03 gennaio 2007
Vediamo, visto che mi sono messa a fare lo strizzacervelli da osteria, ora ho deciso di rendervi partecipi della mia follia. No, diciamo del mio male di vivere, fa più poeta maledetto. Voi come avete cominciato l'anno nuovo? Dove vi ha raggiunto la mezzanotte più attesa dell'anno e cosa avete pensato quando facevate gli auguri a tutti con un bel sorriso da paresi appiccicato in faccia? Secondo me eravate a una festa, sicuro: qualcuno di voi ha fatto il conto alla rovescia poi è partito come una scheggia saltando al collo di tutti, sbaciucchiando anche i nemici giurati, e augurando a tutti GIOA-SOLDI-FELICITA'-AMORE-INSOMMA-TUTTO-QUELLO-CHE-VUOI-TU!
Ecco, questo si chiama Capodanno Maniacale.Chi è vittima dalla sindrome del Capodanno Maniacale, si stampa un sorriso idiota sulla faccia e, pur di non ammettere che è una festa di merda, si agghinda, si acconcia, si imbelletta, si imbrillantina e si improfuma fino a sembrare la caricatura di una puttana e si dispone a godere i frutti di quello che forsennatamente organizza da mesi e che lo annoia da morire, ma non lo ammetterà mai.
Altri invece vengono colti di sorpresa dalla mezzanotte, incassati fra i cuscini di un divano con una bottiglia di rosso sotto braccio - almeno quella - chiedendosi ossessivamente che cazzo ci sarà mai da festeggiare perchè arriva l'anno nuovo e siamo tutti più vecchi e più incazzati. E guardando con commiserazione e una punta di insopportabile invidia chi ha abbastanza talento teatrale da fingere gioia, felicità e amore nei confronti dell'universo mondo. Chi appartiene a questo tipo non ricorda mai di essere arrivato sobrio neppure all'una, perchè tanta gracchiante consapevolezza vine di solito messa a tacere con fiumi di vino. E così sia. Questo si chiama Capodanno Depresso e non risparmia
praticamente nessuno, solo che c'è chi decide di non pensarci e si getta nel Capodanno Maniacale come un gatto sui croccantini e chi decide di pensarci finchè Bacco non sopraggiunge a salvarlo e a calare sui suoi penosi pensieri un garbato velo di oblio (si vede che ho fatto il classico, eh?). E io? Dov'ero io nell'istante in cui il 2006 è diventato 2007 e i miei 30 anni si sono paurosamente inclinati verso i 31? A una festa, incassata su un divano, con una bottiglia in mano che non è riuscita a zittire i neri pensieri. Ero a metà dell'opera, ad essere sinceri, quando l'allegra brigata con cui ho festeggiato ha deciso di andare a fare un giro. Decisione fatale per l'esito del mio capodanno perchè fuori c'erano 27 gradi sotto zero, almeno. Una botta di gelo che avrebbe risvegliato la coscienza di un comatoso. E che, mio malgrado, ha risvegliato la mia, che non più smesso di compatire me e i mei simili per la nostra stupida inutilità.
 
co.co.prodotto da Atipica at 12:48:00 PM | Permalink |


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