Ho deciso di cambiare look. Da donna di classe con caschetto liscio e castano, pallidamente intellettuale, a regina delle spiagge italiane, iperabbrustolita e con i capelli allegramente ricci e svolazzanti. Premetto: riccia -troppo- mi ci ha fatto mia madre, liscia il parrucchiere. Quindi se torno riccia ci guadagno in quattrini e salute del capello. Singolare come usano i parrucchieri: come lo facciamo questo capello? (uno lo arricciamo, gli altri li lasciamo così come sono), sfiliamo il capello (sempre il solito, oggetto di odio inveterato da parte del succitato parrucchiere che lo tormenta a colpi di forbici, mentre gli altri vengono lasciati in pace, e poi vai a dire che la legge è uguale per tutti). E qui ci sta una considerazione su quanto si facciano pagare i parrucchieri a Bologna. Ma d'altronde, un cestino di ciliege quasi sei euro, fate vobis.
Dopo il drastico ritorno al riccio, che mi vale prese in giro e battutine da parte di tutto l'ufficio, ho deciso di abbandonare del tutto l'aspetto intellettuale grazie ad una drastica abbronzatura. E siccome o tutto o niente, ieri mi sono sdraiata come una cotoletta sulle spiagge piuccheproletarie (chi si ricorda il piuccheperfetto? ne ho sempre avuto una gran paura. Piuccheperfetto: già uno che è perfetto è insopportabile, che i latini abbiano potuto inventare il piuccheperfetto mi turba davvero. Si trattava di un verbo, ok, ma m'inquieta lo stesso) della riviera romagnola. Unico movimento in dieci ore dieci, quello per mettermi a pancia in sotto. Stamattina mi brucia ogni cosa, ma ho l'aspetto piu sano e sorridente che voi abbiate mai visto. Ricci svolazzanti, faccina rossa, mi mancano due-tre chiletti distribuiti fra tette e sedere per diventare il sogno erotico di ogni idraulico. Ci penserò.







