Ho due occhiaie da far invidia a Nosferatu. Se non smette di piovere non mi resta che il suicidio. Io capisco tutto: l'inverno che non è un inverno, i fiori sugli alberi il 25 gennaio, le nebbie di novembre e, tutto sommato, dopo dieci anni di permanenza a Bologna, persino il cielo bianco non mi fa più tanto effetto. Ma tre giorni di pioggia consecutivi all'inizio della primavera, quando hai un bisogno disperato di un po' di serotonina da raggio di sole, riescono a gettarmi in uno stato d'angoscia permanente e nero come la notte. E se poi una mattina, dopo 3 giorni di sofferenza metereopatica, arrivi al lavoro e la tua responsabile ti annuncia - avvolta in tailleur nero che è già una dicharazione d'intenti - che l'unica azienda a cui facciamo da ufficio stampa (nonchè l'unica speranza di sopravvivenza di questo circo Barnum) ha appena assunto un addetto stampa interno, beh, c'è poco da stare allegri. In poche parole: costoro assumono uno (a progetto tanto per cambiare) e stanno a vedere. Se questo qualcuno si rivela in grado di fare bene da solo ciò che noi facciamo male in 11, ci mollano. E, se analizziamo la questione con un po' di obiettività, non è difficile supporre che ci riesca. A giudicare dal colore delle facce dei miei Colleghi a Tempo Indeterminato - i Sicuri - temo che a me non resti che cercarmi un altro lavoro. Cominciare il mio trentunesimo anno correggendo un comunicato di U. mi era sembrato un cattivo presagio. E, in effetti, lo era. Dal 31 luglio sono a spasso. Non è che qualcuno di voi ha qualcosa per me?
Io ho un piattino, può servire?