19 febbraio 2007
Le donne al volante - ahimè tocca ammetterlo - sono un pericolo pubblico. Inutile ostinarsi nella negazione di un fatto che è di lapalissiana evidenza: le donne non sanno guidare e sono tanto più pericolose quanto più si avvicinano alla menopausa e il loro colore di capelli tende al biondo (vero o artificiale). Il femminismo, l'emancipazione, il rogo dei reggiseni e il suffragio universale sono cose nobili, sia detto, ma non bastano a cancellare l'evidenza di un'affermazione che è quasi un'assioma e che chiunque percorra le nostre strade su un qualunque mezzo di locomozione può verificare con matematica certezza. Io giro in bicicletta, fidatevi della mia esperienza. Gli uomini hanno il difetto della velocità, vanno a 90 dove ci sarebbe il limite dei trenta e non è certo cosa da poco, perchè poi capita che non riescano a frenare e si sgrugnino contro un palo. Ma le donne, ragazzi, le donne. In strade dritte e larghe, dove se vai a 110 ti sembra di star fermo, loro viaggiano a una velocità media di 20 km/h, salvo poi sfrecciare a 200 in pieno centro città. Oltre tutto stazionano perennemente a sinistra costringendo gli altri aumobilisti a far numeri da circo per levarsele dalle palle. Ogni tanto capita qualcuna con il piede pesante, e allora vedete questa specie di amazzone del Grande Raccordo anulare sfrecciare a tutto gas, sorpassare a destra, deliziare gli altri automobilisti con repentini testacoda con un bilancio totale di 3 morti e 4 feriti gravi.
Gli uomini si fermano al rosso, quando si devono immettere da una strada laterale guardano prima a destra e poi a sinistra, ti danno la precedenza se ce l'hai, chiedono persino scusa quando proprio l'hanno fatta fuori dal vasino. Le donne invece svoltano in terza, guardano a destra per sentirsi a posto con la coscienza e se a sinistra c'è un paraplegico in carrozzina che tenta di attraversare chissenefrega, al massimo smette di soffrire, poverello. Le donne, ai semafori, se hanno deciso di passare, passano anche se ciò comporta la strage degli innocenti. Le donne non mettono la freccia in rotatoria, si truccano quando son ferme col rosso, ma anche se scatta il verde loro finiscono di stendersi il fondotinta manco fossero nel bagno di casa loro. Ma il colmo della sfiga è beccare una donna ingioiellata alla guida del SUV: è la prepotenza fatta persona e se voi non siete un tir a rimorchio, l'unico mezzo in grado di ridurre in poltiglia lei e la sua odiosa automobile, non c'è alcuna speranza che vi consideri.Almeno da vivo.
Se siete ragazze e in strada avete a che fare con una donna, le possibilità che vi spiaccichi sull'asfalto senza neppure fermarsi (farebbe tardi dal visagista) sono direttamente proporzionali a quanto siete giovani e belle. Nella lotta per la conquista del maschio, meno concorrenza c'è e meglio è.
Parola di una donna.
 
co.co.prodotto da Atipica at 10:16:00 AM | Permalink |


2Commenti


  • At 2:28 PM, Anonymous Anonimo

    Quando lo diciamo noi siamo solo dei cavernicoli retrogradi...

     
  • At 3:08 PM, Blogger Atipica

    certo, voi non potete dire che le donne guidano male, che sono delle brutte racchie nè delle bonazze astrali...voi non potete, perchè tutto vi si può ritorcere contro. Qualcosa tipo "tutto quello che dirai potrà essere usato contro di te".
    Noi donne, invece, possiamo dirci di tutto.

     
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