UOVA CAMPAGNOLE!UOVA CAMPAGNOLE!UOVA CAMPAGNOLE!
Scusate, ma ho iniziato una lunga terapia riabilitativa che terminerà davanti al banco dei salumi della Coop, dove chiederò un etto di mortadella al commesso senza sudare, senza balbettare, senza avere una crisi di ansia. Cosa c'entrano le uova campagnole? Beh, quando avevo nove anni mia nonna mi mandò al supermercato per comperare una confezione di uova. Campagnole, devono essere campagnole mi raccomando, disse. La cosa mi gettò nel panico: immaginai me stessa, bambina grassottella e un po' goffa con gli occhiali spessi entrare in un supermercato, avvicinarmi al commesso e chiedere con aria presuntuosa e il naso all'insù una confezione di uova campagnole. Uova campagnole. Il termine mi sembrò antipatico. Senta lei, mi dia le uova campagnole. Immaginai il commesso scocciato che rideva di me. Ah, vuole le uova campagnole. Ehi ragazzi, oggi è venuta una che voleva le uova campagnole. Mi vergognai e chiesi solo le uova. Mi dette le uova. Disgraziatamente, indiscutibilmente, irrevocabilmente industriali. Mia nonna se ne accorse e mi rimandò al supermercato per cambiarle. Ma ancora mi rifiutai di aggiungere il diabolico aggettivo, sperando che casualmente me le desse proprio campagnole. E ancora furono industriali. E ancora mia nonna mi rispedì indietro. Messa alle strette bisbigliai al commesso, le vuole campagnole. Parlai troppo piano e quello non sentì, mi chiese di ripetere. Le vuole campagnole. Troppo piano, su bimba dimmi cosa vuoi. Scoppiai a piangere e gridai, LE VUOLE CAMPAGNOLE, MIA NONNA VUOLE LE UOVA CAMPAGNOLE CAPITO???LE VUOLE CAMPAGNOLE!Non le aveva, perciò mia nonna si beccò le uova di galline d'allevamento. Da allora odio i commessi, soprattutto quelli che vogliono sempre aiutarti. E odio chiedere i salumi al banco dei salumi, anche perchè ormai non puoi dire solo "mi dia un etto di mortadella". Esistono 120 tipi di mortadelle diverse, la richiesta sarebbe invariabilemente seguita dalla domanda "quale signora?", io comincerei a riflettere sul perchè mi ha chiamato signora e non signorina, mi impappinerei come un'idiota nell'indicare la mortadella, mi suderebbero le mani e il mio delicato equilibrio subirebbe un duro colpo. E così dovrei correre a comperare un intero set per la manicure di Cristian Dior o sa il cazzo chi alla modica cifra di 140 euro. E tornerei a casa senza mortadella, con un etto e mezzo di frustrazione e senso di colpa in più e il centovettisettimo tagliaunghie firmato. Perciò compro solo affettati preconfezionati. Saranno pieni di conservanti, ma presentano l'indubbio vantaggio di consentirmi di mangiare mortadella quando desidero mortadella.
A proposito di nevrosi per chiunque voglia sentirmi bofonchiare, sia interessato allo shopping compulsivo o non abbia niente di meglio da fare martedì 9 gennaio, 13.30 circa, sarò su Radio Città del Capo (96.250-94.700 da Bologna, Modena e Ferrara o www.radiocittàdelcapo.it - in streaming - per le quattro anime che sprecano il loro tempo con me ma non abitano a Bologna). Non c'è niente da ridere, dico sul serio. Vedete i casi della vita? Uno in radio spera di andarci a lavorare e invece ci finisce perchè è abbastanza matto da poter essere presentato come "un caso".
Scusate, ma ho iniziato una lunga terapia riabilitativa che terminerà davanti al banco dei salumi della Coop, dove chiederò un etto di mortadella al commesso senza sudare, senza balbettare, senza avere una crisi di ansia. Cosa c'entrano le uova campagnole? Beh, quando avevo nove anni mia nonna mi mandò al supermercato per comperare una confezione di uova. Campagnole, devono essere campagnole mi raccomando, disse. La cosa mi gettò nel panico: immaginai me stessa, bambina grassottella e un po' goffa con gli occhiali spessi entrare in un supermercato, avvicinarmi al commesso e chiedere con aria presuntuosa e il naso all'insù una confezione di uova campagnole. Uova campagnole. Il termine mi sembrò antipatico. Senta lei, mi dia le uova campagnole. Immaginai il commesso scocciato che rideva di me. Ah, vuole le uova campagnole. Ehi ragazzi, oggi è venuta una che voleva le uova campagnole. Mi vergognai e chiesi solo le uova. Mi dette le uova. Disgraziatamente, indiscutibilmente, irrevocabilmente industriali. Mia nonna se ne accorse e mi rimandò al supermercato per cambiarle. Ma ancora mi rifiutai di aggiungere il diabolico aggettivo, sperando che casualmente me le desse proprio campagnole. E ancora furono industriali. E ancora mia nonna mi rispedì indietro. Messa alle strette bisbigliai al commesso, le vuole campagnole. Parlai troppo piano e quello non sentì, mi chiese di ripetere. Le vuole campagnole. Troppo piano, su bimba dimmi cosa vuoi. Scoppiai a piangere e gridai, LE VUOLE CAMPAGNOLE, MIA NONNA VUOLE LE UOVA CAMPAGNOLE CAPITO???LE VUOLE CAMPAGNOLE!Non le aveva, perciò mia nonna si beccò le uova di galline d'allevamento. Da allora odio i commessi, soprattutto quelli che vogliono sempre aiutarti. E odio chiedere i salumi al banco dei salumi, anche perchè ormai non puoi dire solo "mi dia un etto di mortadella". Esistono 120 tipi di mortadelle diverse, la richiesta sarebbe invariabilemente seguita dalla domanda "quale signora?", io comincerei a riflettere sul perchè mi ha chiamato signora e non signorina, mi impappinerei come un'idiota nell'indicare la mortadella, mi suderebbero le mani e il mio delicato equilibrio subirebbe un duro colpo. E così dovrei correre a comperare un intero set per la manicure di Cristian Dior o sa il cazzo chi alla modica cifra di 140 euro. E tornerei a casa senza mortadella, con un etto e mezzo di frustrazione e senso di colpa in più e il centovettisettimo tagliaunghie firmato. Perciò compro solo affettati preconfezionati. Saranno pieni di conservanti, ma presentano l'indubbio vantaggio di consentirmi di mangiare mortadella quando desidero mortadella.
A proposito di nevrosi per chiunque voglia sentirmi bofonchiare, sia interessato allo shopping compulsivo o non abbia niente di meglio da fare martedì 9 gennaio, 13.30 circa, sarò su Radio Città del Capo (96.250-94.700 da Bologna, Modena e Ferrara o www.radiocittàdelcapo.it - in streaming - per le quattro anime che sprecano il loro tempo con me ma non abitano a Bologna). Non c'è niente da ridere, dico sul serio. Vedete i casi della vita? Uno in radio spera di andarci a lavorare e invece ci finisce perchè è abbastanza matto da poter essere presentato come "un caso".










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