10 gennaio 2007
Strano ma vero, stavo riflettendo. E pensavo: andare in radio è un'entusiasmante esperienza di dissociazione. Cioè tu sei lì e senti la tua voce come quella di chiunque altro, ti osservi da un punto di vista completamente esterno a te stesso, non puoi "mediarti". Ascolti te stesso fuori da te. Ok, sembro drogata, ma vi rassicuro: purtroppo lo sembro soltanto. Però dico: uno può conoscersi più o meno bene, non è questo il punto, ma di sicuro si conosce da una prospettiva che nessun altro potrà mai avere su di lui. Nessuno può vederci coi nostri occhi, nè sentirci con le nostre orecchie. E anche quando uno si mette davanti allo specchio sono sempre i suoi occhi che guardano. E vedono dall'interno quello che vorrebbero, o magari non vorrebbero. L'immagine però è già dentro, non so se mi spiego. Ma quando ti riascolti a distanza di tempo ti fai uno strano effetto. C'è un tizio che parla e a un tratto ti dici "ehi, ma quello sono io!". E poi capisci che ti stai sentendo come ti sentono gli altri. ok, lo so è incasinato, ma è da ieri che mi inturcino in questi ragionamenti, quindi ora lo scrivo. Prendiamo un attore, Brad Pitt per esempio (uno poco figo, insomma): allora il nostro Brad fa un film e poi a un certo punto va a vedere la prima. E in quel momento è come uno del pubblico che guarda sullo schermo 'sto tizio biondo piuttosto handsome, diciamo. Poi a un certo punto si ricorda che quel tizio è proprio lui. Ecco, la cosa che mi ha divertito di più è che prima ti fai un'idea di te stesso e poi ti accorgi di essere te stesso. La consapevolezza di essere proprio tu a parlare e quindi la mediazione dello sguardo "da dentro" subentra troppo tardi. Quindi non media. O media poco. E così per un attimo hai uno squarcio del te che vedono gli altri. Ti appropri di un punto di vista che altrimenti non potresti mai avere. E fa venire un po' le vertigini.
Ok, forse avete ragione: da domani cambio spacciatore.

P.S. Si ringrazia tale Stefano per aver trovato la mia voce calda e sensuale. E si ringraziano le decine di sigarette fumate per aver conferito alla succitata voce alla Verdone un suono, come dire, da Capro Roco hippie. Praticamente il raglio di un asino sotto LSD.
 
co.co.prodotto da Atipica at 10:04:00 AM | Permalink |


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