26 febbraio 2007
(Seconda parte). Verso le 12.40, con solo quaranta minuti di ritardo sulla tabella di marcia, l'amministratore delegato Gran Lup Man di Chevrolet ha consegnato - sotto lo sguardo vacuo di una bambina down, del suo accompagnatore scoglionato, di un ciclista di colore e due immigrati maghrebini - un'auto al sindaco di Parma. E questi, volgendo un sorriso compiaciuto verso le telecamere di Il Bollettino di Parma (in diretta), ha ringraziato prontamente e assai la Crhysler (o come diavolo si scrive). Il Gran Lup Man di Chevrolet ha avuto un infarto là per là.
Alle 14 si è messo a piovere. I sedili su cui avrebbero dovuto sedersi gli ospiti durante lo Show dell'Ippoliti nazionale si sono inzuppati fino a marcire, mentre due bambini cercavano ripetutamente di sottrarre i volanti nonostante le veementi proteste del tecnico del suono. Che, insieme con me, era l'unico mammifero presente in piazza. Verso le tre, con la panza piena e l'aria visibilmente scoglionata, s'è palesato l'Ippoliti con una scarpa bianca e una blu, cercando di spacciare un segno inequivocabile di demenza senile per l'ultima moda in fatto di calzature. Intorno a lui, l'assessore parmense all'ambiente con mascella alla Ridge Forester e capigliatura a 3 piani in stile Richelieu, un sentaore di AN che non si sa bene dove sia stato pescato, quattro tirapiedi con i capelli unti e U., nostro prestigioso direttore editoriale. L'allegra brigata rideva e scherzava, scherzava e rideva, rideva e scherzava. Per due ore non hanno fatto altro che scambiarsi reciproche leccate di culo, sebbene io non abbia capito a quale scopo. Alle cinque, quando ormai ero prossima al coma per ipotermia, l'Ippolitone ha informato i presenti di essersi scocciato e se n'è andato. Causa violento attacco di colite ho abbandonato la mia postazione per qualche minuto e, quando sono tornata, ho trovato U. tutto sorridente: "E' andata bene, vero?" mi ha domandato. "Non direi" ho bofonchiato "si doveva fare uno spettacolo e non s'è fatto. In piazza non c'era nessuno. Piove. E io sto gelando". "Oh, beh, mica si vede da questo se un evento è riuscito. E' andata benissimo, a conti fatti". Sì, a conti fatti anche io somiglio tal quale a Claudia Schiffer, basta non tener conto dei capelli neri, gli occhi marroni, i 40 centimentri in meno, il sorriso e l'età. Tutti particolari irrilevanti, in ogni caso.

 
co.co.prodotto da Atipica at 12:39:00 PM | Permalink |


2Commenti


  • At 1:17 PM, Blogger Donna Speciale

    Bentornata, tra noi. :) dai non è andata poi così male!

     
  • At 2:12 PM, Blogger Atipica

    beh, sì, potevo sempre morire affogata o assiderata. Poteva scoppiare un conflitto nucleare, o magari un terremoto avrebbe potuto inghiottire parma. In effetti, hai ragione...^_____^

     
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