Volete sapere se mi ha pagato? Volete davvero saperlo?No. Niet. Nisba. Nada. Picche. Il piatto continua a piangere. Se vi è sembrato di cogliere una maggiore tranquillità nei miei toni, beh mi dispiace disilludervi, è solo perchè il film che ho visto ieri sera ha tenuto impegnate le mie cellule celebrali fino a stamattina. Insomma io non partorisco splendide recensioni come quella qui sotto senza nemmeno rifletterci un attimo, chiaro? Mica siamo tutti Mozart che a cinque anni si siede alla spinetta e, pof, ti compone la Juvenilis.
Perciò nessuna notizia in proposito. (Il prossimo a cui sento dire "nessuna nuova, buona nuova" lo strozzo). L'unica è che stamattina ho ricevuto un'e-mail dal mio Conto Corrente: si sente trascurato, per non dire abbandonato. Ed è convinto, convintissimo, che io abbia un altro. Dice che lui è stufo di aspettare sempre che io mi faccia viva, che per un po' ci è pure stato, perchè lo sapeva lui, quando si è messo con me che sono giovane, però insomma, a tutto c'è un limite. E poi dice che si annoia. Sempre lì fermo, a custodire quei 12 euro e 33, mai un movimento, un bonifico, un investimento. I suoi amici sono lì che fanno continuamente operazioni, hanno mille esperienze, fanno transazioni. Anzi, transano. Ha detto così: transano. Mentre lui sta fermo, come un semaforo. E dice che ormai c'ha più di tre anni ed è inconcepibile che non abbia mai visto manco l'ombra di un investimento. E che se devo usarlo così, come un cassetto in cui butto gli spiccioli da prosciugare, beh allora me ne tornassi al buon vecchio mattone. O al materasso. Che se se la tecnologia bancaria avessero dovuto inventarla per me saremmo ancora al baratto.
Ho provato a spiegargli che non è colpa mia, che lui è il solo per me. Però non ci crede. E mi ha dato due settimane di tempo per inguacchiare una spiegazione credibile, che a questa menata dello stipendio non pagato dopo le lotte sindacali del novecento non ci crede più nessuno. Lui è stufo e, dice, se non gli regalo subito qualche zero me ne posso pure andare affanculo. E così ora c'ho anche questa bega. Vabbè, vado, risolvo e torno.







