Sento un altro bastone uncinato che si avvicina a velocità supersonica ai nostri culi precari. E scusate se m'è cascata la corona, ma certe parole rendono meglio di altre. FR Il Magnifico ha chiamato l'impiegata dell'amministrazione che, da qualche giorno, è il suo interlocutore unico. E, invece di ordinarle il pagamento dello stipendio di ottobre, le ha ordinato di informarci che l'uscita della rivista di dicembre è anticipata di due settimane. Per ragioni a noi oscure. Ma in fondo non saremmo (lo so, stona il condizionale, ma un'indicativo sarebbe poco realistico, non trovate?) pagati per ragionare e chiedere, solo per eseguire. Alla notizia tutti hanno dissotterrato la falce, il martello e la rossa bandiera che stamattina mi sono stati rimproverati e sono iniziati i cori di sdegno. Un neofita di quest'ufficio avrebbe detto che, se FR fosse stato presente, lo avrebbero ghigliottinato. Dopo un'ora di sensate dimostrazioni dell'impossibilità di eseguire l'ordine e di giuste proteste, ho proposto di scrivergli una gentile letterina - firmata da tutti - con cui lo si informa per quali ragioni quello che chiede non può essere fatto. Ma al Popolo Arrabbiato è venuto un improvviso mal di testa ed è tornato a lavorare. Perchè il Popolo Arrabbiato ama i ragionamenti, le filippiche, le prediche, i comizi di ore, ma ha poca dimestichezza con le conclusioni. Ecco si, i miei colleghi sono affetti da un'inguaribile avversione nei confronti dei ragionamenti che si concludono. A loro piace lasciarli a metà, i ragionamenti, così domani non bisogna cercare un nuovo argomento di conversazione. Basta riprendere il vecchio da dove era stato interrotto. D'altronde mica criticarli, anche Nietsche preferiva gli aforismi alle opere sistematiche.







