27 marzo 2007
Dato che la mia posizione al CSM sembra meno sicura del solito, ho deciso di sottrarre un po' di tempo all'autocommiserazione per dedicarmi a ben più produttiva attività: la ricerca di un nuovo lavoro. E dopo circa un'ora sono tornata all'autocommiserazione: è meno deprimente. In Internet ci sono centinaia di siti che promettono di trovarti il lavoro dei sogni in meno di un nanosecondo. Ma 9 volte su 10 non mantengono la promessa, a meno che tu non desideri fare il tornitore da quando avevi cinque anni. Di solito ti fanno compilare un form: dati personali, titolo di studio, numero di scarpe, taglia di reggiseno, ambizioni "retributive" (le chiamano così), ambizioni professionali. Data la distinzione, deduco che per le agenzie di ricerca e selezione del personale le due ambizioni non vanno di pari passo: c'è chi aspira a diventare Einstein e non gliene frega niente di morire di fame; e chi, evidentemente, vuole sedersi su una montagna di soldi come Paperon de'Paperoni indipendentemente da quello che sa fare. Ora se la prima cosa è quantomeno probabile, dato che mi risulta che spesso i migliori son morti di fame, la seconda mi lascia un po' perplessa. Come fa uno a sognare di guadagnare fantastilioni di euro senza saper fare una mazza? E soprattutto: se davvero le cose vanno così, allora com'è che Berlusconi si propone come modello di imprenditore citando come prova della sua grandezza il mucchio di soldi che ha fatto?
La seconda cosa che salta all'occhio è che i lavori più invitanti sono stage. Se digitate addetto stampa o redattore, appariranno tante offerte che neanche nel paese dei balocchi. E allora, com'è che accettiamo contratti assurdi e stipendi da fame? Si vede che siamo davvero tutti coglioni, come ebbe a dire qualcuno in occasione delle elezioni. Perchè su internet ce n'è per tutti i gusti: redattore scientifico, redattore giuridico, redattore fiscale, correttore di bozze, copywriter, addetto stampa. Basta digitare et voila, il gioco è fatto. Così, baldanzoso come un gatto in amore, cominci ad aprire gli annunci. Cercasi laureato in materie umanistiche (ce l'ho), conoscenza fluente di due lingue (ce l'ho), abilità ad usare il computer (ce l'ho), esperienza di almeno due anni (e vai,c'ho anche questa). Poi, ringalluzziti come non mai (ah, stavolta col cazzo che finisco in un call centre), si passa a dare un'occhiata a cosa si offre per accaparrarsi cotanto pezzo di cervello. Nel 10% dei casi, nulla: l'azienda è molto riservata e non vuole sbandierare ai quattro venti i fatti suoi. La concorrenza, si sa, è sempre in agguato. E comunque se uno fa il difficile sullo stipendio significa che non ha davvero bisogno di lavorare o non ama il suo lavoro. Il candidato-schiavo ideale invierà il curriculum comunque e, se avrà l'onore di essere convocato per un colloquio, scoprirà cosa offre l'azienda.
C'è poi un 5% di imprese che non ama i misteri e si pronuncia da subito, perchè la sincerità e il rispetto devono essere alla base di ogni rapporto di lavoro. Ed è con sincerità e rispetto che ti offrono un contratto a progetto di un mese prorogabile (ma dai!) e una retribuzione di 800/900 euro il mese. Lordi. A Milano dove, per bene che vada, con quella cifra ci paghi l'abbonamento alla metro.
Il restante 80% sono stage. Qualcuno prevede il rimborso spese, altri solo un grazie. E così anche stavolta mi sa che si torna al call centre.
 
co.co.prodotto da Atipica at 4:25:00 PM | Permalink |


6Commenti


  • At 7:27 PM, Anonymous Anonimo

    parole sante!
    (uno che ha gli stessi problemi esattamente nello stesso ordine e con conseguenze identiche)

     
  • At 9:51 AM, Blogger Atipica

    se anche tu hai superato i 30 anni direi che sei il mio alterego maschile.
    ;-)

     
  • At 10:22 AM, Anonymous Anonimo

    Li superai ...li superai abbondantemente

     
  • At 10:30 AM, Blogger Atipica

    Ecco, penso che io te possiamo a buon diritto considerarci i simboli di una generazione... e che generazione, cazzo!

     
  • At 10:37 AM, Anonymous Anonimo

    Esatto! io sul mio blog sto cercando di venirne a capo ...sul senso di questa generazione: nella rubrica
    ilMioAmicoDavide... per ora siamo in una fase di rielaborazione degli anni 90. Appena lo trovo, un senso, ti faccio un fischio!

     
  • At 11:01 AM, Blogger Atipica

    A bene, meno male. Perchè, sarà che stamattina c'ho un attacco di cinismo, ma io di senso non ne vedo molto...

     
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