03 gennaio 2007
Natele (oddio sono posseduta dallo spirito barese di Lino Benfi) in famiglia è una specie di anestesia cerebrale per me, una lobotomia temporanea, diciamo. Torno in Abruzzo e, dopo manco un quarto d'ora, i dieci anni di vita da sola - passati per lo più a imparare il principio di realtà - si sgretolano sotto i colpi della follia familiare e io mi ritrovo coi neuroni che tentano il suicidio schiantandosi contro le pareti del cranio. Infatti, per evitare il peggio, son tornata a Bologna il 27. E siccome tre giorni sono bastati a squilibrare il mio già squilibrato sistema nervoso, ho inaugurato con allegria una nuova stagione di shopping compulsivo. Protagonisti dell'acquisto incontrollato non più i jeans ma, udite udite, smalti, lime per unghie, oli per eliminare le cuticole*, cosmetici per le mani e altre minchiate di tal genere. Ordunque, direte voi, meglio: costano meno. Eh già, ma non è tutto oro quello che luccica, risponderò io. Perchè il punto è che uno compra lo smalto se ha unghie su cui spennellarselo. Ma se uno con le unghie ci fa pranzo, cena e qualche volta merenda, l'acquisto compulsivo di un intero set per la manicure professionale (che comprende: tre smalti, due flaconi di acetone - perchè due poi?-, una lima, un olio anti-cuticole, un pennino per la rimozione delle cuticole) diventa un chiaro sintomo di incombente demenza. No, regaz, non ho detto senile, vediamo di non esagerare. Perciò se uno psichiatra passa per caso da queste parti è pregato di formulare rapida e chiara diagnosi. Ovviamente gratis. E non perchè io non abbia quattrini per pagarlo, sia chiaro, perchè da brava precaria prendo uno stipendione che neanche il Sultano del Brunei, ma considero già un onore sufficiente fargli cacciar le sue manazze da castigamatti fra le pieghe del mio cervello.
Tra l'altro per farmi passar la nevrosi da Natale in famiglia mi sono gettata a capofitto in una serie di letture psichiatriche che ridurranno in briciole quell'inutile avanzo di equilibrio che mi resta. E per evitare che anche voi - pochi, ma affezionati lettori - vi trasciniate al fiume più vicino con una corda al collo evito di aggiornare l'elenco delle mie letture.

*La gente normale le chiama pellicine, ma sui prodotti c'è scritto CUTICOLE nell'evidente tentativo marchettaro di indurre l'acquisto suscitando avversione verso le pellicine/cuticole. "Cuticole?! Puah che schifo!io non le voglio, LE CUTICOLE". E così accatti la pozione anti-cuticolara alla modica cifra di 40 euri (beh, vabbè, sono cifre un po' romanzate, ma sennò come faccio a far dell'ironia?). D'altra parte l'eliminazione di una C-U-T-I-C-O-L-A val bene una messa.
 
co.co.prodotto da Atipica at 9:57:00 AM | Permalink |


1Commenti


  • At 12:27 PM, Anonymous Anonimo

    Ciao AtipicaPrecaria,

    anzitutto complimenti per lo stile.

    Senti, saresti disposta a farti intervistare telefonicamente (con il nome vero o con il nick, in diretta o registrata, come preferisci), per un programma radiofonico, sul tuo 27.12 di shopping?

    Ti spiego: sto preparando una puntata sullo shopping compulsivo, abbiamo i soliti esperti, ma vorremmo anche due minuti di esperienza di chi, ogni tanto, semplicemente si lascia andare alle gioie dello shopping.

    Se ti va, scrivimi (mmalaspina@tin.it) oggi stesso. Così ci mettiamo d'accordo e ti faccio avere tutti i dettagli.

    Ciao e a presto,

    Marco

     
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