26 febbraio 2007
Sono un reduce. Un sopravvissuto. Un superstite. Uno scampato. Il gioco dei sinonimi per dire che, a dispetto di tutto ciò che è accaduto ieri, a Parma, sono ancora nel mondo dei vivi. E me ne meraviglio.
Cominciamo dall'inizio: avevo sperato che piovesse. Trattandosi di spettacolo all'aperto la pioggia avrebbe comportato l'impossibilità materiale di combinare alcunchè e, quindi, un auspicabile ritorno anticipato a casa, al caldo, alla domenica di svacco come dovrebbe essere. E - roba da non crederci - effettivamente è piovuto. Però. C'è sempre un però, ma qui, purtroppo, ce n'è più d'uno. Mi sono alzata alle 6 e 30 con il cuore gonfio di gratitudine nei confronti chi mi ha concesso l'opportunità di scoprire la bellezza di Bologna a un'ora infame di una domenica di fine inverno. In strada io e qualche povero extracomunitario infreddolito e assonnato. Dopo aver recuperato il minimo di lucidità necessaria, ho affrontato un viaggio di un'ora e mezzo fra le nebbie di Avalon in direzione Parma, sperando di aver imbroccato la direzione giusta e di non ritrovarmi ad Ancona. In macchina ho impegnato tutte le mie energie per tenere a freno l'impulso di ammazzare M&N, mie compagne di viaggio e di iella, che hanno parlato sempre - e intendo sempre - senza peraltro riuscire a dire nulla. Credevo di essere messa già abbastanza male ma, arrivata a destinazione, ho scoperto con orrore che:
  • Parma è la città più fredda e umida dell'emisfero boreale. Stoccolma è Nairobi in confronto, per capirci;
  • che gli undici gradi di Bologna precipitavano a 5 e che un vento affilato come una lama di coltello concorreva ad aggravare una situazione già irrecuperabile;
  • che erano solo le nove e mezzo del mattino e che il mio importante compito di addetto stampa consisteva nel restare impalata dietro un banchetto con sopra la nostra prestigiosa rivista fino alle 18.30. Stando così le cose non mi è stato difficile immaginare che avrei avuto tempo per morire assiderata, risorgere, rimorire assiderata e, infine, essere venduta in tranci alla Findus per tamponare la crisi dei merluzzi (provocata dalla Finanziaria 2007, come immaginate).
Dopo aver cercato di risollevare le sorti della giornata con un caffè e una brioche, mi sono seduta sulla sediolina da mercato predisposta per le mie chiappe laureate e, rassegnata, ho atteso che sopraggiungesse la fine. Certo avrei sperato di campare qualche annetto di più, ma va bene lo stesso. Nelle due ore che sono stata ferma immobile dietro il banchetto, cercando di confondermi con le due piante di ficus che il Comune di Parma ci ha messo a disposizione per ornare lo stand (bancarella sarebbe più appropriato, a dire il vero), ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con un signore ampiamente over 80 che ha mi ha chiesto a bruciapelo se, come vuole la moda del momento, stessimo protestando contro Prodi e per cosa.
Signore: "Salve signorinella" Io: "Buongiorno" Signore: "Senta, ma voi protestate contro Prodi?" Io: "No, noi non siamo qui per protesta..." Signore: "Ma non è che vi mettete a menar le mani, per protestare?" Io: "No, noi non stiamo protestando" Signore: "Non vi mettete mica a far quelle cose coi manganelli, contro Prodi?" Io: "Non siamo qui per protestare contro Prodi e comunque non abbiamo manganelli, non siamo squadristi!" Signore: "No, perchè uno può protestare civilmente, invece voi sempre coi manganelli!" Io (prossima alle lacrime): "NON ABBIAMO I MANGANELLI, LE HO DETTO, E NON STIAMO PROTESTANDO, CAZZO!" Signore (risalendo in bicicletta):"Ecco l'ho sempre detto che i giovani di oggi sono dei violenti".

Il secondo e ultimo visitatore era, senz'ombra di dubbio, il matto del paese. Con occhio furente e brandendo un ombrello, costui mi ha chiesto perchè, se la benzina è la causa prima di tutti i mali del creato, si fanno ancora le macchine a benzina. Gli ho spiegato che benzina e petrolio sono comunque fonti primarie di ricchezza per il nostro corrotto mondo occidentale. Quello mi ha risposto che le macchine potrebbero andare con l'energia termica (?) o eolica (!), che l'euro ci ha ridotto sul lastrico, che i giovani sono corrotti, i politici pure e spacciano droga (e qui non s'è capito se spaccino i politici, i giovani o tutt'e due). L'ho pregato di affrontare un argomento per volta, per non mettere in difficoltà il mio cervello, dato che non avevo ancora avuto il tempo di drogarmi. Lui per tutta risposta mi ha puntato in piena faccia l'ombrello e mi ha predetto che finirò male, sul lastrico. Ho sorriso: è evidente che sul lastrico ci sono già, visto che son qui invece che a casa a mangiare tortellini in brodo. Comunque gli ho promesso di consultare gli astri per verificare la sua previsione.
(Fine prima parte)
 
co.co.prodotto da Atipica at 11:10:00 AM | Permalink |


2Commenti


  • At 10:29 AM, Anonymous Anonimo

    Certo che li a Parma ci devono avere proprio il prosciutto negli occhi per non accorgersi di niente...un ottimo prosciutto tra l'altro......

     
  • At 10:57 AM, Blogger Atipica

    ah il prosciutto di parma...lo propongo come la soluzione di tutti i mali!
    Scherzi a parte, il fatto è che in pochi si accorgono di come queste cose servano solo a ungere qualche ingranaggio, niente a che fare con la preoccupazione per ambiente e inquinamento. i miei diascorsi sono stranamente simili a quelli del matto del paese, sto iniziando a preoccuparmi.^____^

     
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