Il caldo ci tiene per le palle. 40° sempre, 40° mentali prima che fisici. In ufficio, in teoria, ce ne sarebbero 26, grazie all’aria condizionata. Ma guardi fuori, il sole rimbalza sulla bianca parte di fronte alla finestra (si sa in città si vive come le api negli alveari) e ti acceca. Sai che fuori ci sono quaranta gradi, e immediatamente una goccia di sudore ti imperla la fronte. Vorrei passare la giornata sdraiata in riva al mare. Se proprio non si potesse, mi basterebbe stravaccarmi su un divano con un buon libro e un ventilatore puntato in piena faccia. Invece la mattina striscio fuori dal letto proprio nell’ora in cui riuscirei a dormire senza lessarmi nel mio sudore, arrivo in ufficio con l’occhio pallato, fingo efficienza otto ore, ma in realtà dormo un sonno neuronale pressoché totale. La conclusione, come al solito, è che dovrebbero vietare per legge il lavoro dal 15 luglio al primo settembre e punire con il carcere duro chiunque infranga questo comandamento. Hai lavorato col solleone? Bene, ora ti fai due lunghi anni di cella di isolamento in compagnia di Rocco, Er Bestia de Centocelle, un australopiteco tatuato che non tocca una donna da circa 10 anni ed è talmente arrapato che si accontenta anche di copule bestiali con borghesi poco pelosi e inciviliti come te.







