Eh già il bancomat. Stamattina mentre facevo colazione l'ho tirato fuori dal portafogli e l'ho guardato. Poi gli ho fatto una carezza e gli ho sussurrato: non ti preoccupare, non mi sono dimenticata di te, appena posso giuro che ci andiamo a bere una birra tutti soli soletti, io e te. Però tu non fare scherzi, mi raccomando. Resta lì buono un altro po', non ti smagnetizzare, non ti scollegare, non ti suicidare. Pazienza ci vuole, te lo dico io. Gli strumenti della legge sono dalla nostra parte e i nostri colleghi sono così compatti e uniti che presto di sicuro trionferemo sul perfido budino. E quando ciò accadrà ti prometto che andremo insieme all'Ipercoop, riempiremo il cestino di prodotti costosi, di marca, e alla cassa ti porgerò alla commessa con aria distratta: pago con bancomat, signorina. E tu farai la figura di un bancomat di classe, bello mio. Di solito compro solo prodotti di marchio Coop perchè appartengo a pieno titolo alla schiera di sognatori convinti di fare la loro parte per il bene dell'umanità rinunciando alle proteine del latte lavorate a 0,12 centesimi l'ora da bambini bangladesi di quattro anni, al buon cioccolato mescolato 48 ore da clandestini pachistani che lavorano in nero e al pan di spagna lievitato naturalmente sotto gli occhi voraci dei figli dei desaparecidos colombiani. Quando la mia nevrosi si acuisce mi aggiorno sulle società acquistate dalla Nestlè, per evitare persino le aziende satelliti. Una faticaccia, giuro. Ma stavolta, caro il mio bancomat, si sfruscia. Stavolta si compreranno cereali Fitness a gogo e nastrine del Mulino Bianco, riso Scotti, cioccolato Lindt, Aranciata San Pellegrino, pasta De Cecco. E, per concludere, aggiungiamo un rossetto l'Oreal. Farai la figura del bancomat panciuto quando ti porgerò alla cassiera con aria disinteressata, come a sottintendere che tanto, prima che ti svuoti tu... E ti giuro che non guarderò lo scontrino che si allunga con aria da ansiolitico e occhi iniettati di sangue. Vedrai, caro il mio bancomat, faremo uno shopping da ricchi. Ma fino a quel giorno tieni duro, ti prego, non ti smagnetizzare e soprattutto, al primo prelievo non rifilarmi soldi che si sbriciolano (e lo so, ma quando uno c'ha una fobia si ripete, che volete).










La tua ironia è sempre più letteraria.
Un giorno pubblicherai un libro intitolato... eh no! Questa è una sorpresa che (spero) di pubblicare Sabato sul mio blog! ahahah! :D