24 gennaio 2007
Basta sparare cazzate, oggi parliamo di ambiente. Tra poco avremo i fenicotteri nel giardino di casa e andremo a rifarci la tintarella a Rostock, ma comunque non è questo il punto. Oggi ho scritto un articolo sull'ambiente. E m'è venuta l'orticaria. L'associazione Tal dei Tali - che finge di avere a cuore l'ambiente pur di arraffare incentivi che convincano la gente a mettere il gas sulla macchina, così l'Officina da Mario ci guadagna, continua ad associarsi e vissero tutti felici e contenti - ha avuto una nuova brillante idea per combattere l'inquinamento. Ha aderito all'iniziativa di un'altra associazione - così ci guadagna un po' anche lei, sennò a che servono gli amici - che offre la possibilità di azzerare le proprie emissioni di anidride carbonica. Così, che tu sia una di quelle cattivissime multinazionali odiate dai no global, un'aziendina di scarpe del basso Veneto o il Sig. Giovanni di Olgiate Olona (ebbene si, ancora lui), da oggi puoi azzerare la tua produzione di anidride carbonica continuando a sperperare come prima. Vediamo come funziona: tu inquini e guadagni ma, per non fare troppo brutta figura, riservi lo 0,00001% del tuo fatturato ai Piantatori di Alberi. Loro pigliano i soldini, vanno nel vivaio più vicino a comprare qualche alberello e poi lo piantano in giro per il mondo. L'albero si ciuccia la tua anidride carbonica, azzerandola, e ti sputa fuori l'ossigeno (vi ricordate la fotosintesi clorofilliana? se ne sente parlare in quinta elementare di solito) e ciao inquinamento. Tu, che a questo punto sei ufficialmente passato dalla parte dei buoni, ti appiccichi sulla giacchetta l'adesivo CarbonNeutral e te ne vai al bar, dove gli amici ti offrono da bere per innaffiare la tua ritrovata coscienza ambientale. Se poi sei fortunato - una botta di culo vale molto più di un'attenta pianificazione - ti becchi qualche incentivo dal governo che ama l'ambiente e premia quelli che lo amano come lui.
Ora, non è per fare la punta ai chiodi, che poi mi dicono che sono snob e ho la puzza sotto il naso, però qui ci vuole qualche precisazione:

  • 'azzerare' è diverso da 'ridurre'. Posto che in chimica sono ignorante come una cucuzza e me ne dolgo, mi pare che per azzerare le emissioni di anidride carbonica del solito Sig. Giovanni di Olgiate Olona bisognerebbe impedirgli di respirare. Il che equivale a convertirlo ad una perpetua orizzontalità, per dirla con Gunther Grass. Se le cose stanno così conviene non far nulla per ora: poi, quando il pianeta è alla frutta e ce la vediamo brutta, azzeriamo le emissioni di un miliardo di cinesi. Purtroppo la storia insegna che per sei milioni di persone sono bastati cinque anni, con un po' d'impegno si può fare anche questo.
  • Fingiamo che io sia il nostro beneamato Sig. Giovanni di Olgiate Olona. Chi mi assicura che, se do a questi signori una certa cifra - poniamo 1000 euro - costoro comprino effettivamente alberi da piantare e non se la giochino a poker? Ok, troppa diffidenza uccide, ma Sofocle ci insegna che 'di tutte le cose certe, la più certa è il dubbio'. Perciò ragioniamo: questi intascano i miei mille euro di ambientalismo e dicono, ok piantate l'albero in Uganda per il Sig. Giovanni. Ma come fanno? Spedire l'albero mi pare poco pratico. Allora, penso, ci vanno personalmente: ma anche questo mi sembra difficile perchè sul sito si legge che piantano alberi ovunque, dalla Cambogia al Perù, dall'Uganda alla Patagonia. Chi paga gli spostamenti se devono saltellare come palline da tennis per il pianeta? Va bene i voli low cost, però. Quindi? Ho capito: mandano i soldi in Uganda a un'associazione ugandese che li va a ritirare alle poste e compra l'albero. Già, ottima idea. Soprattutto in un continente in cui i soldi inviati per curare i malati di AIDS finiscono a ingrassare le tasche di qualche presidentissimo.
  • Ammesso e non concesso che i soldi arrivino a destinazione e l'albero venga piantato sorge un altro problema. Io, multinazionale cattiva, scarico quintali di robaccia in Nord Europa ma, siccome non ci sto a passar dal solito stronzo che se ne frega, pago questi qua perchè piantino un albero. Magari qualche migliaio di alberi. Una giungla va', oggi voglio esagerare. E quelli lo fanno, dico davvero, in Uganda. E quindi? Perchè d'accordo che l'albero produce ossigeno ma, se tu me lo pianti in Kenya e produci merda a Oslo, resta che i bambini di Oslo repirano merda.
  • Infine: chi controlla che dopo qualche anno una consorella della nostra multinazionale non compri quel pezzo di giungla e non la rada al suolo per farci una nuova fabbrica? Belli gli alberi, per carità, lodevole piantarli per farsi perdonare qualche magagna con le emissioni di CO2, ma il figlio del titolare si deve fare la barca nuova. Perciò addio alberi e w il capitale.
Ecco, dico, ma di fronte a queste cose gli scienziati dove sono? Perchè nessuno salta mai su a dire il GPL inquina meno- ma inquina - ed è cugino del petrolio, quindi basta co' sta storia del basso impatto e delle fonti alternative? Perchè nessuno dice che azzerare le emissioni comprando il diritto di inquinare piantando un alberello è un'idiozia? Voglio dire, cari scienziati, voi siete bravi, sissignore, ma è inutile che le cose ve le smeniate fra voi, ai convegni o sui giornali che leggete solo voi e i vostri colleghi. Dovete dirlo ai giornali che legge anche il Sig. Giovanni, quelli che stanno nei negozi da parrucchiera. Perchè sennò va a finire che la gente, a queste stronzate, ci crede. E quelli come il Sig. Giovanni, che campano con la pensione minima ma ci tengono a lasciare un mondo pulito ai nipotini, sprecano soldi e si fidano della gente sbagliata. Che, alla fine, se proprio non ci possono fare niente, almeno si tengano i soldi.
 
co.co.prodotto da Atipica at 2:24:00 PM | Permalink |


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