05 febbraio 2007
Chiamatemi Gino Bartali. Stamattina sono uscita in bicicletta. E stasera, alle sei e trenta, balzerò sul mio bolide e - cling-clang-trick (la mia bicicletta emette una serie di rumori sinistri che sembrano annunciare un disastro ad ogni pedalata) - sfreccerò in direzione della piscina. Cinque chilometri, più o meno. Poi farò un'ora di allenamento di nuoto (80 vasche sicure, se l'allenatore si sente sadico qualcosina in più). A quel punto una bella doccia rinfrancante, sempre che abbiano fatto aggiustare le caldaie e l'acqua sia tornata a una temperatura superiore ai 5° C, e poi di nuovo in bicicletta per gli ultimi 5 Km. In salita, stavolta. Riuscirà la nostra eroina a tornare a casa? O abbandonerà la bici in un punto imprecisato di Bologna per agganciare il primo autobus disponibile? Si accettano scommesse. In ogni caso ho capito che, se voglio doppiare il famoso mezzo del cammin di nostra vita - fra un lustro, a occhio e croce, devo modificare qualcosa nel mio stile di guida. Moderare la velocità sarebbe un buon punto di partenza.

In ufficio adesso va di moda la chirurgia estetica. Un bel giorno il Barattolo di Marmellata si presenta in ufficio senza le occhiaie. Con 'senza le occhiaie' non intendo un senza del tipo 'stanotte ho proprio dormito bene' quanto piuttosto un 'senza' da fotoritocco, come le modelle sul giornale, che neanche a diciott'anni. Per inciso, il Barattolo porta gli occhiali e nessuno si sarebbe accorto di nulla se non avesse tentato di rifilarci una storia su presunte ulcere 'oculari' che le provocavano le occhiaie e la cui rimozione pare conferisca ritrovata giovinezza. Ovviamente non ha fregato nessuno, ma s'è scatenata una specie di febbre da chirurgia estetica: tutti sono in preda alla smania di levarsi/correggersi qualcosa. Da una settimana si parla solo di addominoplastiche, liposuzioni e rimozione di ponfi. Beh, questa mattina entro in ufficio e trovo responsabile ufficio stampa e direttore editoriale intenti a discutere di nei pelosi e dell'opportunità di rivolgersi al chirurgo estetico anzichè al dermatologo per evitare cicatrici troppo evidenti. La conversazione, correlata da esibizioni e dimostrazioni di evidenti difetti di pelle anche localizzati in zone che normalmente non si espongono, è andata avanti per circa un'ora. Dico, vi sembra? Dapprima ho cercato di resistere, ma poi, disgustata dalla sfilata di nei pelosi in corso di fronte alla mia scrivania, ho cercato rifugio in bagno. Qui M. e l'amico grafico erano impegnati in piacevoli conversari. Oggetto: i peli. M. sosteneva di non essere molto pelosa e dichiarava, a sostegno di questa affermazione, che i peli sono radi anche lì, nella passera insomma. Pur senza depilarsi riesce a vedere la pelle, ha dichiarato. Insomma, cos'è oggi la Giornata Mondiale del Pelo? C'è qualcuno che oggi non parli di peli?
 
co.co.prodotto da Atipica at 2:12:00 PM | Permalink |


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