Ieri nuoto. Non un nuoto qualunque da una una ventina di vasche in un millennio e qualche polf plof con la manina. No, un nuoto serio col delfino, gli spruzzi, le serie miste, l'ansia da prestazione, i crampi alla fine e tutto il resto. Uno sforzo capace provarti al punto che, se dopo hai un incontro ravvicinato con George Clooney, ti fai trovare sepolta in un pigiamone di pile ornato di orsetti sorridenti, gli sbadigli in faccia e gli dici "Scusa sai, ma stasera ho un gran mal di testa". Come se non bastasse, sono una donnina di un metro e 58 per 43 kg, unico esponente del cromosoma XY, in vasca con dei gendarmoni il più piccolo dei quali misura un metro e 90 con un'apertura alare che si esprime in ettari. Ora, si dà il caso che io sia sempre stata molto fiera delle mie prestazioni natatorie, sebbene inficiate dalla non proprio giunonica statura, e degli effetti di codesta attività sul mio esile corpicino. Poi ieri arrivo, mi cambio ed entro in piscina. Tutto come al solito. Eccetto l'accappatoio.Quello, invece di indossarlo, l'avevo in mano. Appena varco la soglia della piscina un simpatico istruttore di età compresa fra 75 e 90 anni, con vistosa capigliatura canuta e faccia ottusa come quella di un gambero d'allevamento, mi guarda e mi dice, nel macelato - e soprattutto malriuscito - tentativo di farmi un complimento: "Ecco le spalle più larghe della piscina: due spalle con una donna sotto!". Spalle-con-una-donna-sotto. Spalle-con-una-donna-sotto!SPALLE-CON-UNA-DONNA-SOTTO! Cinque parole che hanno irrimediabilmente frantumato la mia autostima. Il sorriso mi si è letteralmente sbriciolato. Ho sentito le spalle lievitare fino a raggiungere le proporzioni di quelle di Myke Tyson e mi è persino sembrato di vedere la mia faccia riflessa sulla superficie dell'acqua assumere un colorino via via più scuro, i capelli trasformarsi in una massa lanosa e un folto pelo riccio ricoprire la superficie del mio corpo. Il Gambero d'Allevamento, del tutto ignaro della devastazione psicologica scaturita dalle sue parole, sorrideva in attesa che, quantomeno, lo ringraziassi del complimento ricambiando il sorriso. Non sapeva, lo stolto, che stavo lottando per tenere a bada l'istinto di affogarlo. Così ho bofonchiato un diplomatico "eheh" e sono andata a rannicchiarmi nell'angolo più buio della piscina, sperando che nessuno notasse la mia spalluta presenza. Alla prima vasca a delfino ho avuto un attacco di panico: sentivo i muscoli delle spalle lievitare e gonfiarsi sempre più fino a diventare due boe. Ho avuto voglia di fuggire piangendo come Candy Candy o di andare a fare plof plof con le corpulente signorine dell'acquagym, intente a saltellare a ritmo di puntz-tuntz nell'inutile tentativo di bruciare qualche molecola di grasso prima dell'estate.
Ero così provata psicologicamente che non riuscivo ad andare dritta per la mia strada: in meno di un'ora ho fornito a tutti i presenti la dimostrazione scientifica che, con un po' di impegno, è possibile farsi spezzare un braccio e finire arenati contro il galleggiante che separa le corsie.
Per farla breve, la scoperta di avere voluminose spalle da nuotatore, che staranno anche bene addosso a un corazziere come Jan Thorpe, ma potrebbero avere qualcosa di stonato su un lillipuziano emaciato, equivale nel mio piccolo mondo precario alla caduta dell'ultima certezza: la convinzione di avere un aspetto gradevole. Una specie di crollo del mio personalissimo Muro di Berlino estetico.
Ero così provata psicologicamente che non riuscivo ad andare dritta per la mia strada: in meno di un'ora ho fornito a tutti i presenti la dimostrazione scientifica che, con un po' di impegno, è possibile farsi spezzare un braccio e finire arenati contro il galleggiante che separa le corsie.
Per farla breve, la scoperta di avere voluminose spalle da nuotatore, che staranno anche bene addosso a un corazziere come Jan Thorpe, ma potrebbero avere qualcosa di stonato su un lillipuziano emaciato, equivale nel mio piccolo mondo precario alla caduta dell'ultima certezza: la convinzione di avere un aspetto gradevole. Una specie di crollo del mio personalissimo Muro di Berlino estetico.










un saluto anche oggi.
baci
daniela