22 marzo 2007
M., Segretaria per contratto e Kapò per vocazione, è tornata dopo 10 giorni di vacanza. Incazzata come un mastino napoletano a cui hanno rubato la ciotola di cibo. M. è stata alle Maldive, uno di quei viaggi preconfezionati come le merendine del Mulino Bianco in cui un gruppo di ebeti si dà appuntamento in una nebbiosa Malapensa con ciabattine, zainetto Mandarina Duck comprato per l'occasione, cappelli e magliette col logo dell'agenzia di viaggi. Dopo nove ore di viaggio, allietato dalla visione di capolavori quali 4 Matrimoni e 1 Funerale, Vacanze di Natale, Troy e dal consumo di lingua di bue pressurizzata e pomodori cicliegini transgenici, il succitato gruppo sbarca in un villaggio turistico - plasticoso e del tutto identico a quelli che deturpano le italiche coste - del quale resta prigioniero per tutta la durata della permanenza. La giornata è scandita secondo ritmi aziendali: la mattina trascorre tra acquagym per tonificare le cosce sfruttando le miracolose alghe dell'Oceano Indiano, centro benessere e tornei di Burraco; il pomeriggio è destinato alle cure di bellezza e al riposo destressante su una spiaggia bianca. Qualcuno ne approfitta per farsi massaggiare l'occidentale schiena stressata dai mesi trascorsi davanti a un pc da un "indigeno" non stressato che - per l'equivalente di 50 centesimi - ti regala due minuti diincontaminata felicità indigena. Con quei 50 centesimi l'indigeno non stressato - che però ha visto la moglie spazzata via dallo Tzunami e il figlio maggiore cucirsi due dita confezionando un pallone nello stabilimento locale della Nike - ci sfama una famiglia che, per spostarla, ci vuole un autobus. Ma ai nostri amici col cappellino questo non interessa: sono in vacanza e comunque non possono certo farsi carico di tutte le sciagure del mondo. La sera cocktail sulla solita spiaggia bianca fra palme e abbronzature da sogno e rimorchio sfrenato. Quando l'aereo riporta i nostri amici in terra d'Occidente, si ripongono i cappellini e si torna alla dura realtà: traffico, tangenziale intasata, figli urlanti e molesti, mutuo, soldi che non bastano mai. E se gli chiedi, come ho fatto io oggi: "Ma a parte il villaggio cosa hai visto?" la risposta è "E cosa dovevo vedere Benny, tanto lì non c'è mica altro!".
 
co.co.prodotto da Atipica at 11:49:00 AM | Permalink |


3Commenti


  • At 2:27 PM, Blogger Elisabetta Locatelli

    ciao!scusa se mi intrometto nei commenti ma non trovavo la tu e-mail nel blog. mi chiamo Elisabetta, sono una dottoranda presso l'Univ. Cattolica di Milano e sto facendo una ricerca su blog e blogger. mi ha segnalato il tuo sito marco di creativeclassics. se ti va di partecipare mandami una mail (in tempi rapidi...scusa ma devo finire al più presto!) all'indirizzo che trovi sul mio blog theblogup.blogspot.com ci conto!a presto!E.

     
  • At 3:02 PM, Anonymous Anonimo

    in realtà non lo sanno, ma l'aereo, dopo un'elegante virata, li ha riportati a 50km da milano. Li sono rimasti chiusi in una cupola stile Truman show...

     
  • At 3:14 PM, Blogger Atipica

    Altro che Milano... li ha portati nella zona industriale di Bergamo alta e sono stati scaricati sul set, appositamente restaurato, di Laguna Blu.

     
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