07 settembre 2006
Si parlava di pazzi. E quando si parla di pazzi si ha sempre un po l'impressione di parlare di sè. Di un possibile sè. A me è capitato spesso di immaginare di finire i miei giorni col cervello impappato dall'elettroshock, o sdraiata su un letto con parrucca bionda e rossetto sbavato credendomi la reicarnazione di Marylin. Non c'è niente da ridere, la pazzia è sempre più vicina di quanto si creda. Per esempio, ieri N. raccontava che la sua vicina di casa lavora in una clinica psichiatrica, un manicomio per parlare schietto. Costei le ha raccontato di un'anziana signora inebetita dai farmaci convinta di essere la fidanzata di Renato Zero. Ma proprio proprio, come che i gatti hanno quattro zampe. Quest'anziana signora ogni sera si lava, si veste, si trucca e aspetta che Renatino suo la vada a prendere. E poi? ha chiesto N. all'infermiera. Poi invece di Renato arriva il Prozac, la signora si stende sul letto e dorme sonni senza pretese, fino all'alba. Il giorno dopo si ricomincia: toeletta, attesa, sonno chimico. E dove li prende i vestiti se sta chiusa in manicomio? Ah, sospira l'infermiera, glieli porta il marito. Vestiti e profumi, ogni tanto gliene regala uno. E le chiede, ti piacciono? E poi, accarezzandole la testa matta, dice: così puoi farti bella per Renato Zero.
Poi dicono che l'amore con la A maiuscola non esiste...
 
co.co.prodotto da Atipica at 2:49:00 PM | Permalink |


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