Si diceva: Capodanno in piazza. Chiedo, avete mai fatto un Capodanno in piazza? O, almeno, visto una piazza dopo un Capodanno? Spero di no, per il vostro bene. Per due ragioni: primo perchè, a meno che non mi leggiate da Las Palmas, se avete fatto un Capodanno in piazza siete morti dal freddo; secondo perchè significa che avete avuto un incubo, un terribile incubo. A meno che non apparteniate a quel genere di simpatici giovinastri sempre accompagnati da cane feroce che si suole indicare con il termine punkabbestia, s'intende. Per esempio, se arrivate a Piazza Maggiore verso le 00.30 di un 1 gennaio qualunque trovate:
Bene. Basterebbe per farvi venire voglia di andare a dormire uggiolando, suppongo.
Ora immaginatevi lì, impegnati nella titanica impresa di non morire congelati nel vostro vestito bello e quindi disgraziatamente leggero, quando un bestione di 1,96 metri che era alla vostra stessa festa vi si para davanti e comincia a blaterare:
- U' cell'l'r, m'hann fr'g't u' cell'l'r, minghjjja.
- Oh - esclamate sorpresi fingendo interesse per la disavventura dell'Australopitecus Calabrensis - e come è accaduto, mio buon amico?
- U' Marucchin' m'ha mis 'a man int' a saccocc', u' so spint, ma qu'll s'a pigghiat' 'u cell'l'r - risponde quello tutto infervorato e, prima che voi troviate una scusa credibile per sottrarvi all'epico racconto, comincia a snocciolarvi i particolari: un extracomunitario ('U Marucchin') gli ha infilato la mano in tasca (a' saccocc') ed riuscito a sottrargli (fr'g't) il telefonino. A nulla è servita la sua veemente, ma civile, reazione (lu so' spint e l'agg j'ttat 'nterr): il Gaglioffo ('U Strunz) è riuscito a fuggire (s' n'è jut) con la refurtiva (cu' cll'l'r mije).
State giusto per battergli affettuosamente una pacca sulla spalla, quando l'Australopitecus Calabrensis comincia ad agitarsi, corre avanti e indietro sui cocci alzando le braccia al cielo in segno di protesta, getta a terra il cappotto dalla disperazione, piange, sbraita e infine si strappa la camicia. In pratica fa uno spogliarello con -12 C°. Eroismo del dolore. L'istantanea ci coglie mentre cerchiamo, senza successo, di ricondurlo alla ragione. Lui corre e smadonna mezzo nudo, noi lo inseguiamo per rimettergli almeno la camicia. Quando le dita delle mani ci diventano nere dal freddo decidiamo che in fondo sono cazzi suoi, lo mandiamo affanculo e ce ne andiamo. Vediamo il lato positivo: quanti di voi possono raccontare di aver cominciato il nuovo anno inseguendo un pennellone decelebrato in preda a una crisi isterica a causa del furto del cellulare? Ma soprattutto, data la tradizionale correlazione fra primi minuti del nuovo anno e andamento delle fortune successive di solito sintetizzata dalla frase "chi è ride a capodanno, ride tutto l'anno" adattabile a qualunque sistuazione, cosa cazzo mi devo aspettare per il 2007? Cabalisti di tutto il mondo, maghi e astrologi, attendo sollecita risposta.
- le spoglie in fiamme di un orrendo pupazzo, simile a una maschera woodoo, da cui ancora si staccano pezzi incandescenti e lapilli;
- un tappeto di cocci così taglienti che ogni passo potrebbe essere l'ultimo, e voi lo sapete;
- uno schieramento di poliziotti e carabinieri in divisa antisommossa, manganello, sguardo torvo e aria da picchiatori (in fondo voi a sbronzarvi, loro a lavorare. Dico: chi non avrebbe voglia di spaccare la faccia a qualcuno?).
- un drappello di individui dall'aria poco consapevole che si agita con gesti da riposseduto al suono (?) di una musica(!) che più che altro sembra un ritmo tribale forsennato;
- qualche delinquentello dall'aria torva (ma poi in fondo in un simile casino nessuno ha l'espressione dell'arcangelo Gabriele) in cerca di tasche e portafogli da trafugare.
Bene. Basterebbe per farvi venire voglia di andare a dormire uggiolando, suppongo.
Ora immaginatevi lì, impegnati nella titanica impresa di non morire congelati nel vostro vestito bello e quindi disgraziatamente leggero, quando un bestione di 1,96 metri che era alla vostra stessa festa vi si para davanti e comincia a blaterare:
- U' cell'l'r, m'hann fr'g't u' cell'l'r, minghjjja.
- Oh - esclamate sorpresi fingendo interesse per la disavventura dell'Australopitecus Calabrensis - e come è accaduto, mio buon amico?
- U' Marucchin' m'ha mis 'a man int' a saccocc', u' so spint, ma qu'll s'a pigghiat' 'u cell'l'r - risponde quello tutto infervorato e, prima che voi troviate una scusa credibile per sottrarvi all'epico racconto, comincia a snocciolarvi i particolari: un extracomunitario ('U Marucchin') gli ha infilato la mano in tasca (a' saccocc') ed riuscito a sottrargli (fr'g't) il telefonino. A nulla è servita la sua veemente, ma civile, reazione (lu so' spint e l'agg j'ttat 'nterr): il Gaglioffo ('U Strunz) è riuscito a fuggire (s' n'è jut) con la refurtiva (cu' cll'l'r mije).
State giusto per battergli affettuosamente una pacca sulla spalla, quando l'Australopitecus Calabrensis comincia ad agitarsi, corre avanti e indietro sui cocci alzando le braccia al cielo in segno di protesta, getta a terra il cappotto dalla disperazione, piange, sbraita e infine si strappa la camicia. In pratica fa uno spogliarello con -12 C°. Eroismo del dolore. L'istantanea ci coglie mentre cerchiamo, senza successo, di ricondurlo alla ragione. Lui corre e smadonna mezzo nudo, noi lo inseguiamo per rimettergli almeno la camicia. Quando le dita delle mani ci diventano nere dal freddo decidiamo che in fondo sono cazzi suoi, lo mandiamo affanculo e ce ne andiamo. Vediamo il lato positivo: quanti di voi possono raccontare di aver cominciato il nuovo anno inseguendo un pennellone decelebrato in preda a una crisi isterica a causa del furto del cellulare? Ma soprattutto, data la tradizionale correlazione fra primi minuti del nuovo anno e andamento delle fortune successive di solito sintetizzata dalla frase "chi è ride a capodanno, ride tutto l'anno" adattabile a qualunque sistuazione, cosa cazzo mi devo aspettare per il 2007? Cabalisti di tutto il mondo, maghi e astrologi, attendo sollecita risposta.







