Ho deciso di cercare lavoro in un bar. Voglio passare la mia giornata fra caffè e tazzine e panini imbottiti. Voglio vedere la gente fare colazione leggendo il giornale, rilassarsi a pranzo mangiando quello che ho preparato, guardando fuori, parlando al telefono. Stamattina mi sono svegliata in una cameretta che puzza di polvere, la macchinetta del caffè è andata e ho solo potuto bere un avanzo freddo del giorno prima. Il bagno era occupato, la mia coinquilina si è preparata in silenzio la colazione e si è chiusa in camera, per fare colazione davanti alla televisione. Fuori c'era il sole. Ma la giornata non si può iniziare in modo così triste. Sa di abbandono e porta iella. Si, iella:al caffè freddo ingurgitato in una casa fredda aggiungeteci otto ore di lavoro in una gabbia di matti e chissà cos'altro, agitate bene, e al tramonto avrete concentrato di psicosi maniaco-depressiva con tendenze suicide e raptus omicidi. Così ho deciso che volevo una brioche e un caffè del bar. 1,90 per provare a riconciliarsi con la giornata e la vita. Sono stata attratta dentro un cubicolo lungo e stretto come un loculo da una montagna di brioche di tutti i tipi, con crema e cioccolata che sbucavano allegre da ogni dove. Il trionfo delle papille gustative. Ho chiesto un caffè e una brioche. Dentro una signora grassa, bionda come barbie e con un sorriso a mezzaluna mi ha risposto "Pronto bella signorina!" e mi ha allungato un briochione grande come il mondo. "Mangia, mangia che fa bene lo zucchero di prima mattina" mi ha detto la grassa, grossa signora bionda. E' stata come pacca una sulla spalla. Di quelle che ti dà la nonna, una mattina che sei lì e fai colazione mentre lei sfaccenda. E le finestre sono aperte, entra il sole, sei tranquilla, serena. E pensi che quello è il bello della vita.
Così ho deciso che voglio fare la barista. Voglio diventare una grassoccia signora rassicurante che sorride e dice cose come lo zucchero fa bene, bella signorina. A ciascuno le sue ambizioni.







