Confondere causa ed effetto non è cosa da poco. Se lo facesse un medico finirebbe a schifìo nove volte su dieci. Se poi si confondono causa ed effetto e ci si aggiunge la servile abitudine di seguire il principio di autorità anzichè il metodo scientifico, è finita. Tanto vale fare un salto indietro di quei quattro secoli buoni, chiudere Galileo Galilei nel cassetto e buttare via la chiave una volta per tutte. In genere è un rischio che non si corre, fra gente normale. Il problema è che nel mio ufficio la gente normale è merce assai rara.
Mi spiego: durante un incidente un serbatoio di benzina può esplodere se la benzina cola, una scintilla innesca un incendio e nel serbatoio chiuso la pressione sale a causa del calore prodotto dall'incendio. Punto. Non lo dico io, lo dice la termodinamica, o comunque si chiami quella cosa che ti fanno studiare a scuola quando sei ragazzino normalmente temuta più delle fiamme dell'inferno. Per stare dalla parte dei bottoni, chiamiamola genericamente fisica e non se ne parli più. Nel mio ufficio però, dove non si può dire ad alta voce che dio è un'invenzione degli uomini senza provocare una crisi isterica nella mia responsabile, si possono mettere in dubbio le leggi fisiche supportate da tanto così di esperimenti e verifiche.
Veniamo al dunque: devo scrivere una lettera per rispondere ad un articolo in cui indirettamente viene sostenuto che il GPL è più pericoloso della benzina perchè scoppia. Ovviamente dati alla mano si tende a far notare che gli impianti sono sicuri e bla bla bla e che, in caso di incidente, la benzina può essere responsabile di esplosioni quanto e più del GPL. Perchè è altamente infiammabile e quindi il discorsetto di cui sopra. Ora, puà darsi che mi sbagli, ma secondo M. la benzina non è responsabile di esplosioni in quanto infiammabile, perchè semmai l'esplosione sopraggiunge quando il tizio nell'abitacolo è già morto. Se qualcuno trova una logica in questa frase giuro che gli pago una vacanza alle Maldive. Punto primo, che ci sia qualcuno dentro l'abitacolo è assolutamente ininfluente se si sta parlando della maggiore o minore infiammabilità di un carburante rispetto a un altro. Secondo, che il succitato tipo crepi bruciato o ridotto in mille pezzi da un'esplosione non è all'esame di questa commissione. Ovvero non ce ne frega niente, se il nocciolo dell'argomentazione è capire se l'eventuale fuoriuscita di benzina e l'eventuale conseguente incendio siano causa dell'eventuale esplosione del serbatoio. Sennò aggiungiamo che non esplode perchè tanto arrivano i pompieri e buonanotte.
Quando ho sollevato queste obiezioni, M. mi ha guardato con occhio cattivo e ha sibilato: - Se non hai voglia di scrivere quello che ti dico, dillo che me lo scrivo da sola. Io: - La voglia non c'entra niente, cosa c'è che non va nel ragionamento, peraltro elementare, che ho fatto?
- Non lo so, ma si è sempre scritto come dico io e tu scrivi così...
Pensate cosa sarebbe successo se Galileo si fosse rassegnato al fatto che s'è sempre detto che il sole gira intorno alla terra e, dopo una bella alzata di spalle, avesse deciso di fare il fioraio...
Una postilla: non mi frega assolutamente nulla nè del GPL nè della benzina, per fortuna occupo le mie giornate pensando ad altro. Era così per raccontare...







