Hanno squalificato Materazzi. Sono contenta, yuppie! Perchè? Perchè non sopporto di sentir trattare come un martire uno che dice tua madre è una puttana terrorista a un suo avversario, non sopporto un omone di due metri e dieci che riceve una testata e cade per terra come se lo avessero colpito con un macete e due minuti dopo scatta come un puma su e giù per il campo. La testata avrebbe potuto ucciderlo, se Zidane avesse colpito il plesso solare. Alzi la mano chi sa cos’è il plesso solare. E ancora meno sopporto l’ira nazionalpopolare che serpeggia per lo stivale, nonostante abbiamo vinto la coppa e l’artefice della testata più famosa del mondo sia uscito dal campo a capo chino dopo la squalifica, e che si è tinta in modo preoccupante di sfumature razziste. Allusioni tutt’altro che velate alle origini algerine del calciatore FRANCESE hanno attraversato la penisola, ripetute sulla bocca di istruiti e scolarizzati di vario livello, che la gravità dell’evento ha spinto a profonde riflessioni socio-culturali quali “d’altra parte, cosa aspettarsi da un marocchino”. Algerino, signori, non marocchino. Sembra strano, ma anche nei paesi primitivi come l’Africa esistono confini per distinguere una nazione dall’altra. E ancora: tutto lo stivale è compatto nella disapprovazione veemente della violenza. E la provocazione? Vabbè ma in campo ci s’insulta, lo fanno tutti. Quando da piccola dicevo a mia madre “l’ho fatto perché lo fanno tutti”, lei mi rispondeva “e se tutti si buttano dal ponte tu che fai, li segui?”. E poi è la solita storia: italiani brava gente, i veri cattivi sono gli altri.Tutta la vicenda Zidane-Materazzi è servita a dimostrare due cose: primo, siamo un popolo di razzisti presuntuosi; secondo, il sogno americano è, appunto, un sogno. Se sei algerino - come una volta eri italiano in America - puoi arrivare in cima all’Olimpo, essere osannato come Dio, ma appena fai un passo falso, le tue origini tornano come uno spettro. Rocky Marciano si chiamava Roberto Marchigiani, ma un wop non diventa un mito. Quindi i manager suggerirono: sorvoliamo sull’italianità, mettiamoci un nome che suona più zio Sam. Mia nonna, davanti ad atti inspiegabili da parte di qualcuno, chiamava in causa la razza, spiegazione ultima e indiscutibile. Brava persona mia nonna, ma razzista come poche. Le origini algerine di Zidane hanno a che fare con la sua irascibilità come io ho a che fare col maltempo. Non c’è alcuna evidenza razionale che sostenga la convinzione che gli algerini sono tutti violenti e che la dietro un gesto come quello di Zidane ci sia l’origine algerina. Questo ragionamento ha solo la forza del pregiudizio razzista. E allora ben venga la punizione a Materazzi, provocatore nostrano.







