Certe volte basta un odore e riaffiorano ricordi lontanissimi, che non sapevi nemmeno più di avere.Cosa sia stato ieri - un odore, un colore - non saprei, però ad un certo punto m'è venuta in mente Santina la Giocattolaia. Sono nata e cresciuta in un paese piccolo piccolo, dove ad ogni mestiere corrispondeva una faccia, rugosa perlopiù, e la concorrenza non si sapeva neppure cosa fosse. Per dire: i giocattoli si compravano da Santina la Giocattolaia, in nessun altro posto, mortadella e cibarie varie da Mimì che ormai era morto e sepolto e nel negozio c'erano i figli, ma mia nonna continuava a dire: - Va ju' Mimì...
E poi c'era Tommaso, meglio noto come Tumàs, il fioraio. E lu lattar, da cui andavo a comprare le caramelle da dieci lire, ma non riesco proprio a ricordare come si chiamasse e a mia nonna non posso chiederlo più. La schiera di personaggi mitologici non è finita: Miro vendeva l'acqua frizzante, perchè quella "liscia", come si dice da noi, era rigorosamente del rubinetto, e l'uomo delle patate passava ogni mercoledì mattina, giorno di mercato, col camion e mi svegliava all'alba ragliando "patat' p' gnocc'" nel megafono. Mi pare che ci fosse anche l'uomo dei gelati col carretto, che passava d'estate alle cinque puntuali e ti vendeva due palline di gelato a 500 lire. E Glauco, che vendeva ogni cosa, dai profumi alle calze, ai trucchi, ai detersivi. Mi piaceva accompagnare mia nonna da Glauco, perchè sul bancone aveva una lunga fila di anellini di plastica tutti colorati. Li provavo più o meno tutti con grande disperazione della commessa, mentre mia nonna sceglieva il regalo e, se lo sconto di Glauco sull'acquisto era consistente, qualche volta mia nonna me ne comprava anche uno. Aveva anche i fermagli per capelli, ma io avevo i capelli corti, perchè mia mamma non aveva tempo e li trovava più pratici da lavare e asciugare.
Il Paese, chissà perchè, me lo ricordo solo d'estate, quando ero sempre in mezzo alla strada a giocare. All'ora di pranzo mia nonna si affacciava al balcone e mi chiamava, come facevano tutti. La sera i vecchi mettevano la sedia in strada e prendevano il fresco, chiacchierando.
Poi sono passati gli anni, e m'è venuta voglia di andare in città a vivere la vita vera.







