19 settembre 2006
Oggi il Sommo ha avuto uno dei suoi Grandi Attacchi d'Odio. Ci ha chiamato tutti a raccolta in sala riunioni, si è fatto mettere in vivavoce (perché lui, Stachanov in persona è al mare, mica in ufficio) e ha dispensato a tutti la sua dose di ingiurie e umiliazioni quotidiane. Poi, prima che chiunque potesse proferire parola, ha riattaccato, lasciandoci a guardarci con l’espressione da baccalà lessi. Io sono stata definita cerebrolesa, una che nella testa ha due neuroni che quando s’incontrano non producono che uno sfrigolio inconcludente. Tutto sommato m'è andata bene. La stupidità è di certo irritante, ma nessuno ha colpa della sua limitatezza. Perciò che volete se sono nata così?
Siamo in un periodo temibile. All'orizzonte si profilano fiere, eventi, conferenze, incontri ravvicinati del terzo tipo, sbarchi in Normandia e, infine, l'Apocalisse. Due persone sono state licenziate a luglio con la promessa di essere riassunte a settembre, ma nessuna delle due s'è ancora vista. Una terza, addetta al centralino, è stata risucchiata full time in un’altra azienda del Sommo. Gli incarichi di costoro si sono riversati per l'80% sulle mie spalle, che però avevo già i miei, per i quali sono sì miseramente pagata. Le prime due settimane di ottobre tutto l'ufficio si trasferirà a Genova, al Salone Nautico, per un remake di Psycho in versione aziendale. Prima della partenza ci attendono notti insonni per il confezionamento di materiale stampa che, dopo l’uso opportuno, finirà a intasare i cessi di tutta Genova. A ciò si aggiunga la nostra illeggibile rivista. Non si è ancora capito se sia preferibile usarla per incartare il pesce o per foderare la lettiera del gatto. Di certo l’ipotesi lettura è da scartare. Suddetto capolavoro editoriale è bimestrale e dovrebbe uscire i primi di novembre. Con tutto l'ufficio impegnato a sopravvivere alla fiera della nautica è quantomeno utopico pensare che i tempi d’uscita siano rispettati. Si vede che il Sommo teme un’insurrezione nazionale di pescivendoli che, se la rivista uscisse in ritardo, non saprebbero come arrotolare polpi e orate. Perciò, per scongiurare il pericolo, ha anticipato la data di consegna degli articoli al 3 ottobre. Per ragioni connesse con la limitatezza dell'essere umano, che ha bisogno di espletare tutta una serie di funzioni corporali che gli proibiscono di lavorare a ciclo continuo per due settimane, nessun articolo è ancora stato consegnato. E così oggi s’è avuto l’insulto di gruppo.
Si tende a essere grati a chi ti dà un lavoro in tempi di vacche magre e a credere che un laureato possa ritenersi già soddisfatto di lavorare nel magico mondo della stampa. Io invece sarei invece grata a chiunque mi offrisse un lavoro qualunque e e baratterei volentieri il mio ufficio stampa con un banco di frutta se mi si assicurassero educazione e umanità.
 
co.co.prodotto da Atipica at 3:38:00 PM | Permalink |


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