22 marzo 2007
Mi sono accorta che non ho mai veramente descritto i componenti del mio ufficio, veri protagonisti di questo blog. Rimedio subito:
  1. M.: Segretaria di Redazione di circa 40 anni, è il kapò di quest'ufficio. Fra i suoi incarichi figurano il mantenimento di ordine e disciplina; la semina periodica di zizzania onde evitare un poco funzionale clima di serenità; la persecuzione - con cadenza bimestrale - di ogni componente della squadra; la divulgazione di qualsivoglia calunnia, pettegolezzo o maldicenza possa danneggiare il malcapitato di turno. M. veste di nero, ha i capelli tinti di nero, l'espressione perennemente scocciata e la voce stridula di una cornacchia. E' divorziata e, sebbene sia stata lei a mollare il marito, è animata da astio incrollabile verso gli uomini che definisce "tutti immaturi". Tuttavia M. è sempre alla ricerca di un fidanzato ma, dopo il primo incontro, viene scaricata da tutti i potenziali aspiranti. I suoi impegni quotidiani sono parlare al telefono con la fiamma del momento, giocare a Bubble Puzzle su internet, chattare con la sua migliore amica.
  2. LAltraM: Quarantenne Reponsabile dell'Ufficio Stampa, costei unisce a una certa limitatezza d'intelletto una cronica limitatezza di orizzonti. Perbenista, borghese nel senso peggiore del termine, figlia di fascista mai redento e moglie di dirigente di multinazionale, M. é convinta che sposarsi di fronte a Dio sia l'unico modo di assumersi la responsabilità di un rapporto serio, che l'omossesualità sia contro natura, che un marito ogni tanto vada fatto seguire da un investigatore per avere certezza della sua fedeltà o la prova di eventuali infedeltà. Indossa scarpe Prada, cappottini Miu Miu, tailleur neri rigidi come una bara di frassino, occhiali Rayban. Legge i libri di Papa Ratzinger e vota Casini, eroe nazionale che salverà il paese dal disfacimento morale. E qui, prima che qualcuno fra voi si metta a vomitare, mi fermo.
  3. U.: Direttore Editoriale, U. è volgare, grasso e ha i capelli unti. Si scaccola naso e orecchie senza ritegno nè vergogna e, quando starnutisce, vibrano le pareti dell'ufficio. U. indossa spesso camice scollate da cui occhieggia una foresta di peli brizzolati che, risalendo il collo, vanno a congiungersi con la barba. Si considera un esperto nell'ars amandi e si offre spesso di rivelrne i segreti a noi pivelli. U. usa la penna come una zappa: rintracciare nei suoi pezzi una frase di senso compiuto è un'impresa titanica. Ha frequenti e inconsulti attacchi di rabbia durante i quali pesta i piedi e grida come un ossesso. Sebbene ora sia un integralista berlusconiano, racconta di avere un passato da sessantottino.
  4. S.A.: l'Impiegata dell'Amministrazione è un gendarmone biondo che si presenta dicendo prima il cognome e poi il nome perchè sia subito chiaro che lei ha la personalità di un barattolo di marmellata su cui è stata appiccicata un'etichetta. Ha due figli nati da due matrimoni diversi, ma dichiara di credere nell'amore eterno e nell'esistenza del principe azzurro. Una cazzata a cui - ho scoperto - crede un sacco di gente, solo che lei sbaglia le tempistiche: di solito, infatti, si cerca di riconoscere l'uomo non-giusto prima dell'impollinamento. S.A. non pensa, ubbidisce; non ha opinioni, abbraccia quelle preconfezionate e condivise dai più, e comunque dal più forte. Il 90% di ciò che arriva alle sue orecchie viene riferito al Sommo. (fine prima parte)

 
co.co.prodotto da Atipica at 4:07:00 PM | Permalink |


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