03 marzo 2007
Venerdì niente ufficio, ma una bella giornata alla Conferenza Nazionale dei Mobility Manager, ovvero alcuni soggetti in gessato grigio (qualcuno mi spiega perchè i cretini amano tanto il gessato grigio?) profumatamente pagati per dire al mondo che spostandosi in bici si inquina meno che girando in macchina. Meno male, da soli non ci saremmo mai arrivati. Ad ogni modo la cosa per me ha significato un'altra levataccia a un'ora ignobile, una pedalata fino al Palazzo dei Congressi con conseguente inalazione di una secchiata di smog mattutino (bono tamquam medicina), il facchinaggio di ben sei scatole contenti cartelle stampa e ciarpame vario che, nella migliore delle ipotesi, è finito nella lettiera dei gatti degli intervenuti all'incontro. Ma la cosa peggiore è stata ascoltare i succitati Mobility Manager parlarsi addosso, fra sbadigli e sguardi vacui, per circa otto ore e ripetere fino alla nausea che solo loro hanno la soluzione del problema ambientale, dell'effetto serra, del global warming e financo della fame nel mondo. Però. Però i Mobility Manager devono essere sostenuti dal governo. Insomma il mondo non si salva mica gratis. E poi uno studia così tanto per imparare che la bici inquina meno della macchina che poi qualcosina ci vuole guadagnare. Incentivi ci vogliono. D'altronde salvare il mondo dal cancro ai polmoni, da un'epidemia di malattie respiratorie e altri accidenti che solo a nominarli si drizzano i peli sul coppino non è faccenda da improvvisare e, si sa, per far bene le cose bisogna essere motivati. E quale motivazione migliore del vil danaro?
Poi la parola è stata data agli esponenti del governo. I quali, senza por tempo in mezzo, hanno ribadito la fiducia che l'Unione ripone nei Mobility Manager e nella bicicletta quale strumento privilegiato nella lotta contro tutti i mali del mondo, AIDS compreso. E che certo il governo non potrà non sostenere una categoria animata da tali nobili propositi. Subito dopo hanno approfittato dell'occasione per dir giusto due paroline di critica a questo o quell'alleato, a qualche vicino di poltrona, a quei compagnucci con cui si dovrebbe governare. Infine hanno proposto di non costruir più autostrade, per evitare di inquinare sempre di più. In fondo, l'esperienza della Calabria insegna che se non hai le strade ci guadagni in salute. E alla domanda, ovvia, "ma noi le merci come le spostiamo se non facciamo le strade?", hanno risposto: coi treni. Perfetto, ora io ho un'unico dubbio: con questi treni? con queste ferrovie? Forse bisognerebbe dargli un'aggiustatina, prima di farci troppo affidamento. Giusto ieri, tornando dall'Abruzzo, c'ho messo 4 ore invece di 3 e il treno a un certo punto s'è fermato in mezzo al nulla perchè s'era scassato non so cosa. Ecco, e non è che fosse proprio una tradotta: trattavasi di Intercity Plus, per il quale è persino obbligatoria la prenotazione. E però per aggiustare le ferrovie ci vogliono - ma che strano! - i soldini. E codesti soldini non li avremo mai se li diamo ai mobility manager perchè ci comunichino che la bicicletta inquina meno dell'auto.
Un'ultima chicca: fra i relatori c'era anche un tale dell'ARPA. Quando il chairman (guarda caso il nostro U., direttore dall'io ipertrofico) ha domandato agli organizzatori "che domande potrei fare a questo qui?", s'è sentito rispondere dall'organizzazione medesima "quello che ti pare, ma fallo parlare poco dell'inquinamento atmosferico, che questi cervelloni qua non si sa mai che dicano qualcosa che non conviene...".
Buona settimana a tutti.
 
co.co.prodotto da Atipica at 3:42:00 PM | Permalink |


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