Quando sei piccolo ti insegnano che uccidere è sbagliato. O quantomeno sconsigliato, dato che commettere un omicidio comporta la sgradevole conseguenza di essere, nella maggior parte dei casi, arrestato e trascorrere un considerevole numero di anni in gattabuia. All'inizio effettivamente non uccidere nessuno sembra piuttosto facile dato che, almeno fino a una certa età, non si prova nemmeno il desiderio di uccidere. Ma col passare degli anni le cose si complicano. In generale lavorare significa passare un certo numero di ore in compagnia di individui che, potendo scegliere, nella migliore delle ipotesi non avresti mai degnato di un'occhiata e, nal caso peggiore, avresti decisamente evitato. Siccomefatti non fummo a viver come bruti nel corso degli anni si elaborano una serie di sovrastrutture che consentono di adattarsi più o meno bene agli individui che la vita ci manda incontro: si guarda il lato buono, si fa buon viso a cattivo gioco, ci si tura il naso e chi più ne ha più ne metta. Ma prima o poi ce n'è sempre uno che ti fa perdere le staffe: tu ci provi, davvero, a trovargli almeno un pregio, qualcosa che lo salvi ma, comunque la metti, resta insopportabile. I. è una signora anziana, ansiosa e logorroica. L'abbinamento "ansiosa+logorroica" dovrebbe già fornire un'indicazione sufficiente a intuire quale posizione costei occupi nella classifica degli I.P.I.D.P. - Individui Più Irritanti Del Pianeta. Aggiungete che è completamente priva di senso di realtà e dovreste avere un'idea realistica di quanto sia difficile sopportarla 8 ore il giorno senza sognare di piantarle un coltello nella schiena. Oggi I. era in preda a un attacco di panico. E, per calmarsi, non ha trovato niente di meglio che ripetere dalle dieci alle due "Non ce la faremo mai". Il rituale non deve aver funzionato perchè, verso le 11.30, al "non ce la faremo mai" ha aggiunto un "perchè non vi muovete?" e dalle 12.00 ha cominciato a seguirci in ogni stanza come un'ombra ripetendo "perchè non vi muovete? non ce la faremo mai" 60 volte in un minuto. Dall'una in poi, quando la fotocopiatrice ha avuto un tracollo, ha aggiunto al mantra un dondolamento ritmico e ancor più destabilizzante delle parole. Così oggi, dopo 31 anni di vita, ho scoperto per la prima volta quanto è difficile controllarsi quando la violenza ti pulsa nelle vene e ti rimbalza nelle tempie. Sono stata a un passo dal commettere un omicidio efferato e feroce, con spargimento di sangue e accanimento sul cadavere come nella migliore tradizione pulp. I non sa il rischio che ha corso.







