Ho una febbricitante attività bloggettara. Che significa tre cose sostanzialmente: che non ho voglia di lavorare, che non c'è niente da fare, che non c'è nessuno in grado di costringermi a farlo o fingere di farlo. Che poi non è vero perchè, di là nel suo ufficio, FR in persona ed emorroidi sta arringando qualcuno per cui s'è messo pure in giacca e cravatta. Invece del solito cappello da pescatore. Ovvio che oltre il cappello da pescatore indossa anche qualcos'altro, non oso immaginare quale trauma potrebbe provocare la vista di quell'uomo nudo. Ma quando si leva il cappello è segno che la persona con cui parla è importante. E una persona per lui è importante se rischia di mettergliela nel culo. O se ha più soldi di lui, ma di questa affermazione non sono certa. Comunque per me non se lo leva, il cappello. In ogni caso nonostante non stia facendo un beatissimo, ho la sensazione d'essere produttiva. Oggi ho rifatto il vestito al blog, e questa non è roba da poco, signori. Ovvio che in una vita in cui non succede un cazzo il minimo sommovimento è un evento. E il fatto che la mia vita si possa supporre assolutamente uguale a quella di qualche milione di altri annoiati precarizzati è triste sintomo del fatto che forse proprio nella vita non succede un cazzo. E quando succede, poi, è sempre iella. Perciò teniamoci la noia, che è meglio, e andiamo avanti. Stasera vado a ballare la salsa. Sì, la salsa. Io mi muovo come un bastone ma sono dotata di un sedere di dimensioni rispettabili, perciò non sono uno spettacolo proprio terribile. So che dovrei lasciarlo giudicare agli altri, ma quella sala è talmente piena di specchi - solo sul soffitto non ci sono - che alla fine ti devi guardare per forza. Insieme con me ci sono due ragazze ciccie e con gli occhiali. E i brufoli. E l'accento calabrese. E una i capelli raccolti in una coda unta e spettinata. Sospetto che si chiamino Assunta e Addolorata, ma sempre meglio Assunta e Addolorata di Pamela e Samantha. Addolorata sta con un tale alto un metro e venti con la faccia da topo e i capelli leccati da una mucca. Costui ha la faccia contenta anche se non capisco di cosa, visto che la natura gliene ha mandate di sfighe, Addolorata compresa. E la camicia aperta su un pelo ispido e fitto come i boschi in Aspromonte. Per me ha l'alito che sa d'aglio, ma è solo una supposizione. Assunta invece con uno lungo e secco come un giunco che invece di ballare pare che spali la neve. Questo ha l'alito di cappuccino, con quel retrogusto di latte avariato che arriva a zaffate, e non lo spuppongo, lo so per certo, perchè ho dovuto ballare con lui venerdì scorso. L'ho fatto in apnea. E' stato un esercizio utile per il nuoto, se vogliamo vedere il lato positivo. L'istruttrice non è male, peccato le orecchie a sventola, ma così a sventola che Dumbo era un principiante. Insomma stasera vado ad agitare il culino lì e poi schianto nel letto. E così scrivo la parola fine a un'altra settimana identica a tutte le altre e, soprattutto, inutile come tutte le altre. Secondo voi quante sono le settimane che si ricordano in una vita? Di più o di meno, o anche uguali, di quelle che varrebbe la pena di ricordare?










che bella veste!! :)