Dicevo ieri del questionario della casa editrice. E scusate se torno sulle cose, ma in questo periodo ho il cervello che funziona così, a singhiozzo. Quelli del questionario mi scrivono che se non riceverò risposta prima del 31 ottobre significa che il mio profilo è stato scartato. E insomma, è una cosa che mi fa effetto. Si. Dai, questi leggono un curriculum, si guardano in faccia e poi decidono che si, tu puoi passare al Questionario Con La Q Maiuscola. Ovvio che hanno una gran fiducia nel Questionario: è facile, veloce, non implica promiscui contatti umani perchè loro te lo inviano e tu te lo fai tranquillamente a casa tua senza rompere i coglioni in azienda e mette subito in luce le caratteristiche salienti della personalità del candidato. Ti fanno domande tipo "sei gentile con la gente?" o "ti piace leggere?" o "tendi ad essere prepotente con i colleghi?". E ti dicono non mentire, mi raccomando, che ce ne accorgiamo, noi psicologi sopraffini, e i bimbi bugiardi qui in azienda non li vogliamo. Ora, io magari ho sfiducia nel genere umano, ma ce lo vedete voi uno che vuole ottenere un lavoro rispondere che no, lui non è gentile con nessuno, perchè la gente non se lo merita. Anzi, gli piace maltrattare le persone, soprattutto i colleghi. E' così divertente prevaricare, angariare, tirranneggiare e magari metter zizzania, per quale ragione uno dovrebbe privarsi di un piacere sì grande in questa valle di lacrime? Insomma, è come chiedere a un terrorista se fa il terrorista. Secondo me è pure un tantino immorale andare da uno che vuole un lavoro e dirgli prima di tutto la sincerità e poi chiedergli se si considera un egoista. Ma tranquillo, bello, rispondi pure sinceramente, perchè qui non siamo in parrocchia e puoi sempre contare sul fatto che stiamo proprio cercando un egoista. Essere uno che passa sopra sua mamma pur di fare carriera non ti preclude la possibilità di ottenere questo lavoro, non venircelo a raccontare si.
Poi dopo ci sarà il Colloquio, per i Profili Selezionati, ovvio. I Profili si presenteranno in azienda ben vestiti, aspetteranno un'ora in un ufficio asettico guardandosi intorno con circospezione. Perchè li abbiamo letti tutti quegli articoli tipo job advisor su come presentarsi al colloquio, cosa aspettarsi durante un colloquio, come riconoscere le domande trabocchetto. E lo sappiamo, altro che se lo sappiamo, che lì in giro potrebbe esserci una telecamera che ci spia, o uno specchio come quelli della polizia dietro cui due tizi scrutano se uno si mette le dita nel naso, si morde le unghie o scoreggia. Perchè lo sanno tutti che uno che si morde le unghie e scoreggia non può essere un buon redattore. C'è una correlazione diretta fra tendenza alla flatulenza solitaria e attitudine al lavoro redazionale. O a qualunque lavoro. Perchè conosco una che fa selezione del personale che esamina dietro il vetro gente che si presenta per i ruoli più disparati e a sua volta è stata esaminata da dietro un vetro. O magari serve perchè poi il tizio possa chiederti scusi, lei si mette le dita nel naso? e scoprire così se sei un bugiardo oppure no. Poi il tizio arriva col tuo questionario sotto il naso. E comincia a chiederti com'è che alla domanda sei gentile con la gente hai risposto si. Cos'è non ti è mai capitato di essere scortese? Di avere le palle girate e mandare affanculo il povero vecchietto che ti fa perdere tempo alle poste? beh, si signor esaminatore, a tutti capita di avere le palle girate e fare cose non proprio nobili, ma vede, in linea di massima sono gentile. Si, ma cosa vuol dire in linea di massima? saresti gentile per esempio, con un collega che non lo è con te? Per quanto lo saresti? Insomma, cosa vuol dire per te essere gentile? E perchè ti definisci gentile con gli altri quando sai di non esserlo sempre? Perchè non sono sgarbato, signor esaminatore. Sono umano, quindi non sono sempre gentile come nei suoi telefilm americani preferiti, ma sono tendenzialmente gentile con il mio prossimo. E il Colloquio va avanti così e quando esci hai sempre l'impressione di aver fatto una figura di merda, ti senti un po' contuso e continui a chiederti cosa c'entra la tua gentilezza con il lavoro di redazione. Ti chiedi perchè non ti hanno chiesto se leggi, cosa leggi, perchè non ti hanno fatto leggere un pezzo magari inedito chiedendoti cosa ne pensi. Perchè gli interessava se sei gentile o egoista o prevaricatore e perchè hanno avuto bisogno di guardarti per mezz'ora da dietro un vetro come le spie. Poi te ne torni nel tuo ufficio di pazzi e non sei più tanto sicuro di volertene andare, no, proprio non lo sai. Ma forse non c'è poi tanto da scegliere.







