02 febbraio 2007
'Come va la vita?'
'Come un mazzo di rittica'.

Rittica è la parola con cui gli autoctoni abruzzesi indicano l'ortica. Ho sempre amato questo modo di dire: perchè effetivamente la vita ha un che di urticante anche nei periodi migliori. Eh sì, oggi si scoppia di ottimismo, signori: eppure, in questa fitta coltre di tenebre, qualcosa va meglio di ieri. Insomma, la lavatrice è rotta e chi avrebbe dovuto ripararla m'ha tirato un pacco colossale, perciò il cumulo di mutande da lavare è inesorabilmente destinato a crescere. A meno che non mi metta a fare la mondina, ma qualcosa mi suggerisce che è un'ipotesi quantomai utopistica. Però. Però oggi ha fatto la comparsa nella mia vita di precaria un nuovo personaggio, per estensione precario anch'esso. Si chiama Betta II (siete pregati di leggere il numero romano non come un plebeo 2, ma con un più altisonante 'seconda') ed è una biciletta. Beh, oddio, magari bicicletta è un termine troppo completo per Betta II, che, nonostante la regalità che le attribuisco è, a conti fatti, un trabiccolo scassato. Perciò mi sembra più appropriato definirla quel-che-resta-di-una-bicicletta, lasciando garbatamente intendere che qualcosa manca. Come quel-che-resta-del-gatto lascia intendere che anche al mio felino manca qualcosa: due zampe. Vabbè. Riflettendoci bene la mia vita sembra essere drammaticamente piena di individui/oggetti non compiuti. O compiuti, ma disfatti. Gli oggetti di seconda mano, scassati, strappati, destinati alla rottamazione esercitano su di me un fascino incredibile. Vengono da un'altra vita e diventano miei. Sono una specie di filo conduttore, di punti di contatto fra storie e universi che non s'incontreranno mai. E così se devo comperare una bicicletta scelgo la più vecchia. Perchè ha visto più storie. Non mi è chiaro in questo contesto cosa c'entri la propensione ad adottare animali invalidi, ma temo che lì le cose si complichino. Il punto è che la completezza mi irrita e mi annoia. Se una sedia è una sedia e recita bene la funzione di sedia, non le manca un piolo, non traballa, non viene dalla casa di uno sconosciuto che non vedrò mai, che gusto c'è? E' una sedia, punto. Lo stesso vale per le persone: chi caga, piscia e, qualche volta pensa, non è che una variante che differisce del minimo indispensabile da qualche altro milione di individui della stessa specie. E' quando qualcosa scricchiola, friziona, cigola, magari persino s'incaglia, che il gioco si fa interessante e la speranza di provare una qualche forma di curiosità verso la propria specie si risveglia. Sembro Mr Hide, vero? In effetti. Resta comunque che la mia nuova-vecchia bicicletta Betta II (perchè, chiaro, c'è stata una Betta I e lei si che era regale, non foss'altro per chi me l'ha regalata) è in assoluto un rottame. Ed è bellissima.
 
co.co.prodotto da Atipica at 11:54:00 AM | Permalink |


2Commenti


  • At 3:47 PM, Anonymous Anonimo

    Evviva chi va in bici!!
    Nel frattempo mi sono accorto che da vicino comincio a vederci finalmente sfocato... mi adotti? :)

     
  • At 4:00 PM, Blogger Atipica

    ah ferro...la categoria cieco è già ben rappresentata da me medesima. E tu dovresti saperlo! Per ora sei ancora troppo sano per essere adottato da me, tra qualche annetto magari...
    ^____^

     
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