Preferisco quando si lavora tanto e si parla poco. Oggi, ma pure ieri e quasi certamente anche domani, aspiro a silenzio e incomunicabilità. Anche perchè più della metà dei pensieri cui la gente ritiene opportuno dare voce sono cazzate colossali. E va bene, basta essere consapevoli della loro natura di cazzate. Io mi sono pure messa a scriverle, figuriamoci. Ma so che non salveranno l'umanità, che hanno un valore infinitesimale nell'economia dell'universo e persino nella mia miserrima vita. Insomma, che trovano il tempo che trovano. Invece sempre più spesso constato che la gente ha la tendenza a prendere sul serio quello che fa e quello che dice. A crederci, e a considerare particolarmente importante la propria esistenza e le proprie azioni. Insomma prendono sul serio personaggio e ruolo. E ci vivono dentro. Se lo costruiscono, se lo coccolano sto personaggio, si prendono pena per lui. Prendiamo M. responsabile di ufficio stampa, mamma da Mulino Bianco, donna di classe con la puzzetta sotto il naso che inarca il sopracciglio in segno di disapprovazione. M è quella lì: stessa faccia, stessi vestiti, stesso stile. Stessa voglia di essere sempre sè stessa. Ma "essere sè stessi" è solo scegliere un personaggio e recitare sempre solo quello. Ci mettono una vita intera a costruirsi così e poi ci tengono.
Ecco, a parte che mi annoierei a impegnare me stessa nella costruzione di un unico ripetitivo personaggio, ma non ci riesco. Io sto seduta fuori. Mi guardo recitare e mi guardo bofonchiare. Vedo quanto sono ridicola, meschina, simpaticamente imbranata. Ma soprattutto, vedo quanto sono irrilevante. E quanto, insieme con me, lo sono quello che faccio, quello che penso, quello che dico. Ok, ho un punto di vista, ma chiunque ne ha uno e tutti sono parziali. Perciò perchè prendersi troppo sul serio, angosciarsi, arrabbattarsi nella costruzione di un esistenza che tanto è inutile? Ok, il mio universo è decentrato, ma è più divertente e meno presuntuoso.
Come dite? Mattinata depressa? No, solo che è Natale, ho ascoltato Bright Eyes appena sveglia e ho un attacco d'odio verso quelli che si prendono sul serio.
Ecco, a parte che mi annoierei a impegnare me stessa nella costruzione di un unico ripetitivo personaggio, ma non ci riesco. Io sto seduta fuori. Mi guardo recitare e mi guardo bofonchiare. Vedo quanto sono ridicola, meschina, simpaticamente imbranata. Ma soprattutto, vedo quanto sono irrilevante. E quanto, insieme con me, lo sono quello che faccio, quello che penso, quello che dico. Ok, ho un punto di vista, ma chiunque ne ha uno e tutti sono parziali. Perciò perchè prendersi troppo sul serio, angosciarsi, arrabbattarsi nella costruzione di un esistenza che tanto è inutile? Ok, il mio universo è decentrato, ma è più divertente e meno presuntuoso.
Come dite? Mattinata depressa? No, solo che è Natale, ho ascoltato Bright Eyes appena sveglia e ho un attacco d'odio verso quelli che si prendono sul serio.










Ti commento così:
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The Birthday Massacre
Horror Show
They're getting ugly
They're a horror show
And now we're laughing
Because they'll never know
That they have everything
We give them all of our own
And they tell us they're sick
and they're all alone
They make fools of us together but we always think of them
All their laughing and their talking and their wasting of our time
And it always hurts to see them now that everything is different
We don't like to see their eyes cause they will never look the same
They shut the door
We fell far behind
We try forgiveness
But they cross the line
And now the moment has passed
And we can't rewind
We are dead long before
we run out of time
They make fools of us together but we always think of them
All their laughing and their talking and their wasting of our time
And it always hurts to see them now that everything is different
We don't like to see their eyes cause they will never look the same
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Anche se il nome è un po... traculento, il testo pare abbastanza azzeccato (anche se non mastico molto bene l'inglisc)