Oggi è una palla. Oggi mi appallo da sola, e ogni volta che tento di fare una battuta, no, di pensare una battuta, mi viene da piangere. Effetto sindrome pre-mestruale che, non ne dubito, lieviterà fino alla depressione cronica e poi sparirà in batter d'occhio. Hai voglia a dire che l'uomo cogita ergo è, tutte balle, animali siamo e animali restiamo. E che una cosa nobile come la malinconia sia causata dalle ovaie è un concetto che, oggi, mi deprime ancora di più. Ma poi basta, che vabbè che uno sul blog ci scrive quello che vuole, ma le ovaie no, per cortesia, basta parlare di ovaie.
Oggi ennsima riunione di poveri infelici per dicutere sul da farsi col budino avariato che non paga. Tutti riuniti in una saletta asfissiante a scuotere la testa e ripetere bisogna fare qualcosa. Siamo uno spettacolo repellente, a ribollire nella nostra incazzatura senza muovere un dito per paura di perdere un lavoro. Poi qualcuno dice, bene, allora facciamo qualcosa. Chiamiamo il sindacato e facciamolo pagare. O assoldiamo un killer e facciamolo ammazzare. Basta che non stiamo qua a scuotere la testa tutto il santo giorno per poi tornarcene dietro la scrivania con la coda fra le gambe. E tutti, no, ma sei matto, vuoi che ci licenzi? Il qualcuno ha risposto vabbè scusate ma un lavoro che non ti dà stipendio che lavoro è? Anche se ci licenzia che cambia se tanto già non ci paga? Cotanto acume ha lasciato tutti senza parole per trentacinque secondi. Poi, per evitare di doverci riflettere, di corsa dietro le scrivanie a tippettare sui tasti del PC.







