La persone che pensano solo a forma e salute vivono da malati per morire sani come pesci. Questa frase l'ho sentita ieri, alla radio. Si parlava di palestra, di salute, di sana alimentazione, di forma perfetta. E qualcuno ha mandato questo sms. E m'è venuto da ridere perchè è vero: i grassi a pranzo, i carboidrati a cena, i conservanti oddio, la cioccolata è un eccitante, caffè? scherzi fa male al cuore, la panna non si può perchè come si fa con la colite, e niente glutine che c'ho un accenno di celiachia.
Ieri sono andata fuori a cena, con i ragazzi del nuoto. Ordinare una pizza, o una pissa, come dicono a Bologna, è più difficile che scrivere un trattato di psicologia dinamica. C'è quello che la vuole con l'impasto senza glutine, ma non deve neppure contenere del lattosio, o perchè oltre la celiachia c'ha la colite. E poi ordina una pizza superlight e arriva sta cosa inquietante con sopra un metro cudo di insalata, completa di mais e pomodorini e radicchio. La pizza alla biada. Senza glutine, senza mozzarella, senza un cazzo di sapore. Perchè bisogna rispettare il proprio corpo che chiede di restare sano e in forma. Vedeste quante pizze alla biada ieri sera, da gente che s'era sparata due ore di nuoto per un totale di più di 150 vasche a velocità supersonica. Gente che aveva bruciato talmente tante calorie che avrebbe avuto diritto a un mezzo bisonte muschiato arrosto e forse gli sarebbe rimasto il posto per le fragole con la panna. Che intendiamoci, quelle 150 vasche le faccio anch'io e posso assicurare che se c'è una cosa che non lascia tregua, dopo, è la fame. Ma il corpo, la bellezza, la forma splendida splendente, la pancia piatta come una tavola da surf esigono il loro tributo quotidiano in sacrifici e sofferenza. E a colazione? gallette di riso. Ma sei celiaca? No, sono al limite, ma preferisco rispettare il mio corpo. Qualcuno ha osato ordinare un tiramisù. I commensali hanno sgranato gli occhi, e scosso la testa in segno di diniego. Qualcuno s'è lanciato nel calcolo delle calorie, per smaltire quello ci vogliono 5 serie miste, ha detto ruminando la sua dietetica aglutinata delattosiata biada. E non parliamo del bere: non una birra, l'alcol fa male, nè vino, che poi il fegato s'affatica, dell'acqua grazie, ma la prego, con poco sodio e diuretica che aiuta a purificarsi. Un imberbe di 15 anni ha raccontato di un suo amico che a suon di sbornie del sabato sera ha le transaminasi (transamiche? ma perchè sto ragazzino parla di transaminasi invece di farsi due belle canne alla faccia di chi gli vuole male?) troppo alte. Il Club degli Anoressici in gran completo ha scosso la testa in segno di disapprovazione.
Io le capisco le ossessioni per la porzione, per l'immagine riflessa, per il rotolino che occhieggia dalla vita bassa a pelo di pube e la ruga che ti fa ciao dall'angolo dell'occhio. Ma questi ti fanno venire l'ansia quando addenti il meritato pasto, ti guardano con compassione e disgusto se ordini una birra, la summa di tutti i mali che affliggono il pianeta. E uscire a cena con gli amici si trasforma anche in un dovere di cui si farebbe a meno. E io, cazzo, non ne posso più, santoddio. Voglio mangiare una pizza alla salsiccia senza sentirmi addosso mezza tonnellata di sguardi di riprovazione e disgusto, fumare una sigaretta senza essere guardata come una che se ne va in giro con un cappio al collo e senza che mi si ricordi che mi verranno le rughe. Tanto non saranno un po' di radicchio, due pomodorini e un bicchiere di acqua senza sodio a salvare il mondo dalle rughe e dalla vecchiaia. Alla fine sani o malati, moriremo comunque.







