di accompagnamento, aggiornarai i database, poi magari qualche news ogni tanto te la facciamo scrivere…” continua la Spia “Insomma, la segreteria dell’ufficio stampa sarà sulle tue spalle. Tanto gli articoli che scrivevi per la rivista non sono importanti, può scriverli lei con il tempo che guadagna non dovendosi più occupare dell’organizzazione e dell’operatività”.&lt;br /&gt;“Lo stipendio resta sempre quello?”&lt;br /&gt;“Oh, certo, non ci sono le condizioni per darti un aumento” taglia corto la Bara.&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Così, se non salta fuori dal cappello un lavoro entro tre settimane, dal 31 dicembre sarò la nuova segretaria della Bara. Vorrei prendere la mia laurea in filosofia, ridurla a brandelli e ingoiarla. E non sentirne mai più parlare. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In testa ho un solo pensiero: pagherete caro, pagherete tutto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-115450644028998554?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/115450644028998554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=115450644028998554&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/115450644028998554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/115450644028998554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/non-si-pu-essere-co.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8052184652602751380</id><published>2007-11-21T11:22:00.000+01:00</published><updated>2007-11-21T11:54:34.952+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Apro Outlook, scarico la posta. Umore sotto le scarpe, scarsa disposizione all'ironia, mondo in gran dispitto.  Inutile scomodare Freud per descrivere il mio stato d'animo, cinque parole sono più che sufficienti, che quando sto così adoro la sintesi, il silenzio e coloro che lo praticano a livello agonistico.&lt;br /&gt;Fra le centinaia e centinaia di e-mail in cui Il Feretro ripete sempre le stesse cose senza nemmeno prendersi la briga di cercare sinonimi, una missiva del Direttùr ansioso di riaffermare la sua autorità alla vigilia del Motor Show perché a nessuno venga in mente di rubargli la scena. Allegandoci l'invito alla conferenza stampa di presentazione del succitato supplemento di Golgota annuale, ci comunica che: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;QUALCUNO DI VOI BISOGNA PROPRIO CHE CI SIATE&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso: ora raccolgo questi preziosi contributi alla demolizione sistematica della lingua italiana in un blocco e, se proprio a dicembre mi va male e resto senza lavoro, pubblico "IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO PARTE II. Sottotitolo: i giornalisti e la grammatica, un conflitto irrisolto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8052184652602751380?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8052184652602751380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8052184652602751380&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8052184652602751380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8052184652602751380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/apro-outlook-scarico-la-posta.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-2339490993643043354</id><published>2007-11-20T10:57:00.000+01:00</published><updated>2007-11-20T15:11:21.515+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Se fossi un'inguaribile ottimista, penserei che il futuro dell'Italia è piuttosto grigio". L'ho letto ieri da qualche parte e, manco a dirlo, sono d'accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui all'inferno è arrivato uno stagista. Figurarsi se SS non coglie la preziosa occasione di ricevere manodopera gratuita di tutte le scuole del regno. Diciottenne, assonnato, vestito come un cretino che abbia lavato i vestiti nel frullatore (ma meglio che se fosse leccato e rigido, questo di sicuro), affamato come un lupo dopo la carestia, col viso flagellato da brufoli di evidente origine ormonale ma non dalle rughe di espressione, il ragazzino ha varcato i cancelli dell'Ade ieri mattina. Ha un'espressione così infantile che fa tenerezza, ogni volta che lo vedo vorrei dargli una pacca sulla spalla e sussurrargli "non sono mica tutti così, gli adulti", giusto per scongiurare il rischio che si spari prima di compiere 20 anni.&lt;br /&gt;Costui studia grafica in una scuola bolognese a gestione pretesca. E i preti, che son gente concreta, spediscono gli studenti degli ultimi anni a imparare il mestiere in azienda. E hanno ragione: perché perdere tempo sui libri? Meglio imparare un mestiere che almeno ti dà da mangiare. Così, fra l'altro, non ti levano il gusto di farti due risate quando, a 30 anni, mentre impagini un libro di storia medievale, scopri che nella notte dei tempi i bambini si era soliti chiamarli Autari, Agilulfo, Galla Placidia, Pipino.&lt;br /&gt;In poche parole, l'imberbe viene spedito a fare uno stage di un mese e mezzo. Alla fine del periodo,  il Grafico scrive un bel giudizio sul  diciottenne che, brevi manu, lo consegna i preti affinché possano  sbatterlo tal quale nella pagella di fine quadrimestre. Ovviamente, in quel mese e mezzo, l'aspirante grafico non ha nemmeno mai acceso un mac. In compenso ha annaffiato le piante, risposto al telefono, fatto le fotocopie, confezionato cartelle stampa, timbrato volantini, leccato francobolli e affrancato buste. Di quando in quando ha chattato con la Kapò, che sennò s'annoia. La fanciulla in stage l'anno scorso ha pure passato dieci giorni al Motor Show, a farsi fotografare minigonnata e incipriata sopra gli scooter a bioetanolo, dopo essere stata espressamente autorizzata a compiere codesta preziosa esperienza formativa dalla pretesca direzione scolastica. Poi dici che la Chiesa non sta al passo coi tempi. E dopo un mese e mezzo speso in queste attività, utilissime per l'apprendimento dei segreti della grafica, costei incassò un giudizio negativo da parte del nostro Grafico perché non aveva mostrato spirito d'iniziativa, sensibilità artistica e, francamente, anche la creatività aveva lasciato un po' a desiderare. E il nostro grafico, dall'alto della sua esperienza, ritiene che la creatività sia una qualità importante per chi vuole fare il suo mestiere. Condivisibile. Solo che, quando gli domandai come si può dimostrare di essere creativi rispondendo al telefono, mi accusò di essere troppo buona coi bambini. E di difendere colei solo perché mi era simpatica.&lt;br /&gt;"Sarai una pessima madre" vaticinò.&lt;br /&gt;Ora vi domando, sono io che attraverso un periodo nero o in questo paese tutto è diventato una presa per il culo, un teatro dei pupi?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-2339490993643043354?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/2339490993643043354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=2339490993643043354&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2339490993643043354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2339490993643043354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/se-fossi-uninguaribile-ottimista.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-4796904233716472790</id><published>2007-11-16T16:42:00.000+01:00</published><updated>2007-11-16T17:14:17.026+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Concludo la settimana con una lista di desideri. Alcuni realizzabili, altri meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Vorrei vivere in un paese dove la temperatura non scende mai sotto i 20 gradi. Perché mi piacciono i vestiti estivi, l'odore dell'estate e odio avere i piedi freddi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei non avere a che fare con questi imbecilli. Perché mi hanno stufato e ogni giorno esco da qua un po' più stanca.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei guardare meno e vivere di più. E se proprio ho voglia di guardare qualcosa, vorrei che fosse la tivvù e non la mia vita.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei aver studiato di più all'Università.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei non aver paura delle persone intelligenti.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei trovare il telecomando della mia vita e cambiare canale. O spegnere.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei essere più coraggiosa.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei essere alta non meno di 1,65 e non più di 1,72, bionda e gnocca. Che il cervello è quello che ci vuole, ma la gnoccaggine non ha mai ucciso nessuno. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei un motorino. Perché mi sono stufata di pedalare, pedalare, pedalare.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei un gatto con quattro zampe.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei mangiare un barattolo di nutella intero a cucchiaiate.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei amare la solitudine.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei vivere in un altro paese.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei parlare cinque lingue, tra cui il tedesco. Mi piace un casino, il tedesco.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei che esistesse Babbo Natale. Per chiedergli di trasformarmi in una gnocca bionda, alta non meno di 1,65 e non più di 1,72.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei la faccia piena di lentiggini. Mi mettono allegria, le persona con le lentiggini.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei dormire finché mi va la mattina.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei avere un'idea e crederci, crederci, crederci, alla faccia di tutti gli scetticismi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei - ma non ne sono sicura - credere in qualcosa, il Grande Orologiaio, il Fato, Madre Natura, Dio. Ma soprattutto vorrei poter credere che, chiunque fosse, quando ha creato l'uomo sapeva quel faceva e non era ubriaco.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei che oggi succedesse qualcosa di bello. E imprevisto.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei che anche domani succedesse qualcosa di bello e imprevisto e la vita non fosse questo colossale  e prevedibile spaccamento di balle.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei appendere in camera poster di spettacoli teatrali, manifesti di vecchi film, di concerti storici. Vorrei che la mia camera somigliasse a quelle che si vedono nei film sugli studenti degli anni '70.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei essere integrata, in questa o in un'altra società.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei mangiare un cartoccio di caldarroste. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei conoscere un sacco di musica.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei saper ancora suonare il piano. E magari pure la chitarra.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei avere di nuovo 18 anni. E vorrei averli per una trentina d'anni.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei che il mio telefono suonasse in continuazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei avere un sacco di gente a cui telefonare. Per par condicio.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei andare a bere una birra, stasera.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vorrei essere la protagonista di un'altra storia. &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-4796904233716472790?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/4796904233716472790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=4796904233716472790&amp;isPopup=true' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4796904233716472790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4796904233716472790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/concludo-la-settimana-con-una-lista-di.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5143262976960535504</id><published>2007-11-16T12:03:00.000+01:00</published><updated>2007-11-16T13:57:29.204+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ok, sono viva. A prima vista potrebbe sembrare una dichiarazione scontata dato che non sono vecchia né malata, ma in realtà è un miracolo. Perché ieri sono stata vittima della Grande Congiura degli Oggetti, un'esperienza allucinante che si verifica quando qualunque oggetto presente nel raggio di cinque chilometri tenta volontariamente e caparbiamente di uccidermi. Gli individui attenti e composti ne sono immuni ma, si sa, io sono la persona meno attenta e composta che abbia mai calpestato la crosta terrestre. Ciò comporta che il mio rapporto con gli oggetti sia, già in giornate normali, inficiato da un conflitto tutt'altro che latente: sono il bersaglio preferito di spigoli, fili pericolosamente tesi, sportelli, porte (per non parlare delle porte a vetri che non si vedono) che si divertono a marchiarmi con lividi, tumefazioni, bernoccoli e graffi per 365 giorni l'anno. Ma il giorno della Grande Congiura degli Oggetti l'odio delle cose nei miei confronti cresce a dismisura e sopravvivere non cosa da dare per scontata.&lt;br /&gt;Insomma, ieri mi alzo, mi trascino verso la cucina, prendo in mano la macchinetta del caffè, la svito. I soliti gesti automatici. Ad un tratto, però, la macchinetta prende vita, le due metà che la compongono schizzano via dalle mie mani e piroettano impazzite nello spazio spargendo lapilli di fondo e di caffè ovunque. Pure sul muso del gatto che, manco a dirlo, è scemo come me. La parte superiore della macchinetta cade a terra con violenza, il pirulicchio che serve per aprire il coperchio si spacca e un pezzo bello grosso e opportunamente appuntito mi colpisce sulla fronte. Voleva centrarmi l'occhio, ma non ha preso bene le misure, lo stronzo. Tiè.&lt;br /&gt;Raccolgo, pulisco, metto il caffè sul fuoco. Prendo i croccantini del gatto e, mentre attraverso, la cucina la busta si sfonda e i croccantini si sparpagliano sul pavimento.&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma porca di quella brutta vacca!&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;Li raccolgo, ma, mentre rimetto a posto la scopa, scivolo su una comitiva di croccantini fuggitivi e mi ritrovo col culo per terra, mentre quel cornuto del mio gatto si lecca i baffi pregustando l'abbuffata. Non ci sono spigoli nei dintorni, mi alzo illesa.&lt;br /&gt;Esco di casa: slego la bicicletta, la guardo con diffidenza, ma quella mi sorride. Va bene, mi fido, sembra sincera e, soprattutto, mansueta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre pedalo sento un clang e poi avverto che pedalo a vuoto. Cazzo, la catena. Scendo, rimetto la catena, mi sporco opportunamente di grasso e vi lascio immaginare cosa comporta arrivare in ufficio sporchi di grasso nero. Terminata la procedura, balzo in sella (che ormai co' tutto 'sto casino sono pure in ritardo) e riparto.&lt;br /&gt;Pedalo con diffidenza. Ok, funziona.&lt;br /&gt;Pedalo.&lt;br /&gt;Pedalo.&lt;br /&gt;Comincio a cantare. Alla seconda strofa di "Mio fratello è figlio unico" la catena che serve per legare la bici ai pali si rompe, s'infila tra i raggi, mi blocca la ruota davanti. Spicco un volo degno di un'acrobata e mi spiaccico al suolo.&lt;br /&gt;Vorrei essere morta, ma  - aihmè - niente. E sono pure incolume. Mi alzo, tiro su il bolide, per caso alzo lo sguardo verso un autobus fermo e vedo l'autista che si sganascia dal ridere indicandomi con la mano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fanculo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Dopo molte peripezie arrivo in ufficio. Tiro un sospiro di sollievo: al chiuso e senza mezzi di locomozione sotto il culo, le probabilità di morire di morte violenta si riducono notevolmente. Mentre penso, attraverso l'ufficio della Kapò, inciampo in un filo del computer e scaravento giù tutto eccetto il monitor. E, ovvio, stramazzo al suolo anch'io.&lt;br /&gt;Tutto l'ufficio mi manda affanculo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Per concludere vi basti sapere che, all'una di una notte polare, scopro con orrore di aver perso le chiavi di casa, telefono a colei che ne possiede una copia, la butto giù dal letto, intasco la giusta dose di infamie, vado a prendere le chiavi, torno a casa e, mentre sto per aprire la porta, casualmente infilo una mano in tasca. Cosa trovo, secondo voi?&lt;br /&gt;Se non è precarietà questa...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5143262976960535504?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5143262976960535504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5143262976960535504&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5143262976960535504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5143262976960535504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/ok-sono-viva.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1168253092178055245</id><published>2007-11-14T17:16:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T17:37:58.812+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>SS entra in ufficio trascinando le scarpe. Non è un buon segno. Preceduto solo dagli occhi fessurati e dal colorito livido (indice di una sessione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;defecatio&lt;/span&gt; flagellata dalle emorroidi), trascinare le scarpe occupa uno dei primi posti nella lista dei segnali di pericolo sodomia.&lt;br /&gt;Procede a passi lenti, molto lenti, lungo il corridoio. Arrivato davanti alla porta delle Stanze Padronali esita, ciondolando. D'un tratto prorompe in un grido che squarcia il silenzio: Giovannnaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!*&lt;br /&gt;La Kapò accorre con la rapidità di un'ippopotamessa incinta appensantita da monili non proprio discreti.&lt;br /&gt;"Dimmi" bisbiglia guardandolo da sotto in sù, un po' seduttiva, un po' supplice.&lt;br /&gt;"Il plurale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;specie&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;"Come scusi?" la seduzione lascia il posto alla supplica allo stato puro.&lt;br /&gt;"Voglio sapere il plurale di specie, la specie"&lt;br /&gt;La Kapò si precipita verso il vocabolario, ansiosa. Mentre gira nervosamente le pagine chiede aiuto a La Bara e al Grafico.&lt;br /&gt;"Cazzo, non c'è il plurale, vocabolario di merda!Aiuto, come si dice?" (è uno Zingarelli, per capirci)&lt;br /&gt;"Boh" fa lui senza scomporsi "cazzo ne so!però se &lt;span style="font-style: italic;"&gt;superficie&lt;/span&gt; si dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;superfici&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;specie &lt;/span&gt;sarà &lt;span style="font-style: italic;"&gt;speci&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;"Certo" gli fa eco La Bara "si dice sicuramente così, mi sembra un ragionamento logico...e poi io ho sempre detto le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;speci&lt;/span&gt; di pesci"&lt;br /&gt;"Ah oh" ribadisce il grafico "però il correttore di Word me lo sottolinea come sbagliato, com'è?"&lt;br /&gt;"Non conoscerà la parola: sono certa che si dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;speci&lt;/span&gt;" conclude La Bara&lt;br /&gt;Timidamente, ma proprio timidamente tanto non mi danno mai retta, mi intrometto:&lt;br /&gt;"Credo che specie sia come gente: un nome collettivo o qualcosa di simile. La specie indica già un insieme accomunato da caratteristiche simili, quindi non esiste il plurale. E' già plurale"&lt;br /&gt;"Ma fffffigurati!" mi zittisce La Bara " e poi se F.R. chiede il plurale significa che esiste, il plurale, e bisogna dargli il plurale"&lt;br /&gt;"Benny, non t'intromettere, la giornalista è lei, quindi scusami, ma mi fido di chi scrive per lavoro"&lt;br /&gt;"Accomodati" concludo con un ghigno malvagio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, m'è tornato il buonumore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;*Ovviamente non si chiama davvero così, ma che volete, la prudenza non è mai troppa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1168253092178055245?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1168253092178055245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1168253092178055245&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1168253092178055245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1168253092178055245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/ss-entra-in-ufficio-trascinando-le.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6078801129001675217</id><published>2007-11-14T12:53:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T16:33:28.815+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per le abitudini alimentari sono rimasta affezionata al modello scuola elementare: prima colazione con caffèllatte (il mio sogno sarebbe il Nesquiq, ma è della Nestlè e con quel nome non si può nemmeno fingere di non saperlo: il palato ne sarebbe felice, ma la mia coscienza noglobal non me consente) e brioscina calda e, alle dieci e mezzo, merendina. Nella mia testa sento ancora suonare la campanella. L'idea sarebbe quella di portare da casa una banana o una mela, ma a quell'ora è già tanto se non esco in ciabatte, figuriamoci se mi ricordo una banana. Così il più delle volte mi rassegno a sgranocchiare i crackers generosamente elargiti da SS (che però ci rifiuta il benefit del caffè). Ora, siccome tre quarti dei componenti  dell'ufficio è in evidente sovrappeso e la maggioranza- ahimè - vince, gli unici crackers approvvigionati sono gli Integrali Misura, che sanno di compensato e hanno la consistenza di una tavola da surf. Per spezzarli o si hanno canini degni dell'uomo lupo o si ricorre alle lame rotanti di Goldrake. Funziona bene anche il raggio missile, ma radere al suolo tutta Bologna centro per mangiare un cracker mi pare un pelo eccessivo. Per me la Misura prende le mazzette dall'Albo dei Dentisti. Tra l'altro, fossi in loro, allegherei a ciascun prodotto un foglietto illustrativo in cui, alla voce controindicazioni, siano indicati in grassetto MASTICAZIONE RUMOROSA e DANNI PERMANENTI ANCHE SERI ALLA DENTIERA.&lt;br /&gt;Insomma, alle 10 e 30, oggi, stesso copione di sempre: trillo della campanella interna, forsennata ricerca della banana/mela nella borsa, constatazione desolata della dimenticanza, conclusiva resa incondizionata ai crackers di compensato.&lt;br /&gt;Fatto sta che mentre mangio placida, La Bara emette uno dei suoi stridii tipici, quelli con cui annuncia un imminente rompimento di coglioni.&lt;br /&gt;"Benedetta, insomma!"&lt;br /&gt;"Eh, che c'è? cos'ho fatto?"&lt;br /&gt;"Fai troppo rumore!Mi fa veramente senso come addenti quei crackers!"&lt;br /&gt;"Ma sono duri come il marmo!"&lt;br /&gt;"Una vera signora non fa mai rumore quando mangia!Se per caso sei a cena con delle persone importanti, non puoi mica fare quel rumore!"&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sì, signorina Rottenmaier!&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;"Oh beh, io ceno solo con il sottoproletariato urbano, dovresti saperlo!"&lt;br /&gt;"A volte mi meraviglio di quanto sei scontata e dozzinale"&lt;br /&gt;Pronuncia quest'ultima frase stringendo gli occhi a fessura e abbozzando una smorfia che, nelle intenzioni, dovrebbe essere un sorriso. La Bara ha una caratteristica: quando sorride gli occhi formano una specie di mezzaluna ornata da una griglia di rughette, la testa si inclina leggermente a destra alla ricerca di un voluto effetto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;femme fatale&lt;/span&gt;, il naso si arriccia e gli angoli della bocca si piegano all'ingiù. La posa è così studiata che l'effetto, nel complesso, è una sensazione di freddo intenso accompagnato da brividi lungo la colonna vertebrale. Sembra una maschera del teatro dei pupi. E' questo che pensavo, mentre lei mi dava della dozzinale: questa donna non sa sorridere. E, di sicuro, è peggio che essere dozzinali e scontati.&lt;br /&gt;Ora, tanto per stare tranquilla, alzi la mano chi riesce a mangiare un integrale Misura senza svegliare tutto il condominio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6078801129001675217?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6078801129001675217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6078801129001675217&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6078801129001675217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6078801129001675217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/per-le-abitudini-alimentari-sono.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-174159058039703150</id><published>2007-11-13T11:38:00.000+01:00</published><updated>2007-11-13T13:00:36.053+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lei non vuole parlare male di nessuno, non è il tipo, e quello che ha nel cuore ha sulla lingua. Però c'è da dire che A.C. arriva sempre tardi, fa le telefonate personali dall'ufficio (lei infatti le sue chiamate personali le fa dal cellulare, peccato sia aziendale), poi non si veste bene e dovrebbe invece, lo dice per lei, che è una bella ragazza ed è un peccato che non si valorizzi.&lt;br /&gt;Il Direttùr per carità, lo conosce da dieci anni e gli vuole un gran bene, ma è un ipocrita arrivista e pur di fare carriera passerebbe sul cadavere di sua madre. D'altronde, bisogna pur che qualcuno lo dica. Poi chi è quella specie di ameba che si porta sempre appresso? se lui vuole aver per compagna una pazza, affari suoi, ma non può portarsela alle fiere ed eventi di varia natura che si fa tutti una figuraccia davanti ai giornalisti. Poi è pure brutta, con quello sguardo spento.&lt;br /&gt;La Kapò è un tesoro, davvero, sono più di dieci anni che la conosce e non ha mai avuto modo di lamentarsi. Certo se fosse meno aggressiva e gli sbalzi d'umore se li tenesse per se, sarebbe meglio. E se magari fosse meno pettegola e maldicente e qualche volta lavorasse invece di perdere tempo a fare giochini al computer, l'ufficio ci guadagnerebbe. Che lei parla sempre per il bene dell'azienda, mica per sé, che è a posto con la sua coscienza, di quella degli altri non si preoccupa. Però così fa perdere soldi all'azienda, tutto qua.&lt;br /&gt;La PsycoCentralinista è una vecchietta sola e povera, bisogna compatirla, non mangiarle la faccia come fa La Kapò o disprezzarla come fa il Direttùr. Comprensione ci vorrebbe. Poi, se guardiamo la cosa sul piano aziendale, magari un soggetto meno disturbato ci sarebbe più utile, che quando c'è da galoppare quella lì non serve a niente. E' così incapace che non riesce nemmeno a mettere dei timbri sui depliant. In fondo, se SS vuol fare beneficenza è lodevole, ma dovrebbe farla a casa sua e sulla sua pelle. Perché lui prende i matti che non servono a niente per essere buono e poi chi deve sopportarli siamo noi.&lt;br /&gt;La Spia è quella con cui va più d'accordo, diciamo che sono quasi amiche, perciò figurati se vorrebbe parlarne male. Però non è che uno può tapparsi gli occhi perché è un amico. Fra i doveri di un amico c'è anche quello di essere sincero. Da quando sta con Ursus  è fredda e non è più aziendalista come una volta. Poi, resti tra noi, la faceva un po' più sveglia. Ma si, dai, non s'aspettava certo che perdesse il suo tempo con uno che a mala pena saluta quando entra. E che, fra l'altro, pare sia pure spiantato. Credeva che a 40 anni avesse capito che bisogna essere concreti nella vita e non inseguire il grande amore.&lt;br /&gt;Lei avrà pure i suoi difetti, ma guardando gli altri a volte pensa di non esser così male. Almeno è sincera e non parla dietro le spalle, che nel nostro ufficio è una qualità assai rara. Io per esempio, non devo mica farmi illusioni, che davanti mi sorridono tutti, ma appena mi volto  dicono che sono un tipo ben strano. Per non dire di peggio. E comunque non vuole riferirmelo, per non tradire la fiducia di chi ha parlato davanti a lei confidando nella sua discrezione. Mi basti sapere che non sono cose belle.&lt;br /&gt;Beh, comunque, vuole farmi i complimenti, il mio ultimo articolo è scritto bene e ha notato che sono quella che SS corregge meno. Però adesso serve di più che timbri i volantini con la Psycocentralinista e le passi le news da scrivere: ci pensa lei, che in fondo il suo compito principale è il lavoro giornalistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capite perché la mia massima aspirazione, ora come ora, è la sassificazione irreversibile dell'anima?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-174159058039703150?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/174159058039703150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=174159058039703150&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/174159058039703150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/174159058039703150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/lei-non-vuole-parlare-male-di-nessuno.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-4402181287797678297</id><published>2007-11-08T15:25:00.000+01:00</published><updated>2007-11-08T16:08:43.313+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Questa mattina, davanti alla macchinetta del caffè:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Manzo:&lt;/span&gt; "Sozzia Benny, cosa son quelle occhiaie?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Il 31 dicembre scade il contratto, comincio a soffrire di insonnia da rinnovo"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Manzo:&lt;/span&gt; "Perché?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Te l'ho detto, perché scade il contratto"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Manzo:&lt;/span&gt; "E allora?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Forse temo che non venga rinnovato? Ti sembra un'ipotesi plausibile?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Manzo:&lt;/span&gt; "E quindi?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "E quindi sono senza lavoro!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Manzo:&lt;/span&gt; "E perché non dormi?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Te l'ho detto, perché sono in ansia per la scadenza del contratto e ho paura di restare a spasso"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Manzo:&lt;/span&gt; "Beh, devi essere una persona molto sensibile allora"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io:&lt;/span&gt; "Adesso che c'entra la sensibilità?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Manzo:&lt;/span&gt; "Beh, se non dormi per così poco, devi essere sensibile. Fossero questi i problemi della vita!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-4402181287797678297?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/4402181287797678297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=4402181287797678297&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4402181287797678297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4402181287797678297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/questa-mattina-davanti-alla-macchinetta.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7730326187217619510</id><published>2007-11-07T15:06:00.000+01:00</published><updated>2007-11-07T15:52:47.604+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' stata una mattinata insolita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Senti, senti! Muore dopo lunga malattia, Pinco Pallo, anni 48....accidenti!"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Io &lt;/span&gt;(con lo sguardo vacuo):&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;"Mmmm, interessante..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passa qualche minuto, i miei neuroni sono nel vortice di una crisi d'identità (credono di essere fagiolini) quando La Bara mi domanda:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;"E di questo che ne pensi? I familiari, distrutti dal dolore, annunciano la perdita del loro amato cugino Tizio Caio..."&lt;br /&gt;"Scusa cosa significa che ne penso? Un tizio è morto e i familiari rendono noto al mondo che sono distrutti dal dolore, cosa c'è da pensare?"&lt;br /&gt;"Lascia perdere, senti questo che meraviglia: i colleghi si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa dell'amato e compianto Fraccazzo da Velletri... Non lo trovi bellissimo? e fa proprio al caso nostro"&lt;br /&gt;"Scusa, ma è morto qualcuno?"&lt;br /&gt;"No, per carità, però il babbo di SS ha una certa età, così per essere previdente passo una mezz'oretta il giorno a leggere necrologi: ho fatto anche una cartellina sul server in cui salvo i più belli. Per prendere spunto nel caso... Lo sai che a SS piace l'efficienza"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scommetto che La Bara, col primo stipendio, ha comprato un loculo. Col secondo, il marmo da mettere davanti alla tomba su cui, accanto allo spazio per la foto (che di certo ha già scattato) ha fatto incidere nome, cognome e data di nascita. Sarebbe stata più tranquilla se avesse potuto scrivere anche quella della morte, così tutto sarebbe stato pronto e non ci si pensava più, ma purtroppo non la conosce.&lt;br /&gt;Questa donna è un capolavoro, Pirandello non avrebbe saputo fare di meglio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7730326187217619510?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7730326187217619510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7730326187217619510&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7730326187217619510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7730326187217619510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/e-stata-una-mattinata-insolita.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5907588510863383510</id><published>2007-11-07T11:49:00.000+01:00</published><updated>2007-11-07T12:31:16.592+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per questa settimana abbiamo chiuso con la compassione, la consolazione paziente, i lucidi incoraggiamenti e gli svariati ideali umanitari. Si nasce e si crepa e nel mezzo ci si ammazza di fatica per perdere tempo facendo finta di guadagnarlo, e questo è tutto quello che ho voglia di dire sugli uomini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fred Vargas - L'uomo dei cerchi azzurri, Einaudi, 1996&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, questo perché stava tornando il buonumore. D'altronde quando veniva distribuito l'ottimismo non ero in fila perché stavo raccogliendo margherite ma, anche se fossi Candide in persona, di questi tempi non schiatterei certo dalla voglia di ridere. Nemmeno di piangere. M'ammazza la noia, ecco tutto. M'ha spento e m'ha limato lo sguardo, che al massimo riesce a posarsi superficialmente su ciò che mi circonda per voltarsi dopo due minuti senza aver notato nulla.  Urge una ventata di rinnovamento, signori, qualcosa che segni la fine fra prima e seconda parte, qualcosa di forte e possibilmente più duraturo di una sbronza. Però, col fatto che m'annoio, sono riuscita a partorire solo l'idea di espatriare. Che è decisamente un colpo di genio, però richiede una dose di organizzazione e tenacia che non mi appartiene. Nel senso che io sulle cose ci svolazzo, e mettermi oggi a organizzare qualcosa che diventerà concreto fra sei mesi richiede determinazione. E io sono una che oggi non si ricorda cosa aveva deciso di fare ieri. Figuriamoci inseguire un obiettivo. Pfui.&lt;br /&gt;Scusate, vado a piangermi addosso con una sigaretta in bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5907588510863383510?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5907588510863383510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5907588510863383510&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5907588510863383510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5907588510863383510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/per-questa-settimana-abbiamo-chiuso-con.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5134389367674118147</id><published>2007-11-06T16:21:00.000+01:00</published><updated>2007-11-06T18:32:00.789+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non scrivo. Eccerto che non scrivo. Perché è una parola scrivere quando siete diventati un'appendice della fotocopiatrice. Che, per inciso, è capricciosa anche lei: tu le ordini (potrò ordinare almeno agli oggetti, no?) di pinzare al centro e lei pinza di lato. Tu la implori di fascicolare e lei se ne frega e non fascicola. E quando hai una necessità a dir poco vitale di fare una fotocopia (ti prego, fa' la brava, è una sola, una misera insificante fotocopiuccia, una bazzecola, ti prego fallo per me), che ne va della tua vita e ti pende sul capo un'umiliazione formato famiglia di SS, lei s'inceppa. E, in fondo a quel dedalo di rotelle e lucette, secondo me ghigna.&lt;br /&gt;Così passi la giornata seduta a infilare le manine fra le diavolerie di quel marchingegno fituso ed esci dall'ufficio che in confronto un meccanico sdraiato tutto il santo giorno fra pistoni e cinghie di trasmissione sembra pronto per una serata di gala.&lt;br /&gt;Ed è chiaro che se mi umiliano gli oggetti, i miei colleghi non ci pensano due volte. La Kapò tra l'altro è idrofoba perché ha speso l'ira del signore per regalare un supercellulare all'amante e quello s'è presentato con un palmarino nuovo di zecca, regalo di compleanno della di lui fidanzata ufficiale e ufficialmente cornuta. E quando io, in una caduta d'ingenuità, le ho detto "Vabbè ma non darai mica importanza a 'ste stronzate?", m'ha guardato come se fossi un insetto mostruoso, e mostruosamente stupido, e m'ha spedito a fare un fax di 35 pagine.&lt;br /&gt;E con questa, vi saluto e me ne vo'. Ma non preoccupatevi, il consueto buonumore sta tornando. Lo so, lo sento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5134389367674118147?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5134389367674118147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5134389367674118147&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5134389367674118147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5134389367674118147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/non-scrivo.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-4516068791946499854</id><published>2007-11-05T18:16:00.000+01:00</published><updated>2007-11-05T18:23:32.009+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Entro in ufficio: sulla mia scrivania troneggia una pila di fogli alta come la Tour Eiffeil. E mi guarda in cagnesco. Mi volto verso La Bara per chiedere lumi, sul suo visto si apre un sorriso ebete e finto simile a un ghigno. Prima che possa aprire bocca, mi dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il tuo lavoro per oggi. Li devi pinzare tutti. Un bel lavoro di concetto per uno che è laureato in filosofia. Così hai tempo per pensare, non sei contenta?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contentissima, non chiedevo di meglio. Oddio, a essere del tutto sinceri anche cingerti il collo con le mie piccole manine e stringere finché non smetti di respirare mi darebbe un certa soddisfazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-4516068791946499854?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/4516068791946499854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=4516068791946499854&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4516068791946499854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4516068791946499854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/entro-in-ufficio-sulla-mia-scrivania.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-2877863948576547396</id><published>2007-11-05T10:57:00.000+01:00</published><updated>2007-11-05T12:59:06.299+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antò Lu Purc parte da Montesilvano, Pescara, per cercare fortuna a Bologna, ma l'avventura si risolve con un buco nell'acqua. Allora ci riprova, ma questa volta la meta è più lontana: Amsterdam. Gli amici, Antò Lu Malat e Antò Qualcos'altro, abruzzesi scoglionati doc come lui, vanno a salutarlo alla stazione di Bologna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antò Lu Malat': "Cumbà, ci vuole coraggio per andà ad Amsterdam"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antò Lu Purc: "Cumbà, ci vo' chiù curagg' pe' restà a Montesilvano"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Silvia Ballestra - La guerra degli Antò, Einaudi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;E' deciso, emigro.&lt;br /&gt;No, non sto scherzando e men che meno m'è cascata una tegola in testa. Venerdì, nell'ufficio semideserto ho guardato il calendario, un oggetto che al momento svetta in testa alle classifiche dei miei peggiori nemici, seguito dall'orologio a pari merito con la sveglia. Al terzo posto ci sono le bollette, lo dico solo per completezza. Il mio rapporto col calendario è piuttosto complesso: sono un tipo vago e non so mai con precisione che mese io stia vivendo. So che è inverno o estate, ma del mese in genere me ne frego. Per farla breve, venerdì ho guardato il calendario e l'improvvisa scoperta che siamo a novembre e non a settembre come credevo mi ha sconvolto. Perché per me novembre vuol dire solo una cosa: -60 alla scadenza del contratto. Che finora è stato rinnovato, d'accordo, ma mica è detto che se il sole è sorto per duemilasette anni, undici mesi e cinque giorni sorgerà anche domani.  Anche se ammetto che le probabilità, per quanto riguarda il sole, sono ottime. Per il mio contratto c'è meno da stare allegri, ma vabbè, è la prassi. Così ho concluso che è tempo di volantinare curriculum.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Fissando il CV, sospiro.&lt;br /&gt;Sospiro.&lt;br /&gt;Sospiro di nuovo.&lt;br /&gt;Poi, nel mezzo del terzo sospiro, il colpo di genio. Che è più un abbozzo di colpo di genio, ma poi secondo me nemmeno Einstein ha cagato la teoria della relatività tutta intera e compatta com'è adesso. Insomma, mi sono detta, e se invece di volantinare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ivi &lt;/span&gt;in patria provassi a volantinare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;abroad&lt;/span&gt;? In Inghilterra, per esempio, che con la lingua ufficiale dei sudditi di sua maestà britannica me la cavo niente male. Certo non posso fare il giornalista, ma con una rinfrescatina all'inglese magari un lavoretto dignitoso salta fuori. O in Francia che anche lì sono in grado di mettere in fila più di tre parole. Alla peggio non cambia un accidenti e finisco a farmi a sfruttare da Sir John Smith o da Francois Dubois anziché da SS. In ogni caso non combinare un cazzo a Trafalgar Square è meglio che non combinare un cazzo nel piazzale della stazione di Montesilvano, Pescara. E comunque mi sembra un'alternativa eccellente all'attuale bivacco esistenziale. Quantomeno più produttiva del suicidio, non credete?&lt;br /&gt;E siccome io son pazza da legare, ho già allertato amici ed amiche che vivono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;over there &lt;/span&gt;e mi sono dedicata per ben tre giorni alla navigazione compulsiva dei siti che offrono lavoro a Londra e Parigi. E vi dirò, qualche curriculum ha già spiccato il volo. Avrei anche un amico, un carissimo amico, che vive a New York, però non gli ho detto nulla. Perché Lamerica non mi convince. Perché la cara vecchia Europa resta la mia passione.&lt;br /&gt;Insomma, oggi mi sento un po' Antò Lu Purc, ma sto già un po' meglio di ieri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-2877863948576547396?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/2877863948576547396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=2877863948576547396&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2877863948576547396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2877863948576547396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/11/ant-lu-purc-parte-da-montesilvano.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-141127358055300271</id><published>2007-10-31T12:13:00.000+01:00</published><updated>2007-10-31T16:58:43.297+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché non scrivo?&lt;br /&gt;Semplice, perché timbro.&lt;br /&gt;Timbro decine, centinaia, migliaia di stupidi volantini che vanno distribuiti a una fiera dove, per inciso, mi tocca sputtanare il prossimo week end. No, non questo, il prossimo. Cazzo.&lt;br /&gt;E perché li timbro?&lt;br /&gt;Perché La Bara, questo genio de noantri, ha mandato alla tipografia un documento con un 120 al posto di un 130. E la tipografia ha mandato indietro migliaia di stupidi volantini con un 120 al posto di un 130. Come è nella natura delle cose. Se un errore simile l'avessi commesso io, a quest'ora le mie spoglie martoriate sarebbero esposte al pubblico ludibrio in Piazza Maggiore. Invece lo ha commesso lei e quindi, dopo aver esclamato "Ommioddio c'è un 120 al posto del 130!", ha fatto fabbricare un bel timbro con un 130 per poter correggere l'increscioso errore. Dopodiché mi ha preso per un braccio e mi ha annunciato "tu oggi timbri!". E tutto si è risolto.&lt;br /&gt;Così ho timbrato. Insieme alla Psycocentralinista, per inciso, che a ogni timbro pigliava righello e goniometro e mi diceva: "Questo l'hai fatto un mezzo millimetro più su, questo invece un mezzo millimetro più a destra. Ehi, attenta che questo è più inclinato".&lt;br /&gt;E, siccome per timbrare sono stata costretta a soggiornare nell'ufficio della Spia e della Kapò, ho anche dovuto subire i racconti delle rocambolesche performance sessuali di quest'ultima che, tanto per far capire che lei è donna di mondo, stamattina appena entrata in ufficio ha esclamato "Oggi sono guzzata di fresco e bene!". Dove con 'guzzata' si intende 'scopata&lt;span style="font-style: italic;"&gt;', &lt;/span&gt;almeno&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;presso certe avanguardie culturali che amano riunirsi nei bar per camionisti e nelle osterie nei dintorni di Bologna.&lt;br /&gt;E con questa concludo che oggi non è giornata.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-141127358055300271?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/141127358055300271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=141127358055300271&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/141127358055300271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/141127358055300271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/perch-non-scrivo-semplice-perch-timbro.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1925311846326771556</id><published>2007-10-30T12:56:00.000+01:00</published><updated>2007-10-30T15:07:52.995+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre sorseggio il caffè, assisto a questa imbarazzante conversazione. In corsivo i miei pensieri&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Psicocentralinista:&lt;/span&gt; "Ma San Petronio ce lo pagano?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "In che senso?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nell'unico possibile, imbecille. Somma di denaro a fronte di prestazione&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non sessuale, in questo caso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Psicocentralinista:&lt;/span&gt; "Beh, ho lavorato in un giorno di festa, è straordinario no?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Da quello che so io è compreso nel forfait mensile. San Petronio non è festa, non abbiamo mai fatto festa"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si chiama stipendio, salario, retribuzione. Perché con 140 sinonimi a disposizione devi scegliere sempre quello che non c'entra una mazza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Psicocentralinista: &lt;/span&gt;"Ma a te lo pagano?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Certo!Ci mancherebbe, me lo pagano anche doppio, perché ho lavorato in un giorno festivo. San Petronio è festivo"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allora, 'San Petronio è festivo' e 'San Petronio non è festivo' sono affermazioni che si contraddicono, quindi non possono essere vere entrambe.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gli aggettivi 'stupida' e 'disonesta', invece, non si contraddicono affatto&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;e, nella tua persona, coesistono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Psicocentralinista:&lt;/span&gt; "Ma allora posso chiederlo anche io lo straordinario?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Stai scherzando? Tu sei un collaboratore e i collaboratori hanno il forfait mensile. Non devi nemmeno chiederle certe cose"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma che cazzo te ne frega se prende dieci euro in più, brutta stronza. La paghi tu? No!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Psicocentralinista:&lt;/span&gt; "Si, ma San Petronio è in più. E' una giorno di festa in cui normalmente non si lavora, se uno lavora è straordinario"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Ti ho detto che non è festa!I collaboratori hanno sempre lavorato"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Psicocentralinista:&lt;/span&gt; "E la Kapò che è stata a casa allora non la pagano?"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Bara:&lt;/span&gt; "Che discorsi, certo che la pagano: le ferie sono pagate!E ora vattene e non mi scocciare più!"&lt;br /&gt;La Psicocentralinista si allontana. E, siccome il dio che l'ha creata ha dimenticato il filtro fra la parola e il pensiero, dondolando bofonchia: "Allora vediamo: io vengo e non mi pagano, La Kapò sta a casa e la pagano...No, non torna. Forse non ho capito. Io vengo e mi pagano, La Kapò sta a casa e la pagano. No, non dev'essere nemmeno così perché La Bara ha detto che non mi pagano. Io vengo e mi pagano, La Kapò non viene e non la pagano. Però La Bara ha detto che invece la pagano, mentre a me non mi pagano. Boh, non capisco".&lt;br /&gt;Dopo due ore, verso mezzogiorno, le passo davanti per andare in bagno e la sento bisbigliare: "io vengo, non pagano, lei non viene, pagano. Ma perché se io vengo non mi pagano e lei che non è venuta la pagano?No, non capisco".&lt;br /&gt;Inutile, chi ha pensato il co.co.pro è un genio. Del male, ma pur sempre un genio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1925311846326771556?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1925311846326771556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1925311846326771556&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1925311846326771556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1925311846326771556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/mentre-sorseggio-il-caff-assisto-questa.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-1555031987096742883</id><published>2007-10-30T10:05:00.000+01:00</published><updated>2007-10-30T12:39:27.479+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ormai lo sanno anche a Katmandu: la mattina sono una iena e non voglio rompimenti di coglioni. Potrei, forse, sopportare un sms chiaro, sintetico e senza domande se a inviarlo fosse Brad Pitt.  Chi di mattina si permette di inviarmi sms anche solo vagamente aggressivi rischia la cancellazione immediata del numero dalla rubrica. Per non rischiare consiglio di starmi alla larga fino alle dieci e mezzo.&lt;br /&gt;Detto ciò, alle nove di stamane, mentre sono impegnata nelle abluzioni mattutine ascoltando la colonna sonora del meraviglioso mondo di Amelie (mio tormentone personale del momento, con qualche anno di ritardo sulla gente normale, come al solito), il mio telefono fa toc toc.&lt;br /&gt;Toc toc= sms.&lt;br /&gt;Il mio sguardo si accende d'odio e un fulmineo "E adesso chi cazzo è?" mi guizza fra le pieghe del cervello. Leggo:&lt;br /&gt;"Treno in ritardo. Tu prendi giornali edicola. M."&lt;br /&gt;M. è La Bara.&lt;br /&gt;Nella mia testa parte il Dies Irae, accompagnato da visioni apocalittiche di morti cruente, il sangue scorre a fiumi. Una giornata piovosa di fine ottobre che comincia con un sms del Feretro è irrimediabilmente compromessa. E poi perché cazzo scrive gli sms come se fossero telegrammi? Treno in ritardo. Stop. Tu prendi i giornali in edicola. Stop. E poi dove vuole che li prenda, i giornali, in salumeria?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Vaffanculo. Stop. Crepa. Stop.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non rispondo. Un gesto di grande diplomazia, credetemi.&lt;br /&gt;Dopo pochi minuti: toc toc. Un altro sms.&lt;br /&gt;Leggo: Attendo conferma. M.&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono morta. Stop. Non disturbare il mio eterno riposo. Stop. Per il bene dell'umanità ti consiglio di fare lo stesso e porre fine alla tua tribolata esistenza. Stop.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non rispondo perché qualcosa mi dice che si sta agitando e voglio lasciare che triboli. Così impara a rompermi di mattina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo una manciata di minuti: toc toc.&lt;br /&gt;Leggo: Ancora in attesa di ricevere conferma.&lt;br /&gt;Va bene, non ne posso più, se sento ancora toc toc mi scatta la furia omicida. Rispondo: Sì, ci vado.&lt;br /&gt;Alle nove e trenta in punto varco la soglia dell'ufficio coi giornali sotto il braccio, fradicia come un pulcino e incazzata come un puma. Almeno, penso, bevo il caffè in pace perché, grazie a trenitalia, il mio tormento personale è in ritardo. E invece no, è lì, dietro la scrivania, impettita e  completa di capigliatura inamidata, viso pallido tirato dall'ansia, consueto look total black. L'unica donna capace di spostarsi in treno con tacchi di 15 centimetri ai piedi e la cui messinpiega resiste anche alle piogge acide. Sto seriamente valutando l'ipotesi che abbia capelli di plastica, come quelli di Big Jim.&lt;br /&gt;"Scusa, ma il treno non era in ritardo?"&lt;br /&gt;"Infatti, sono le 9 e 34...la tua imprecisione è proverbiale"&lt;br /&gt;"E tutti 'sti messaggi per 4 minuti di ritardo?"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;"I giornali devono essere in ufficio alle 9.30. Dovresti saperlo"&lt;br /&gt;" E cosa ci fanno i giornali alle 9.30 in ufficio se non ci siamo noi per leggerli?"&lt;br /&gt;"Ripeto: i giornali devono essere in ufficio alle 9.30"&lt;br /&gt;"Ti si è impallato il sistema operativo?"&lt;br /&gt;"Non capisco, comunque i giornali devono essere in ufficio alle 9.30"&lt;br /&gt;"Prova a riavviarti"&lt;br /&gt;"Sono spettinata?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morale? La odio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-1555031987096742883?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/1555031987096742883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=1555031987096742883&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1555031987096742883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/1555031987096742883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/ormai-lo-sanno-anche-katmandu-la.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-7579765314351015166</id><published>2007-10-29T13:35:00.000+01:00</published><updated>2007-10-29T18:21:30.399+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Bara esce alle 15.30, ma prima: "Mi raccomando, controlla che arrivi la risposta di quel giornalista. E se non arriva niente avvertimi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ore 16.30:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Driiiin.&lt;br /&gt;"CSM buonasera sono Bened..."&lt;br /&gt;"Arrivata?" la voce de La Bara è sconvolta dall'ansia.&lt;br /&gt;"No, sennò ti avrei avvertito, comunque se arriva ti chiamo" sbadiglio.&lt;br /&gt;"Mi raccomando, non ti dimenticare, è importantissimo, ha priorità assoluta su qualsiasi cosa"&lt;br /&gt;"Ok"&lt;br /&gt;"Ciao. Mi raccomando avvertimi, eh?"&lt;br /&gt;"Sì, va bene. Ciao"&lt;br /&gt;"Non ti dimenticare"&lt;br /&gt;"No, ciao!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ore 17.30.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Driiiiiiiiiiiin&lt;br /&gt;"CSM buonasera, sono B..."&lt;br /&gt;"Allora?" sta per piangere, sento che sta per piangere.&lt;br /&gt;"No, niente, ma te l'ho detto che ti chiam..."&lt;br /&gt;"E' che è assolutamente prioritario, capisci?"&lt;br /&gt;"Vuoi che lo chiami io?"&lt;br /&gt;"No, però devi capire che non te ne devi dimenticare, è prioritario, ti rendi conto? Chiamami quando arriva la mail".&lt;br /&gt;"Ok, ti chiamo".&lt;br /&gt;"Mi raccomando, è urgentissimo"&lt;br /&gt;"Ciaoooo!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ore 18.09&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La mail arriva. Chiamo La Bara.&lt;br /&gt;"Pronto?" risponde già in ansia&lt;br /&gt;"E' arrivata la mail che aspettavi..."&lt;br /&gt;"E allora? Ti sembra il caso di disturbarmi quando non sono in ufficio per una sciocchezza simile?"&lt;br /&gt;Click.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo due anni riescono ancora a sorprendermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-7579765314351015166?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/7579765314351015166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=7579765314351015166&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7579765314351015166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/7579765314351015166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/la-bara-esce-alle-15.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-3671181877269965076</id><published>2007-10-25T14:11:00.000+02:00</published><updated>2007-10-25T15:07:39.577+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vado a letto con la pioggia e mi sveglio con la pioggia. Pioggia che, al momento, sta diventando il mio principale problema esistenziale.&lt;br /&gt;Mi precipito trafelata dal dentista che, dopo l'ultimo pacco che gli ho tirato causa Salone Nautico, mi aspettava sulla porta imbracciando un fucile a pompa. Sto lì due ore a farmi trapanare, bucherellare, tagliuzzare, lucidare e alla fine, tra una stretta di mano e l'altra, gli lascio mezzo stipendio.&lt;br /&gt;Così alleggerita mi precipito, sempre trafelata, in ufficio e vengo risucchiata in sala riunioni per la mensile riunione di redazione. Che, a dispetto del nome altisonante, non è altro che una patetica farsa in cui noi sei infelici, seduti intorno a un tavolo, passiamo due ore a infamare SS e ad autocommiserarci per poi dedicare gli ultimi cinque minuti utili a stabilire chi scrive e cosa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra un'autocommiserazione e un insulto, tuttavia, oggi il Direttùr ha bofonchiato qualcosa che avrei preferito non sentire. E che cerco di riassumere epurandolo di suoni onomatopeici, singhiozzi da reflusso gastroesofageo, ruttini e stupri alla grammatica. SS è il mago dell'imprenditoria. Mago nel senso che, come per magia, tutte le aziende su cui allunga la sua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;longa manus&lt;/span&gt; si trasformano in un batti baleno in inutile puzzolente cacca improduttiva, per quanto floride fossero. SS nel 2006 ha masso le sue manacce su un sacco di roba e ora è arrivato il momento di raccogliere i frutti marci della sua accorta gestione. Perchè se  X sta a Y come C sta a Z, la pecora ha la rogna e deve morire, per dirla con Voltaire. I nodi, pare, verranno al pettine a gennaio.&lt;br /&gt;Ripeto: gennaio.&lt;br /&gt;Ripeto di nuovo: gennaio.&lt;br /&gt;Sentite anche voi la marcia funebre in sottofondo? No?&lt;br /&gt;Allora mi spiego: il mio contratto scade il 31 dicembre 2007. A mezzanotte, come il mio trentunesimo anno di vita. Non sono più rinnovabile e, se fossi un pelo più ottimista (o stupida), fino a ieri avrei anche potuto sperare di farla finita con le gioie del precariato. Ma oggi il Direttùr ci ha illuminato su cosa il socio X farà a SS a gennaio e su cosa il socio Y potrebbe decidere - e sicuramente deciderà  - di chiedere a SS e sulla cifra che il Tal dei Tali vorrà come risarcimento e su ciò che il Tribunale sicuramente deciderà e bla bla bla. Azioni che si possono efficacemente riassumere, senza entrare nel dettaglio, con un semplice "SPENNARE COME UN POLLO".&lt;br /&gt;Ergo: la scadenza del mio contratto coincide in modo allarmante con la data in cui la legge permetterà ai nemici di SS di ridurlo a chiedere l'elemosina.&lt;br /&gt;Il destino gioca con le date: la medesima casualità che si prende sinistramente gioco del Vaticano e delle sue beatificazioni di massa si accanisce sui martiri di San Precario.&lt;br /&gt;Niente paura, comunque, ho la soluzione. Perché proprio oggi la mia premurosa amica Ingegnera mi informa con un'email che, alla scadenza del contratto, il precario (lei dice lavoratore flessibile) che ha già lavorato per l'azienda gode di una specie di diritto di prelazione nel caso in cui l'azienda decida di mandare avanti il progetto. Basta che io, prima della scadenza, mi presenti in ufficio con un rappresentante sindacale che funga da mediatore fra me e l'azienda. Così quelli dopo il colloquio, invece di rinnovarmi il contratto, chiamano il prete per far liberare l'ufficio dallo spirito maligno del sindacato.&lt;br /&gt;E ieri una mia amica mi ha detto che "beh, scrivi decentemente, ma oltre due cazzate non ci vai". Grazie, che non era la Divina Commedia lo sapevo, ma sarei molto grata se ogni tanto qualcuno mi lasciasse delirare in pace.&lt;br /&gt;Come vi dicevo all'inizio del post, è un periodo in cui va tutto davvero alla grande.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-3671181877269965076?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/3671181877269965076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=3671181877269965076&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3671181877269965076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/3671181877269965076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/vado-letto-con-la-pioggia-e-mi-sveglio.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-2395891722250165449</id><published>2007-10-25T13:50:00.000+02:00</published><updated>2007-10-25T15:08:28.329+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi, causa crisi pioggia-cielo bianco, lasciamo la parola a La Silvia. Nel senso che ciò che segue l'ha scritto lei. Io mi sa che vado in letargo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene sì, domenica 28 ottobre il papa beatificherà 498 martiri spagnoli. La notizia è vera. Si possono trovare molteplici riscontri sulle principali fonti d'informazione. Il papa segue così su una strada già iniziata da Giovanni Paolo II nel 2001 (233 beatificazioni), certo in maniera meno "spettacolare": l'antitesi con il governo spagnolo procede sempre più marcata.&lt;br /&gt;La concomitanza con l'anniversario della marcia su Roma a parer mio è solo casuale, una casualità sinistra, ma sicuramente tale. Ma mi chiedo questo:&lt;br /&gt;quale messaggio si vuole dare? Parificare i comunisti ai terroristi? Comunisti e terroristi sono uguali in questa interpretazione e a nulla valgono anche le altre morti, le centinaia di sacerdoti uccisi proprio da Franco dopo il suo colpo di Stato.&lt;br /&gt;La Conferenza Episcopale Spagnola ha scritto ad hoc una lettera pastorale al fine di togliere ogni connotazione politica a questa affollata beatificazione, volta a evidenziare solo l'attestazione della fede dei martiri assassinati in odio alla fede. Vedremo il dibattito.&lt;br /&gt;Amen.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-2395891722250165449?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/2395891722250165449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=2395891722250165449&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2395891722250165449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/2395891722250165449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/oggi-causa-crisi-pioggia-cielo-bianco.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-809610102558378954</id><published>2007-10-24T16:37:00.000+02:00</published><updated>2007-10-24T17:33:23.150+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando ero in terzo liceo, avevo diciott'anni e giocavo a fare genio e sregolatezza (salvo poi scoppiare a piangere come un vitellino da latte tutte le volte che mi capitava di guardare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Risvegli&lt;/span&gt;), fu l'anno del film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Corvo &lt;/span&gt;il cui protagonista era quello - concedetemelo - sfigato di Brandon Lee che nessuno sapeva cosa facesse prima di finire accoppato durante le riprese. A parte il fatto che in quel film pioveva sempre e ciò bastava a indispormi, a distanza tredici anni non ricordo se valesse il prezzo del biglietto, ma mi ruppe così le palle sentirne parlare per mesi che l'avrei odiato anche se fosse stato un capolavoro.&lt;br /&gt;In una scena il Brandon succitato sentenziava, con l'aria di chi sa che è destinato a soccombere ma non rinuncia a servirti una lezione di vita intramontabile: "Non può piovere per sempre".&lt;br /&gt;Cotanto pezzo di aforisma fece breccia nel cuore del gruppetto di aspiranti veline che flagella ogni classe degna di questo nome e la Velina Capo, tale Greta, biondona popputa e molto truccata, ne aveva fatto il suo slogan. Un giorno sfoderò la massima per far colpo su un nostro compagno.&lt;br /&gt;"Non può piovere per sempre" disse sbattendo le lunghe ciglia&lt;br /&gt;"No" rispose lui senza alzare lo sguardo dai suoi schemi di fantacalcio "può anche nevicare!"&lt;br /&gt;Scoppiai in una fragorosa - e poco caritatevole, lo ammetto - risata e mi guadagnai in meno di dieci secondo l'odio sempiterno della popputa Greta. Odio peraltro incancrenito dallo spiacevole inconveniente che si verificò in gita quando pensai bene di intrecciare sotto gli occhi della Popputa una storiella di sei giorni con l'ambito compagno, tosto scaricato una volta tornati.&lt;br /&gt;Oggi, guardando fuori dalla finestra questa pioggerellina fastidiosa e deprimente, mi sono ricordata del "non può piovere per sempre" di corvesca memoria. Ed ero quasi riuscita a prendermi sul serio, almeno metereologicamente parlando, quando di nuovo ecco una mail di Silvia (abbiamo un carteggio come quello fra Churchill e Mussolini, ormai, e quasi quasi le allungo le chiavi del blog e me ne vo in pensione): domenica 28 ottobre il Pastore Tedesco ci beatifica sotto il naso 498 franchisti. Ovvero: la beatificazione di massa di un battaglione di fascisti. la data getta su tutta la faccenda una luce ancor più inquietante, se possibile: sì perchè il 28 ottobre è l'anniversario della Marcia su Roma.&lt;br /&gt;Ora, da queste parti non ci piacciono gli allarmismi e ci teniamo all'etica professionale, quindi ci siamo fatti un giretto su internet per verificare che la notizia abbia qualche fondamento e non sia frutto della fantasia di qualche anarco-insurrezionalista giocoso (che si sa, oggi come oggi sono i nemici n.1 della cosa pubblica). Ed è solo quando troviamo la notizia sulle pagine de &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200710articoli/26955girata.asp"&gt;La Stampa.it&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;che ci ricordiamo le parole del nostro compagno di scuola: non può piovere per sempre, no, può anche nevicare.&lt;br /&gt;Pronti a mandar giù olio di ricino a secchiate?&lt;br /&gt;E poi giuro che la smetto coi link.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-809610102558378954?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/809610102558378954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=809610102558378954&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/809610102558378954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/809610102558378954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/quando-ero-in-terzo-liceo-avevo.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-6462317134826325285</id><published>2007-10-24T11:04:00.000+02:00</published><updated>2007-10-24T13:01:32.886+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stamattina piove. In tutti i sensi.&lt;br /&gt;Sono entrata in ufficio e ho notato che i miei colleghi si prendono sul serio. Tutti molto compresi del loro ruolo, aziendale e sociale. La Bara ha un collo di pelliccia di volpe sulla giacca, rigorosamente nera. La Kapò un bel paio di stivali borchiati con la punta in perfetto nazistyle e un Breil nero e autoritario, grande come un orologio da muro. Sono seri, si sentono l'ombelico del mondo. L'autoironia è una malattia che su di loro non attecchisce, non c'è dubbio.&lt;br /&gt;Poi ho aperto la mail e Silvia (come farei senza Silvia?) mi ha mandato &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/regalo-suicidio/parla-disoccupato/parla-disoccupato.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;questa notizia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Triste, come la pioggia. E io la linko perché mi sembra un piccolo gesto di solidarietà nei confronti di quel signore che tanto domani tornerà alle sue porte chiuse solo come prima.&lt;br /&gt;E visto che oggi gira male, vi racconto una storia simile a quella del link, ma senza lieto fine.&lt;br /&gt;Al CSM, prima che io arrivassi, lavorava N., una ragazza di 27 anni italiana figlia di immigrati cinesi, vietnamiti, cambogiani, insomma con gli occhi a mandorla. Dove l'avevano pescata N.? La Concubina di SS è una donna di sinistra. Però è una donna di sinistra con american express gold e come tale ritiene suo dovere aiutare i poverelli. E li chiama proprio poverelli, ve l'ho già detto che qua non s'inventa niente. Un po' come le signore borghesi dell'800 che passavano un pomeriggio la settimana all'ospizio dei poveri. Insomma, da dove sbucasse questa N. non si sa, fatto sta che senza neppure una minima esperienza l'avevano messa a fare il mio lavoro. Che, oltre ad annaffiare le piante, prevede gioie e dolori di scribacchiare qualcosa. Ovviamente non si erano premurati di verificare che la tizia in questione sapesse ordinare soggetto verbo e predicato, salvo poi passare tutta la giornata a scuotere la testa dicendole che non sapeva scrivere. E dal "non sai scrivere" saranno passati al "non sai fare niente". Li conosco: per mantenere l'equilibrio hanno bisogno che qualcuno catalizzi la loro rabbia, il loro odio, la loro livorosa idiozia. Stabiliscono a chi tocca e gli sparano addosso le loro misere cartucce, ma la sistematicità e l'accanimento con cui si applicano nella persecuzione destabilizzerebbero una roccia. E' toccato a me, ad AC, alla PsicoCentralinista. Sarà toccato anche a N.&lt;br /&gt;Con lei però devono essere andati oltre, e i loro stridii hanno raggiunto le orecchie presidenziali. In un giorno di novembre N. fu convocata nella sala del trono. Uscì piangendo.&lt;br /&gt;Il giorno dopo N. si suicidò e, quando la trovarono, aveva ancora in mano la lettera di licenziamento.&lt;br /&gt;Sembra il testo di un melodramma tutto italiano, da prima serata su Rai Uno. Invece è la realtà che da sempre se ne frega dei gusti del pubblico.&lt;br /&gt;Mi hanno raccontato questa storia durante una pausa pranzo, a sostegno della tesi "di matti qua dentro ne son passati parecchi" perché " lei là non doveva essere mica a posto, se ci dovessimo ammazzare tutti perché qualcuno ci licenzia...".&lt;br /&gt;Morale della favola? Nessuna, io di morali non ne ho. Solo qualche domanda: quanta gente c'è che fa la fine di N. o di quel signore che non può comprarsi le sigarette? In questo brulicare nevrastenico di formichine che è la nostra vita, quanti ce ne sono che muoiono per disperazione oppure non muoiono, ma trascinano le scarpe? E' la fortuna che decide se ti tocca il collo di pelliccia e il tubo di scappamento? Solo la fortuna?&lt;br /&gt;E poi l'ultima: in un paese che siede fra i potenti della terra, anche solo nominalmente, c'è gente che muore di fame. E allora cos'è che fa la ricchezza di questo paese? Se la gente comune fa fatica a superare la terza settimana del mese, a marzo non sa se ad aprile avrà ancora un lavoro e a capodanno - come me ed Elianto - saluta l'anno vecchio e l'ennesimo contratto scaduto, la ricchezza dov'è?&lt;br /&gt;Perdonate la banalità: oggi piove. Piove da morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-6462317134826325285?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/6462317134826325285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=6462317134826325285&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6462317134826325285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/6462317134826325285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/stamattina-piove.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-8107983105600846162</id><published>2007-10-23T10:34:00.000+02:00</published><updated>2007-10-23T11:45:19.903+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, signori, è vero: sono un editore. No, non ho bevuto, non bevo mai prima delle sei di pomeriggio. Sono loro che lo dicono: &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://download.repubblica.it/pdf/2007/legge_editoria.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;. E, in quanto editore, sarò tassato. Giusto, sono d'accordo. W le tasse. Io amo le tasse, le adoro, magari potessi pagarne di più. E basta polemizzare sempre con le scelte intelligenti del nostro amato governo, criticoni che non siamo altro: non risolvono il conflitto d'interessi, né la questione del precariato, non rifanno la legge elettorale, né i DICO, né i PACS, né la rava e la fava, però se uno ha un blog lo tassano. Però lasciatemi dire che stavolta sono d'accordo: se uno vuole esprimere la sua opinione è giusto che paghi. Anzi, propongo di tassare anche i diari segreti (col lucchetto e senza) e le Moleskine, anche a quadretti e col pentagramma. E le Smemorande. D'altronde uno dentro ci scrive i suoi pensieri e pensare, in questa nostra società, è un privilegio. E in un'economia di libero mercato i privilegi si pagano. Avere il dvd a casa e potersi guardare un bel film invece di mandar giù Guerra e Pace in versione polpettone per la tivvù è un privilegio. Infatti il dvd si paga, poco ma si paga. Leggere (che poi detto fra noi dovrebbe essere proibito ai giovani, che li travia, eccome se li travia) è un privilegio e infatti i libri costano l'ira del signore. Poi, se uno non può permettersi di pagare per esprimere la propria opinione, meglio: sta zitto e si gode in santa pace Maria De Filippi e l'Isola dei Famosi.&lt;br /&gt;Perché se uno è creativo sapete quante cose ci può scrivere in una Moleskine? Magari poi diventa Hemingway e noi mica vogliamo farci scappare l'occasione di tassarlo prima per i successi di poi. Dico, scherziamo? Sai quanti soldi ci tiriamo su? Ma, soprattutto, quanta gente si fa stare zitta, finalmente. Che poi loro non vogliono far tacere i cretini, no, quelli li adorano (infatti Calderoli è sempre sulle prime pagine dei giornali). Sono quelli più acuti che devono tacere. Perché sono antipatici, con quell'aria saccente, sempre a pontificare con il lapis blu e rosso in mano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Infine c'è quella spinosa questione che la scrittura aiuta a prendere le distanze, a rileggere, analizzare, acquisire nuove prospettive. Non va sottovalutata perché a rileggere, analizzare e criticare c'è caso che venga su una generazione di pensatori. Bamboccioni, ma pensatori. E loro non se possono permettere, sennò poi si devono impegnare davvero.&lt;br /&gt;Insomma, una bella tassa e il problema è bell'e risolto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-8107983105600846162?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/8107983105600846162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=8107983105600846162&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8107983105600846162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/8107983105600846162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/insomma-signori-vero-sono-un-editore.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-5092590408474393441</id><published>2007-10-22T10:07:00.000+02:00</published><updated>2007-10-22T15:44:20.866+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>"Sire, il popolo non ha pane!"&lt;br /&gt;"E voi dategli le brioche".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'idea stamattina è di scrivere qualcosa sulla manifestazione di sabato.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bene, è stato un successone: un milione di persone - pardon, di bamboccioni - in piazza. Però almeno un altro milione lì non c'erano. E non perchè hanno preferito lo shopping del sabato pomeriggio che co' 'sti chiari di luna già è tanto se si fa la spesa, il sabato pomeriggio. Volete i numeri? Bene, vi do quelli che conosco: nell'ambito della comunicazione il 70% dei nuovi contratti è a termine e lo stipendio medio annuo è di 7000 euro. Che fa 583 euro di stipendio medio mensile. Ergo io che ne intasco 10.200 l'anno, ovvero 850 il mese, c'ho un gran culo e baciamolemani. E in altri settori è peggio, molto peggio. Provate a chiedere a quelli che lavorano nei call center. Ora a tutta questa gente umiliata e offesa, nonché dimenticata da tutti (se escludiamo i 200 euro per il pc o il contributo che ci allunga il Padoa nazionale perché a 30 anni riusciamo almeno a comprarci il pannolino da soli, se proprio non vogliamo levarcelo) viene data l'occasione di gridare non ne possiamo più: il minimo che possiamo fare è invadere la piazza, no? La reazione del mondo politico, invece, mi ha fatto venire il singhiozzo. Da ieri non m'è ancora passato.&lt;br /&gt;1 - La CIGL nella persona di Epifani cerca di boicottare la manifestazione. Per carità tenete a casa le bandiere che non si dica che noi ce la prendiamo col governo amico. Che va bene fare casino se a metterla nel culo ai lavoratori sono i nemici, ma se sono gli amici l'unica cosa da fare è mettersi a 90 e pregarli di usare la vasellina. E scusate l'espressione colorita, ma se incontro Epifani domani mattina gli salto alla giugulare.&lt;br /&gt;2 - Cofferati - che, prima di essere definitivamente zittito con l'elezione a Sindaco di Bologna,  portò in piazza 3 milioni di persone contro quella che allora si chiamava riforma dell'articolo 18 - definisce la manifestazione di sabato un autogol. E non c'è dubbio che lui se ne intenda, di autogol.&lt;br /&gt;3 - Prodi, all'alba del giorno dopo, viene avvertito da suoi collaboratori che, quando ha finito di fare colazione, sarebbe intelligente dichiarare qualcosa di più attinente del semplice "Il governo non è in pericolo" (ovvero: io da qui non me ne vado). Così - quando il Vaticano gli ha confermato che non rischia la scomunica perchè Il Pastore Tedesco, dopo una brutta caduta in cui ha battuto la testa, ha sentenziato "precariatum malum est" - si decide a bisbigliare che il precariato è male. Non troppo ad alta voce però, perché può esserci sempre bisogno di ritrattare, più o meno come ha già fatto dopo le elezioni. Inoltre, non si pronuncia su quando intenda chiamare l'esorcista per risolvere codesto male, né se preferisca affidarsi a soluzioni più terrene.&lt;br /&gt;4 - Casini, poveretto, si commenta da solo: fa la contromanifestazione e, in preda a un attacco isterico, appare in tivvù con cappottino di cachemire, sciarpetta Burberry e sorriso da emiparesi, senza trovare niente di meglio da dire se non che siamo dei reazionari indifferenti al benessere del paese. Con tutta la buona volontà, non mi sento di infierire.&lt;br /&gt;5 - Veltroni? Dov'è Veltroni? Ha detto qualcosa, Veltroni? Sono io che l'ho rimosso? Sta ancora riflettendo? Siccome a lui piacciono le distinzioni fra precariato e flessibilità buona, prima di dire qualcosa vuole essere sicuro di aver capito con quale dei due concetti ce l'avessero quei cattivoni che, per tutto il pomeriggio, hanno bloccato Roma creando pure problemi in tangenziale.&lt;br /&gt;6 - La Cosa Rossa. Da quando è caduto il muro di Berlino e Occhetto ha decretato defunto il PCI (ero piccola, ma non abbastanza per non ricordare lo sguardo di mio padre, uno sguardo senza aggettivi) che sento parlare di Cosa Rossa. Ogni due mesi. Però, tra una cosa rossa e l'altra, la sinistra è stata indiscutibilmente accoppata dalla sinistra stessa e noi da lavoratori siam diventati servi della gleba. Ora, ben venga questa nuova Cosa Rossa ma aspetto prima di farmi travolgere dall'entusiasmo. Così, per non rimanerci male.&lt;br /&gt;Intanto in Svizzera viene eletta la destra, i cui manifesti elettorali raffigurano una pecora bianca che prende a calci una pecora nera. Se continua così tocca scappare al Polo Nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-5092590408474393441?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/5092590408474393441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=5092590408474393441&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5092590408474393441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/5092590408474393441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/sire-il-popolo-non-ha-pane-e-voi.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-4095715229752411093</id><published>2007-10-19T10:33:00.000+02:00</published><updated>2007-10-19T11:24:32.525+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Bara: "Cosa fai con quel vocabolario in mano?"&lt;br /&gt;La Kapò: "Controllo una parola, che secondo me il Direttùr se l'è inventata"&lt;br /&gt;La Bara: "Quale?"&lt;br /&gt;La Kapò: "Boh, una roba strana...enco, aspetta che non me la ricordo...ah sì: e-n-c-o-m-i-a-b-i-l-e".&lt;br /&gt;Siam giornalisti, signori miei. Loro sono pure a tempo indeterminato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pausa caffè La Bara recita il suo ruolo preferito, quello di magister elegantiarum:&lt;br /&gt;"La Sofia Loren? Una baldraccona volgare e napoletana. Ma non lo dico perché adesso è una mummia, lo è sempre stata. Fossi un uomo non l'avrei toccata nemmeno con un dito"&lt;br /&gt;"Infatti non sei un uomo"&lt;br /&gt;"Bah, Benedetta, forse non puoi capire perché sei napoletana anche tu"&lt;br /&gt;"Eh già, vicine nella terronaggine"&lt;br /&gt;E qui preciso: non sono napoletana, ma per La Bara Napoli è la massima, nonché unica, espressione della meridionalità e quindi chiunque sia nato sotto il Rubicone, che gli piaccia o no, è  napoletano. In quanto napoletana del Gran Sasso, dunque, io non posso comprendere i principi basilari dell'eleganza perché, si sa,  da Ancona in giù noi giriamo coperti da una pelle d'orso e con l'osso fra i capelli.&lt;br /&gt;Nel complesso e non sempre comprensibile sistema di simboli fonetici che La Bara utilizza per esprimersi, spacciandolo fra l'altro per ottimo italiano, il termine "napoletana" non indica solo la provenienza di un individuo ma è la summa di ogni volgarità estetica e morale. Spesso mi ha detto "oggi sei un po' napoletana" per intendere che quel quid di terronaggine che costituisce una macchia indelebile nel mio cursus honorum era più evidente del solito.&lt;br /&gt;Vorrei essere una tartaruga e ritirarmi nel guscio, questo sì, a tempo indeterminato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-4095715229752411093?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/4095715229752411093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=4095715229752411093&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4095715229752411093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/4095715229752411093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/la-bara-cosa-fai-con-quel-vocabolario.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27739386.post-481113250479116397</id><published>2007-10-18T11:06:00.000+02:00</published><updated>2007-10-18T12:57:42.352+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Bollettino del Precario oggi annuncia una buona notizia: se volete un pc nuovo e avete più di 25 anni non preoccupatevi, il contributo di 200 euro che il governo ha messo a disposizione dei co.co.pro e dei co.co.co perchè, nonostante l'indigenza in cui versano, possano mantenersi al passo coi tempi non ha più limiti di età. E perché?&lt;br /&gt;Perchè i soldi a disposizione son dieci milioni di eurini e le domande pervenute ne impegnano solo 44mila. Roba da non crederci.&lt;br /&gt;Non è tutto.&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi ho sentito uno spot radiofonico che annuncia che le spese sostenute per l'attività sportiva si possono scaricare. Pensavo di aver avuto un'allucinazione, tanto ormai da queste parti non ci si meraviglia più di niente, ma pare che anche le precarie orecchie di Silvia abbiano captato la stessa cosa.&lt;br /&gt;Purtroppo noi precari siam scemi e ancora non ci riesce di approfondire la questione, che la lingua parlata dal governo non è sempre intellegibile.&lt;br /&gt;Che benefattori! Signori, dobbiamo smetterla di lamentarci, questo è mecenatismo puro. Dopo i 200 euro per un pc, in obbedienza al principio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mens sana in corpore sano, &lt;/span&gt;il nostro amato governo si accolla persino le spese per la lotta all'addominale flaccido.&lt;br /&gt;Ora seguitemi:&lt;br /&gt;- chi ha l'addominale flaccido non ciula o ciula meno di chi può sfoggiare la ben nota tartaruga;&lt;br /&gt;- il noto "fate l'amore non fate la guerra" implicitamente afferma l'inconciliabilità delle due azioni (fare l'amore vs fare la guerra). Perciò assumiamo che chi si sollazza non fa la guerra.&lt;br /&gt;- quindi, se i precari - fieri dei loro pc nuovi e dell'addominale scolpito nel marmo - disperdono le energie tra una ciulata e l'altra (senza contare la palestra), non avranno più le energie sufficienti e l'aggressività necessaria per riavere i loro diritti. Anzi, pian piano si distrarranno più di quanto lo siano già e tra due anni qualcuno farà approvare una legge che impone di pagare i datori di lavori per la preziosa opportunità che ci offrono.&lt;br /&gt;Sospetto dunque che si tratti di sabotaggio. E perciò vi esorto, non facciamoci irretire dal miraggio del muscolo turgido e gratuito: teniamoci le nostre flaccide buzzette - che tra l'altro il modello Barbie/Big Jim mal s'accorda con le nostre tasche vuote, le vecchie auto, i motorini smarmittati, il conto agonizzante.&lt;br /&gt;Puntiamo ai diritti, che durano di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27739386-481113250479116397?l=nostrasignoradeiprecari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/feeds/481113250479116397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27739386&amp;postID=481113250479116397&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/481113250479116397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27739386/posts/default/481113250479116397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nostrasignoradeiprecari.blogspot.com/2007/10/il-bollettino-del-precario-oggi.html' title=''/><author><name>Atipica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16582666968713583456</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry></feed>
