12 giugno 2006
Pare che io non mi lasci vivere. Nel senso che sembro bloccata in una specie di limbo in cui ai desideri non corrispondono le azioni. Vero. Il mio più grande difetto è non far corrispondere le parole ai fatti. Perchè a parole sono un pensatore instancabile, un rivoluzionario coraggioso, una pasionaria arrabbiata, un esploratore infaticabile dell'animo umano, un filosofo in cerca della verità. E nei fatti una pigra ragazza troppo cresciuta che perde tempo a bivaccare sul divano tormentandosi i ricci, evitando di definirsi donna per non essere costretta a fare i conti con la realtà. Cazzo, la realtà, è vero che esiste anche quella!In effetti, pare che sia così. Però il fatto è che bambini si sta bene. Si sta bene quando puoi piangere e correre da mamma, che poi pensa a tutto lei. Si sta bene quando i grandi sgobbano e sudano e tu ti riposi in una cameretta fresca, all'ombra, leggi Tom Sawyer e ascolti le cicale. Si sta bene quando si è troppo piccoli per capire le cose. Ora io è un pezzo che non corro da mamma perchè mi aggiusti il giocattolo rotto. Non l'ho fatto nemmeno da bambina perchè in mia mamma e mio padre vedevo due presenze pericolose. Non so spiegarmi bene: prima me lo aggiustavano il giocattolo, poi mi chiedevano perchè s'era rotto. E io le temevo quelle domande, perchè ci sentivo sempre una nota inquisitoria. Non che a 8 anni sapessi connotare un tono come "inquisitorio", ma ero convinta di avere un grande segreto da nascondere. Temevo di essere stupida. Tutti, maestri, parenti, amici, amici degli amici, sostenevano il contrario, dicevano che ero intelligentissima. Perciò ero convinta che fosse in atto un colossale fraintendimento, che prima o poi sarebbe venuto a galla, come succede nei film. E allora chissà cosa sarebbe successo. Ero convinta che solo l'essere intelligente facesse sì che i miei genitori mi trattassero bene, e temevo un subitaneo ribaltamento della situazione nel caso si fossero accorti della mia vera natura assolutamente cretina. Perciò odiavo quelle domande. Però da bambina potevo stare nella mi cameretta assolata ad ascoltare le cicale. Che non è male. Il fatto è che adesso mi sono stancata: non posso correre da mamma, non posso ascoltare le cicale, perchè sono al lavoro quando cantano, e non mi frega nemmeno più nulla se la gente pensa che sono cretina.
 
co.co.prodotto da Atipica at 2:54:00 PM | Permalink |


0Commenti


Online Dating

Mingle2 - Online Dating