Essere l'ultima ruota del carro non è divertente, ma è un grandioso punto di osservazione. Da quaggiù nevrosi, fisime, paturnie, meschinità e isterie sono più evidenti, perchè nessuno si prende la briga di fingersi migliore con l'ultima ruota del carro. E tu li puoi guardare senza che nemmeno se ne accorgano. Non è la tua opinione che gli interessa. Ora, possiamo pure dirci che le cose sono cambiate, che non va più così la vita, ma tutti, chi lo dice e chi ascolta, sa benissimo che sono balle. E' sempre andata così e sempre ci andrà, solo che adesso la gente non lo dice apertamente. Stamattina la mia responsabile mi ha quasi azzannato alla carotide perchè ho messo in invio alcuni fax dal suo computer anzichè da quello di M. Nonostante l'attacco sono riuscita a spiegarle che M. stessa mi aveva proibito di usare il suo pc e che, visto che il programma apposito ce l'hanno solo loro due, non si poteva fare altrimenti. Non è stata considerata una risposta soddisfacente, perchè la principessa sul pisello trova particolarmente irritante dover chiudere una finestrella di windows ogni tanto o aspettare tre nanosecondi in più per aprire un file di word. Sono dovuta uscire dalla stanza uggiolante.
Poi finalmente è arrivata M. E la mia responsabile, tutta scodinzolante, le ha chiesto se fosse vero che ieri non mi aveva lasciato usare il suo computer. M. ha ringhiato di si, e l'altra allora si è profusa in una quantità di salamelecchi su come la capiva, eh già gli impegni, d'altronde se proprio non poteva. Poi si è voltata verso di me "muoviti vai a fare le cartelle". Sono certa che avrebbe voluto assestarmi un bel calcio nel sedere, ma una donna di classe non si abbassa a compiere certi gesti da lavandaia, neppure quando ci vorrebbero.
Siamo in momento incasinato qua in ufficio. Stamattina ad esempio avrei dovuto, contemporaneamente, preparare delle cartelle stampa, rispondere al telefono, andare a prendere i giornali, leggerli e chiamare una trentina di giornalisti. Ho fatto timidamente presente che con solo due mani è difficile reggere una cornetta del telefono, i fogli da inserire nelle cartelle, i giornali e la penna necessaria per evidenziare gli articoli interessanti. Mi è stato risposto che se sono limitata non è un problema loro. Temo che, se voglio conservare il lavoro, dovrò farmi impiantare qualche arto meccanico. Mentre io tentavo di acquisire il dono dell'ubiquità la mia responsabile volteggiava per l'ufficio a piedi scalzi pianificando tra se e se sa il cazzo cosa (presumibilmente qualcosa che mi terrà impegnata per i prossimi 15 anni), mentre M. - la kapò - amoreggiava al telefono per ore. (Per inciso, mia madre ha il tono di M. quando è incazzata, figuratevi se lei lo usa per amoreggiare che zuccherino dev'essere quando s'impanterisce).
Quando mi sono alzata per andare a pranzo, la mia responsabile - che per comodità, e solo per comodità, ho deciso di soprannominare Il Pittbull - mi ha chiarito che siamo in un periodo molto intenso e che io devo (sottolineo, devo) accantonare tutti i miei impegni per restare a disposizione dell'ufficio. Le ho chiesto "lo fai anche tu?" e lei, sussiegosa, "Io ho un figlio, non posso". "E io ho un gatto, non posso nemmeno io" ho risposto, chiudendomi la porta alle spalle.
Mi aspettano tempi duri, pensate che stamattina m'è toccato pure cominciare la giornata con la santificazione di Oriana Fallaci...









Ciao, tutto quello che di positivo avevi acquisito dalle ferie si è volatilizzato, "periodo duro" e quindi lo stress ti sta bussando di nuovo alla porta. Il tuo ufficio più che un ufficio sembra una giungla, ma sei mitica in fin dei conti sei tu la leonessa sen za che loro lo sappiano, un gatto ha gli stessi diritti di un figlio! Brava! quante risate mi fai fare (lo so per te non è divertente) mai pensato di scrivere un libro? Pensa che bello...