Dio c'è, e ora c'ho le prove. Il mio desiderio si è realizzato: il 25 marzo starò sbracata sul divano di casa mia a mangiare torte, soffiare sulle candeline e autocommiserarmi per la vecchiaia che s'avanza. Passerò probabilmente tutta la mattina a sospirare guardandomi nello specchio alla ricerca di una ruga d'espressione in più, o di un rotolino di pancetta che si palesa impietoso nonostante l'immane sforzo fisico acquatico cui mi sottopongo due volte la settimana. Avrò il tempo, insomma, di soppesare la decadenza. Poi nel pomeriggio con buona probabilità litigherò con mia mamma, o con mio padre, o con entrambi causa crisi di astinenza da sigarette. Infine la sera troverò il modo di annegare in fiumi di alcool la mia paura di invecchiare. Poi stramazzerò sul letto e il giorno dopo potrò allegramente dimenticare di aver compiuto i tanto temuti 31 anni e continuare ad annaspare nel mio precariato esistenziale. Amen. Ora però, in vista della visita dei beneamati genitori, devo abbandonare per un attimo le questioni esistenziali e dedicarmi alla ricerca di qualcuno che sia disposto a tenermi il gatto per tre giorni. Funziona così: mia mamma odia i gatti in particolare e gli animali in generale ed è vieppiù avversa a qualunque forma di coabitazione fra umani e quadrupedi pelosi. Come se non bastasse considera il mio desiderio di avere un felino un brandello di adolescenza sopravvissuta alla presunta maturazione avvenuta in questi anni e trova che sarebbe molto più sano se, nella mia scala di valori, la voce "casa pulita e profumata" precedesse di gran lunga "felino peloso e puzzolente". E infine, non avendo mai avuto un gatto, è convinta che il povero animale passi la giornata a funestare mobili e divani in modo direttamente proporzionale al loro valore.
A rendere ancora più improbabile l'eventualità che mia madre e Achab sopravvivano nella stessa stanza per più di un quarto d'ora c'è il fatto che, pur essendo zoppo, Achab sta a un tenero micetto come Attila a un vecchietto mansueto. Gli mancano due zampe, ma è feroce, furibondo, territoriale, aggressivo. In poche parole, è una iena. Perciò chi si offre di far da balia a una lince di sette chili che probabilmente cercherà di uccidervi per tutta la durata della vacanza?
A rendere ancora più improbabile l'eventualità che mia madre e Achab sopravvivano nella stessa stanza per più di un quarto d'ora c'è il fatto che, pur essendo zoppo, Achab sta a un tenero micetto come Attila a un vecchietto mansueto. Gli mancano due zampe, ma è feroce, furibondo, territoriale, aggressivo. In poche parole, è una iena. Perciò chi si offre di far da balia a una lince di sette chili che probabilmente cercherà di uccidervi per tutta la durata della vacanza?







