11 agosto 2006
Ho un amico inglese, che vive a Birmingham, ed è pakistano. E’ inglese, è figlio di pakistani emigrati tanto tempo fa da un paese che “possiede armi nucleari con l'assenso di Washington” (Vittorio Zucconi, La Repubblica 11 luglio 2006) e dove forse si vive peggio che in Inghilterra. C’è da giurare che i genitori di N., il mio amico, non se la siano passata bene i primi tempi sotto i cieli di Sua Maestà britannica. Perché anche se trovi il lavoro e metti su una bella casetta, sradicarsi non è facile. Noi italiani dovremmo saperlo, visto che fino a cinquant’anni fa ce ne andavamo a cercare fortuna oltre oceano, anche se oggi siamo un popolo razzista e poco ospitale. E non sempre eravamo accolti a braccia aperte. Penso a quelle sere che piove e casa tua è lontana, quelle volte che cogli qualche frasetta contro la tua gente buttata lì da un inglese in vena di polemiche. Quelle feste che a casa tua hanno il rito di tutte le feste e qua quasi preferisci far finta di niente, che festeggiare Natale quando per tutti è una giornata come tante deve far sentire molto soli. E poi tuo figlio: deve essere strano vederlo crescere inglese, perché per lui casa è l’Inghilterra non quel paese lontano di cui gli racconti.
Poi l’11 settembre, l’11 marzo, l’11 luglio. E ieri il 10 agosto. Mentre l’America si affanna a cercare in Iraq un nemico che spesso ha passaporti occidentali, Scotland Yard comunica che gli organizzatori dell’attentato sventato sono cittadini britannici di origini pakistane. Ora io la capisco la paura, a nessuno piace essere ridotto in poltiglia mentre svolazza verso le meritate vacanze, però penso al mio amico. A N., cittadino inglese di origini pakistane che viene da Birmigham e vive nel Londonistan, la periferia londinese che ospita i pakistani. Gli inglesi sono persone ospitali e civili, poco sensibili all’irrazionalità e al razzismo. Però come tutti, saranno sensibili alla paura. E io oggi mi chiedo: cosa prova N.? Cosa i suoi genitori? Oggi, si può essere insieme inglesi e pakistani? Hanno paura? Si sentono lacerati? Si vergognano? Io sono italiana al 4000 per mille. Sono nata dalla parte di quelli che possono avere solo paura e dire a voce alta che il terrorismo è orribile perché uccide i civili, ma le bombe americane non sono meglio, fanno vittime civili, non risolvono nulla e accrescono l'odio. Se fossi un britannico di origini pakistane a Londra, oggi, forse non sarebbe così facile. Avrei paura, sono inglese, potevo essere su uno degli aerei da far esplodere. Ma sarei anche pakistana, chi mi avrebbe fatto esplodere è mio compatriota. Dovrei sopportare i rigurgiti di razzismo che provoca la paura, il sospetto, le frasi a mezza bocca. Dovrei ascoltare discorsi che mi farebbero male. E mi sentirei sola, molto sola.
 
co.co.prodotto da Atipica at 12:52:00 PM | Permalink |


1Commenti


  • At 9:37 AM, Anonymous Anonimo

    ma qui si batte la fiacca!!
    nuovi post please!!!

     
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