Sono stanca. Siamo a settembre, si ricomincia a dormire con le finestre chiuse e in ufficio ricomincia la schiavitù, la creatività asservita a quanto di meno creativo ci sia: il comunicato stampa. Ne scrivi tonnellate e sono tutti uguali. Dopo un po' non ti ci sprechi più: prendi l'ultimo scritto sullo stesso argomento, magari l'anno prima, gli cambi la data, una manciata di nomi, qualche cifra che va aggiornata e pof... il comunicato nuovo è fatto.
Il boss è tornato. E' agguerrito e la Fiera di Genova si avvicina. Questo per noi significa giorni frenetici e notti insonni. Occhiaie, viso patito, chili persi per strada, incremento repentino del numero di sigarette fumate e di soldi spesi per comprarle. Odio l'iperattività della società postmoderna, dove per risparmiare si fa fare a due persone ciò che andrebbe fatto in quattro. Tanto la Rivoluzione Francese non ha cambiato niente: i nuovi aristocratici, quelli coi soldi, stanno a guardare col telefonino in mano, prendono decisioni che ti cambiano la vita, danno ordini che provocano attacchi di panico e hanno in cinque minuti idee che dei poveri cristi come me dovranno mettere in pratica, perdendoci il sonno. Sento la Depressione dell'Impiegato che ritorna, inflessibile e persecutrice come la nuvoletta di Fantozzi. Per ora mi guarda da lontano sorniona, aspetta il primo giorno di pioggia per saltarmi alla gola. Rassegnata, attendo.
l'11 settembre 2006. Cinque anni fa ero a casa dei miei in Abruzzo, assaporavo il pisolino pomeridiano e sbirciavo Ally McBeal in tivvù. Poi un messaggio "accendi la televisione...in America succede di tutto". Mentre grilli e cicale cantavano a più non posso nel natio borgo selvaggio, mi decido flemmatica a scuotermi dal torpore post-pranzum e cambiare canale. Non senza chiamare il babbo, che pisolava anche lui, perchè si sa al Sud la siesta è un imperativo categorico. La televisione mostra un aereo che taglia in due un grattacielo, come il famoso grissino col famoso tonno. La torre vacilla e si accascia. Mio padre commenta "To' una fuga di gas". E questo la dice lunga sullo stato di salute mentale del tipo dalle cui palle pare io abbia avuto origine.
Diciamocelo, da allora le cose sono andata un tantino peggio, per tutti.







