28 maggio 2008
Petizione Salva La Benedetta

A Sua Sommità Sadica

Noi sottoscritti impiegati e collaboratori del CSM ti preghiamo di rinnovare ancora una volta il contratto de La Benedetta. La ragazza ha un caratterino un po' pepato ed è molto orgogliosa, ma è una brava persona, sveglia, in gamba e intelligente, e noi siamo tutti molto affezionati a lei. Intercediamo dunque in suo favore presso la Tua maestà e ti preghiamo di accondiscendere la nostra umile richiesta.

Lo so sembra che me lo sia scritto da sola. E invece no, l'hanno scritto loro. Probabilmente lei, A.C., l'unica in grado di usare degnamente la punteggiatura e di maneggiare con destrezza quel complesso strumento che si chiama "ironia".
Stamane mentre andavo in ufficio mi son resa conto all'improvviso che oggi è il 28 maggio e, sapete com'è, m'è presa un filo, ma giusto un filo, di ansia per le mie peripezie professionali. Presente quando vi sembra di aver un uomo di 80 kg seduto sullo sterno? Ecco, uguale. Già mi vedo a consegnare pizze per le case felsinee rannicchiata su un motorino smarmittato, intabarrata, semicongelata e col cappello da preservativo calato sugli occhi; oppure a correre avanti e indietro fino all'esaurimento da H&M o, peggio, a sorridere davanti allo specchio in un call centre perché pare che al telefono si senta quando a uno gli girano i maroni e non aiuta a vendere. E poi entro in ufficio e trovo questa roba in A3 appesa alla bacheca con le firme di tutti, proprio sotto il piano ferie, quello su cui in corrispondenza del mio nome c'è un buco.
Non funzionerà: lui odia la solidarietà. E odia che qualcuno abbia il coraggio di schierarsi, seppure ironicamente, contro di lui. Lo odia perché pensa che per lui nessuno lo farebbe e forse è vero, visto che semina tempesta. Non che io sia Gandhi, ma insomma, meno rompicoglioni di lui di sicuro.
Però un sorriso per oggi me l'hanno strappato. Domani si vedrà.
 
co.co.prodotto da Atipica at 4:34:00 PM | Permalink | 11 comments
20 maggio 2008
La PsycoCentralinista 'nnammurata.
(Ebbene sì, anche nei lager ci s'innamora).
Dell'elettricista. O meglio, dell'uomo tuttofare di SS spedito al CSM in qualità di elettricista.
Galeotto fu il neon e chi lo fulminò. Cioè, per amor di precisione, io che in una mattina di pioggia (un giorno di pioggia andrea e giuliano incontrano licia per caso...) sono entrata in ufficio, ho premuto l'interruttore e constatato con un certo dispitto che luce non fu. Praticamente lavorai un dì intero in una catacomba, ma il giorno successivo, con sollecitudine insolita, SS ci spedì questo simpatico vecchietto incaricato di strapparci alle tenebre. Per inciso, una volta di queste cose si occupava Ursus, ma ora ha delegato qualunque mansione conservando per se solo la più importante e produttiva: sputtanarsi su E-bay quattrini guadagnati stando coi piedi incrociati sulla scrivania. Comunque, l'elettricista avrà una settantina d'anni: un po' curvo, ha occhietti vispi e gentili, l'andatura saltellante ma energica e il brutto vizio di bofonchiare - sputacchiando un po', ma solo un po' - incomprensibili frasi in dialetto bulugnais. Appena costui ha varcato la soglia dell'ufficio la PsycoCentralinista è castamente arrossita e ha cominciato a seguirlo ovunque, dondolando in modo leggermente più accentuato del solito. Ora, per cambiare il neon, costui si è arrampicato su una scala pericolosamente traballente e da lì, con agile mossa da pantera, è balzato sulla mia scrivania. Non so se cotanto sfoggio di agilità avesse il preciso intento di sedurre la Psyco, quel che è certo è che per poco non mi atterrava in braccio. Per fortuna si è accontentato di rovesciare tutto ciò che c'era sulla mia scrivania, acqua e caffè compresi. Insomma, per farla breve dopo cinque minuti la scena è questa: La Psyco, colpita e affondata dall'agilità del balzo, guarda il giovinotto con occhi liquidi e, appoggiata allo stipite della porta con aria maliziosa e sdilinquita, si lascia sfuggire elogi piuttosto arditi alla di lui agilità. Lui, ringalluzzito dai complimenti, si produce in una serie di acrobazie tra la scrivania e la scala che neanche Moira Orfei e per ben due volte mi tocca fare un balzo per acchiappare al volo la scala pericolosamente ballerina. Nel frattempo La Bara inveisce al telefono contro salcazzo chi, la Kapò inveisce in corridoio contro La Bara, SS inveisce contro la Kapò, il telefono squilla, il campanello pure e tre cellulari cominciano a gracchiare all'unisono. In questa specie di girone infernale io, ferma con un uomo che mi sballonzola di qua e di là sulla scrivania come se l'avesse morso una tarantola, bestemmio, in silenzio ma non troppo, perché passi che in questa valle di lacrime e precariato una storia d'amore ci voleva come un disinfettante sulla ferita e passi che il ruolo del Cupido del Neon mi lusinga assai, ma trovarmi ogni cinque minuti con la scarpa di uno a tanto così dalla faccia e un neon che mi pende sul capo non è fra le cinque cose che mi rendono indimenticabile una giornata.
Cambiato il neon, l'Attempato scende dalla scala, ritira tutti gli attrezzi e saluta. I due si guardano negli occhi. Mentre le urla di SS stanno per far crollare le pareti dell'ufficio, percepisco che quei due sono in una bolla di silenzio e beatitudine a cui il sadismo di SS e le nostre micragne quotidiane non possono arrivare. "Carini, chissà se si rivedono!" penso, perché avrò anche il cuore di pelo, ma sono pur sempre una fanciulla e queste scenette mi fan tenerezza.
Ebbene: da tre settimane l'Attempato viene ogni mattina, ogni santissima mattina che dio manda in terra, a controllare lo stato del neon che manco il medico coi pazienti moribondi. Entra, saluta, s'arrampica, controlla il neon, domanda se abbiamo notato qualcosa, scende, saluta tutti e poi, finalmente, saluta lei. Oggi la Psyco, che a sua volta da tre settimane viene a lavorare coi tacchi con conseguenze notevoli sul dondolamento che la caratterizza, ha avuto il coraggio di offrirgli un caffè al cianuro della macchinetta.
Eh beh, l'amore ai tempi del precariato...



 
co.co.prodotto da Atipica at 11:50:00 AM | Permalink | 13 comments
15 maggio 2008
Suor Teresona: "Ma tu cos'è che fai esattamente? la grafica?"
(visto mai uno che fa la grafica seria da un pc eh? dimmi, cazzo, l'hai visto mai?)
Io: "No, l'addetto stampa, sarei l'addetto stampa...ehm, per ora"
ST:"Boh, che strano, mi hanno detto che tu sei la grafica...Comunque, pure io sono l'addetto stampa"
Io: "Eh beh..."
ST: "Ma allora, ce ne sono tanti di addetti stampa qua! Pensavo di essere solo io con la M. (Bara)"
Io: "Naaaa, qua dentro pullula di addetti stampa..."
ST:" Comunque siete tutti molto simpatici, sai?"
Io: "Beh, sì, una specie di colorito carrozzone felliniano..Siamo un po' una grande famiglia allegra, ci vogliamo tutti molto bene"
(Io stronza? naaaa)
ST: "Dico davvero: M (La Bara) è una donna dolcissima, molto colta ed elegante"
Io: "Colta soprattutto. L'eleganza, beh, quella ce l'ha innata"
ST: "La M (la Kapò) mi è sembrata un tipo molto diretto: sincera, schietta, leale, una che ti dice le cose in faccia"
Io: "Molto, si..." ( a parte il fatto che ha appena accettato l'onorevole incarico di spiare il grafico e riferire a Suo Sadismo tutto quello che il poveretto fa e non fa durante la giornata e raccontare tutti i dettagli della storia fra Ursus e La Spia a chiunque pesti il suolo di quest'ufficio, direi che è estremamente sincera e diretta, sì. La lealtà è il suo punto di forza)
ST: "E poi I. (la Psycocentralinista) mi fa morire: è di una simpatia straordinaria, vive in un mondo tutto suo...Senti, ma secondo te mi prendono?"
Io: "S-s-s-secondo me?"
ST: "Sì, secondo te, insomma ho fatto 15 giorni di prova e mi hanno pure chiesto di andare a Milano con loro la prossima settimana, dici che è buon segno?"
Io: "Purtroppo per te, sì"
ST: "..."
Io: "Allora facciamo così: qua dentro sono uno più matto dell'altro e lavorarci è molto molto molto difficile, anche se adesso ti sembrano una bella compagnia di amiconi. Quindi, se vuoi un consiglio sincero: accetta questo lavoro se non hai altro al momento, ma vattene appena puoi..."
ST: "Che strano, non dovresti dire così, loro parlano così bene di te..."
 
co.co.prodotto da Atipica at 4:57:00 PM | Permalink | 7 comments
08 maggio 2008
E' stata scelta Suor Teresa 4. Un donnone alto, pettoruto e boccoluto, un bel viso forte con lineamenti alla Anna Magnani (boni, state boni: non ho detto che somiglia ad Anna Magnani, solo che ha un viso forte genere Anna Magnani). Con un pugno in testa potrebbe spedirmi al centro della terra e farmi uscire dall'altra parte come un proiettile. L'investitura è avvenuta oggi, quando SS l'ha omaggiata con la prima di una lunga serie di sodomie.
Sodomizzo dunque apprezzo.
Vilipendo dunque amo.
Insulto dunque assumo.
Disprezzo dunque compro.
L'ha chiamata urlando nel suo ufficio e, per prima cosa, le ha dato della cerebrolesa. Poi, come da copione, le ha chiesto per quale ragione, secondo lei, le stava dando della cerebrolesa. Quella è rimasta comprensibilmente a bocca aperta come uno stoccafisso. Anch'io rimasi basita a fissarmi la punta delle scarpe. Poi l'ha accusata di non saper usare la punteggiatura. Come me tre anni fa, Suor Teresona ha bofonchiato qualcosa, invocato la svista e il refuso, cercando di giustificarsi, chiedendo in quale punto, sì insomma, dove ha sbagliato, ecco. Non sa, come non lo sapevo io, che SS usa punto e virgola e due punti come se avessero la stessa funzione. Non sa, la sventurata, che il Mengele della bassa padana è solito piazzare una bella virgola proprio lì dove è più inopportuna, nel punto che procura una sincope istantanea a qualunque professore d'italiano degno di questo nome: fra il soggetto e il verbo. Ma non in frasi complesse, articolate e piene di parentetiche come un cane di pulci, no. Per quanto possa sembrarvi impossibile l'ho visto coi miei occhi vergare la proposizione Il GPL, è pulito. Perciò il solo fatto che SS l'abbia accusata di non saper usare la punteggiatura fa di lei il D'Annunzio delle virgole.
Lei non lo sa. E non sa neppure che lei, qui dentro, è davvero colei che non sa usare le virgole. Dove tutti camminano sulle mani, che ci piaccia o no lo stronzo è quello che cammina sulle gambe.
Ma io ho appena deciso che glielo dirò. Perché passata la prima reazione idrofoba provo per il mio povero successore una sconfinata tenerezza. No, non tenerezza, proprio pena. Con ogni probabilità non mi crederà e penserà che la voglio convincere a non accettare.

 
co.co.prodotto da Atipica at 5:40:00 PM | Permalink | 14 comments
"Avanti, tutti in riunione di redazione!"
"Anch'io?" domando, visto che non scrivo più nulla, per ordine di sua Padronalità.
"Ma certo Benedetta!Proprio non capisco il senso di certe tue domande..."
"Beh, non mi fate scrivere una riga, mi pare una sciocca formalità star seduta lì a far si con la testa..."
"La solita polemica!Ti informo che non abbiamo ricevuto indicazioni esplicite in tal senso, quindi continui a partecipare!"
"Io farò pure della polemica, ma mi pare implicito... quando non lavorerò più qui, nessuno ti dirà esplicitamente che non devo più partecipare alle riunioni di redazione: consegue, capisci?"
"Non so che cosa dire, tu devi partecipare"
Così mi sono seduta intorno al tavolo con i miei futuri ex-colleghi e ho ascoltato mentre si spartivano gli articoli e decidevano cosa scriverà la nuova Suor Teresa - per amor di verità tocca ammettere che quest'ultima non ha assolutamente nulla della suora, anzi ha tutta l'aria di essere una gnocchina sveglia - sul nuovo numero della rivista. Nessuno mi guardava, tutti sentivano la mia ingombrante presenza: facevo il convitato di pietra. Non è male, come ruolo: dai fastidio agli altri semplicemente stando lì. Però bisogna essere di pietra, e purtroppo nel mio caso la mutazione non è completa e quella, seppur sporadica, attività neuronale che ancora s'agita sotto la calotta cranica mi rende decisamente vulnerabile a queste situazioni kafkiane. Non è che sia la fine del mondo, no. Non una cosa che vai in bagno a strapparti i capelli uno a uno. Però dopo cominci a pensare alla crudeltà delle formalità senza senso, a come un'azione priva di qualunque connotazione morale possa trasformarsi in un efficace strumento di tortura, di come sia facile diventare complici inconsapevoli e di quante volte lo sono stata io, di come assistere all'assegnazione del tuo lavoro, anche quello più infame, a qualcun altro ti faccia sentire uno a cui è stato sottratto qualcosa che gli apparteneva. Ti resta la bocca amara, ecco.
Finita la riunione torno in ufficio. Mentre scrivo questo post, squilla il cellulare della Bara: è SS.
"Vuoi sapere quale delle ragazze mi piace di più? Beh, la seconda è sicuramente molto valida, è propositiva, ha una forte motivazione, insomma, io sceglierei lei. Sì, anche l'ultima non è male. Forse la prima era la più imbranata..."
E io cosa vado a pensare, invece di alzarmi e andarmene? Invece di parlare sotto il mio naso avrebbe potuto alzarsi. Forse lui avrebbe potuto chiamare in un altro momento, magari nel tardo pomeriggio, tanto lei gli risponde anche a mezzanotte. Forse l'ha fatto apposta, voleva che io ascoltassi la conversazione. Sicuramente l'ha fatto apposta. E lei non s'è alzata, s'è prestata, come al solito, al gioco. Perché, mi domando: il contratto scade e può non essere rinnovato, non c'è nessun bisogno di spingermi alle dimissioni. Quindi a chi piace o a chi giova codesto supplemento di golgota? Sì, il tono di questo post è lamentoso. Potrei alzarmi e andarmene invece di lamentarmi, ma non ho un altro lavoro ancora. E poi è quello che vogliono, che mi alzi e me ne vada e smetta di essere una presenza imbarazzante per tutti, ma io questa soddisfazione non gliela do. Non fino a quando non avrò trovato un altro lavoro.
Ora, a me andrebbe un sacco di progettare un sogno, come spesso mi viene consigliato. E avrei pure molta voglia di accorgermi che è arrivata la primavera e fa caldo. E di vestirmi bene, andare al mare, guardarmi nello specchio e vedere una faccia colorita e sorridente. Però è difficile, perché il vero problema del mobbing è che dura più della rabbia di chi lo subisce. E quando se ne va la rabbia, resta la stanchezza. Una stanchezza più grande delle buone intenzioni. A questo punto la mia saggia nonna quasi centenaria che ha visto una guerra ed è stata malmenata dalle SS, e che quindi comprensibilmente se ne sbatterebbe le balle delle angherie di quest'armata brancaleone, direbbe: "E che vuoi che sia? solo alla morte non c'è rimedio".
 
co.co.prodotto da Atipica at 10:17:00 AM | Permalink | 7 comments
07 maggio 2008
Il blog langue, me ne rendo conto. E' che sto languendo io, quindi langue tutto ciò che dipende da me. Languono le piantine sul davanzale della finestra, langue il gatto, langue il blog. Langue il mese di maggio.
La mia giornata tipo: mi sveglio tutta pimpante, mi preparo ascoltando la musica, esco di casa canticchiando. Poi varco la soglia dell'ufficio e - blop - la musica tace. Mi siedo al mio posto, accendo il pc, mi preparo un caffè e fumo una sigaretta in bagno. Poi comincia il dramma: non ho un cazzo da fare perché la matematica non è un'opinione e quindi, se ciò che di solito faccio io lo fa la suor teresa di turno (siamo a 4, una alla settimana), a me non resta che darmi al giardinaggio. Siccome il CSM è al quinto piano di un edificio piazzato in mezzo ad altri edifici e non c'è un ciuffo d'erba manco a cercarlo col lume, va da sé che ho un accidenti da fare. Sono un disoccupato pagato. Condizione che immagino appaia desiderabile a molti ma, se ci pensate bene, dopo i primi due giorni tutta la faccenda smette di essere divertente. Funziona così: tutti sanno che non ho niente da fare e, di conseguenza, che non faccio niente. Ma mi si chiede almeno di fingere di lavorare. Perché, se tanto tutti lo sanno? Beh, per la sopravvivenza della commedia stessa. Se io di punto in bianco mi faccio un pisolino sulla scrivania, mi stravacco nella poltrona padronale a leggere un libro sui bambini soldato, comincio a chiamare gli amici per organizzare schiamazzi e ubriacature serali, nessuno può più far finta che tutto vada bene. Mi rendo conto che è contorto, molto contorto, ma capite cosa intendo?
Così io mi ritrovo nella sgradevolissima condizione di passare otto ore fissando un monitor. Internet è una miniera d'oro, direte voi. Sì, il fatto è che, a parte inviare curriculum a pioggia a qualunque azienda abbia un sito, nelle ultime tre settimane ho già:
- letto una vagonata di blog;
- approfondito la questione della guerra in Afghanistan, Iraq, Vietnam, Darfur e contestualmente firmato una dozzina di petizioni contro altrettante guerre, genocidi, stermini, pulizie etniche e altre simili gradevoli azioni di cui può far vanto il genere umano;
- letto un mezzo quintale di dossier sull'11 settembre, rivisto tutti - e dico tutti - i filmati disponibili su You Tube degli aeroplani che si spatasciano contro le torri. Tra l'altro ho appurato che dopo che il primo aereo ha colpito la prima torre qualcuno ha pensato bene di rispedire a lavorare quelli dell'altra torre che non sia mai ci perdiamo una giornata di produttività.
- letto recensioni di film in uscita, già usciti e persino di quelli già visti;
- letto recensioni di libri in uscita, da leggere e persino di quelli già letti;
- letto pettegolezzi di ogni risma sui miei attori preferiti e su tutti i protagonisti della serie la Squadra che m'intriga assai (tutti abbiamo un lato oscuro, nel mio c'è La Squadra) ;
- scaricato circa una cinquantina di foto di attrici, cantanti e in generale donne che hanno tagli di capelli che mi piacciono e che conto di farmi nei prossimi quindici anni;
- scaricato una quantità inenarrabile di canzoni;
- masterizzato decine di cd a decine di amici che me li hanno chiesti;
- masterizzato decine di cd a decine di amici che non me li hanno chiesti;
- molestato virtualmente tutti i miei contatti messenger e skype al punto che non mi meraviglierei se qualcuno mi bloccasse il contatto;
- girato a tutta la rubrica della mia posta decine di messaggi edificanti e meno edificanti - ebbene sì, persino squallide catene di sant'antonio - che mi varranno gli insulti di tutti i destinatari;
- dispensato consigli di cuore, sempre via messenger/skype, a chi ne ha fatto richiesta.
L'elenco non è esaustivo, potrei passare ore descrivendovi la quantità di stronzate immonde che ho avuto il coraggio di fare in internet, ma ho una dignità da difendere e voi di certo cose migliori da fare.
Il problema ora è: ho ancora due mesi di purgatorio. Che faccio, a parte mordermi le unghie? Si accettano suggerimenti, ma non ditemi "scrivi un romanzo" perchè c'ho già provato e l'unico risultato degno di una qualche considerazione che sia riuscita a ottenere è un furibondo attacco di colite.

 
co.co.prodotto da Atipica at 5:03:00 PM | Permalink | 12 comments
Online Dating

Mingle2 - Online Dating