Se becco chi ha detto che il lavoro d'ufficio è sedentario lo strozzo con le mie manine. E' da stamattina che corro come una trottola su e giù, giù e su, su e giù, giù e su. Ho dovuto confezionare ciarpame stampa, aggiornare rassegne stampa, facchinare altro materiale stampato costosissimo e totalmente inutile se uno non ha un camino o un gatto. Infine, a dispetto delle robuste braccia maschili che affollano i corridoi di quest'ufficio, poco fa sono stata reclutata per caricare sulla macchina di una mia collega sa-il-cazzo-cosa imballato in pesantissimi scatoloni. Secondo me qualcuno ha fatto a pezzi il grande capo - che, ormai da settimane, non fa la sua comparsa in ufficio - e io ho partecipato ignara all'occultamento del cadavere. Vabbè. Almeno a luglio non dovrò prendermi la briga di ammazzarlo io. Eh sì, cari signori, perchè forse non vi ho ancora raccontato che da circa 3 mesi sono una specie di dead man walking dell'ufficio. Mi spiego: quando per la prima volta ho messo piede in questo cottolengo mi è toccato in sorte un contratto a progetto di sei mesi. Alla scadenza, il succitato contratto è stato rinnovato per nove con il significativo aumento di 50 euro. Il 90% dell'umanità si sarebbe sentito preso per i fondelli, ma io - beata ingenuità fresca di precariato - ho gioito ritenendo che entrambi gli elementi fossero un segno della benevolenza degli dei e un passetto in avanti sulla strada, lunga e lastricata di dolore, dell'assunzione. In poche parole mi sono detta "prima sei mesi, poi nove e poi vedrai che almeno sarà di un anno intero". Così, a cinquanta eurini di aumento per volta, prima della pensione riesco a toccare i mille euro. Invece, alla seconda scadenza, il contratto è stato sì rinnovato, ma: 1) senza i cinquanta eurini di aumento e 2) solo per sette mesi. Ora, qual è il settimo mese dell'anno? Sì, proprio il settimo mese, quello che viene dopo il sesto e prendendo come punto di partenza il primo. Ebbene, il mio contratto scade nel mese di luglio, il 31 per la precisione. Ora, conoscendo il pelo in cui è completamente avvolta la coscienza del mio capo, dubito che si tratti di mera casualità. Come se non lo avesse mai fatto prima. Così ho una ragione in meno per aspettare l'estate.









Non vorrei rincarare la dose.... certo che se non ti rinnovassero il contratto cercare il lavoro in estate non è facile, tra chiusure delle ditte, personale in ferie... che sfiga.....
Adesso, se tu vuoi ti invito da me un letto libero, c'è l'ombrellone pure, una bici da prestarti ce l'ho, conclusione puoi fare le ferie risparmiando....;)