Di tutte le cose certe, la più certa è il dubbio.
Sofocle
Ieri sono stata a teatro, a vedere 11 settembre - Inganno globale. Sostengono, loro, che l'11 settembre non è andato come ci dicono. Che le Twin Towers erano progettate per resistere ad un impatto con un aereo di linea e avrebbero resistito. E mostrano prove (una su tutte: la versione ufficiale sostiene che il crollo è stato causato dall'incendio, prodotto dall'impatto dell'aereo, che avrebbe indebolito la struttura. Ma l'acciaio fonde a 1600° e la temperatura, nella zona in cui è divampato l'incendio, non ha mai superato i 260° e per pochi minuti. Mentre ci sarebbero volute ore, ad una temperatura di almeno 900° che il kerosene non può sviluppare, anche solo per indebolire la struttura), testimonianze, pareri autorevoli, incongruenze inspiegabili. E traggono una conclusione: l'11 settembre è un inside job. Io no, non ci riesco. Perchè, anche se incongruenze e contraddizioni sono fin troppe, ed evidenti, sono convinta che si debba mantenere lucidità critica e riflettere. Altrimenti si fa come dall'altra parte, si rischia di confezionarsi una verità in scatola buona a spiegare qualunque cosa e a sollevarci dal dovere della riflessione critica. Però ho dubbi, tanti dubbi, destinati quasi certamente a rimanere tali. In fondo l'uomo, nel corso dei secoli, ha fatto cose anche peggiori, e Machiavelli insegna che il Principe di un impero deve saper essere spregiudicato e immorale.
Ammettiamo solo per un attimo, però, che la tesi dell'inside job sia fondata. Immagino i compagni di merende neocons seduti introno a un tavolo che sorseggiano un disgustoso caffè americano mentre studiano una nuova Pearl Harbor. Immagino l'oscuro disegno che prende forma, la macchina che si mette in moto. Li immagino la notte fra il 10 e l'11, fermi, nell'attesa. E la mattina dell'undici, quando il primo aereo stacca il transponder... Li immagino guardare e riguardare le immagini del collasso di quelle gigantesche costruzioni, ascoltare i nastri delle telefonate, le grida d'aiuto e poi mostrarsi al mondo con gli occhi umidi costringendolo a sopportare retorica e razzismo, la loro stupida guerra di civiltà, le bombe intelligenti e quel sorriso ottuso che inflaziona gli schermi del mondo intero da anni. E penso: se fosse vero, se anche avessero solo lasciato che fosse, per avere agli occhi del mondo l'alibi per mandare le loro ipertecnologiche truppe alla conquista del petrolio? C'è chi è convinto che queste cose accadano da sempre, che ogni governo in ogni parte del mondo raggiri, inganni e manovri i governati come marionette. Ho sempre pensato che l'amministrazione Bush fosse composta da un manipolo di uomini senza scrupoli, ma se provo per un attimo a credere alla tesi dell'inside job mi vengono le vertigini e provo un senso di solitudine ottusa e dilatata. Eppure, per il semplice fatto che esiste un dubbio, sento il dovere di riflettere. Gli altri pensino ciò che vogliono e se lo ritengono giusto, si mangino la loro minestra riscaldata senza macchia e senza paura. La verità con la V maiuscola, indubitabile, inconfutabile, ha sempre riscosso un certo successo.







