Avevo detto che oggi era il turno delle emorroidi, vero? Ok, non diventerò una blogstar se continuo a parlare di un argomento 'sì vile, ma io racconto storie di precarietà. E riuscite a immaginare qualcosa di più precario di un intero ufficio stampa - sebbene piccolo - che passa tutto il pomeriggio a tampinare la Rai per sapere come si chiama il tale che, nella puntata x di uno speciale salute andato in onda in chissà quale orario infame, ha illustrato una cura innovativa per cacare senza contorcersi dal dolore? E scusate se divento sboccata, ma insomma.
Ecco come si sono svolte le cose: M. illustre capufficio stampa ha cercato per settimane intere di risolvere la faccenda con discrezione. Vilipesa da tutti i centralinisti Rai ha pensato che i sottoposti sono stati inventati proprio per prenderla nel culo (aridaje) al posto dei responsabili.
(Signori rassegnatevi, oggi il deretano è protagonista assoluto di questo blog).
In qualità di primo sottoposto ho ricevuto il gravoso incarico. E così i centralinisti Rai hanno avuto l'occasione di vilipendere anche me. Per meno di una settimana, certo, ma per un periodo comunque sufficiente a farmi considerare il suicidio l'unica possibile via d'uscita. Ma niente, questo programma pare non avere una redazione, nè un referente, nemmeno uno squallido redattore con contratto di collaborazione occasionale. Il programma si fa da solo. Con mia grande gioia l'incarico mi è stato sottratto con stizza ed è passato nelle mani di A.C. Dopo esserci lungamente consultate siamo addivenute alla conclusione che forse spacciandoci per le segretarie di un altro luminare in culologia saremmo riuscite a ottenere di più. Il centralinista ci ha passato l'ufficio stampa della RAI. E così ci imbattiamo una signora con accento degno di Trilussa, gentile e zelante, che sembra assai felice di poterci aiutare. L'epopea della recherce del dottore perduto sembra intenerirla e angustiarla al tempo stesso. Farà quel che può, si informerà, mobiliterà tutto l'ufficio, se necessario, e tra dieci minuti sarà in grado di dirci il nome che cerchiamo. Tutto l'ufficio fissa le lancette dell'orologio in trepida attesa. Finalmente allo scoccare del decimo minuto, richiamiamo. Trilussa è andata a casa. Chi ci risponde ci dice di essere stato appena assunto e di non sapere nulla. E Trilussa, l'accorata signora Trilussa, domani c'è? No, sarà in ferie per dieci giorni. E il nome del dottore? Ah, provate a chiamare il centralino. Ma dico, non sarebbe più semplice andare dal medico generico, dirgli "dottore ho le emorroidi, conosce uno specialista?" invece di mettere in croce un intero ufficio?
Ecco come si sono svolte le cose: M. illustre capufficio stampa ha cercato per settimane intere di risolvere la faccenda con discrezione. Vilipesa da tutti i centralinisti Rai ha pensato che i sottoposti sono stati inventati proprio per prenderla nel culo (aridaje) al posto dei responsabili.
(Signori rassegnatevi, oggi il deretano è protagonista assoluto di questo blog).
In qualità di primo sottoposto ho ricevuto il gravoso incarico. E così i centralinisti Rai hanno avuto l'occasione di vilipendere anche me. Per meno di una settimana, certo, ma per un periodo comunque sufficiente a farmi considerare il suicidio l'unica possibile via d'uscita. Ma niente, questo programma pare non avere una redazione, nè un referente, nemmeno uno squallido redattore con contratto di collaborazione occasionale. Il programma si fa da solo. Con mia grande gioia l'incarico mi è stato sottratto con stizza ed è passato nelle mani di A.C. Dopo esserci lungamente consultate siamo addivenute alla conclusione che forse spacciandoci per le segretarie di un altro luminare in culologia saremmo riuscite a ottenere di più. Il centralinista ci ha passato l'ufficio stampa della RAI. E così ci imbattiamo una signora con accento degno di Trilussa, gentile e zelante, che sembra assai felice di poterci aiutare. L'epopea della recherce del dottore perduto sembra intenerirla e angustiarla al tempo stesso. Farà quel che può, si informerà, mobiliterà tutto l'ufficio, se necessario, e tra dieci minuti sarà in grado di dirci il nome che cerchiamo. Tutto l'ufficio fissa le lancette dell'orologio in trepida attesa. Finalmente allo scoccare del decimo minuto, richiamiamo. Trilussa è andata a casa. Chi ci risponde ci dice di essere stato appena assunto e di non sapere nulla. E Trilussa, l'accorata signora Trilussa, domani c'è? No, sarà in ferie per dieci giorni. E il nome del dottore? Ah, provate a chiamare il centralino. Ma dico, non sarebbe più semplice andare dal medico generico, dirgli "dottore ho le emorroidi, conosce uno specialista?" invece di mettere in croce un intero ufficio?









Con te non ci si annoia mai.... almeno in questa giornata uggiosa tu la rischiari.......