Siamo all'inizio del mese, pagano le pensioni, gli uccellini dovrebbero cinguettare visto che è giugno, ma in realtà accendono fuochi sui rami per scaldarsi le piume congelate. In ufficio è tempo di mensili, che trasformano la mia rassegna stampa quotidiana in un'impresa titanica. Oggi le mie letture spazieranno da Il giornale delle barche a motore e Pescare Mare (che, fra l'altro, ha in copertina una povera trota arpionata da un amo assassino, ragione più che sufficiente per licenziare in tronco il grafico) a Il Giornale del petrolchimico, Il mio palmare, Ciociaria Oggi.
Ne consegue l'amara considerazione che, nonostante tutto questo spreco di alberi e carta, noi italiani siamo capaci di scrivere solo cazzate. Che poi evidentemente nemmeno leggiamo, visto che le classifiche su quanto si legge ci vogliono sempre ultimi in Europa, seguiti solo dalla Transilvania.







