11 aprile 2007
Comunque non ho scritto resoconti del week end in terra d'Abruzzo, a parte la faccenda dei compagni di classe risbucati dal passato polveroso. Invero non c'è molto da dire, più o meno le solite cose eccetto un'unica novità: mio cugino ha scoperto alla tenera età di 38 anni che il Brasile è un paese in cui la gente non se la passa proprio bene. Ed era così fiero della scoperta che ce l'ha propinata durante il pranzo pasquale con la stessa espressione con cui probabilmente Einstein illustrava la teoria della relatività a studenti avidi di sapere. La cosa risulta tanto più strana se si considera che mio cugino ha, o dovrebbe avere, una moglie brasiliana. Nel senso che qualche anno fa ha sposato una pulzella di tredici anni meno di lui che da queste parti nessuno ha mai avuto il piacere di vedere, ha comprato una casa a Baiha o come diavolo si scrive e da quel momento passa sei mesi là e sei mesi qua (casulamente quelli estivi). Ovviamente la pulzella parla solo portoghese e mio cugino solo italiano ed entrambi considerano irrilevante per le sorti del loro matrimonio imparare un idioma comune. Forse entrambi considerano irrilevante il matrimonio. O la comunicazione in tutte le sue forme. Chissà. Ad ogni modo finora si sono capiti coi gesti e tanto basta. Tuttavia mi domando come mai a mio cugino siano stati necessari tre anni per rendersi conto che, quanto a prodotto interno lordo, il Brasile non è la Svezia. Capisco che non legga i giornali italiani e non mi aspetto che ne approcci uno brasiliano ma, dico, basterebbe guardarsi intorno. O magari domandarsi come mai una fanciulla di 21 anni, che mi dicono belloccia e magari pure intelligente, si sia rassegnata a sposare un cerebroleso come lui pur di dar da mangiare ai suoi venti fratellini.
 
co.co.prodotto da Atipica at 6:03:00 PM | Permalink |


5Commenti


  • At 9:01 PM, Anonymous Anonimo

    Ciao, superfluo chiedere come va. In merito alla rimpatriata scolastica:impara assolutamente a dire no! te lo dice una cresciuta a pane e sensi di colpa che un bel dì ha scoperto la favolosa condizione per cui "sempre sì" non equivale esattamente a stima e amore altrui.
    baci, in ogni caso
    daniela

     
  • At 10:05 AM, Blogger Atipica

    "sempre sì" non equivale esattamente a stima e amore altrui.

    Cara daniela, come hai ragione...

     
  • At 10:58 AM, Anonymous Anonimo

    ...Che ne dici di andare a fare l'insegnante in Brasile e sfamare i venti fratellini di un bel ragazzone? non sarebbe una bella soluzione?

    Buona vita,
    LCL

    PS: primo post, ma ti leggo da un po', scrivi benissimo!

     
  • At 11:30 AM, Anonymous Anonimo

    alcune puntualizzazioni:
    da quello che so io il Brasil non ha grandissimi problemi di PIL ma di redistribuzioe del reddito. Quanto all'idioma il portoghese brasiliano è abbastanza intellegibile a qualsiasi italiano/a ben motivato e viceversa (nel senso che l'italiano diventa intellegibilissimo per qualsiasi sorella di 20 pargoli affamati). Io fossi in te un bel viaggetto a Bahia a scrocco del munifico cugino maritato me lo farei... chissà che le tinte fosche di queso blog non si colorino del sole e del cielo di Salvador... ;)
    se decidi di partire ...ricordati degli amici

     
  • At 11:44 AM, Blogger Atipica

    Imprecario: c'hai ragione sul brasile: era un modo per dire che s'è accorto con un po' di ritardo che in Brasile di gente con qualche problemino ce n'è un bel po'. per quanto riguarda il portoghese/brasiliano: intellegibile a qualunque italiano con un QI nella media. Il problema è che a tutt'oggi io non so neppure se mio cugino abbia qualcosa sotto la calotta cranica.
    facciamo così, se parto io partiamo tutti insieme appassionatamente...;-)
    LCL: grazie per il suggerimento e per il complimento. ;-)

     
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