19 maggio 2006
M. ha un amico: G. Costui ha 40 anni, una bella crapa pelata e lucida su cui non c'è nemmeno il ricordo di un capello e un'espressione così stupida, ma così stupida, che guardandolo ti viene da girargli attorno per controllare di non esserti messa a parlare con il manichino di un negozio. G. ha un bar, uno di quei posticini plasticosi e patinati, arredamento minimal da rivista per architetti della Milano da bere, dove di solito si ammassa la bella gente che cerca di dimenticare che vive in un brutto mondo. Nel bar a servire la bella gente, oltre a G., c'è un indianino appena saltato fuori dal Libro della Giungla, piccolo e secco come una prugna Sunsweet, che quando apre bocca sembra la versione post-moderna di Balanzone: - Socci regaz, ma come sciamo in tiiiro sctascera... Bella Max, comprato il ferro nuovooo?
G., nonostante la sua tracimante stupidità, ama distribuire perle di saggezza e insegnamenti di vita. Tipo: volete conquistare una donna? Spiazzatela. Se una ha un gran decolletè, ad esempio, bisogna dirle che ha delle belle mani: non saprà resistere di fronte a cotanta sensibilità e si sciolgierà come il burro sui maccheroni. Parola di G., che a conoscenza dell'animo umano sta una spanna sopra Freud. E ancora: le donne amano gli uomini perversi, quelli che fanno del sesso un'esperienza estrema, tipo bunji-jumping. Perciò non abbiate timore di rischiare, confessate i vostri desideri proibiti, cogliete senza paura il frutto del peccato. Lui, ad esempio, sogna che la sua donna se ne vada in giro con un piccolo, ma non troppo, vibratore a ventosa applicato non ho ben capito dove e telecomandato. Così a Natale, di fronte alla famiglia riunita per festeggiare la nascita del bambin Gesù, lui può azionare il mefistofelico strumento da lontano e godere la scena della poveretta che cerca di trattenere urletti isterici e gemiti mentre zia Concetta attacca famelica un pezzo di tacchino, ricordando quanto piacesse al compianto zio Osvaldo la cena di Natale. Oppure fra amici, nel pieno di una discussione sulla guerra in Iraq, sull'America, su Abu Ghraib, mentre gli animi si scaldano di passione politica, lui ZAC aziona la vibroventosa, precedentemente applicata nella di lei patatina, e da il contributo alla discussione ricordando alla consorte che, da che mondo è mondo, l'importante è fare l'amore, non la guerra.
Guardiamo il lato positivo della cosa, se uno così è sposato vuol dire davvero che sulla faccia della terra c'è posto per tutti.
 
co.co.prodotto da Atipica at 5:41:00 PM | Permalink |


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