I. è la centralinista ed è una gran rompipalle. Una che non ha filtro fra pensieri e parole e, quindi, dice tutto ciò che le passa per la testa nell'istante stesso in cui le passa per la testa. Il problema non è tanto quello che dice, ma la frequenza con cui apre bocca. Però I. è anche una signora di 60 anni che ne dimostra 75,vive con la pensione minima, sola come un cane, ed è costretta a lavorare per arrivare alla fine del mese senza perdere peso. Prima di trovare questo lavoro dormiva e mangiava all'ospizio dei poveri, non so se ci siamo capiti. I. ha un contratto a progetto, ma è fedele al CSM nei secoli dei secoli, come l'arma dei carabinieri: non si assenta mai, non si ammala mai, non esce mai prima, non chiede mai un permesso, non protesta mai. Fa una settimana di ferie ad agosto, quando il CSM chiude. Lunedì 30 aprile, però, I. avrebbe gradito restarsene a casa sua a dar da bere alle piante, dare una pulita, riposarsi un po'. Perciò ha chiesto alla Kapò il permesso di fare il ponte. Costei, come da copione, le ha risposto seccata che lunedì ci sarà molto lavoro e che se tutti facessero il ponte tanto varrebbe chiudere l'ufficio. "Comunque" ha sibilato "conosci la procedura: tutti i dipendenti del CSM devono chiedere direttamente al Sommo eventuali giorni di ferie con un mese di anticipo. Se proprio ci tieni, puoi mandargli un fax". Ovviamente il Sommo non ha risposto, ma come dargli torto: i veri sovrani non hanno tempo di occuparsi di quisquiglie di tal fatta. Ora, posto che solo uno stronzo negherebbe un giorno di ferie a una che non si assenta nemmeno se ha la meningite, ma è arcinoto - almeno a quelli che leggono questo blog - che FR e compagnia bella non sono benefattori dell'umanità, in merito alla questione
ponte del 1° maggio urgono alcune precisazioni:
- LaBara, nonostante l'assoluta dedizione al Lavoro e all'Azienda, si spara un megaponte di una settimana, da domani a mercoledì. Tuttavia anche lei ha precisato indignata che c'è troppo lavoro per permettersi di fare ponti.
- La Kapò andrà al mare sabato pomeriggio: una sua amica sta divorziando e lei ha l'obbligo morale di confortarla fino a mercoledì. E poi in fondo non è un lunedì che cambia le cose.
- La Spia deve fare degli accertamenti e, guarda caso, le hanno fissato la visita proprio lunedì 30 aprile. Sarebbe venuta a lavorare, ha precisato stamattina, ma davvero questa visita non si può rimandare.
Dunque, a occhio e croce, in ufficio dovremmo essere in due: I. ed io. Ovvero due precari, due co.co.pro, due che, secondo lo spirito della Legge 30, dovrebbero essere
liberi di svolgere il famoso progetto senza vincoli di orario o presenza in ufficio. Insomma, due liberi professionisti, riccastri, rampanti, macrobiotici e radical-chic. C'è qualcuno che riesca a spiegarmi perchè, invece, io mi sento spiritualmente e fisicamente più vicina al servo della gleba affetto da depressione, pellagra e monofagismo maidico?
Scommetto che lunedì i sindacati sono aperti, nonostante 25 aprile e 1 maggio di mezzo.
Dare un colpo di telefono?
PS: che cos'è il monofagismo maidico?