Bypassiamolo! è il tormentone verbale di primavera qui al CSM. Vero e proprio calco linguistico usato non, badate bene, nel senso cardiologico di mettersi un bypass, operarsi al cuore o altre tragedie del genere, ma come sinonimo multiuso di scavalcare e oltrepassare
. Scavalcate il cadavere di un vostro collega riverso lungo il corridoio? Bene, lo
bypassate. Prendete una decisione sbattendovene dell'opinione di un vostro collaboratore? Lo state
bypassando. Consigliate a qualcuno
andare dritto per la sua strada senza preoccuparsi di ciò che pensa la gente? Gli direte: fregatene e
bypassali. Il merito di questa invenzione va, ancora una volta, a U., cui sarò eternamente grata per aver dato un piccolo contributo - nella sua infinita creatività - alla distruzione della nostra bella lingua e al progressivo appiattimento della ricchezza che la caratterizza. Ovviamente ai miei colleghi non è parso vero di sembrare più
cool con l'uso di un termine che presenta il triplice vantaggio di:
- conferire al discorso quel retrogusto da cittadino del mondo che aggiunge un non so che di interessante e misterioso, molto efficace per aver successo agli aperitivi;
- evitare di perdere tempo nella scelta di un verbo fra una marea di sinonimi che significano tutti la stessa cosa ed è dalle elementari che ci chiediamo perchè cazzo sono lì a intasare i vocabolari;
- risolvere una volta per tutte quelle beghe con coniugazioni e congiuntivi che poi, va detto, sarebbe meglio abolire. I ritmi della società moderna impongono velocità e praticità anche nell'eloquio e tutti codesti "che io sia", "che tu vada" fanno perdere un sacco di tempo e sanno di vecchio puntiglioso, di scuola elementare col maestro unico.
Il Maestro. Eccome se me lo ricordo. E mi ricordo le mazzate che ci fiondava sulla nuca quando sbagliavamo le coniugazioni dei verbi. Si potrebbe aprire un blog intero sul livellamento verso il basso dell'istruzione elementare, media e superiore, sull'approssimazione del linguaggio mediatico e dei suoi miti che giustificano l'ignoranza con l'arroganza di soldi e successo (effimeri) e rivendono un modello di vita al risparmio su forme e contenuti. Ma te l'immagini Costantino che dice in televisione, magari dalla DeFilippi, "Sto facendo un corso di grammatica e sintassi per cercare di esprimermi almeno come un primate"? Giustamente non fai un discorso di contenuti, su cui vige la libertà di pensiero e parola, ma di forma, che dovrebbe essere comune e dotata di regole molto precise seppur complesse. Non siamo ancora una minoranza, ma ancora per poco. Comunque, ottimo post, se ne potrebbe parlare per anni.