E va bene la precarietà, e che quando c'è da sbattersi per pagare una fattura dall'altra parte di Bologna ci si manda il precariuccio di turno - cioè io, e poco importa se sono dell'ufficio stampa - in bicicletta, perchè tanto il taxi "tra chiamarlo, arrivare, portartici e richiamarlo ci metterebbe più tempo", però ogni tanto abbiamo anche le nostre soddisfazioni. Come quando cambiano nome a una stupida inziativa marchettara perchè tu hai fatto notare che allude a qualcosa di non troppo politically correct. In poche parole: l'iniziativa marchettara si chiamava A gas per l'Africa e prevedeva la partecipazione di Giobbe Covatta. E quando c'è Giobbe Covatta ci dev'essere pure l'Africa, si sa. Vincendo la mia proverbiale pigrizia e il mio pantagruelico menefreghismo, avevo accennato alla possibilità che le buone intenzioni ambientali dei promotori dell'iniziativa fossero fraintese e che a qualcuno, anzichè il gas serra, venisse in mente lo Zyklon B e il bieco uso che ne facevano i nazisti. Bene, giusto di ritorno dalla mia passeggiata in bicicletta, appuro che A gas per l'Africa è diventato Una città per respirare. Esultanza, gioia scomposta. In ogni modo è durata poco: non c'ho messo molto a scoprire le vere ragioni della scelta e per constatare che hanno più a che vedere col marketing che con le mie pruderie da politicamente corretto. Mi pare d'aver capito, oltre tutto, che non si può menzionare l'Africa perchè non c'è più il Covatta. Cos'è, per un po' di beneficienza ha messo i diritti d'autore su un intero continente?
suggerirei
Una città per respirare, e tutto il gas in africa!
ok per le forbicine basta che mi garantisci la tua distanza ideologica dalla Bobbit